RICHARD MATHESON.
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I RAGAZZI DELLA MORTE.
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Titolo originale: The Beardless Warriors.
Traduzione di: Elsa Pelitti.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale curata da: Amedeo Marchini.
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Con affetto, ai miei figli: Richard e Christian. Possa la lettura di questo libro essere il loro unico contatto con la guerra.
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Non ci fu mai guerra che non fosse conflitto interiore...
MARIANNE.
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PRIMO ASSALTO.
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8 DICEMBRE 1944.
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L'ARRIVO di Hackermeyer, nuova recluta della seconda squadra, terzo plotone, compagnia C,
coincise con una potente sfuriata del sergente Cooley.
Aveva viaggiato tutta la notte in un autocarro stipato fino all'inverosimile e si sentiva le ossa
rotte; aveva gambe e braccia irrigidite e i piedi intorpiditi. Arriv zoppicando fino alla tenda del
comandante, che lo affid al sergente Wadley, suo aiutante. Mentre lo accompagnava attraverso
l'accampamento, il sergente gli spieg in quale ferrea unit fosse capitato.
Siamo combattenti. Non c' posto per i fifoni, qui.
Hackermeyer rispose con un brontolio.
Fagli vedere l'inferno  il nostro motto, prosegu il sergente Wadley.
Capito, borbott Hackermeyer. Wadley gli ricordava suo zio George, pretenzioso e sbruffone come lui.
E un'altra cosa, riprese il sergente. Non voglio vederti buttar via niente dell'equipaggiamento, capito? Fatti cogliere a buttar via qualcosa e ti pianto una pallottola in testa, capito?
Hackermeyer sbuff e prosegu zoppicando accanto al panciuto sergente dalle braccia lunghe
come quelle di una scimmia. Le guance di Wadley, rasate di fresco, erano rosee e paffute, mentre
quelle di Hackermeyer erano pallide e incavate; l'elmetto di Wadley, troppo alto sulla nuca, dava alla
sua testa la sagoma di un enorme uovo, mentre l'elmetto di Hackermeyer calzava troppo, ombreggiando
i suoi occhi neri e stanchi. Wadley camminava con passi brevi e spavaldi, una mano stretta sul calcio
della pistola mitragliatrice appesa al fianco e l'aria cupa e vigile; Hackermeyer arrancava, col pollice
destro infilato sotto la cinghia del fucile e il viso magro privo di espressione.
Quando furono pi vicini alla depressione dov'era accampata la seconda squadra, cominciarono
a udire la voce irosa del sergente Cooley che parlava con un altro soldato. Non appena li vide, Cooley
and loro incontro, con passi lunghi e decisi.
Perch non ci hanno mandato le soprascarpe? domand.
Wadley arruff subito il pelo.
Ordini superiori, Cooley, rispose con voce minacciosamente tranquilla.
Chi  l'idiota che ha dato un ordine come questo? tuon Cooley. Perdio, non ne abbiamo gi
avuti abbastanza di congelamenti ai piedi? Portateci via le soprascarpe e di qui a poco tutti gli uomini
della compagnia torneranno strisciando all'ospedale da campo!
Non li do io gli ordini, Cooley! url Wadley. Io mi preoccupo soltanto che siano eseguiti, e
saranno eseguiti, perdio, hai capito? Cooley gir la testa e sput succo di tabacco. Sta' attento,
Cooley, ammoni Wadley in tono minaccioso.
Sta' attento tu! ribatt Cooley infuriato. Sanno maledettamente bene che in questo buco
piove due giorni su tre! giorni su tre! Cooley!
Sanno maledettamente bene che ci toccher marciare nell'acqua! Come sanno maledettamente
bene che ci toccher dormire in trincee allagate dalla pioggia. E quanto prima nevicher, anche!
Maledizione, Cooley! tuon Wadley. Mentre Cooley e Wadley s'insolentivano a vicenda,
Hackermeyer se ne stava l accanto, mezzo addormentato. Aveva dormito un'ora e venti minuti,
sull'autocarro, e quando lo avevano prelevato al Centro Riserve c'era arrivato da due ore, dopo tre
giorni di viaggio attraverso la Francia, in un carro merci stipato. Non gli importava niente della baruffa
tra i due sergenti. Li guardava di sotto le palpebre gonfie di sonno, respirando forte.
Cooley, sui quarantacinque anni, non era molto alto n molto grosso, per quanto fosse piuttosto
massiccio; accanto a lui Wadley sembrava un gorilla. Tranne gli occhi, di un azzurro livido nel cuoio
sudicio del viso cotto dal sole e dal vento e irsuto di ispida barba, non c'era niente di particolare nei
suoi lineamenti; il cappotto inzaccherato non portava gradi; sotto la rete logora che ricopriva il suo
elmetto era rimasta impigliata una foglia. Dalla spalla destra gli pendeva una carabina.
Si gir di scatto verso Hackermeyer, piantando a mezzo gli urli concitati di Wadley.
 questo chi ? domand.
E chi vuoi che sia? grugn Wadley. Una riserva.
Cooley riflett un momento, masticando tabacco. Quanti anni hai? domand poi.
Diciotto, rispose Hackermeyer.
Cooley sput. Molto bene, disse.
Si volt verso Wadley.
Io non comando una squadra di fucilieri, brontol. Comando un asilo infantile.
TS, sibil Wadley attraverso i denti sporgenti, e si gir per andarsene. Sembrava uno
spauracchio di malaugurio.
Non abbiamo finito di parlare, disse Cooley.
Wadley gir la testa. Lo credi tu. Ma abbiamo finito, capito?
Di' al capitano Miller da parte mia...
Io non dico niente a nessuno! l'interruppe Wadley infuriato. Quanto a quelle soprascarpe,
sar meglio che siano bene accatastate quando ce ne andremo di qui, capito?
Va' all'inferno! grugn Cooley.
Wadley gir sui tacchi, con le guance rubiconde segnate di macchie paonazze e fiss Cooley con uno sguardo assassino.
Hai qualcosa da dire? domand Cooley.
Dai denti serrati di Wadley sfugg un sibilo.
Sta' attento, Cooley! Sta' bene attento, capito?
Cooley sput succo di tabacco. Wadley lo fiss per un momento con occhi fiammeggianti, le
dita contratte sul calcio della pistola mitragliatrice, poi gir sui tacchi per andarsene. Ma dopo due passi
volt di nuovo la testa.
Ricorda quel che ti ho detto! ammon. Poi guard Hackermeyer. E anche tu, soldato!
Cooley si volt verso Hackermeyer. Che diavolo ti ha detto?
Di non buttar via niente dell'equipaggiamento.
Fai tu, disse Cooley. Cerca soltanto di non buttar via l'equipaggiamento da trincea, e forse
potrai arrivare a Natale. Di dove sei?
Di Brooklyn.
Quando ti sei arruolato?
In giugno.
Cooley sospir. E sei gi qui!
Sono gi qui.
Il sergente si pass una mano sul viso, con un gesto stanco. Devono essere persuasi che si tratti di una scampagnata da boy sconti brontol guardandosi in giro. Dave! chiam poi. Il soldato col quale stava parlando prima alz gli occhi da un libro. Cooley gli accenn di avvicinarsi e il soldato obbed. Era alto e ben piantato, con un bel viso simpatico.
Una riserva, spieg Cooley. Come ti chiami, figliolo?
Hackermeyer.
Questo  il caporale Lippincott, disse il sergente. E io mi chiamo Cooley.
Hackermeyer annu due volte, ma il suo viso rest impassibile. Cooley sospir.
Portalo da Wendt, disse.
Bene. Andiamo, disse Lippincott ad Hackermeyer.
Prendi tu il mio posto, nel caso che accadesse qualcosa mentre sono via, disse Cooley.
Dove va? domand Lippincott.
Dal capitano Miller. Questa storia delle soprascarpe deve finire.
Perch andare a cercarsi guai? domand Lippincott.
Qualcuno deve pur cercare di fargliela capire a quell'idiota di colonnello, rispose Cooley avviandosi. Lippincott scosse la testa e sorrise, ma senza gaiezza.
Andiamo, ripet.
Si avviarono.
Hai male ai piedi? domand Lippincott, notando che Hackermeyer zoppicava.
Sono gelati, rispose Hackermeyer.
Devi cercare di scaldarli.
Lo so.
E cerca di tenerli asciutti, riprese Lippincott. Se no, va a finire che ti si congelano.
Immagino che non ti sia mai trovato in combattimento.
No.
Quanti anni hai?
Diciotto.
Lippincott annu con aria grave.
Quanti ragazzi di diciotto anni ci sono nella squadra? domand Hackermeyer, ricordando che Cooley aveva parlato di asilo infantile.
Lippincott riflett un momento. Quattro, con te.
Su dodici?
Su dieci, corresse Lippincott. Non siamo al completo.
Raggiunsero un soldato piccolotto che se ne stava sdraiato su un impermeabile disteso, con la
testa appoggiata all'elmetto, una sigaretta penzolante dalle labbra screpolate e la bustina calata sugli
occhi. Una lanugine biondo-rossiccia gli copriva la parte inferiore del viso dai tratti grossolani; al collo
aveva un asciugamano sudicio, annodato come una sciarpa.
Wendt! chiam Lippincott.
Wendt sollev il berretto da un occhio e guard in su, imbronciato. Eh? mugugn.
Questo  Hackermeyer, riprese Lippincott.
Hackermeyer.
Lippincott annu. Wendt potr dirti quasi tutto ci che hai bisogno di sapere. Si dovrebbe
partire domattina. Batt una mano sulla spalla di Hackermeyer. Sono contento di averti con noi.
Wendt guard con occhi assonnati Hackermeyer che si sfilava dalla spalla il fucile e lo zaino e
si abbandonava a sedere con un sospiro di stanchezza. Hackermeyer si soffi il naso e si accinse a
levarsi le soprascarpe.
Hai visto molti combattimenti? domand Wendt.
No.
Oh! Wendt soffi una boccata di fumo che svan nell'aria gelida.
Mentre si strofinava i piedi, Hackermeyer vide accanto a Wendt un bazooka e alcuni proiettili a razzo.  tuo? domand.
S.  l'unico rimasto alla nostra squadra. Tu potrai portarmi i proiettili. Avevo un ragazzo che me lo faceva, ma adesso gli fanno fare la staffetta. Sbadigli. Il vecchio Foley, concluse.
 vecchio? domand Hackermeyer.
Wendt ridacchi. Diciotto anni. E tu?
Diciotto.
Wendt gorgogli un'altra risatina. Cooley deve essere fuori della grazia di Dio. Cos siamo in
quattro, ora.
Perch non ci sono dodici uomini in questa squadra? s'inform Hackermeyer.
C'erano.
Uccisi?
Uno. Un altro  stato ferito. Wendt toss. Al diavolo, siamo ancora in ottime condizioni. Nel
secondo plotone c' una squadra dove  rimasto un uomo solo.
E che se ne fanno?
Wendt si strinse nelle spalle. Probabilmente gli spareranno, cos non ci sar pi nemmeno lui.
Hackermeyer annu.
Sei ebreo, tu? domand Wendt.
No.
C' uno che si chiama Goldmeyer, nella squadra, ed  ebreo. Perci ho pensato che fossi ebreo
anche tu.
Anche lui ha diciotto anni?
Uh, uh, sbadigli Wendt. Io, Foley e Guthrie.
Guthrie?
 uno di Los Angeles. Suonato. Il suo vecchio scrive film.
Davvero?
Hai visto quel film dove la marina praticamente fa fuori tutti i giapponesi?
No.
Bene, l'ha scritto lui, il vecchio di Guthrie.
Wendt sbuff altro fumo.
Che vita! esclam. Sempre in mezzo alle stelle del cinema e far su un sacco di soldi!
Gente!
Perch al sergente non piacciono i ragazzi di diciotto anni? domand Hackermeyer.
Non gli piacciono nemmeno quelli di diciannove, spieg Wendt.
Ma perch?
Pensa che non sappiamo quel che facciamo. Lo sbadiglio di Wendt questa volta fu addirittura
prodigioso.
Chi altri c' nella squadra?
Guthrie, io, Foley. Goldmeyer. Lazzo. Il vecchio Bill Riley... vecchio sul serio, quello.
Trentanove anni. Il caporale Lippincott, Schumacher e il sergente.
Quanti anni ha?
Il sergente?
S.
Centoventi, probabilmente. Non so, una cinquantina, forse. Credo circa trentotto.
Wendt gir lentamente la testa e guard l'equipaggiamento di Hackermeyer. Sar meglio
alleggerirsi, disse.
Come?
Buttar via un po' di quella zavorra. Accorciati il cappotto come quello degli ufficiali. Butta via
la maschera antigas: la custodia ti servir per metterci qualcos'altro. Butta via coperte, tenda, corda,
pioli.
Ma il sergente Wadley ha detto...
Fregatene del sergente Wadley.
Hackermeyer sapeva che non sarebbe mai riuscito a buttar via niente. Lo zio gli aveva sempre
detto e ripetuto di avere cura scrupolosa di qualunque cosa gli affidassero e quel principio gli si era
conficcato nella zucca, anche se non poteva soffrire lo zio. Era diventata un'abitudine, ormai. Si
prendeva cura automaticamente, di tutta la sua roba e non sprecava mai nemmeno una briciola di pane.
Gett un'occhiata a Wendt che si era tirato di nuovo il berretto sugli occhi, poi guard gli alberi
poco lontani, i rami neri tesi verso l'alto come braccia di uno scheletro carbonizzato. Gli ricordavano
l'albero davanti alla casa dello zio. Ripens alla lettera ricevuta due settimane prima dalla cugina Clara
che gli chiedeva ancora di mandare a lei e a sua madre la paga di un mese. Clara era in tutto e per tutto
uguale a zio George. Anche se erano stati tutt'altro che generosi con Hackermeyer, si aspettavano
sempre tutta la sua gratitudine per averlo accolto in casa.
Tir su col naso, stancamente. Bene, forse era stato meglio che l'avessero sempre trattato tanto
male. Ora almeno era abituato alle disgrazie e forse nemmeno il combattimento gli avrebbe fatto
impressione.
Che cosa fai? domand Wendt svegliandosi.
Mi cambio  calzini.
E perch?
Per tenermi i piedi asciutti.
Wendt ridacchi come al solito. Pareva che avesse la sinusite.
Un altro Schumacher, osserv, tirando fuori una sigaretta. Anche quello si sta sempre
cambiando i calzini. Oh si cambia persino la biancheria, lui!
Scroll la testa e sbuff fumo, gettando lontano il fiammifero.
Pulisce tutti i giorni il fucile. Pulisce la baionetta. Pulisce piatti e posate. E si fa la barba!
Dovresti vedere la sua trincea: meglio di un appartamento di due stanze! Il tipo pi suonato che io
abbia mai conosciuto.
Quanti anni ha?
E chi lo sa! Trenta, quaranta, forse.
Hackermeyer si rimise le scarpe, annod per bene le stringhe, affibbi le cinghie dei gambali,
poi cominci a infilare le soprascarpe.
Puoi anche risparmiarti la fatica, osserv Wendt. Non ce le lasceranno tenere.
Lo so, rispose Hackermeyer.
Ma fin di infilarsele. Le avrebbe tolte quando glielo avessero ordinato.
Sai dove andiamo? domand dopo un momento.
In qualche citt, immagino.
Hackermeyer si soffi il naso.
Soltanto noi?
A volte ci danno i carri armati.
Meno male.
Meno male un corno. Si sentono a chilometri di distanza, quei bastardi. Basta che stai vicino a
un carro e i kraut ti sparano, anche se non ti vedono.
Wendt allung le gambe, poi fece una smorfia e si premette un fianco. Maledetto mal di
ventre, brontol. Si massaggi con forza il fianco. Poi ficc una mano dentro i calzoni e si gratt
l'inguine.
Maledette piattole!
Hai le piattole? domand Hackermeyer.
Ho di tutto, io. Wendt gir la testa e fiss Hackermeyer. Non hai mai visto una piattola?
Hackermeyer scosse la testa.
Vediamo se ne trovo una. Si mise a cercare con grande attenzione. Mi piacerebbe essere una
piattola, a volte, osserv. C' un calduccio delizioso, l gi. E una quantit di posti per farci la tana.
Sospir. Ah non si riesce a prenderle. Fece una smorfia. Quasi mi veniva un colpo, la prima
volta che ne ho presa una. Credevo che fosse una crosta. Me la metto sul pollice e la piccola bastarda
cammina!
Hackermeyer si domandava che cos'altro avrebbe potuto chiedergli sulla guerra. Sentiva di
dover fare qualcosa per prepararsi.
Sicuro, io ho di tutto, continu Wendt. Ho avuto la diarrea durante una buona met del
viaggio attraverso la Francia. Ricordo che eravamo in un ' quarantotto ', pigiati come sardine. Non ci si
fermava sovente, e Lazzo e Goldmeyer dovevano reggermi mentre mi sporgevo dallo sportello.
Incroci le braccia, rabbrividendo.
Si, di tutto, ripet. Probabilmente ho preso anche la gonorrea.
Sbadigli e chiuse gli occhi. Un attimo dopo russava.
Hackermeyer tir fuori un libretto di parole incrociate e prosegu nella soluzione di un gioco
che aveva cominciato ai primi di novembre. Pensava sovente quanto fosse strana quella sua
predilezione per le parole incrociate. Non si era mai preoccupato molto di far lavorare il cervello. Le
sue note scolastiche erano sempre state disastrose; se non avesse smesso di andare a scuola, sarebbe
stato ancora al primo anno. Maledetto cretino, sbadato e confusionario, erano i consueti appellativi con
i quali lo chiamava zio George. Ma lui aveva sempre preso brutti voti soltanto per far arrabbiare zio
George; in realt non era stupido fino a quel punto.
Gli occhi di Hackermeyer fissarono il vuoto. Non tanto stupido. In realt era abbastanza furbo,
aveva una certa perspicacia fredda e calcolatrice. Immagin se stesso in combattimento. Si muoveva
senza rumore, con astuzia, gettandosi improvvisamente a terra, rotolando in fretta, mentre tutt'intorno a
lui i proiettili sollevavano zampilli di terra senza riuscire a colpirlo. Poi si alzava, rapidissimo, con gli
occhi socchiusi e il fucile che abbaiava. Un tedesco cadeva, poi un altro, poi un altro ancora,
sobbalzando sotto l'urto dei suoi proiettili mortali. Crollavano morti sul colpo. E lui fuggiva a lunghi
balzi attraverso il campo, agitando le braccia e sfuggendo ai proiettili, come il centrattacco di una
squadra di campioni sfuggirebbe ai terzini avversari: veloce, sicuro di s e abilissimo. Poi si buttava gi
a tuffo, strappava coi denti la sicura di una bomba a mano, alzava il braccio e la scagliava dritto dentro
la bocca del cannone di un carro armato. Buum! Un carro nazista fuori combattimento. Grida di stupore
e sbalordimento da parte dei suoi compagni di squadra. Everett Harold Hackermeyer ha meritato la
medaglia d'Onore del Congresso per la sua azione...
Uno sternuto lo riport alla realt. Si guard in giro, stupito, con il cuore che gli batteva forte.
Gliela far vedere', pens. Ma sapeva che non sarebbe stato cos. Come avrebbe potuto essere un bravo
soldato? Non era mai stato bravo in niente.
Inspir una sorsata di aria fredda e umida e cerc di concentrarsi sulle parole incrociate, ma non
vi riusc. Dopo un poco i suoi pensieri inseguivano di nuovo un sogno a occhi aperti, nel quale egli
occupava da solo un paese tedesco e incontrava una deliziosa Frulein bionda che era rimasta per tutta
la vita ad aspettare lui.

Oh Dio, eccoci di nuovo, gemette Wendt.
Grosse gocce di pioggia cominciarono a tamburellare sui loro elmetti. Mentre si alzava per
distendere il telo da tenda e mettere al riparo se stesso e l'equipaggiamento, Hackermeyer sternuti
ancora. Wendt lo guardava senza parlare.
Bene, perdio, proruppe alla fine, che ne diresti di lasciarmi un posticino l sotto?
Oh! II viso di Hackermeyer era assolutamente privo di espressione. Vuoi...
Dio, a che cosa pensi, tu? l'interruppe Wendt.
Hackermeyer pens: ecco che cosa ti capita a buttar via il telo da tenda! Con un grugnito si fece
un poco pi in l, per far posto al compagno.
La pioggia scorreva sulla lucida superficie della tenda. Wendt trasse di tasca un libriccino e si
mise a osservarne attentamente le pagine. Hackermeyer, masticando una mezza tavoletta di cioccolato,
vide che si trattava di una storia a fumetti con Mickey Mouse, ma i dialoghi erano scritti in francese.
Che cosa dice, secondo te, Mickey? domand Wendt. Guard ancora il libriccino, confuso,
poi lo rimise in tasca.
Hai qualche fotografia pornografica? domand ancora.
No.
Peccato! sospir Wendt. Ne avevo di bellissime, nel sacco.
Sbadigli da sganasciarsi, poi tir fuori una sigaretta e l'accese. Cominciava a far buio.
Hackermeyer sternuti ancora e si soffi il naso, strizzando gli occhi.
Fumi? chiese Wendt.
No.
Bevi?
No.
Nemmeno birra?
No.
Wendt sbadigli. Vorrei che questa guerra schifosa fosse finita. Sono stufo di star seduto in
mezzo alla pioggia.
Sono combattenti in gamba, i tedeschi? s'inform Hackermeyer.
Puoi dirlo. Wendt si pieg in due, torcendosi un poco. Maledetto mal di ventre, mormor.
Si raddrizz, sbuffando fumo. Proprio ho di tutto, io, esclam.
La pioggia cadeva pi fitta, ora. Larghe gocce battevano sopra la tenda come centinaia di dita
frettolose. Hackermeyer si domand che cos'altro avrebbe potuto chiedere della guerra.
Quando sei stato a ietto per l'ultima volta con una ragazza? domand Wendt.
Quand'ero a Brooklyn, rispose Hackermeyer dopo un momento.
 andata bene?
S.
Wendt soffi una nube di fumo. Io non ho pi avuto niente da quando siamo partiti da Metz,
confess.
Hackermeyer ascolt in silenzio la descrizione particolareggiata dell'esperienza di Metz. Finito
il racconto, Wendt fiss cupamente il terreno.
S, ho cominciato a sei anni, disse.
Sei anni? La voce di Hackermeyer era stupita quanto poteva esserlo.
C'era una del Sud, nell'isolato dove abitavo, spieg Wendt illuminandosi in viso. Dodici
anni, aveva. Andavo a casa sua tutte le sere.
A sei anni?
Faceva tutto lei. Un insegnamento molto efficace. Mentre parlava, Wendt si massaggiava lo
stomaco. Dopo un po' perse qualunque interesse alla propria storia e si ferm di botto, a met di una
frase. Maledizione! Vorrei proprio che la smettesse di piovere. Non c' altro che pioggia in questo
fetido buco!
Hackermeyer frug nel proprio sacco, finch non ebbe trovato lo spazzolino per i denti e il
dentifricio, e spruzz un po' di polvere sullo spazzolino.
Che cosa fai? domand Wendt.
Mi lavo i denti.
Come ti  venuto in mente?
Lo faccio sempre.
Wendt, sbalordito, si lasci sfuggire un fischio. Tu e Schumacher dovreste fondare un
circolo.
Hackermeyer si spazzol accuratamente i denti, poi si sciacqu la bocca. La sua borraccia era
quasi vuota.
Dove posso prendere un po' d'acqua? domand.
Da un cratere di bomba, rispose Wendt. Buttaci un paio di compresse di cloro e aspetta che
si sciolgano.
Cloro?
Non ne hai?
No.
Oh Cristo! Wendt si frug in tasca e ne lev una scatoletta. Tieni. Prendi questa. Io ne ho
un'altra.
Hackermeyer grugn. Avrebbe forse dovuto ringraziare Wendt, pens, ma non riusc a farlo.
Troppe volte era stato costretto a ringraziare per cose delle quali non aveva alcun motivo di essere
grato.
Ho una voglia matta di birra, riprese Wendt. Ti piace la birra?
No. Hackermeyer non ne poteva soffrire nemmeno l'odore. Gli ricordava l'alito dello zio. E
del babbo, anche. Dolciastro e nauseante.
Un momento dopo, lui e Wendt erano distesi a fianco a fianco. Hackermeyer si assicur che il
fucile fosse ben riparato dalla tenda, poi chiuse gli occhi.
Si domandava se davvero Wendt avesse fatto tutte quelle cose che diceva, con le ragazze. Era
difficile crederlo. Ma questo dipendeva forse dalla situazione in cui si trovava lui. Forse sembravano
inconcepibili a lui, soltanto perch nella sua vita non aveva mai avuto un'esperienza sessuale. Non lo
aveva mai detto a nessuno, naturalmente, n mai lo avrebbe detto. Era abbastanza facile fingere di
saperne sul sesso molto pi di quanto non ne sapesse in realt. Mai nessuno chiedeva particolari. Erano
tutti troppo ansiosi di parlare di quel che era accaduto a loro.
Tir su col naso e si sfreg la narici gocciolanti. Chiss che effetto faceva essere davvero a letto
con una ragazza nuda! La sola ragazza nuda ch'egli avesse mai vista era stata sua cugina Clara, una
volta che era entrato nella stanza da bagno mentre lei si asciugava. Aveva nove anni, allora, e non
ricordava altro che un'impressione confusa di una massa di carne bianca e di capelli neri. Fece una
smorfia. Se tutte le ragazze erano cos...
Ricordava che quella sera lo zio George lo aveva trascinato in cantina e lo aveva frustato con la
cinghia per affilare il rasoio. Ricordava di avere pianto, gridando che non era colpa sua se Clara non
aveva chiuso a chiave la porta del bagno. Ma dopo quelle parole zio George lo aveva frustato ancora
pi forte.
Apr gli occhi e fiss il cielo plumbeo, mentre un sospiro gli gonfiava il petto. Bene, era tutto
passato, ormai. Lo zio era morto e mai pi nessuno lo avrebbe riportato indietro. E lui era padrone di se
stesso, ora. Potevano ammazzarlo, ma pi nessuno poteva fargli male.
Era strano, pens. Domattina sarebbe andato a combattere e quasi non ci aveva ancora pensato.
Ma forse il fatto di avere chiesto a Wendt dove sarebbero andati e se i tedeschi erano bravi soldati
indicava che ci aveva pensato. Per non provava nessuna emozione particolare. O forse non era tanto
strano, dopo tutto. Da un bel pezzo non si emozionava pi per niente. E nemmeno la guerra riusciva a
mutarlo. Anche se lo uccidevano, che importanza avrebbe avuto? Nessuno avrebbe sentito la sua
mancanza. Anzi, Clara ne sarebbe stata felice. Lei e sua madre avrebbero incassato un sacco di soldi
sulla sua assicurazione militare.
Aggrott le sopracciglia. Era stato sciocco a nominare loro come beneficiarie, soltanto per il
gusto di non nominare il babbo. Avrebbe potuto scegliere qualcuno che se lo meritasse di pi.
Hitler, per esempio.

Hackermeyer apr gli occhi e sternuti. Non pioveva pi, ma faceva pi freddo. Ud un rumore
che non seppe identificare. Tendendo l'orecchio, alz il braccio sinistro e guard il quadrante
fosforescente dell'orologio. Erano quasi le dieci.
Il rumore si fece pi intenso e Hackermeyer si accorse a un tratto che era una sorta di rantolo
proveniente dalla gola di Wendt. Si sollev su un gomito e si gir a guardare. Wendt era rotolato fuori
della tenda e giaceva rannicchiato sul terreno, tremante.
Wendt!
Nessuna risposta. Hackermeyer rimase immobile per qualche minuto, poi si alz in piedi, con le
articolazioni che scricchiolavano, e scosse via l'acqua dalla tenda. Tornato a sdraiarsi, rialz il bavero
del cappotto e tir gi il berretto di panno; tast in giro, alla ricerca dell'elmetto, se lo ficc in testa e si
distese.
Wendt continuava a rantolare. Dopo un poco prese a gemere, come soffrisse. Hackermeyer
giacque immobile, ascoltando. Si chiedeva se Wendt stesse facendo un brutto sogno. Forse la scossa
del combattimento prendeva dopo, non prima.
Mamma! singhiozz Wendt.
Hackermeyer rabbrivid. Si alz a sedere e una ventata gelida gli colp le guance.
Mamma! ripet Wendt con voce lamentosa.
Hackermeyer deglut.
Wendt! chiam ancora.
Quando Wendt cominci a piangere, sent una stretta allo stomaco. Che cos'hai? domand.
Wendt continu a piangere e a gemere. Hackermeyer si alz, and ad accoccolarsi vicino a lui e
gli pos una mano sulla spalla.
Mamma! ripet Wendt, come se implorasse. Mamma!
Ma che cos'hai? domand ancora Hackermeyer, aggrottando le sopracciglia.
Wendt rabbrivid violentemente e si raggomitol ancora pi stretto, battendo i denti e
lamentandosi senza posa, con brevi gemiti inarticolati. Hackermeyer si alz per andare a chiedere aiuto,
ma subito si ritrasse davanti a una figura emersa dal buio.
Che succede? domand il sergente Cooley.
Non lo so.
Cooley si accoccol in fretta accanto a Wendt. Che cosa c', figliolo?
Wendt singhiozz e gemette. Hackermeyer udiva il tonfo delle sue scarpe che scalciavano a
tratti contro il terreno bagnato. Vide Cooley tendere un braccio e immediatamente dalle labbra di
Wendt sfugg un urlo di dolore che parve riempire la notte. Hackermeyer fece un salto.
Cooley si rialz. Non lasciarlo muovere, ordin.
Che cosa gli ...
Ma Cooley era gi lontano. Hackermeyer torn accanto a Wendt e lo guard fisso con occhi
spenti. Singhiozzava e gemeva e continuava a chiamare la mamma.
Dieci minuti dopo Cooley era di ritorno con un infermiere e una barella. Come sollevarono
Wendt per adagiarlo sul telone, il ragazzo lanci un urlo e cerc di mettersi a sedere. Cooley lo tenne
fermo.
Sta' calmo, figliolo.
Wendt riprese a piangere come un bambino spaventato. Hackermeyer, immobile, rest a
guardare i due uomini che lo portavano via. Prima che sparissero ud l'infermiere pronunciare la parola
appendicite.
Quando se ne furono andati Hackermeyer torn a sdraiarsi sotto la tenda. Gli pareva che la
temperatura scendesse di minuto in minuto. Frug nel sacco alla ricerca di una coperta e se la butt
addosso. Sentiva sotto di s la superficie disuguale del terreno, l'aria era piena dell'odore freddo e
stantio della terra bagnata. Lontano, ud il rombo di un autocarro che saliva una collina: l'ansito del
motore in prima sembrava il gemito di una bestia disperata. Pi vicino risuonarono tonfi sordi di stivali
e un lieve tintinnio di armi. Hackermeyer apr gli occhi e aguzz lo sguardo nel buio.
Era stato fortunato Wendt ad avere l'appendicite. Non sarebbe andato a combattere, l'indomani.
Naturalmente aveva gi partecipato ad altre azioni, ma era stato fortunato a non dover partecipare ad
altre ancora. Avrebbe anche potuto essere ucciso, l'indomani.
Probabilmente anche il sergente Cooley pensava che quell'appendicite di Wendt era stata
provvidenziale. Gli aveva levato di torno un diciottenne. Una volta ancora Hackermeyer si domand
perch mai Cooley ce l'avesse con i soldati di diciotto anni. Cos a occhio e croce, pareva che fossero
capaci di adattarsi alla guerra meglio degli anziani. Non avevano moglie e figli ad aspettarli a casa,
perci avevano meno motivi di preoccupazione. E non si erano ancora sistemati in un'esistenza
regolare, erano pi avvezzi al movimento, pi indipendenti. Salvo il fatto che, naturalmente, moltissimi
si sentivano ancora legati al grembiule della mamma. Come Wendt, a esempio. Dopo tutte quelle
chiacchiere, era la mamma che aveva chiamato, piangendo di dolore, nel buio. In questo ho un
vantaggio su di lui, pens Hackermeyer.
Gi da un bel po' udiva la voce che ripeteva qualcosa, ma soltanto quando si distolse dalle
proprie riflessioni si rese conto che quel qualcosa era il nome di Wendt. Si sollev su un gomito e si
guard intorno, aspettando di sentire ancora la voce.
Wendt? disse infatti la voce.
Qui, rispose Hackermeyer.
Qualcuno inciamp con un tonfo. Sta' attento, maledizione! brontol un'altra voce.
Oh scusami, disse la prima, timidamente. Il rumore di passi si avvicin. Dove sei, Artie?
Non sono... Un'ombra emerse dal buio e Hackermeyer s'interruppe.
Ehi, Artie, disse la voce.
Non sono Wendt, spieg Hackermeyer.
Oh! E dov'?
Gli  venuta l'appendicite.
Oh, no!
Sei Foley? domand Hackermeyer.
S! Foley toss. Come lo sai?
Me lo ha detto Wendt.
Ma tu chi sei?
Sono arrivato oggi.
Ah! Foley non si mosse. Bene... ha... ha lasciato qualche coperta, Wendt?
No.
Oh Dio! Io non ho pi niente.
Hackermeyer vide che Foley si portava alla bocca la mano sinistra; ud il lieve rumore che
Foley faceva mordendosi il guanto. Chiuse gli occhi per qualche minuto, poi li riapr. Foley era sempre
l. Hackermeyer aggrott le sopracciglia e strinse i denti.
Bene... puoi... sederti sul mio telo da tenda, se vuoi, disse.
Oh, grazie! Foley si sfil il fucile e piant nel terreno la baionetta, poi si lev lo zaino e
sedette accanto ad Hackermeyer.
Sono contento di conoscerti, mormor. Hackermeyer sent qualcosa che lo toccava e cap che
era la mano di Foley. La strinse per un attimo, poi la lasci andare.
Come ti chiami di nome? domand Foley, dopo aver sentito che si chiamava Hackermeyer di
cognome.
Everett.
Foley si schiar la gola. Io mi chiamo John. Si soffi il naso.
Maledizione, non riesco a liberarmi da questo raffreddore! imprec.
Hackermeyer si coric, incrociando le braccia sul petto. Senza dubbio, Foley intendeva dire che
aveva il raffreddore da qualche settimana. Non da mesi, come accadeva a lui e come gli era accaduto da
anni, in inverno.
Appendicite! Povero Artie! Foley sembrava sinceramente addolorato.
Hackermeyer chiuse gli occhi. Se doveva andare a combattere l'indomani mattina, avrebbe fatto
meglio a dormire un po'.
Di'... hanno distribuito il rancio? domand Foley.
S.
Oh perbacco!
Hackermeyer cerc di dormire.
Io... ero andato a portare un messaggio... e non ho avuto niente, si lament Foley.
Hackermeyer grugn. Peggio per te, pens. Poi sospir, stizzito, si frug in tasca e ne trasse quel
che restava della tavoletta di cioccolato. Senza parlare la ficc in mano a Foley.
Che cos'? Oh... di', non voglio che... Foley toss. Non ne mangi pi, tu?
No, brontol Hackermeyer. Si sentiva stupido. Regalare cos la propria roba!
Bene... Grazie, Everett.
Hackermeyer ud il rumore che Foley faceva sgranocchiando il duro cioccolato. Con un
brontolio inarticolato si gir su un fianco.
Che buono! esclam Foley.
Hackermeyer cerc di dormire.
Non so come ringraziarti, insistette Foley.
Hackermeyer s'irrigid. Se te ne stessi zitto, pens.
Hai gi combattuto? domand Foley.
No, rispose Hackermeyer, asciutto.
Foley toss. Be', sai, riprese impacciato. Non  poi cos... brutto, un combattimento.
No? Hackermeyer spalanc gli occhi per la sorpresa.
Be', io non... ne ho visto molto, finora, confess Foley. Corro sempre innanzi e indietro coi
messaggi, perci... tranne le esplosioni degli 88 e il sibilo dei mimi, non ne sento molto.
Che cosa sono i mimi?
Le bombe di mortaio tedesche. Fanno un rumore che sembra l'uggiolio delle streghe quando
deve morire qualcuno. Mi fanno venire la pelle d'oca.
Ah!
Poi c' la flak.
La flak?
Il fuoco dell'antiaerea.
Hackermeyer spalanc di nuovo gli occhi. Contro di noi?
I proiettili esplodono in aria, spieg Foley. E una scheggia ti pu beccare anche dentro la
trincea.
Hackermeyer inghiott.
Lo sai dove andremo?
In una citt distante circa dieci chilometri, cos mi pare che abbiano detto.
Come si chiama?
Saar... qualcosa.
Siamo in Germania? domand Hackermeyer stupito.
Sicuro.
Hackermeyer sent un formicolio nelle dita.
 una... citt grande?
Non lo so. Non ne so niente di niente, Everett.
Era strano sentirsi chiamare col nome di battesimo. A scuola i compagni lo chiamavano sempre
Hack o faccia di cavallo.
Foley fin la tavoletta di cioccolato e si lecc le dita. Era proprio buono. Ancora grazie.
Germania, pens Hackermeyer. Credeva di essere ancora nella Francia orientale.
Bene, penso sia meglio che cerchiamo di dormire un po', disse Foley. Domani sar una gran
giornata, aggiunse con finta allegria.
Hackermeyer grugn. Germania!
Foley si stese accanto a lui sul telo da tenda e un momento dopo russava tranquillo.
Hackermeyer giacque supino, fissando le stelle azzurre e gelide come ghiaccio e pensando
all'indomani.
Ma poco dopo i suoi pensieri tornarono a Wendt che piangeva invocando la mamma. Allora
ricord l'ultima volta che aveva pianto lui. Era stato pi di tre anni prima. Zio George era tanto malato
che il babbo (fratello di zio George) era dovuto venire per qualche giorno a casa dello zio.
Hackermeyer non aveva mostrato il minimo rispetto per lui; evitava la sua presenza, non rispondeva
quando il babbo gli parlava e accennava di continuo al gran bere che facevano lui e lo zio.
Un pomeriggio (era un mercoled, ricordava) si era alzato da tavola senza nemmeno chiedere
scusa, ma il babbo aveva perso la pazienza e gli aveva ordinato di rimettersi a sedere e di restarci finch
tutti avessero finito di mangiare. Hackermeyer aveva fatto orecchie da mercante e, senza una parola,
era uscito dalla cucina. Udendo alle proprie spalle il rumore di una sedia smossa bruscamente, si era
diretto in fretta verso la scala dell'ingresso, con l'intenzione di andare a chiudersi in camera, ma il
babbo lo aveva raggiunto prima che potesse arrivarci e aveva cercato di sculacciarlo.
Hackermeyer si era rivoltato selvaggiamente, scalciando e graffiando, con la saliva che gli
colava sul mento. Allora il babbo lo aveva preso a schiaffi e lui si era subito afflosciato sul pavimento,
piangendo disperatamente, svuotato di ogni velleit di ribellione, mentre il babbo torreggiava su di lui,
ansante, fissandolo corrucciato. Hackermeyer ricordava come i radi capelli neri gli ricadessero a
ciocche sulla fronte. Non combinerai mai niente di buono, aveva detto il babbo. Mai niente di
niente. Sei troppo ignorante e meschino.
Poi era tornato in cucina a finir di pranzare con zia Alice e la cugina Clara e Hackermeyer era
rimasto lunghissimo tempo accovacciato sul freddo linoleum, incapace di frenare le lacrime.
Ma da allora non aveva pianto mai pi. N mai pi avrebbe pianto. Non c'era niente al mondo
che ne valesse la pena.
9 DICEMBRE 1944
FOLEY era seduto in terra, a gambe incrociate e senza elmetto. Non era molto alto, piuttosto
grassoccio, con un viso tondo e roseo di ragazzino e capelli color sabbia incollati alla testa, a grosse
ciocche. Hackermeyer lo guardava soffiare sulle lenti degli occhiali e poi strofinarle accuratamente con
un fazzoletto color cachi. Quand'ebbe finito, Foley si rimise gli occhiali e sorrise.
Mi sembrano puliti, ora, osserv.
Hackermeyer prese la borraccia e la scosse, poi svit il cappuccio e annus il contenuto.
Assaggiala, disse Foley.
Hackermeyer bevve un sorso, agit un poco l'acqua in bocca poi la mand gi, cautamente.
 buona? domand Foley.
Hackermeyer fece una smorfia. Sa di piscina.
Foley rise, battendo le mani. Certo. C' dentro il cloro.
Hackermeyer non ricambi il sorriso. Rideva molto di rado.
Strano, riprese Foley. Credevo che tu fossi un uomo di trent'anni, quando parlavamo,
stanotte. Non avrei mai pensato che ne avessi soltanto diciotto. Si mise l'elmetto e si alz. Bene,
penso che sia ora di andare a rapporto dal capitano.
Hackermeyer continu a guardarlo mentre raccoglieva l'equipaggiamento. Sembrava cos fuori
posto, vestito da soldato! Come se lo avessero incluso per sbaglio tra gli attori di una recita scolastica.
Chiss che non mi riesca di andare a trovare Artie, se mi mandano a portare un messaggio da
quelle parti, disse Foley. Sfil la baionetta dal terreno e osserv il fucile.
Oh comincia ad arrugginirsi!
Puliscilo.
S, dovrei farlo, lo so, convenne Foley in tono desolato. Ma ho sempre cos poco tempo!
Sospir. Pazienza. E si pass sulla spalla destra la cinghia dell'M1, il fucile a otto colpi in dotazione, e poi sorrise ad Hackermeyer.
Bene, spero di... rivederti.
Hackermeyer grugn.
Il sorriso di Foley vacill un poco. In bocca al lupo, Everett, disse il ragazzo e gir sui tacchi.
Hackermeyer lo segu con lo sguardo mentre attraversava i campi, diretto al comando della compagnia.
Sparito Foley, Hackermeyer rest a sedere tutto solo sul telo da tenda, guardandosi in giro.
Dappertutto c'erano uomini che parlavano, che leggevano, che scrivevano una lettera, che pulivano il
fucile, che gironzolavano senza scopo. Qualcosa gli strinse lo stomaco. Ci siamo, pens. Il
combattimento era vicino, vicinissimo. Si accorse di respirare a fatica e aspir una lunga boccata d'aria.
Ce la far, disse a se stesso.
Infil bruscamente una mano sotto il cappotto e tir fuori il portafogli, ne trasse una fotografia
screpolata e la guard attentamente.
Sembrava cos giovane! Quando le avevano fatto quella fotografia aveva soltanto qualche anno
pi di quanti ne aveva ora Hackermeyer. Fiss il viso sorridente della mamma e una volta ancora si
domand come sarebbe stata la sua vita se ci fosse stata lei. Era cos attraente! Certo vivere con lei
sarebbe stato molto pi piacevole che non vivere con gli zii e la cugina Clara. E forse, se ci fosse stata
la mamma, anche il babbo gli avrebbe voluto un po' di bene.
Richiuse il portafogli con un gesto brusco. Al diavolo tutto quanto. Non aveva alcun bisogno
del babbo. Non aveva bisogno di nessuno. Era solo e gli piaceva esserlo.
Ud un rumore di passi e guard alle proprie spalle. Era Cooley. Hackermeyer fece scivolare il
portafogli nella tasca del cappotto.
Credi di potercela fare col bazooka? domand il sergente.
Certo.
Sai come funziona?
Chi lo carica?
Tu, se non c' nessun altro in giro.
Pensavo che bisognasse essere in due.
Qui non siamo al campo di addestramento, Hackermeyer. Sai come si fa a mirare?
Io... credo di s.
Ah... Cooley sput succo di tabacco, poi si chin a prendere il bazooka e la cassetta dei
proiettili. Lo dar a Riley, disse.
Si ferm e si volt verso Hackermeyer.
Ma l'M1 lo sai adoperare, almeno?
Prima si...
Va bene, va bene, tagli corto il sergente. Sta' soltanto attento a non sparare a noi.
S.
Mentre si allontanava, Cooley alz gli occhi al cielo. Bambini! sospir. Fece cinque passi poi
si ferm di nuovo e volt la testa.
 meglio che dai un'occhiata al fucile, figliolo, disse. Tra poco si parte.
Gi fatto, rispose Hackermeyer.
Cooley lo guard fisso per qualche minuto, sospir di nuovo e se ne and.

Era un dicembre fin troppo mite. Poco dopo le otto, il sole si era aperto un varco attraverso il
grigio soffitto di nubi, le nubi si erano dissolte e ora il cielo splendeva di un bell'azzurro brillante.
L'intera squadra stava accovacciata attorno a Cooley. Mancava poco alle nove.
Il nostro compito  facilissimo, disse il sergente. Non dobbiamo fare altro che attraversare
circa tre chilometri di campagna, un bosco e un altro campo, poi saremo a Saarbrcken.
Nessun ostacolo? domand Goldmeyer, un giovanotto smilzo di ventitr anni,
dall'espressione solenne e preoccupata.
Soltanto kraut, rispose Cooley.
Nessun giapponese? chiese Guthrie.
Cooley lo guard male, sporgendo le labbra come avesse appena assaggiato qualcosa di molto
amaro.
Gir la testa per sputare, poi guard tutti gli altri, a turno.
Siamo in casa loro, adesso, riprese. E quanto prima ci troveremo di fronte al Vallo
Occidentale, perci avanzeremo molto lentamente. I kraut non corrono pi, ormai, ma in compenso si
batteranno come diavoli. Perci tenetevi pronti.
Ma non dovremmo avere una squadra di riserva? domand ancora Guthrie.
Cooley non gli bad.
Questo schizzo sul terreno vi dar un'idea della situazione, prosegu. Questa  la collina
sulla quale siamo ora. Questo  un torrente che dovremo oltrepassare. Sar la nostra linea di partenza.
Questa  una citt semidistrutta che dovremo attraversare. La linea di attacco  dall'altra parte.
L'obiettivo immediato del plotone  questa cresta e la nostra squadra dovr occupare il lato destro.
Appena l'avremo occupato, ci riorganizzeremo e proseguiremo verso la foresta, se potremo. Questa  la
nostra strada.
Hackermeyer ascoltava attento, chiedendosi se fosse permesso prendere appunti. Sembravano
tante le cose da ricordare! La loro posizione nella colonna formata dal plotone. Lo spostamento dalla
formazione di squadra a quella di attacco. Che cosa fare in caso di contrattacco. Dove si trovava il
pronto soccorso. Dove era il deposito munizioni della compagnia...
Non sar una scampagnata, ammon Cooley. Avremo contro almeno due divisioni di kraut
che per la maggior parte sanno perfettamente che cosa fanno. Ci scaglieranno addosso di tutto, tranne il
sospensorio di Hitler: 88, mitragliatrici, mortai, granate, razzi, carri armati, mattoni. Bisogna aspettarsi
un contrattacco, perci siate cauti. Guardatevi bene intorno e cercate di stare al mondo. E, in ogni caso,
guardate me. Chi non ha cotone? Hackermeyer?
Che?
Cooley lev di tasca un astuccio pieno di cotone e ne strapp un batuffolo. Ficcatelo nelle
orecchie, prima che ci muoviamo. Nessun altro? Benone. Ora controller il vostro equipaggiamento.
Prese a controllare armi e zaini.
Ora che sapete quel che vi aspetta, non state a rimuginarci sopra. Non vi dico queste cose per
spaventarvi, ve le dico perch siate pronti a fronteggiare qualunque situazione. Non allarmatevi prima
del tempo. Studiate il terreno e quando ci bombarderanno (lo faranno sicuramente) cercate di ripararvi
dietro qualcosa, non foss'altro un rialzo del terreno. Cercate di proteggervi contro lo spostamento d'aria.
State attenti alle esplosioni. Le vostre orecchie reggeranno meglio se resisterete al rumore.
Sergente! disse Hackermeyer.
Cooley si volt. Che c'?
Possiamo sparare come ci pare e piace?
Che cosa? proruppe il sergente. Gli altri soldati ridacchiarono.
Dobbiamo aspettare ordini, prima di sparare? domand Hackermeyer, irrigidendosi.
Cooley lo fiss per un attimo. Io non lo farei, se fossi in te.
Hackermeyer annu. E come diavolo posso saperlo? pens, stizzito.
Bene, mormor Cooley. Scosse la testa, come a riprendersi dopo un colpo, e guard i piedi di
Hackermeyer. Levati quelle soprascarpe, ordin.
Hackermeyer annu.
Cooley si rivolse agli altri.
Sapete tutti quale guaio sia per noi non avere le soprascarpe, disse. Ho parlato col capitano
Miller, ieri, e mi ha detto che non pu farci niente.  stata un'idea del colonnello Vesey. Cos saremo
pi svelti a muoverci, dice lui. Sput. A ogni modo, il capitano dice che probabilmente a
Saarbrcken ce le ridaranno.
E se non arriviamo a Saarbrcken? domand Guthrie.
Ci terremo i piedi freddi, ribatt seccamente Cooley. Sbuff, irritato. Se non ce le ridaranno
subito, badate a tenervi i piedi asciutti. Cambiatevi i calzini, in combattimento, ma... bene, fate tutto il
possibile, perch non possiamo perdere nemmeno un uomo.
Fece una smorfia. O un bambino.
Questa  per noi, osserv Guthrie.
Chiudi il becco, ribatt stancamente Cooley. Li guard tutti e sette, uno dopo l'altro. Ce la
farete benone, mormor.

Erano pronti a partire. Il reggimento, un'immensa folla ondeggiante di soldati, si stendeva a
perdita d'occhio. Hackermeyer non arrivava a vederne la fine. Guard l'orologio: le nove e quaranta.
Davanti a lui c'erano il sergente Cooley e Bill Riley, col bazooka e i proiettili; a sinistra aveva
Lippincott e Goldmeyer, aiutante di Lazzo, che portava il BAR, la mitragliatrice pesante. Alla punta della losanga c'era
Schumacher. Dietro a lui, sulla destra, c'era Lazzo; davanti a Goldmeyer c'era Guthrie con un altro
BAR. Qualcuno portava l'equipaggiamento da combattimento; tutti avevano bandoliere supplementari
di cartucce incrociate sul petto e tre bombe a mano.
Hackermeyer provava la sensazione di essere un impostore mascherato in un costume non
adatto a lui. Inspir profondamente e sfil dalla spalla l'M1. Si gratt una gamba. Guard l'ora: quasi le
nove e tre quarti. Si accert che la sicura del fucile fosse a posto; non gli sarebbe piaciuto che l'arma
sparasse anzi tempo. Rimise il fucile sulla spalla, poi lo lev di nuovo e lo tenne davanti al petto. Si
accert che fosse carico. Lo appoggi su un braccio ripiegato, poi lo mise sotto il braccio destro, poi
ancora sotto il sinistro. Finalmente torn a infilarlo sulla spalla destra. Guard l'ora: le nove e tre quarti.
Sussult quando un ufficiale diede un colpo di fischietto. Si lanci bruscamente avanti, poi,
vedendo che Cooley non si era mosso, si ferm a sua volta e rest a guardare il sergente, inghiottendo
saliva. Dopo qualche minuto gli uomini davanti a loro cominciarono a muoversi; allora il sergente
Cooley alz il braccio destro, fece un largo gesto e si mise in marcia. Hackermeyer lo segu. Davanti a
s non vedeva altro che la pianura e la sterminata massa fluttuante dei soldati.
Dopo dieci minuti di marcia si trovarono su un lieve pendio in discesa. Hackermeyer acceler il
passo. Vedeva pi lontano, ora, ma non scorgeva nessun segno di foreste. I suoi nervi si distesero.
Aveva pensato di essere gi alle porte di Saarbrcken, anche se Foley aveva detto che la citt era a
circa dieci chilometri.
In fondo al pendio scorreva il fiume del quale aveva parlato Cooley, un fiumicello poco
profondo ma molto rapido. Hackermeyer si ferm un attimo sulla riva osservando l'acqua veloce e
cristallina, tanto limpida che sul fondo si vedevano rotolare piccoli sassi.
Ud un tintinnare di metalli: Lippincott stava entrando nel fiume, a qualche metro da lui, e
schizzava acqua da tutte le parti. Hackermeyer vi scese a sua volta, e fece una smorfia quando l'acqua
gelida gli entr nelle scarpe e gli inzupp il fondo dei gambali. Mentre risaliva la sponda opposta,
sentiva l'acqua sguazzargli nelle scarpe. Doveva cambiarsi i calzini al pi presto, pens. Ma quanto
sarebbe durata quella storia? Avevano appena cominciato.
Superato il pendio, attraversarono la piccola citt bombardata. Era ridotta a un ammasso di
rovine, non c'era una casa in piedi. Hackermeyer si domand dove fosse finita la popolazione. Possibile
che tutti, tutti gli abitanti di una citt avessero potuto trovare rifugio altrove? Forse erano morti tutti
quanti. Le strade erano coperte di uno strato di macerie che scricchiolavano sotto i suoi piedi; la
polvere fluttuante nell'aria gli pizzic le narici e lo fece sternutire. Lo sternuto echeggi con una
sonorit impressionante. Levato un fazzoletto di tasca, Hackermeyer si soffi il naso cercando di fare
poco rumore.
Dopo cinque minuti di marcia, si lasciarono la citt alle spalle e proseguirono attraverso una
campagna che ad Hackermeyer parve esattamente uguale alla precedente: sterminata, quasi senza alberi
e coperta di erba secca e raggrinzita. Erano alla linea di attacco,ora, pens. La squadra cominci a
distendersi in posizione di assalto.
Hackermeyer si chiese quando avrebbe finalmente visto i tedeschi. Sarebbero dilagati per la
campagna, venendo dalla direzione opposta? Avrebbero attaccato urlando? Rabbrivid. A un tratto gli
parve di non sapere pi come funzionasse l'M1. Cerc di fissare la mente su quell'operazione. Prima si
spingeva gi il caricatore, poi, se l'otturatore non scattava da solo, lo si faceva scattare a mano per
mandare un proiettile nella camera di scoppio. Quando il caricatore era vuoto (otto colpi, no?) una
molla lo spingeva fuori e l'otturatore ritornava nella posizione di prima, cos che si poteva inserire un
altro caricatore.
Accenn di s con la testa. Fin qui andava tutto bene. Quella che invece avrebbe potuto creargli
qualche grattacapo ra la baionetta. Coi muscoli tesi fino allo spasimo, cerc di ricordarsi il movimento
giusto per spostarsi di fianco e fare lo sgambetto al nemico in modo che egli cadesse bocconi,
esponendo la schiena; cerc di ricordare come si parava un attacco, colpendo invece il nemico in faccia
col calcio del fucile. Assorto nelle proprie riflessioni, inciamp in una carreggiata e per poco non
cadde. Il trambusto del suo equipaggiamento fece voltare Cooley che, vedendo quel ch'era accaduto,
alz gli occhi al cielo.
Era a met della distesa piatta quando sopra la loro testa scoppiarono sibili improvvisi e intensi.
Pareva che in cielo un gigante invisibile soffiasse impaziente sul piatto della minestra.
A terra! grid Cooley.
Un'esplosione assordante risuon alle loro spalle. Hackermeyer si domand come fosse riuscito
a buttarsi gi tanto in fretta. Il grido di Cooley sembrava aleggiare ancora nell'aria e lui era gi a terra,
col viso nascosto tra le braccia. Tutt'intorno le esplosioni si susseguivano senza posa. Hackermeyer
sentiva vibrare il terreno sotto di s; il cuore gli batteva da scoppiare e gli tremavano i muscoli
dell'addome. Questi sono 88, pens, quasi stupito.
Un proiettile esplose vicinissimo e lo spostamento d'aria lo invest in pieno, facendo svolazzare
gli orli del suo cappotto. Il terreno sotto di lui si sollev di botto, vibr, poi si riabbass cos
velocemente che Hackermeyer ricadde con un colpo. Gli si offusc la vista. Intorno a lui si muoveva
tutto, come se egli giacesse sott'acqua. Poi cominciarono a dolergli le costole, mentre i suoi timpani
tremavano. Ebbe l'impressione che i visceri gli si gonfiassero; i suoi polmoni lottavano disperatamente
contro il fumo delle esplosioni.
Il bombardamento cess all'improvviso, come era cominciato.
Via! grid Cooley. Hackermeyer sollev la testa e si guard in giro. I suoi compagni d
squadra si stavano alzando. Si tir in piedi anche lui, cercando di inspirare aria. Sull'intera pianura
aleggiava uno strato di fumo acre; alla sua destra, a una quindicina di metri, un uomo giaceva
rattrappito sul terreno. Non ha sentito, pens Hackermeyer. Soltanto dopo essersi rimesso in marcia
cap di aver visto per la prima volta un ferito.
Hackermeyer!
Cooley si era voltato a guardarlo. Che c'? stava per chiedere, quando il sergente gli strizz un
occhio e torn a girarsi. Hackermeyer sent in gola un nodo che pot inghiottire a fatica. Fiss la
schiena del sergente. Che cosa significava quella storia?
Erano quasi sulla cresta, quando il bombardamento ricominci. Hackermeyer si butt gi, a
tuffo, col cuore che gli saltava in gola. I proiettili volavano fischiando sulla sua testa, cadevano,
esplodevano e gli scoppi facevano pensare ai pugni di un gigante che si abbattessero rabbiosamente sul
terreno.
I proiettili arrivavano a grappoli immensi. L'aria tremava per gli scoppi, il terreno si sollevava a
ondate, gli shrapnel ronzavano come calabroni in mezzo a enormi zampilli di polvere e di sassi.
Hackermeyer ne era investito in pieno, ne sentiva gli urti sul dorso e sull'elmetto, mentre un acre odore
di bruciaticcio gli riempiva le narici. Il terreno ondeggiava e sussultava. Hackermeyer dovette aprire la
bocca per alleggerire la pressione che gli faceva dolere le orecchie. Premette forte il viso contro le
braccia e giacque immobile come un ceppo, sobbalzando a ogni esplosione. Sentiva l'umido odore
invernale della terra morta, l'odore del proprio cappotto di lana, l'odore acre e pungente dell'esplosivo
che gli pizzicava il naso e gli occhi. Li chiuse e fu inghiottito dall'incredibile, pazzesco fragore della
guerra.
Andiamo! Il grido di Cooley super persino lo strepito delle esplosioni. Hackermeyer sollev
la testa e fu sorpreso di vedere il sergente in piedi, che accennava loro di muoversi. Si alz Lippincott,
poi Schumacher, seguito da Lazzo e da Guthrie. Inghiottendo rapidamente, Hackermeyer si alz a sua
volta e si lanci di corsa attraverso la campagna che eruttava terra.
Non fermatevi! grid Cooley.
Il respiro di Hackermeyer si condensava nell'aria come vapore; il suo cuore batteva sempre pi
in fretta: egli avvertiva il violento pulsare del sangue nelle gambe e nelle braccia. Attento a non perdere
di vista Cooley, stringeva i denti per impedire che sbattessero sotto l'urto incessante delle esplosioni.
Alla sommit della cresta furono fermati da uno sbarramento di fuoco. Tutti si gettarono a terra.
Gli scoppi si susseguivano con tale rapidit da sembrare parte di un rombo ininterrotto e lacerante.
Scavare le buche! url Cooley.
L'ordine fu immediatamente ripetuto da una decina di voci ansiose. Scavare le buche!
Hackermeyer sleg rapidamente il suo sacco e mont in tutta fretta la vanghetta. Affondatala nel
terreno, ne stacc una grossa zolla scura e chiazzata d'erba e la gett di lato. Il bombardamento si era
attenuato, quasi che i tedeschi sapessero di avere fermato l'avanzata.
A pochi centimetri di profondit il terreno pareva essere composto unicamente di sassi.
Hackermeyer dovette scavarli con le mani, ma per poterli afferrare bene dovette decidersi a levare i
guanti e ben presto le sue mani furono tutte gialle di fango. Il sole era scomparso dietro pesanti strati di
nubi e col raffreddarsi dell'aria il fango cominci a rapprendersi. Hackermeyer sentiva gelarsi i piedi
bagnati. Appena finito, doveva cambiarsi le calze e...
Ehi!
Hackermeyer alz la testa e parecchi metri davanti a s vide Cooley e Riley intenti a scavare
una buca a due posti.
Che cosa fai? grid Cooley.
Scavo una buca.
Cooley sput.
E se i kraut attaccano, che cosa fai? Spari addosso a Riley e a me?
Hackermeyer sbatt gli occhi.
Spostati, gli ordin Cooley.
Hackermeyer raccatt la sua roba, strisci cinque o sei metri sulla destra e riprese a scavare.
Come diavolo posso saperlo, io? mormor fra s, mentre scalzava grosse zolle di terra.
Il tempo passava lento. Dopo un po' il bombardamento cess. Hackermeyer continu a scavare,
ingrandendo il suo buco, accumulando sugli orli monticelli di terra. Il fondo era ancora pi sassoso e
ben presto egli dovette servirsi della baionetta per rimuovere ciottoli grossi come la sua testa. Gli
toccava levarli uno per uno e gli dolevano tutti i muscoli.
Scava il fondo in pendenza, disse Cooley.
Hackermeyer alz la testa e vide il sergente che lo guardava.
Cos l'acqua si raccoglier tutta da una parte, spieg Cooley.
Hackermeyer continu a scavare.
Tutto bene? domand il sergente, masticando tabacco.
S, rispose Hackermeyer senza alzare gli occhi.
Cooley se ne and e Hackermeyer lo ud interrogare i suoi compagni di squadra. Andava tutto
bene anche con loro.
Finito di scavare, Hackermeyer si gett nella buca con il suo equipaggiamento e sedette sul
fondo, appoggiandosi pesantemente alla parete. Rest per parecchi minuti con gli occhi chiusi, ansando
a bocca aperta, con l'esile petto che gli doleva, poi sleg i gambali e si lev le scarpe. Sfilate le calze, le
appese ad asciugare alla cinghia del fucile e si strofin i piedi con un asciugamano finch non li vide
ridiventare rosa. Allora infil un altro paio di calze, asciug meglio che pot l'interno delle scarpe, vi
spruzz un po' di borotalco e le rimise.
Finita quell'operazione si lev l'elmetto, tenendo in testa la fodera di sughero, vi vers un po' di
acqua e si accinse a lavarsi le mani ancora imbrattate di fango. In quel momento una mitragliatrice
riprese a crepitare, lontano. Non sembrava una mitragliatrice americana.
Gi! grid il sergente Cooley.
Hackermeyer guard in su e ud i proiettili fischiargli sopra la testa. Un ciottolo schizz via dal
piccolo terrapieno della sua trincea e ricadde sulla sua testa, protetta soltanto dal sughero. Hackermeyer
fece una smorfia, si tolse il sughero e si strofin energicamente il punto colpito. Alla sua destra, un
BAR cominci a crepitare a sua volta e l'aria riprese a tremare con una vibrazione lieve che and
aumentando rapidamente finch, con un subitaneo uuusc, il proiettile vol sulla sua testa e si perse in
lontananza. Ci siamo, pens Hackermeyer.
Si alz e vers dall'elmetto l'acqua fangosa.
Hai intenzione di affogarmi? protest Cooley con voce sepolcrale.
Non sapevo che lei fosse l.
Cooley brontol qualcosa.
Hackermeyer infil l'elmetto sopra il sughero e si asciug le gocce d'acqua che gli scesero sul
naso, poi torn a infilare i guanti, incroci le braccia e rest a fissare impassibile la parete della buca.
Bene, abbiamo visto un combattimento, ora. A meno che non si possa parlare di combattimento
finch non si siano visti in faccia i tedeschi. Si chiese se questo rispondesse a verit. Si poteva
rimetterci la pelle anche senza vederli. Chiss perch era stato cos sicuro di vederseli l davanti, i
tedeschi! E invece non si vedevano affatto. Pareva che gli 88 uscissero dal nulla. E lui si era attaccato
alla terra ed era rimasto ad aspettare, rassegnato. Che altro avrebbe potuto fare?
Cerc di analizzare le sensazioni provate mentre i proiettili gli piovevano intorno, e gli sembr
di non averne provata nessuna. Di preciso sapeva soltanto di non essersi affatto sentito sicuro della
propria incolumit. Aveva sentito dire pi volte che in combattimento ogni soldato  convinto che
chiunque possa lasciarci la pelle, meno lui. Una convinzione assolutamente cretina. Nessuna regola
stabiliva che questo soldato sarebbe sopravvissuto e quest'altro invece sarebbe morto. Tutto dipendeva
dal caso. Ma forse i soldati si sforzavano di credere cos perch desideravano pensare di essere speciali.
Hackermeyer non nutriva simili illusioni sul proprio conto. Sapeva di poter essere ucciso come
chiunque altro. Era pi saggio accettare quell'idea. Gli sarebbe sembrato tanto pi bello, se fosse
riuscito a cavarsela.
Aggrott le sopracciglia. Una cosa ancora lo lasciava perplesso.
Perch il sergente Cooley gli aveva strizzato un occhio?

Hackermeyer!
Nella luce triste e livida del tramonto senza sole, Hackermeyer vide il viso grigio di Cooley
chino su di lui.
Ho un lavoro per te, disse il sergente.
Hackermeyer si alz, con le giunture che scricchiolavano, e si arrampic fuori della buca. L
vicino c'era Lippincott.
Il fucile, Hackermeyer, disse Cooley.
Hackermeyer si chin a prendere il fucile. Lev dalla cinghia le calze ormai asciutte e se le
ficc in tasca.
Non  la corda del bucato, quella, Hackermeyer, osserv Cooley.
Lo so, rispose lui, e il sergente si volt per andarsene, brontolando.
Vieni, disse Lippincott.
I due soldati si avviarono attraverso i campi gi avvolti dalle prime ombre della sera.
Dove andiamo? domand Hackermeyer.
A prendere caff e coperte.
Ma io le ho, le coperte.
Molti di noi non le hanno pi.
Camminarono in silenzio per un poco, in mezzo alle buche nere delle trincee dove gli elmetti
degli uomini lucevano lievemente come pietre grige e levigate.
Bene, che ne dici della giornata di oggi? domand infine Lippincott.
 andata bene, rispose Hackermeyer.
Lippincott ridacchi.  andata bene, eh?
Fino a quando ci fermeremo qui?
Lo sa il cielo. Dipende da quello che far il resto della divisione.
Percorso circa un chilometro, trovarono un autocarro fermo sotto un albero. Mentre gli davano
le coperte, Hackermeyer si guard in giro, ma non vide altro, tutt'intorno, che campagna piatta e
spoglia. Non credeva di essere arrivato tanto lontano.
Lippincott prese un recipiente di caff e qualche coperta, poi entrambi si avviarono per tornare
alla squadra. Quando raggiunsero la cresta, Hackermeyer ricevette la sua razione di caff e torn alla
propria buca. Cominciava a piovere. Il ragazzo salt nella buca e vi stese sopra il telo da tenda,
fissandone i lembi con grosse pietre.
Nel gelo sepolcrale della trincea, accese un mozzicone di candela e lo fiss sopra l'elmetto, poi
sedette sulla coperta ripiegata, bevve il caff e mangi carne e gallette di una razione K. Dopo un poco
prese a piovere pi forte e gli tocc sollevare di tanto in tanto la tenda per farne scorrere l'acqua che si
raccoglieva al centro. Quando ebbe finito di mangiare, si lev le scarpe e si strofin energicamente i
piedi finch non li sent ben caldi, poi pass una mano dentro le scarpe. Erano ancora bagnate. Allora le
tenne per un poco capovolte sopra la fiamma della candela, arricciando il naso all'odore nauseante del
cuoio riscaldato.
Finalmente pot rimettersi le scarpe e tir fuori il libriccino con le parole incrociate. Gli torn
alla mente il giorno in cui aveva trovato le sue prime parole incrociate nel bidone dei rifiuti della
famiglia che abitava accanto alla casa dello zio. Dapprincipio aveva preso il libriccino soltanto per
poter avere qualcosa di suo, poi, a poco a poco, aveva cominciato ad appassionarsi al gioco. Non era
mai diventato un esperto, no, ma le parole incrociate lo avevano almeno aiutato a imparare qualcosa.
Sempre pi che quella stupidissima scuola, in ogni caso.
Si immerse per un po' nella soluzione di un gioco, corrugando la fronte nello sforzo di
concentrarsi. Quando cominci a ciondolargli la testa ripose il libriccino, spense la candela e si sdrai
nel buio, tendendo l'orecchio all'intenso picchiettare della pioggia. Aveva paura della pioggia, quando
era piccolo. Quando pioveva forte si rifugiava a letto, tremando e nascondendo la faccia nel cuscino
perch lo zio non lo sentisse e non lo sgridasse.
Ma ora non aveva paura della solitudine. Era questo il suo vantaggio sugli altri ragazzi di
diciotto anni. Wendt aveva pianto invocando la mamma. E forse anche Foley, nella sua trincea, sentiva
la nostalgia della mamma. Ai soldati di diciotto anni non piace essere soli. Hanno bisogno di qualcuno
che dica loro: va tutto bene, figliolo caro. Ebbene, lui non ne aveva bisogno. Poteva cavarsela
benissimo da solo. Gliel'avrebbe fatta vedere.
Ma senti un vuoto improvviso, dentro.
Gliel'avrebbe fatta vedere, a chi?

Hackermeyer!
Scost il telo da tenda e guard la figura torreggiante su di lui nel buio rigato di pioggia. Turno
di guardia, disse Lippincott.
Ah! Hackermeyer prese il fucile e usc dalla buca, la ricopr accuratamente, infil sulla spalla
il fucile a canna in gi e s'incammin accanto a Lippincott, ascoltando le sue istruzioni.
Verranno a prelevarti fra due ore. Tieni gli occhi bene aperti, disse il compagno quando
furono al posto di guardia, e spar nelle tenebre.
Hackermeyer alz il bavero dell'impermeabile e cerc di non scivolare sul terreno fangoso. Non
sapeva davvero di quale utilit avrebbe potuto essere lui, come sentinella. Tanto pi che non ci si
vedeva a due metri di distanza. Aguzz gli occhi, tentando di distinguere qualcosa, ma invano. Doveva
stare bene attento a non muoversi troppo; avrebbe potuto ritrovarsi a fare la sentinella alle linee
tedesche.
Guard l'ora. Le lancette fosforescenti segnavano le dieci e qualche minuto. Abbass il braccio,
poi incresp il viso e sternuti. Maledetto raffreddore! Non riusciva mai a liberarsene. Come arrivava
l'inverno, arrivava il raffreddore. Lev di tasca un fazzoletto ridotto a una pallottola e si soffi il naso,
piano. Una volta o l'altra, forse, sarebbe riuscito a passare un inverno senza raffreddore. Sput. Sicuro,
e una volta o l'altra la cugina Clara sarebbe stata eletta miss America.
Niente di strano, del resto, che prendesse sempre il raffreddore. In casa dello zio non aveva mai
fatto troppo caldo. Di notte la caldaia si spegneva, trasformando la casa in una ghiacciaia. Zio George
soleva dire che era uno spreco tenere accesa la caldaia di notte. Ma era facile, per lui, parlare cos. Con
le coperte pi pesanti che si trovassero in casa e zia Alice al fianco, non correva certo il rischio di
prendere freddo. E del resto aveva sempre lo stomaco pieno di birra. Probabilmente avrebbe potuto
dormire nudo in mezzo al viale senza che gli venisse nemmeno la pelle d'oca.
Perch poi lo zio e il babbo dovessero sempre bere tanto! Hackermeyer non avrebbe saputo
contare le volte che, uscendo la domenica pomeriggio col babbo, era finito entro gli angusti limiti di un
bar scuro, gelido e umido, restandosene seduto su uno sgabello davanti al banco, a succhiare limonata e
a pizzicare olive o noccioline, chiedendosi quando mai il babbo si sarebbe deciso a portarlo in qualche
posto un po' pi divertente. Persino quando erano andati a Coney Island avevano passato la maggior
parte della giornata in un bar.
E sempre c'erano conversazioni serie e noiose tra suo padre e il barista o qualche altro cliente. A
un certo punto di quelle conversazioni si dedicava qualche minuto a lui: il babbo, con le sue guance
flaccide e gli occhi leggermente offuscati, gli piantava le dita nella nuca e diceva: S, questo  il mio
ragazzo. Everett. Oh un ragazzo in gamba!  in gamba, Everett! Ma le parole gli uscivano un po'
confuse e il suo alito pesante e dolciastro scendeva nei polmoni di Everett, dandogli la nausea.
Il cliente o il barista chiedevano sempre: Che classe fai? oppure: Ti piace il baseball? o
qualche altra sciocchezza del genere, e lui doveva rispondere con molta cortesia, altrimenti il babbo
andava in furia. Il pomeriggio passava cos e finalmente il babbo diceva: Bene, ti riporto a casa dello
zio, ora, e lui non si era divertito, non aveva riso una sola volta. Piangeva, quando il babbo se ne
andava, e alla sera, a letto, piangeva ancora.
Scacci dalla mente quei ricordi e aguzz lo sguardo nel buio. Gli dispiaceva soltanto di avere
pianto tanto, nient'altro. Si sarebbe preso a schiaffi da solo per avere mostrato tante volte al babbo il
proprio dispiacere.

Hackermeyer si svegli con un grido: il telo da tenda, pieno d'acqua, gli era caduto addosso. Si
alz in piedi, sputando e tossendo, sollev il telo allagato e socchiudendo gli occhi contro la pioggia
sferzante, lo distese di nuovo con cura sopra la buca, lo fiss con grosse pietre e vi piant sotto il fucile
per tenerlo sollevato al centro.
Si pieg per tornare a sedersi, ma sussult di dolore e si arrampic fuori della buca.
Ondeggiando per la stanchezza si sbotton i calzoni e orin, mentre la pioggia gli scorreva dall'orlo
dell'elmetto con una serie di cascate in miniatura. Quando ebbe finito, torn sotto la tenda e volt la
coperta, per sedere sul Iato asciutto. Sternuti. Si avvolse l'impermeabile intorno ai piedi, si appoggi
alla parete della trincea e chiuse gli occhi. Lontano risuon un'esplosione soffocata. Hackermeyer tese
l'orecchio ma non ud altro. Cerca di dormire, disse a se stesso.
Ma non poteva dormire. Il suo cervello oscillava torpido tra la coscienza e l'incoscienza. Dove
sono? si accorse di pensare ancora e ancora. E poi: perch sono qui... E infine, ancora e ancora e
ancora: chi sono io?... La realt affondava e svaniva. Il suo cervello ondeggiava lentamente nel buio,
cercando di identificare se stesso. Chi sono io? si domandava, ma non trovava risposta. Si sentiva
estraneo e disancorato, irretito in una sequela di avvenimenti privi di qualunque scopo o significato.
10 DICEMBRE 1944
QUALCUNO piangeva. Hackermeyer apr gli occhi e si pose a sedere, facendo gocciolare sul
terreno una piccola pozzanghera che gli si era raccolta in grembo. Distendendo con una smorfia di
dolore i muscoli irrigiditi dal freddo, si alz lentamente e scost la tenda. Una pietra gli cadde su un
piede mozzandogli il respiro. Si sentiva  piedi gonfi e duri come ceppi.
Cooley stava portando via Riley che camminava piegato in due. A quanto pareva, aveva
dormito tutta notte in quella posizione e ora non riusciva pi a raddrizzarsi. Teneva le braccia strette
contro lo stomaco, come un bambino che avesse mangiato troppe mele acerbe. Hackermeyer lo ud
singhiozzare e vide le lacrime cadergli dagli occhi.
In piedi nella sua trincea, Lippincott osserv la scena senza parlare, poi guard Hackermeyer e
scosse la testa, con un sorriso triste. Hackermeyer torn a sedere, tolse gambali, scarpe e calze e si
strofin i piedi finch non presero a pizzicare. Maledetto idiota di un colonnello, pens.
...giorno, disse qualcuno mentre Hackermeyer si scaldava una razione K. Alz gli occhi e
vide Guthrie in piedi davanti a lui, una sigaretta incollata all'angolo della bocca.
Dormito bene? domand Guthrie. Stava anche masticando gomma.
Hackermeyer rispose con un brontolio.
Sei Hackermeyer, tu?
S.
Quale eccitante commestibile ti stai preparando, Hackermeyer?
Eh?
Che cosa stai cuocendo?
Maiale e tuorli d'uovo.
Guthrie sbuff una nuvoletta di fumo. Pop di bambino.
Hackermeyer non cap che cosa volesse dire finch non abbass gli occhi sul contenuto del
barattolo.
Hai sentito del sergente Wadley? riprese Guthrie.
 rimasto ucciso?
Magari!  scappato.
Quando?
Ieri, durante le esercitazioni d tiro dei nazisti.
Hackermeyer corrug la fronte. Come mai?
Ha avuto paura, spieg Guthrie. Ha buttato via l'equipaggiamento ed  filato a gambe levate.
Diceva che stava crollando il cielo.
Questo, Hackermeyer non riusciva proprio a capirlo.
Mi aveva detto che se avessi buttato via qualcosa mi avrebbe piantato una pallottola nel
cervello!
Ah s? Guthrie sorrise annuendo.  proprio un duro, il sergente Wadley.
 scappato! ripet Hackermeyer, quasi non potesse crederlo.
Come nei film di terz'ordine.
Nemmeno questo capiva, Hackermeyer.
Che cos' stata quell'esplosione di stanotte? domand, cominciando a mangiare il suo maiale
coi tuorli d'uovo.
Un mattacchione si  ridotto in briciole.
Hackermeyer smise di masticare. Com' stato?
Gli  scoppiata addosso una bomba a mano.
Hackermeyer guard involontariamente le bombe a mano appese alla sua cartucciera.
Ti consiglierei di fissare la sicura con nastro adesivo, disse Guthrie. Cos non farai la stessa
fine anche se ti si staccasse lo spillo. Se no, tanto varrebbe che lo levassi addirittura.
Hackermeyer annu.
Bene, devo andare, ora. Guthrie chin cerimoniosamente la testa. In bocca al lupo,
Hackermeyer. Buona seconda guerra mondiale!
Senza smettere di mangiare, Hackermeyer si alz in piedi e vide Guthrie che si avvicinava a
un'altra trincea.
C' in casa qualcuno? domand Guthrie, battendo col calcio del fucile su una pietra.
Dalla trincea gli rispose un grugnito.
Stai mettendo gi il tappeto? domand ancora Guthrie.
Schumacher, rasato di fresco e con la pala in mano, si drizz fissando disgustato Guthrie.
Non dovresti andare tanto in giro, osserv.
Perch, c' qualche pericolo?
Se vuoi farti ammazzare  affar tuo, ribatt Schumacher, e riprese a scavare.
Devo controllare se il tuo fucile e pulito. Vedo che lo . E la tua trincea viene benissimo.
Quando metti su il tetto?
Tornatene alla tua buca, brontol Schumacher.
Torna alla tua buca! fece eco Guthrie. Ma  un posto cos tetro, Herr Schumacher!  come
sedere in una tomba.
Ci andrai presto, nella tomba, se continui a gironzolare cos.
Ti preoccupi per me, Herr Schumacher?
La risata di Schumacher parve un breve latrato. Preoccuparmi per te? disse in tono
sprezzante. E piantala di chiamarmi Herr.
S, Herr Schumacher. Che guaio per la Wehrmacht che tu combatta dalla nostra parte!
Va' all'inferno!
Ma ci siamo gi, Herr Schumacher! ribatt Guthrie gettando la sigaretta. Bene, chiamami
quando arriver il furgone; ti dar una mano a sistemare i mobili.
Hackermeyer gett via il barattolo vuoto e, rimessosi a sedere, fiss col nastro adesivo la sicura
delle sue bombe a mano. Aveva ragione Wendt. Guthrie era suonato. Cominciava a capire perch
Cooley non potesse soffrire i soldati diciottenni.
Pens al sergente Wadley che scappava. Niente di strano che il sergente gli ricordasse tanto zio
George. Era proprio quello che zio George avrebbe fatto in quella situazione. Tutti uguali, quegli
sbruffoni.

Tieni! Cooley gli gett tre scatole di razioni K e una copia di Stars and Stripes, il giornale delle forze armate.
Hackermeyer raccatt il giornale e fiss accigliato un grosso titolo in prima pagina.
Che c', Hackermeyer? domand Cooley.
Questo articolo.
Ebbene?
Un senatore dichiara che i diciottenni non andranno oltremare.
E con questo?
Ci sono i diciottenni oltremare.
Non fare lo stupido.
Ma perch un senatore...
Scrivigli una lettera, consigli Cooley girando sui tacchi.
Non so l'indirizzo.
Cooley volt di scatto la testa, strizzando sospettosamente un occhio. Ma poich non vide alcun
segno di scherno sul viso di Hackermeyer, lo riapr.
Hanno ritrovato il sergente Wadley? domand il ragazzo.
Chi te lo ha detto?
Guthrie.
Chiacchiera troppo, quel figliolo, brontol Cooley.
Lo hanno trovato?
Non lo so. La pelle sulle guance di Cooley si tese. Se lo trovo io, gli ficco una granata nel
sedere.
Sul viso di Hackermeyer apparve qualcosa che assomigliava all'allegria.
Ti  piaciuta? domand Cooley.
S.
La risata del sergente fu breve e sonora come una esplosione. Sei uno strazio, Hackermeyer!
Perch?
Cooley grugn come se gli avessero pestato un callo. Poi fece un visibile sforzo per riprendersi.
Ascolta, figliolo, disse. Non c' motivo perch tu non debba uscirne intero, se userai il cervello.
Si accovacci accanto alla trincea. Tieni bene in mente questo, intanto: il tuo compito  uno
solo, ammazzare o far prigionieri i kraut. Non devi preoccuparti di niente altro. Sei un ragazzo in
gamba. Ti ho tenuto d'occhio ieri, non ti sei perso d'animo. Sapevi quel che stava accadendo. E questa 
un'ottima cosa. Ma ho notato anche altro. Ed  che ti muovi troppo piano. Hai troppa roba addosso.
Molla coperta, tenda, sacco e le altre cianfrusaglie. Le ricupereranno le salmerie. Ficcati l'impermeabile
sotto la cintura, insieme con la vanghetta. Potrai muoverti pi in fretta. E quando ti alzi da terra, tirati
su rapidamente e ad angolo retto, non tutto di un colpo. Sarai un bersaglio meno facile, cos. Cambia
sovente direzione, quando corri. E buttati gi di un colpo solo. Non fare segnalazioni con le braccia,
prima. Capito?
Hackermeyer annu.
Bravo. Il sergente sput uno spruzzo di succo di tabacco. Un'altra cosa. Ieri non c' stata
occasione di sparare, ma quando sar il momento, spara senza fermarti, anche se non sai a che cosa si
spara. Corri e spara. E quando ci troveremo sotto il tiro dell'artiglieria, tieni d'occhio il fumo.
Nell'ultima salva c' sempre fosforo bianco. Quando vedi quello mettiti a correre, e forse vedrai il
Natale.
Che c' a Natale?
Che c' a... Cooley lo guard a bocca aperta. Che cosa vuol dire, che c' a Natale?
Lo ha detto anche ieri.
E con questo?
Pensavo... credevo che ci fosse qualcosa di speciale, a Natale.
Cooley si rialz, digrignando i denti.
Infatti. Hanno fatto saltare i coglioni di Babbo Natale con una fucilata. Gir sui tacchi e se ne
and. Bambini! mugugn.
Hackermeyer deglut e fiss con occhi vuoti il punto dove si era fermato Cooley. Il sergente non
aveva nessuna simpatia per lui, ecco tutto. Sospir e pos le scatole delle razioni K sopra lo zaino.
Bene, che differenza faceva se Cooley aveva simpatia per lui o no? Non era l per vincere un concorso
di popolarit.
Lev di tasca una tavoletta di marmellata e la mangi mentre scorreva Stars and Stripes. Finito
di mangiare, pos il giornale e alz gli occhi al cielo color piombo. Pareva che stesse per piovere di
nuovo. Non fa altro che piovere in questo buco, pens.
Ricominci a riflettere sulle istruzioni impartitegli da Cooley. Perch lo aveva fatto, il sergente?
Non gli importava niente di lui. Non poteva soffrire i soldati di diciotto anni. Riflett un poco e
finalmente annu. Non era difficile capirlo. Cooley non faceva altro che difendere il proprio posto. Se
tutti i membri della squadra si facevano accoppare, lui non avrebbe avuto pi nessuna squadra da
comandare. No, non era vero. Gli avrebbero mandato altre riserve. Bene, che c'era di strano, dopo tutto,
se Cooley gli dava qualche consiglio? Questo non significava che gli piacesse Hackermeyer. Non
significava proprio niente di niente.
Fiss imbronciato la parete della trincea. Che gliene importava, a lui? Accartocci la copia di
Stars and Stripes e la scaravent oltre il minuscolo terrapieno fangoso. Non gliene importava un corno.

A distanza si udivano i rumori ovattati di un combattimento: esplosioni di bombe e crepitio di
armi portatili.
Ehi, Everett.
Hackermeyer, che si stava soffiando il naso, alz gli occhi. Sull'orlo della trincea c'era Foley
che lo guardava con un sorriso impacciato.
Come va? domand Foley.
Benone.
Meno male. Sono contento che non ti sia successo niente. Restava l, ostinatamente, col suo
sorriso tremolante. A un tratto si guard intorno. Bene... credo che far meglio a scavarmi una buca,
mormor.
Hackermeyer brontol fra s. Non faceva pi la staffetta, Foley?
Mi hanno rimandato qui, disse Foley.
Hackermeyer si rese conto all'improvviso che Foley desiderava stare nella buca con lui.
Abbass gli occhi. Non era molto larga.
Be', io... cominci Foley. E s'interruppe.
Hackermeyer si irrigid. Che Foley avesse o no una buca, non era affar suo. Osserv il
compagno che si guardava in giro impacciato.
Bene, puoi anche sederti qui, se vuoi, si sent dire.
Un sorriso di gratitudine illumin il viso di Foley. Ma  grande abbastanza?
Hackermeyer si strinse nelle spalle.
Non dovrei venire a darti fastidio, si scus Foley.
No, non dovresti, pens Hackermeyer; ma non disse nulla.
Non so come ringraziarti, Everett.
Be', probabilmente ce ne andremo molto presto.
Credi? domand Foley calandosi nella buca.
Dobbiamo andare a Saarbrcken, no?
Ah... s! Foley sedette e si appoggi il fucile alla spalla. Aveva gli occhi rossi e cerchiati.
Guard Hackermeyer con un sorriso stanco.
Dove sei stato? domand questi.
Foley sospir.
Farei prima a dirti dove non sono stato. Sono corso di qua e di l per tutta la notte.
Sai che cosa sta succedendo laggi?
Uno dei nostri reggimenti  in contatto coi tedeschi, spieg Foley, come se leggesse uno dei
messaggi che aveva portato.
Hackermeyer annu. Guard il fucile di Foley.  arrugginito, disse.
Foley sbadigli e si strofin una guancia. Lo so, disse rassegnato. Si lev gli occhiali e sbatt
le palpebre. Era molto miope. Se perdesse gli occhiali probabilmente non ci vedrebbe neanche quanto
basta per camminare, pens Hackermeyer. Guard il compagno che puliva gli occhiali e se li infilava di
nuovo, poi si frugava nella tasca del pastrano e gli tendeva una tavoletta di cioccolato.
In cambio di quella che mi hai dato, disse Foley.
Io non... proruppe istintivamente Hackermeyer.
Prendila, prendila, insistette Foley. Del resto non  neanche mia.
E di chi ?
Del sergente Jones.
Te l'ha data lui?
Gliel'hanno portata via, precis Foley.  stato ucciso ieri.
Oh! Hackermeyer fece scivolare il cioccolato nella tasca del cappotto.
Foley chiuse gli occhi e scosse lentamente la testa. Non c' senso, mormor.
In che cosa, non c' senso?
Nel fatto che il sergente Jones sia stato ucciso. Pareva facesse fatica a parlare. Ricordo una
volta, in Inghilterra, quando port il plotone a un'esercitazione di corsa. Quando cominci a mancarci il
respiro, disse: ' Prendetela con calma, figlioli, finch avrete ripreso fiato '. Un uomo molto
comprensivo. La voce di Foley andava calando di tono. Mentre marciavamo... ci raccontava
barzellette. Cantava canzoni popolari... e noi facevamo coro. La gente... si affacciava alle finestre...
quando passavamo noi... e...
Sembrava ancora pi giovane, Foley, quando dormiva. Sembrava un monello sudicio strappato
ai giochi in cortile e scaraventato laggi. Strano che fossero cos diversi, loro due, pur avendo entrambi
diciotto anni.
Hackermeyer gett un'occhiata all'M1 di Foley. Era davvero sporco e arrugginito!
Probabilmente non avrebbe nemmeno sparato. Percorse con lo sguardo tutta l'arma inzaccherata di
fango: un disastro!
Con una brusca alzata di spalle tir fuori di nuovo il libriccino delle parole incrociate. Non era
affar suo. Se Foley non badava a tenere pulito il fucile, peggio per lui. Si immerse nel gioco. Ma non ha
tempo, gli venne in mente;  sempre a correre innanzi e indietro coi messaggi.
Si accigli e cerc di concentrarsi sulle parole incrociate. A lui che gliene importava? Scrisse
rye, poi si ritrov con gli occhi fissi sul fucile di Foley. Gett un rapido sguardo al compagno, per
accertarsi di non essere osservato.. Foley dormiva. Avrebbe potuto pulire il fucile, invece di dormire,
pens Hackermeyer. In combattimento si devono tenere le armi ben pulite, lo sapevano anche gli
stupidi.
Guard il proprio fucile. Era in ottime condizioni. Si schiar la gola, inspir una profonda
boccata d'aria, la lasci sfuggire dal naso. Guard le parole incrociate. Lettera greca, lesse.
Maledizione, non era mai riuscito a farcela con quella roba!
Come per caso, pos il libriccino e prese il fucile di Foley. Estratto il caricatore, tir fuori
l'otturatore e lo smont. Mentre lavorava si sforzava di non pensare a niente.
A un tratto gli venne in mente che dopo tutto non stava facendo un favore a Foley. Cooley non
aveva detto che c'era da aspettarsi un contrattacco? In tal caso, preoccupandosi che il fucile di Foley
funzionasse, egli accresceva soltanto le proprie probabilit di salvezza. Questo almeno era logico.
Prosegu accuratamente nel suo lavoro, cercando di scacciare dalla mente il pensiero che Foley
potesse destarsi e vederlo mentre gli puliva il fucile. Non l'avrebbe finita pi di sorridere e ringraziarlo
e chiacchierare...
Sciocco, brontol, senza sapere bene se intendesse riferirsi a Foley o a se stesso.

Foley alz gli occhi dalla lettera che stava scrivendo.
Com' che Cooley non pu soffrire i soldati di diciotto anni? ripet Hackermeyer. Ci stava
pensando da un po'.
Dici davvero? ribatt Foley sorpreso.
Hackermeyer scosse la testa. Dice che siamo... bambini.
Foley sorrise tristemente.
Siamo abbastanza vecchi per essere arruolati, per, sospir. A parte il fatto che io non sono
stato arruolato, mi sono presentato volontario... come un cretino. Pensavo di poter avere qualche
possibilit di scelta circa la destinazione e i compiti.
E hai scelto questo?
No di sicuro. Mi ero arruolato nell'ASTP.
Che cos'?
Army Specialized Training Program: il Corso Militare Addestramento Specialisti. Ho studiato ingegneria. Sarei diventato ufficiale del genio, alla fine del corso.
E perch non lo sei diventato?
Foley sospir ancora.  stato chiuso il corso.
Hackermeyer si strofin il naso. Cielo, se era gonfio!
Ero all'universit Cornell, riprese Foley. Avevamo lezioni regolari, fisica, matematica,
inglese. Pi l'addestramento militare, naturalmente. Mi piaceva.
E perch lo hanno chiuso?
Foley allarg le mani in un gesto vago. Potrebbe essere stato soltanto un trucco per spedirci
tutti in fanteria. Rise senza allegria. Non pare che si preoccupino tanto se siamo bambini, quando si
tratta di ficcarci tra le mani un fucile!
Hackermeyer assent. Proprio cos, pens.
Del resto, osserv Foley, siamo in guerra, e la guerra devono farla tutti, no?
S, per... Hackermeyer s'interruppe, impacciato.
Per che cosa?
Hackermeyer si strinse nelle spalle. Ci soffrono, a star soli.
Chi, i soldati di diciotto anni?
S.
E chi non ci soffre? Non piace a nessuno stare solo, indipendentemente dall'et.
A me non importa niente, dichiar Hackermeyer a disagio.
Oh importer anche a te.
Hackermeyer cerc di mostrarsi sprezzante.
Secondo me, riprese Foley, i soldati di diciotto anni valgono n pi n meno degli altri. Se
mai, hanno almeno un vantaggio.
Si spaventano pi facilmente, l'interruppe Hackermeyer.
Foley ci riflett un momento.
E il sergente Wadley, allora?
Hackermeyer strinse le labbra. Sono sbadati. Quel... quello sciocco che si  fatta scoppiare
addosso la bomba a mano aveva diciotto anni. E Guthrie continua ad andare in giro come...
Chi nomina il mio nome invano? disse una voce.
Alzarono entrambi la testa e videro Guthrie sull'orlo della buca, con un pacco di posta in mano.
Notizie dal fronte domestico, disse, gettando una lettera a Foley. Per te, Hackermeyer...
niente. Per me, meno di niente: una copia di Variety. Proseguiamo. E se ne and.
Foley apr ansiosamente la sua lettera e la rilesse tre volte, mentre un sorriso di tenerezza gli
aleggiava sulle labbra; poi la ripieg con cura e se la pos sulle ginocchia, sospirando.
 della mia ragazza, disse.
Hackermeyer guard da un'altra parte. Mentre Foley leggeva non aveva staccato gli occhi da
lui.
Tu ce l'hai, la ragazza? domand Foley.
No.
Per ricevi posta dai tuoi, almeno.
Non ho nessuno.
Foley sembr sorpreso. Ma... il babbo e la mamma?
Sono morti.
Foley sembr addolorato. Tutti e due?
S.
Oh mi dispiace, Everett! Non l'avrei mai immaginato. Inghiott. Allora non hai nessuno che
ti scriva?
No.
Da... da quanto tempo sono morti i tuoi genitori?
La mamma  morta quando sono nato, e il babbo... S'interruppe.
Oh Everett, mi dispiace. Foley era evidentemente turbato. Ti... ha allevato il babbo da solo,
allora?
Abitavo in casa di uno zio.
Foley si schiar la gola e si sforz di sorridere. Senti, riprese esitante, ti... ti piacerebbe
se... Il suo sorriso divenne ancora pi impacciato. Se... ti facessi scrivere dalla mia ragazza? fin.
Hackermeyer lo guard stupito. Scrivere a me?
S.
E perch?
Cos... riceveresti posta anche tu!
Hackermeyer lo guard, confuso. Ma io non la conosco! obiett.
Bene... Foley riprese la lettera. Se... vuoi che ti scriva, dimmelo, e... Fece un gesto
impacciato. Glielo dir.
D'accordo. Si sentiva lo stomaco contratto e non sapeva spiegarsene il motivo.
Foley gli sorrise e rilesse la lettera per la quarta volta, mentre Hackermeyer lo fissava con aria
assente. Non capiva perch gli avesse fatto quell'offerta. La sua ragazza non sapeva nemmeno chi
fosse, lui!
Foley alz la testa.
L'ho vista la sera prima di partire dagli Stati Uniti, disse. Avevamo avuto un permesso di
dodici ore, ma eravamo al campo Kilmer, e io abito nel Vermont, Kilmer  nel New Jersey, lo sai, no?
Abbozz una risatina melanconica.
I treni non avevano pi orario, prosegu. Per causa della guerra, credo. Impiegai quasi
cinque ore per arrivare a casa, cos mi rimase un'ora per salutare tutti i parenti. Il babbo mi port in
macchina per tutta la citt, e tirai gi dal letto zie, zii e cugini per salutarli. Cos mi restarono soltanto
venti minuti per Jeanie. Sedetti con lei sul divano del salotto e... i suoi genitori andarono in cucina.
Sorrise. A preparare il caff, dissero!
Deglut e accarezz con gli occhi la lettera.
Jeanie era in pigiama e vestaglia, mormor. Era cos carina! Con un nastro nei capelli. 
bionda, sai? Piangeva, e... S'interruppe ed esal un sospiro tremante. E poi dovetti andarmene.
Tutti hanno i propri guai, pens Hackermeyer.
Vuoi vedere la sua fotografia? domand Foley.
S, disse Hackermeyer dopo un lungo momento. Desiderava vedere com'era quella ragazza.
Foley non era un gran che.
Foley si sollev un poco, torcendosi, per frugare sotto il cappotto e lev il portafogli dalla tasca
posteriore dei calzoni, poi sfil di sotto un risvolto due fotografie lucide.
Questi sono pap e mamma, disse, tendendone una al compagno.
Hackermeyer guard la coppia sorridente. La donna, grassoccia e graziosa, era vestita di bianco;
l'uomo, con un berretto da baseball, portava occhiali spessi come quelli del figlio. Sedevano su sedie da
giardino e tenevano in grembo un piattino col gelato. Hackermeyer fiss a lungo la mamma e il pap di
Foley. Foley era vissuto con loro per tutta la vita. E in quel momento essi aspettavano che egli
ritornasse. Era difficile farsene un'idea precisa.
Restitu la fotografia a Foley che gli tese l'altra.
Jeanie, in golf, sottana e sandali, era in piedi sotto un portico, con la schiena appoggiata alla
ringhiera. Aveva i capelli biondi legati a coda di cavallo e a quanto pareva si sforzava di apparire molto
sexy, perch teneva le spalle indietro, in modo da mettere in risalto il seno acerbo. Hackermeyer avvert
un lieve fremito alle reni. Era carina davvero, Jeanie. Sorrideva al suo fotografo, che probabilmente era
Foley. Hackermeyer deglut, domandandosi se Foley le avesse mai tolto quel golf e il reggiseno che
c'era sotto, per guardarle il seno. Probabilmente no. Non era il tipo. Wendt, forse...
Restitu la fotografia.
Carina, vero? domand Foley.
S.
Tu hai qualche fotografia?
Hackermeyer scosse la testa. Non mostrava mai a nessuno la fotografia della mamma. Riprese
di scatto il libretto delle parole incrociate e lo apr. Foley sorrise.
Le fa anche il babbo, disse.  un gioco molto istruttivo.
Per qualche minuto Hackermeyer si assorb nella soluzione delle parole incrociate, poi
quell'idea del gioco istruttivo gli diede ai nervi e i suoi occhi restarono fissi sul libretto senza
vederlo. Non Io mise via soltanto perch non voleva che Foley ricominciasse a chiacchierare.
Rimase a sedere immobile, ascoltando gli echi della battaglia lontana. Perch aveva detto che
suo padre era morto? Lo odiava tanto da non considerarlo nemmeno pi tra i vivi? Serr forte i denti.
Bene, per quel che lo riguardava, suo padre era morto.
Ricord l'ultima volta che lo aveva visto. Era stato a casa per una licenza di dieci giorni e
d'improvviso, non avendo altro da fare (poich aveva gi visto tutti i film dei dintorni), gli era venuto in
mente di andare a trovare il babbo, nella sua camera ammobiliata di Atlantic Avenue.
Sulle prime il babbo non lo aveva nemmeno riconosciuto. Sembrava un vecchio di cento anni,
con la barba lunga, gli occhi arrossati, avvolto in una stinta vestaglia blu che gli lasciava scoperte le
gambe bianchicce e le caviglie venate d'azzurro, i piedi infilati in logore pantofole di panno. Si era
fermato sulla soglia, fissandolo stupidamente, e gli aveva persino detto: Che cosa desidera? prima di
riconoscerlo. Nel corridoio stagnava un odore stantio di sporcizia e di cavoli bolliti. Hackermeyer era
rimasto immobile, fissando il padre. Ehi! aveva detto senza alcuna inflessione nella voce, gi pentito
di essere andato l.
La visita era durata non pi di venti minuti, ma gli era sembrato che durasse ore. Ricord di
essersi seduto su una seggiola sgangherata, vicino alla finestra che si apriva su un cortile ingombro di
barattoli arrugginiti, di bottiglie, giornali, rifiuti, in mezzo ai quali spiccava un materasso fradicio di
pioggia. Il babbo si era seduto all'altro capo della cameretta sudicia e puzzolente di muffa, accennando
ripetutamente di si con la testa, cercando di recitare la parte del padre felice di vedere il figliolo in
uniforme. Raccontami dunque dell'addestramento, aveva detto, e Hackermeyer gli aveva fatto una
breve descrizione di marce, tiri al bersaglio e turni in cucina. Poi avevano taciuto entrambi, evitando di
guardarsi negli occhi, e Hackermeyer era rimasto a sedere immobile, ascoltando gli scricchiolii della
sedia.
Dopo qualche minuto suo padre si era alzato e, presa una mezza bottiglia di birra da una piccola
ghiacciaia di legno, aveva riempito due bicchieri piuttosto sudici. Sei abbastanza grande, ormai,
aveva detto sorridendo e mettendo in mostra pochi denti malandati. Hackermeyer si era sentito torcere
lo stomaco dalla collera. Avrebbe voluto rifiutare. E invece era rimasto a sedere tranquillo,
sorseggiando la birra calda e rancida e ascoltando il padre che parlava dei Dodgers, di zia Alice e della
cugina Clara. Di quanto fosse difficile trovare un lavoro adatto a lui. Di dieci altre cose che
Hackermeyer ud appena.
Poco prima che se ne andasse, il babbo, con forzata confidenza, gli aveva chiesto qualche
dollaro in prestito. Quello di cui avrebbe potuto privarsi senza risentirne. Glieli avrebbe restituiti per
posta la prossima settimana. Aspettava di incassare un credito. Aveva annotato l'indirizzo militare del
figlio, con aria molto grave e attenta, ma Hackermeyer sapeva benissimo che non avrebbe mai ricevuto
niente. Gli aveva dato tre dollari e si era mosso per andarsene. Aspetta, aveva detto allora il babbo,
aprendo lo sportello dell'armadio dentro il quale erano appesi gli abiti che Hackermeyer ricordava cos
bene: specie il vestito di grisaglia scura che soleva indossare per le visite della domenica.
Il babbo si era girato reggendo un oggetto lungo e stretto, avvolto nella tela: una canna da pesca
che possedeva da anni. Voleva che la tenesse il figlio, ora.  un'ottima canna, ha fatto un bel lavoro, ai
suoi tempi, e potr farne ancora. Invano Hackermeyer aveva cercato di fargli capire che le sue
probabilit di andare a pesca erano assai scarse: il babbo non aveva voluto intendere ragioni. A me
non serve pi di certo, aveva detto, costringendolo a prenderla. Hackermeyer aveva intuito che il
babbo voleva in qualche modo salvaguardare un'ombra di dignit, ricompensarlo per i tre dollari che
non gli avrebbe restituiti mai pi. E lui non avrebbe voluto dargli quella soddisfazione, ma non c'era
stato verso di cavarsela.
Addio, Everett, aveva detto il babbo, da uomo a uomo. Torna a trovarmi. Ti vedo sempre
con piacere. Per un attimo Hackermeyer aveva provato l'irresistibile impulso di sbattergli in faccia la
canna da pesca, poi aveva brontolato qualcosa, non ricordava che cosa, e se ne era andato. Percorrendo
Atlantic Avenue inondata di sole, aveva ficcato la canna da pesca in un bidone per la spazzatura.
Sporco bastardo! aveva imprecato fra s. Sporco bastardo. Sporco bastardo! L'aveva ripetuto e
ripetuto. E poi, ma soltanto dopo un lungo momento: Pap, perch?

Partenza! grid Cooley. Su, con quel sedere!
Foley spalanc gli occhi. Che c'?
Hackermeyer si alz, raccogliendo l'equipaggiamento.
Si parte? domand Foley. Sembrava scosso.
Credo, rispose Hackermeyer.
Foley si tir in piedi e si guard in giro, mordendosi l'indice inguantato. Chiss se... devo
andare a rapporto dal capitano, mormor.
Ti ha detto di andare?
Foley continu a guardarsi in giro, impacciato. Ha detto che me lo avrebbe fatto sapere, ma...
Cooley ritorn di corsa, con zaino e fucile.
Andiamo, ragazzi, via, via!
Sergente! chiam Foley.
Che c'?
Devo andare a rapporto dal capitano Miller?
No, se non te l'ordinano. Prendi lo zaino, figliolo.
I due ragazzi si allacciarono in fretta la cintura, misero in testa l'elmetto, infilarono sulla spalla
destra il fucile. Hackermeyer torn a ficcarsi il cotone nelle orecchie.
Dove credi che andiamo? gli domand Foley con voce tremante.
A Saarbrcken, penso.
Ah, gi!
A distanza risuon un rischio. Squadra in formazione! Via! grid Cooley e la squadra si
mosse verso nord, costeggiando la cresta invece di superarla. Avevano percorso una ventina di metri
quando, davanti a loro, gli uomini presero a correre. Sopra le loro teste cominciarono a passare
fischiando i proiettili.
Sono i nostri! grid Cooley. Avanti, avanti! Di corsa!
Oh Dio! gemette Foley, mettendosi a correre accanto ad Hackermeyer che si sfil dalla spalla
il fucile e lo imbracci. Ragazzi, questo ... l'esercito... ansim. Stai a sedere per... un giorno
intero... e poi... corri, corri!
I proiettili americani cominciarono a esplodere lontano. Hackermeyer rabbrivid. Davanti a lui
c'era Goldmeyer col bazooka e i proiettili. Nei pochi giorni da che era arrivato lui, il bazooka aveva gi
cambiato di mano per ben tre volte!
Dopo parecchie centinaia di metri tutti rallentarono l'andatura. Correre, correre! grid
Cooley, e Hackermeyer e Foley ripresero a correre, ansimando. Attraversarono una strada solcata da
profonde carreggiate, scavalcarono un muricciolo e si lanciarono gi lungo un pendio.
Guarda! ansim Foley.
Lontano, sotto di loro, si delineava il margine del bosco che portava a Saarbrcken.
Hackermeyer sent il cuore accelerare i battiti. Le ultime ventiquattr'ore erano state cos monotone che
egli aveva quasi dimenticato l'esistenza dei tedeschi. Ma ora, d'improvviso, era costretto a ricordare che
la monotonia era finita. Finito il tempo delle reminiscenze, delle fantasticherie, delle discussioni sui
soldati diciottenni. Forse, tra poco, sarebbe finita anche la vita stessa.
A terra! grid qualcuno.
Per un attimo Hackermeyer rest irrigidito, tendendo l'orecchio ai sibili laceranti che lo
circondavano, poi si gett gi a tuffo, sbattendo contro il terreno con tanta violenza da averne mozzato
il respiro. Un proiettile esplose alla sua destra, con un boato assordante. Un altro esplose a sinistra. Ne
immagin un terzo, che arrivava in mezzo, esplodendo proprio dov'era lui. Ma quello non venne. Il
terzo proiettile scoppi molto pi avanti, e il boato dell'esplosione avvolse Hackermeyer, sollevando il
terreno. Lo spostamento d'aria lo spinse indietro con violenza: l'orlo anteriore del suo elmetto tracci
un solco nel fango. Hackermeyer cerc di aggrapparsi al terreno, col cuore che batteva da scoppiare. Il
fango ricadeva su di lui come pioggia, il fumo gli riempiva la gola soffocandolo.
Via! grid Cooley. Muoversi, muoversi, muoversi!
Hackermeyer gir la testa in tempo per vedere il sergente gettato di lato come da una mano
invisibile. Cooley sussult e cadde su un fianco. L'hanno ammazzato! pens Hackermeyer. Un altro
proiettile esplose vicinissimo e il ragazzo premette il viso nel fango. Ora l'avrebbero beccato. Ora. Ora.
Gli scoppi si susseguivano senza posa. Il ragazzo chiuse gli occhi e aspett la fine, agghiacciato,
incapace di pensare.
Appello! grid Cooley. Il suono di quella voce aggressiva era confortante. La voce di
Goldmeyer fu quasi sommersa dal fragore. Lippincott!
Guthrie! Gridarono insieme.
Hackermeyer trattenne il respiro. Erano ancora vivi anche loro! Grid il proprio nome, con la
bocca nel fango. Lazzo!
Schumacher! Erano vivi tutti, tranne...
Guard in giro, cercando Foley, e lo vide disteso immobile, col viso nascosto tra le braccia. 
morto, pens. Poi anche Foley pronunci il proprio nome, con voce soffocata.
Ripararsi! url Cooley.
Improvvisamente Hackermeyer, piegato in due, si gett verso il punto dove si trovava Foley e si
strapp dalla cintura la vanghetta, contraendo il viso per il calore e il rumore assordante delle
esplosioni, sussultando al fischio e al ronzio degli shrapnel che volavano intorno a loro.
Tutto bene? ansim Foley.
S, rispose Hackermeyer, gettando da parte grosse zolle di terra.
Avevano scavato circa un metro quando il bombardamento cess e all'improvviso venne dal
bosco il crepitare delle mitragliatrici.
Gi! url Cooley.
Hackermeyer si gett a tuffo dentro la buca e Foley gli cadde sopra. Guarda! ansim.
Hackermeyer si torse per liberarsi e Foley and sotto. Proiettili traccianti color arancio solcavano l'aria
a pochi centimetri da terra. Se avessero allungato un braccio avrebbero potuto toccarli.
Oh Dio! mormor Foley.
Hackermeyer inghiott a fatica. Giacquero entrambi immobili, fissando le strisce fosforescenti.
Credi che... attaccheranno? domand Foley.
Hackermeyer non poteva parlare.
Se attaccano, riprese il compagno, che cosa facciamo?
Spariamo, mormor Hackermeyer.
Foley annu, come se il suo amico avesse fatto una osservazione particolarmente brillante, poi si
lasci sfuggire un rumore improvviso, qualcosa che stava tra una risatina e un singhiozzo. E che
altro? domand. Un momento dopo corrug la fronte. Che cosa facciamo se... se arrivano coi carri
armati?
Hackermeyer rabbrivid. Cooley aveva detto che i tedeschi si sarebbero gettati addosso a loro
coi carri, ma lui non si era soffermato su quell'eventualit.
Gi, che cosa facciamo? domand a sua volta.
Be'... dovremo forse gettare loro le bombe a mano, no? chiese Foley.
Hackermeyer soffi e si pass sotto il naso un dito tremante.
Non lo so!
Spero che... scaricheranno loro addosso il bazooka, non credi? Foley si schiar la gola. Era
Artie l'addetto al bazooka, mormor.
Lo so.
Era... molto bravo. Chiss dove sar!
I proiettili traccianti continuavano a lampeggiare sopra di loro come uno stormo di frenetici
calabroni incandescenti.
Chi lo ha ora il bazooka? domand Foley.
Riley. No, Goldmeyer.
Spero che... sappia adoperarlo!
Era quasi impossibile credere alla realt di quel momento. Una volta Hackermeyer e un ragazzo
che abitava vicino allo zio avevano scavato una trincea in mezzo a un campo, poi ci si erano calati
reggendo fucili fatti con manici di scopa e scambiandosi con voce sommessa e preoccupata le rispettive
previsioni circa il prossimo attacco del nemico. La presenza e le parole di Foley gli davano la
sensazione di essere di nuovo in quella trincea in mezzo al campo, a fare la guerra per gioco.
Scacciando quella visione, Hackermeyer controll che nel fucile ci fosse il caricatore pieno,
tolse la sicura, poi la rimise. Poi torn a guardare i proiettili traccianti. I tedeschi stavano certamente
preparandosi all'attacco. Altrimenti perch avrebbero sprecato tanti proiettili?
Abbass lo sguardo e vide che anche Foley stava controllando il proprio fucile.
Sono... ti sono tanto grato che me lo hai pulito, mormor Foley. Inghiott un sorso d'aria e
per poco non soffoc. ...  sciocco, no?
Hackermeyer lo guard sorpreso. Sciocco?
Voglio dire... non c' senso, cerc di spiegare Foley.
Hackermeyer ricord che aveva usato la stessa frase anche a proposito della morte del sergente
Jones.
Voglio dire... riprese Foley.
S'interruppe di botto perch le mitragliatrici avevano smesso a un tratto di sparare e sulla
campagna era sceso un improvviso silenzio di morte.
Che cosa accadr, adesso, secondo te? domand Foley.
Hackermeyer scosse lentamente la testa, tendendo l'orecchio.
Credi che stiano per...
Guardate! grid qualcuno.
Foley sussult violentemente ed emise un gemito soffocato. Sui campi esplose una scarica di
fucileria. Hackermeyer si alz in ginocchio e sporse la testa dalla buca. Vide che i soldati sparavano
verso il margine del bosco e il suo sguardo balz in quella direzione. Gli si contrasse lo stomaco. Una
fiumana di soldati in pastrano grigioazzurro ed elmetto scaturiva in ordine sparso dal folto degli alberi,
sparando senza interruzione.
Tedeschi! ansim Foley. Hackermeyer gli gett una rapida occhiata: aveva il viso bianco
come il gesso.
Fuoco! Il grido di Cooley super anche il fragore degli spari. Hackermeyer pens che l'ordine
del sergente fosse diretto a lui personalmente e alz il fucile, cercando di mirare a una delle figure in
grigioazzurro. L'M1 gli sembr pesantissimo. Non riusciva a tenere ferma la canna. La puntell
irrigidendo il braccio sinistro. Udiva un crepitare di spari intorno a s e si domand vagamente che cosa
fossero. Strizz un occhio, guardando con l'altro attraverso il mirino e punt il fucile su una tozza
figura in stivali neri che venne a trovarsi sulla sua traiettoria.
Immediatamente la figura scomparve. Hackermeyer fece una smorfia e mosse la canna del
fucile. La figura attravers il mirino e spar di nuovo.
Spara, maledizione! url Cooley.
Hackermeyer strinse le labbra. A un tratto la guerra si trasform in un duello personale tra lui e
il tedesco. Trattenne il respiro. Mentre spostava una terza e una quarta volta la canna del fucile, soltanto
il cuore balzava sfrenatamente nel suo corpo immobile. A un tratto rinunci al tentativo di seguire il
tedesco. Avrebbe aspettato che fosse lui a entrare nella sua traiettoria. Mosse lentamente il fucile e non
appena il tedesco apparve nel mirino, tir il grilletto.
Non accadde niente. Con la sensazione che la testa gli si gonfiasse premendo contro il sughero
dell'elmetto, Hackermeyer scroll il grilletto.  rotto, pens. Poi ricord d'un tratto che non aveva tolto
la sicura. La tolse, trattenendo per un attimo il respiro e, prendendo rapidamente di mira il tedesco, tir
di nuovo il grilletto. L'M1 spar con un rumore che gli sembr appena pi forte di quello di una
scacciacani; avvert appena il colpo del rinculo contro la spalla. Accanto ai piedi in movimento del
tedesco si alz una nuvoletta di terra.
Troppo basso. Hackermeyer alz la mira, mentre il suo stomaco era agitato da un tremito.
Prendilo! ordin una voce nel suo cervello. Premette un'altra volta il grilletto e un secondo sbuffo di
terra si alz tra le gambe del tedesco. Prendilo! ripet la voce ignota. Hackermeyer spar una terza
volta, ma il tedesco continu a correre. Hackermeyer rabbrivid, mir di nuovo, le pupille ridotte a un
puntino nel nero degli occhi.
Improvvisamente il tedesco rote e cadde su un fianco, mentre il fucile gli volava dalle mani.
Hackermeyer spalanc la bocca. Non aveva nemmeno sparato! Poi ricord, quasi con sorpresa, di non
essere solo l fuori. C'erano anche altri che sparavano! Uno di loro doveva aver colpito il tedesco. Si
sent sommergere da un'emozione inattesa. Era mio, pens, e si guard in giro, tremante di eccitazione,
alla ricerca di un altro tedesco.
Ma non c'era pi nessun tedesco. Dieci o dodici giacevano sul terreno, senza vita. Gli altri si
erano ritirati di nuovo tra gli alberi. Hackermeyer sbatt le palpebre. Era finito tutto cos in fretta!
D'un tratto ricominci il fuoco delle mitragliatrici, il loro crepitio lacerante squarci il silenzio.
Hackermeyer ripiomb nella sua trincea, scivol e cadde contro la parete di terra. Guard Foley che lo
fissava.
Ehi! mormor questi, con un filo di voce tremula.
Hackermeyer deglut.
Hai... hai preso qualcuno? domand Foley.
Hackermeyer prov di nuovo quella strana, inquietante emozione. No, rispose. Mi hanno
ammazzato il mio tedesco, pens indignato.
Nemmeno io, dichiar Foley. Inspir un fiotto d'aria, con le labbra tremanti. Io non ho
nemmeno sparato, confess.
Perch?
Perch... Fece un gesto vago con le mani che tremavano. Non lo so, Everett! Pareva sul
punto di scoppiare in lacrime.
Il crepitio delle mitragliatrici fu sommerso a un tratto da un pauroso ululato che solc il cielo.
Hackermeyer guard in alto con un gesto cos repentino che per poco l'elmetto non gli schizz dalla
testa.
I mimi, ansim Foley.
Che diavolo... pens Hackermeyer. Affond rapidamente la testa allo scoppio della bomba di
mortaio e sent una puntura alla nuca. Ansimando, alz una mano a scuotersi di dosso la scheggia di
metallo rovente.
Poi cominci anche l'antiaerea. Schegge arroventate di shrapnel piovevano sibilando e
affondavano nel terreno. Una rimbalz sull'elmetto di Hackermeyer con un colpo che gli fece trattenere
il respiro. Strinse le braccia attorno alle ginocchia ripiegate, contraendo le mascelle con tanta forza da
sentirsi dolere i muscoli. Il cuore gli batteva come un martello dentro il petto gonfio. Il respiro gli
usciva a fatica dalle labbra, gli pareva di soffocare. Una nausea incontrollabile gli torceva lo stomaco.
Gli sembrava di essere sul punto di bagnarsi i calzoni. Basta! pens. Non riusciva a inghiottire tutta la
saliva che gli riempiva la bocca e una parte gli colava dagli angoli delle labbra. Nello sforzo di
stringere i denti mosse le mascelle e si morsic il labbro inferiore. Basta! avrebbe voluto gridare. Sent
le ginocchia di Foley che premevano le sue e ricord fugacemente di non avergli chiesto che pregasse
la sua ragazza di scrivere anche a lui.
Pareva che il bombardamento non dovesse finire mai pi. Ad Hackermeyer pareva che i visceri
premessero dal di dentro contro la carne del suo corpo, come fossero sul punto di farne saltare le
cuciture, prorompendo da tutte le cavit; aveva mal di testa, il sangue gli pulsava con violenza contro le
tempia. L'aria tremava, scossa da esplosioni tonanti che sembravano comprimerlo contro il pulsare dei
suoi visceri gonfi. Si ripieg ancora di pi su se stesso e rimase immobile, con gli occhi chiusi, i denti
stretti. Basta! Basta!
Quando il bombardamento cess, Hackermeyer sulle prime fatic a crederlo. Poi, trascorso pi
di mezzo minuto senza esplosioni, rialz leggermente la testa senza riaprire gli occhi. Da lontano venne
fino a lui un rombo soffocato di motori. La pelle attorno ai suoi occhi chiusi si raggrinz. Che razza di
motori potevano esserci in giro in un momento come...?
Si raddrizz di scatto, sbarrando gli occhi. Carri armati! disse, e di colpo si irrigid.
Dal collo di Foley sgorgava il sangue. Gli zampillava sulla spalla come l'acqua di una
fontanella, scorrendogli lungo le gambe e allargandosi in una pozza sul terreno. Hackermeyer lo fiss
ansando. Foley! mormor.
Foley non si mosse. Sedeva piegato in due, come se dormisse.
Foley! La voce di Hackermeyer era roca e incerta. Tese un braccio per toccare Foley, ma lo
ritrasse subito e fiss il sangue scarlatto che andava raccogliendosi in fondo alla trincea. Si muoveva
intorno alla punta delle sue scarpe come fosse vivo.
Oh! sussurr con un filo di voce. Fiss il sangue che sgorgava pulsando dalla gola di Foley,
senza capire perch non cessasse. Ne era affascinato. Non poteva fare a meno di fissarlo, dimenticando
dov'era, che cosa faceva laggi.
L'incantesimo fu rotto dalla voce tonante del sergente Cooley. Arrivano!
Hackermeyer sbatt le palpebre rabbrividendo violentemente. Si ritrasse di colpo, appoggiando
le spalle alla parete della trincea e distogliendo lo sguardo da Foley. Un grosso cannone spar dall'altra
parte del campo e il proiettile pass nell'aria fischiando. Hackermeyer tuff la testa tra le spalle, poi
guard oltre l'orlo della trincea.
Parve che il suo cervello non registrasse quello che vedeva: un gigantesco Panther che usciva
lentamente dalla foresta, ruggendo. Hackermeyer guard con occhi assenti il grosso cannone che
ruotava lentamente, finch parve puntato direttamente su di lui. Dalla bocca enorme usc uno sbuffo di
fumo, seguito da un sordo boato. Il proiettile pass fischiando, esplose in qualche posto, dietro a lui.
Hackermeyer si raddrizz di nuovo. Un altro carro tedesco avanzava tra gli alberi, stroncando i rami
pi bassi, e usciva traballando dal bosco. Sulla torretta c'era un uomo che azionava una mitragliatrice.
Hackermeyer guardava incantato e sbigottito, mentre le tracce dei proiettili danzavano sul terreno,
sollevando zampilli di fango. Vide il carro passare sopra una buca e vide il soldato che c'era dentro
alzare le braccia e sparire.
Poi, come se gli fosse caduta una pellicola dagli occhi, not che dietro i carri avanzavano alcune
figure. Guard incredulo i soldati tedeschi, avvertendo appena la mitragliatrice che sparava dal carro
armato, il crepitare dei fucili intorno a lui. Sussult leggermente quando i suoi occhi colsero, a sinistra,
una breve fiammata e le sue orecchie avvertirono il sordo fruscio del bazooka. Tra gli alberi risuon
un'esplosione lacerante e la figura di un soldato tedesco si accartocci sul terreno. Un terzo carro usc
traballando dal bosco, come un animale antidiluviano, seguito da un codazzo di soldati.
A un tratto una accecante fiammata bianco-rossa esplose davanti al carro che spar dietro una
cortina di fumo e di terra. Un'altra esplosione, vicinissima, riemp l'aria di boati. Hackermeyer si
guard intorno, istupidito. Il cielo era pieno di schianti e di sibili.
Sono i nostri! url qualcuno.
Ritirata! grid qualcun altro.
Hackermeyer si guardava in giro senza capire. In tutto il campo gli uomini gridavano ritirata!
e sgattaiolavano fuori dalle buche, gettandosi di corsa verso la strada. Gi tutti! grid una voce.
Sparate, maledizione! tuon Cooley. Nessuno gli bad. Ritirata! si gridava da ogni parte.
Ritirata!  uno dopo l'altro tutti sbucavano dal terreno e correvano come matti, abbandonando armi
ed equipaggiamento. Le grida furiose di Cooley si perdevano nel fragore crescente delle esplosioni.
Hackermeyer vide un uomo sparire in una nuvola di terra e di fumo. Ne vide un altro saltare in alto, le
mani artigliate sulla gola zampillante sangue. Ne vide un altro sfrecciare davanti a lui, senza elmetto, il
viso sconvolto dal terrore. Vide uomini in fuga, vide i carri armati e i soldati tedeschi e l'incessante
fioritura delle esplosioni. Guardava tutto, attento e intontito.
Fuori di li!
Hackermeyer alz gli occhi al viso di Cooley, stravolto dalla collera.
Foley ... cominci.
Piegandosi su di lui, Cooley l'afferr per il colletto del pastrano e lo sollev di peso dalla
trincea. Fila! url.
Hackermeyer si ritrov a correre verso i carri tedeschi, chiedendosi che cosa avrebbe fatto
quando li avesse raggiunti. Cooley lo afferr per un braccio e gli fece fare un brusco dietro-front.
Da questa parte! url.
Hackermeyer riprese a correre, in mezzo ai proiettili che fischiavano. Corse in mezzo a isole di
esplosioni che lo investivano con rovesci di terriccio, in mezzo agli shrapnel che lo oltrepassavano
ronzando come calabroni infuriati. Ritirata! pens. Cerc con gli occhi Cooley, ma il sergente era
scomparso in mezzo al fumo. Oltrepass correndo una trincea nella quale giaceva un soldato
decapitato. A un tratto si avvide di avere in mano il fucile. Doveva averlo preso quando Cooley lo
aveva tirato fuori dalla trincea, ma non riusciva a ricordarsi di averlo fatto.
Improvvisamente si trov davanti a un muricciolo. L'oltrepass con un balzo e cadde dall'altra
parte. In cima al muricciolo crepit una scarica di mitragliatrice, ma Hackermeyer non si rese conto
che, cadendo, aveva salvato la pelle. Si rialz e riprese a correre.
Sul margine opposto della strada per poco non inciamp nel corpo di Goldmeyer che giaceva in
un mucchio di membra rattrappite, con un ricamo di fiori rossi sulla schiena. Senza pensare,
Hackermeyer raccatt il bazooka e la scatola dei proiettili e continu a correre. Sal una collina: ogni
respiro gli tagliava i polmoni come un coltello rovente. Tutt'intorno a lui c'erano soldati che correvano
e ogni momento qualcuno lanciava un grido e cadeva, oppure si accasciava al suolo senza un gemito.
Hackermeyer correva come un automa, col viso impassibile di una maschera da idiota. Gli pareva di
avere le gambe fasciate di piombo, ma sapeva di non poter fermarsi. Doveva continuare a correre
finch Cooley non gli avesse ordinato il contrario.
Era appena sotto la cima della cresta quando il carro armato gli si par davanti, gigantesco,
oscurando il cielo. Balz pesantemente di lato e scans per un metro la grossa macina del cingolo.
Sent la vampata del motore, il fragore gli rintron le orecchie lasciandolo sordo per quasi un minuto.
Continu ad arrampicarsi, ma gir la testa a guardare il carro e vide che c'era dipinta una grossa
stella bianca. Vide rinculare la canna del cannone, ma ud a malapena lo schianto dello sparo. Il carro
armato trem, poi s'inclin in avanti e scese sobbalzando lungo il pendio. Hackermeyer continu a
correre attraverso i campi, piegato in avanti. Lontano, alla sua sinistra, un carro americano fu colpito.
In un attimo la torretta fu avvolta dalle fiamme e Hackermeyer vide piccole figure nere ruzzolare fuori
del fumo. Alcune avevano gli abiti in fiamme. Mentre fuggivano di corsa sembravano torce animate.

Marciavano lungo una strada nera come la pece, gli abiti inzuppati dalla pioggia cessata
soltanto da qualche minuto. Dopo il violento scroscio dell'acqua, il silenzio sembrava pi profondo.
Non si udiva altro che il lievissimo tintinnare degli equipaggiamenti e il fruscio delle scarpe che
affondavano e uscivano dal fango vischioso. La mota appiccicosa si attaccava alle scarpe di
Hackermeyer che a ogni passo aveva l'impressione di dover sollevare mezzo quintale. A questo si
aggiungeva il peso del cappotto inzuppato, delle giberne, della borraccia e dell'astuccio del pronto
soccorso, delle bombe a mano, di due bandoliere coi caricatori, del fucile e del bazooka coi relativi
proiettili. Con tutto ci, Hackermeyer si sentiva un po' in colpa per avere lasciato nella trincea la sua
vanghetta e si chiedeva se sarebbe stato passibile di un'azione disciplinare per avere abbandonato un
attrezzo di propriet del governo.
Rompete le righe! L'ordine si propag nel buio greve di umidit. Hackermeyer lasci la
strada, arrancando, e si abbandon sul terreno fangoso. Si distese supino, con la bocca aperta, ansante.
Gocce di pioggia che cadevano dai rami spogli gli rimbalzavano sul viso, ma le sue mani continuarono
a giacere abbandonate come tormentati blocchi di ossa e di carne, le gambe distese e divaricate come
pezzi di legno. Soltanto il suo petto si muoveva, alzandosi e abbassandosi rapidamente.
Bastardi! disse una voce vicino a lui.
Gir lievemente la testa, socchiudendo un occhio. Al suo fianco giaceva Lazzo. Per tutto il
pomeriggio e la sera Lazzo non aveva saputo darsi pace per la morte di Goldmeyer. Li odio, quei
bastardi, aveva continuato a brontolare. Li uccider uno per uno!
Hackermeyer si addorment di colpo.
Gli parve che fosse passato soltanto un istante, quando riapr gli occhi, destato da un fischio
leggero.
Si tir faticosamente in piedi e raggiunse gli altri della sua squadra. Mentre si rimettevano in
marcia ripens a Foley rimasto a sedere, morto, nella trincea ormai lontana chilometri. Ripens alla
graziosa ragazza in golfino e sottana, appoggiata alla ringhiera del portico. Povera ragazza!
Oramai non avrebbe mai pi ricevuto una lettera da lei.
SECONDO ASSALTO
11 DICEMBRE 1944
RALPH Linstrom raggiunse la squadra all'ora del rancio serale. La compagnia C era accampata
in una stretta vallata, sei chilometri a nord-ovest di Saarbrcken e gli uomini erano disposti a intervalli
di cinque metri, mentre i cucinieri servivano loro il rancio fumante nelle enormi caldaie. Era stata una
giornata umida e gelida, con intermittenti rovesci di pioggia e sbarramenti di artiglieria. Il respiro di
Hackermeyer, in fila con gli altri, si condensava nell'aria come vapore.
Ehi, Cooley, disse una voce, e Hackermeyer si guard intorno. Era un sergente della prima
squadra e accennava col capo a un gruppo di soldati che si avvicinavano guidati da Gaspard, il nuovo
aiutante di plotone.
Scommetto cinque dollari che ti arrivano due lattanti, disse il sergente della prima squadra.
Cooley sput succo di tabacco. Se  vero do le dimissioni!
Risero tutti, tranne Hackermeyer, che si domand se un sottufficiale avrebbe potuto dare le
dimissioni. Non pareva cosa molto probabile. Certamente Cooley scherzava.
Osserv Gaspard che suddivideva il gruppo dei rimpiazzi, assegnandone due ad ogni squadra,
eccetto la terza, che ne ricevette uno solo. I due nuovi soldati assegnati a Cooley erano poco pi che
ragazzini. Negli occhi del sergente che parlava alle due riserve, Hackermeyer vide uno sguardo da
martire. Ora met della squadra era composta da diciottenni.
Cooley mand uno dei rimpiazzi con Schumacher e l'altro con Hackermeyer.
Salve! disse il ragazzo con un sorriso stentato. Mi chiamo Linstrom. Il sergente ha detto...
 meglio che tiri fuori il servizio da mensa, lo interruppe Hackermeyer.
Oh certo! Linstrom cerc di raggiungere lo zaino che aveva sulle spalle, ma non ci riusc.
L'M1 gli scivolava ogni volta dalla spalla.
Mi fai un piacere? disse, voltando la schiena verso Hackermeyer.
Hackermeyer gli sfil il servizio da mensa mentre Linstrom prendeva la tazza. Immersero piatti
e tazze nell'acqua bollente, poi sfilarono davanti ai cucinieri che distribuirono loro stracotto fumante e
profumato, grandi fette di pane bianco imburrato e macedonia di frutta. Riempite le tazze di caff
bollente ma colore del fango, si allontanarono dai cucinieri sudati e indaffaratissimi.
Ci mettiamo l? domand Linstrom accennando col capo a un albero scheletrico distante
qualche metro. Hackermeyer rispose con un brontolio ed entrambi si incamminarono verso l'albero.
Hackermeyer sedette in terra mentre Linstrom, posati piatto e forchetta, si sfilava lo zaino e ci sedeva
sopra.
Prendo facilmente il raffreddore, spieg.
Hackermeyer soffi aria dal naso. Lui no, invece, pens. Lui non lo prendeva mai, il
raffreddore.
Mi chiamo Ralph Linstrom, disse il suo compagno, tendendogli la mano.
Hackermeyer. Prese la mano di Linstrom e la strinse, senza scuoterla.
Di dove sei? domand Linstrom, cominciando a mangiare.
Brooklyn.
Davvero? Linstrom sembrava felice. Anch'io sono di Brooklyn. Di Bay Ridge. E tu?
Bergen Beach.
Non so dov'.
Hackermeyer annu. Quanti anni hai, diciotto?
S. E tu?
Diciotto.
Davvero? Linstrom scrut attentamente il suo viso nella nebbia grigia della sera. Sembri pi
vecchio.
Gi. Hackermeyer mangiava in fretta, senza prendere fiato.
Dov' Bergen Beach?
Vicino a Canarsie.
Linstrom annu. Ah s!
Hackermeyer osserv che Linstrom assomigliava moltissimo alle fotografie di suo cugino
Charles, il figlio di zio George e di zia Alice: lo stesso viso, gli stessi capelli, il medesimo sorriso.
Forse, se Charles non fosse stato investito e ucciso da un macchina all'et di otto anni, zia Alice
sarebbe stata pi affettuosa col nipote. Chiss! Se lo era chiesto sovente. Non credeva che la disgrazia
avesse avuto molta parte nell'atteggiamento dello zio, ma per la mamma Charles era stato la luce degli
occhi e la sua morte prematura l'aveva portata a chiudersi in uno scontroso isolamento dal quale usciva
di rado. Hackermeyer la ricordava come una donna imponente, dal sorriso distaccato, che si aggirava
per casa pulendo di tanto in tanto qualcosa e preparava pasti scipiti, senza mai offrire uno spunto alla
conversazione. Se parlava, parlava di Charles. Lo chiamava sempre Buddy. Il mio Buddy faceva questo,
il mio Buddy faceva quello, al mio Buddy sarebbe piaciuto questo o quest'altro. Parlando di lui
sorrideva, fino al momento in cui le si stringeva la gola, le labbra si piegavano all'ingi tremando e i
suoi occhi cominciavano a luccicare di lacrime. Allora si alzava di colpo e usciva in fretta dalla stanza,
chiunque ci fosse.
Hackermeyer pos la tazza. Era propenso a credere che la vita sarebbe stata molto pi facile per
lui, se Buddy non fosse morto. Non soltanto perch la zia avrebbe forse tenuto a freno zio George, ma
anche perch ci sarebbe stato un altro ragazzo col quale chiacchierare. Cos invece, dal giorno in cui
suo padre lo aveva portato in casa dello zio, all'et di un mese, fino a quando ne era venuto via, all'et
di sedici anni, era sempre stato trattato come un pensionante pi che come un parente.
Che cosa? domand riscuotendosi bruscamente dai pensieri.
Dicevo se ... dura, quass, domand Linstrom. Parlava come sentisse di aver fatto una
domanda ingenua, ma non avesse potuto tuttavia farne a meno.
Dipende, rispose Hackermeyer.
Da che cosa?
Hackermeyer bevve un sorso di caff. Da quel che tu intendi per dura, spieg.
Tu che cosa intendi?
Hackermeyer si strinse nelle spalle. Non lo so.
Oh!
Hackermeyer sospir e guard il compagno.
Sei svedese? domand.
Per met, rispose Linstrom sorridendo. L'altra met  norvegese. Mia mamma viene dalla
Norvegia. Cristiania. Adesso la chiamano Oslo.
Hackermeyer grugn.
Per questo abitiamo a Bay Ridge, spieg Linstrom.  il quartiere scandinavo di Brooklyn.
Mmh, mmh. Hackermeyer continu a masticare un pezzo di stracotto.
Tu che cosa sei? domand Linstrom.
Tedesco, olandese, inglese.
Linstrom annu, poi sospir profondamente.
Che cosa dovremo fare, noi?
Fare?
S, voglio dire... qual  il nostro obiettivo?
Battere i tedeschi.
Linstrom pens che Hackermeyer volesse fare dello spirito e sorrise come se apprezzasse la
battuta. Lo so, disse, ma l'obiettivo immediato, qual ?
Non lo so, rispose Hackermeyer. Mastic in silenzio per un paio di minuti. Due giorni fa era
Saarbrcken.
Che cos'?
Una citt.
Come mai... non ci siete arrivati?
I tedeschi non l'hanno permesso.
Oh! Linstrom abbass gli occhi sul piatto. Sembrava che gli fosse passata la fame.
Credi che... ci faranno tornare laggi? domand finalmente. Ad Hackermeyer la sua voce
parve persino pi esile di quanto non fosse stata quella di Foley.
Non lo so.
Quando ci muoveremo, lo sai?
Domattina, dicono.
Oh!
Pareva che Linstrom avesse in gola un boccone che non riusciva a mandare gi. Toss, poi
bevve un sorso di caff e fece una smorfia. Non mi piace, il caff, spieg. Bevo sempre latte, io.
Mmmm. Hackermeyer si cacci in bocca una cucchiaiata di macedonia. Non aveva mai
bevuto latte in vita sua. E quel caff, per quanto cattivo, era sempre migliore di quello che faceva zia
Alice.
Sono bravi combattenti? domand Linstrom.
Hackermeyer ricord di aver fatto la stessa domanda a Wendt, il primo giorno. Quanto tempo
pareva fosse passato! Non ricordava pi che cosa gli aveva risposto Wendt. Non riusciva nemmeno pi
a ricordare il suo aspetto. Chiss, forse era morto di appendicite.
Sono bravi? ripet Linstrom.
Sono in gamba, rispose Hackermeyer. Che avrebbe potuto dire d'altro? Non aveva elementi
per giudicare i soldati tedeschi. Poteva soltanto dire che erano artiglieri abilissimi.
Ho letto che se qualcosa va male si lasciano prendere dal panico, riprese Linstrom.  vero?
Hackermeyer fin la sua macedonia, pos il piatto e si forb la bocca con un guanto.
Non lo so.
Voglio dire, prosegu Linstrom, che li hanno addestrati in una maniera cos... cos ferrea, da
farne quasi delle macchine. Non sanno pi pensare con la propria testa. Non hanno immaginazione.
Sanno soltanto quello che hanno imparato. Voglio dire, hanno una determinata maniera di agire, di
combattere. E... e se quella certa maniera non funziona perdono la testa, vanni in pezzi.
Pu darsi, brontol Hackermeyer. Non gli pareva molto probabile. Intanto erano scappati gli
americani, non i tedeschi. Che i soldati avessero immaginazione o no, era l'esercito che avanzava
quello che vinceva.
Guard Linstrom. Dove l'hai letto?
Non ricordo. Per ricordo che lo ha letto anche la mamma. Ne abbiamo discusso insieme.
Hackermeyer si soffi il naso.
E credo che sia vero, continu Linstrom. Per questo sono cos inumani.
Pu darsi, disse ancora Hackermeyer. Bevve l'ultimo sorso di caff e si alz.
Mentre stava in fila aspettando di lavare piatti e posate, ripensava a quel che aveva detto
Linstrom. Forse era vero che i soldati tedeschi erano come macchine. Soltanto che Linstrom aveva
torto a credere che questo fosse un male. Le macchine erano ottimi soldati. Niente poteva distrarli.
Potevano concentrarsi nel compito di uccidere, senza preoccuparsi di altro. Da questo lato anche lui
sarebbe stato un ottimo soldato. Non era facile alle emozioni e il pensiero di uccidere non lo
preoccupava affatto. Forse anche lui era una macchina. Perch no? Non era stato allevato come una
macchina? Si erano preoccupati che marciasse e basta. Forse era proprio il tipo del bravo soldato.
Forse, una volta tanto, l'abituale disprezzo che nutriva per se stesso era fuori luogo.

Linstrom sedette accanto a lui.
Un tizio, l in fondo, sta scrivendo un diario, disse con tono incredulo.
Hackermeyer continu a guardare lontano. E con questo? pens.
Il viso di Linstrom si fece serio. Com' possibile?
Che cosa?
Come mai glielo lasciano fare?
Hackermeyer si strinse nelle spalle. Non capiva di che cosa Linstrom stesse parlando.
Questi riflett, corrucciato, per qualche minuto, poi tir fuori un blocco di carta da lettere e una
penna stilografica d'oro e si mise a scrivere.
Anch'io tenevo un diario, disse.
Hackermeyer lo guard.
Volevo farne un libro, riprese Linstrom, amaro. Avevo gi trovato anche il titolo: Ingresso
alla guerra. L'ho tenuto per tutto il periodo di addestramento e quando partimmo per l'Europa ne avevo
scritto quasi centocinquanta pagine. Poi quello... stupido bastardo di un tenente disse che dovevamo
consegnare tutti i diari e le lettere perch se i tedeschi ne fossero venuti in possesso avrebbero potuto...
Balle! E io gli ho creduto, come un idiota! Centocinquanta pagine!
Linstrom era furibondo. Maledizione... brontol.
Hackermeyer tir fuori il solito sgualcito libretto delle parole incrociate e l'apr. Non aveva
risolto nemmeno met del gioco cominciato quando aveva raggiunto la squadra.
Per qualche momento tutto fu silenzio. Linstrom fin la sua lettera e la chiuse, con le labbra
imbronciate.
Hackermeyer continu a occuparsi delle parole incrociate. Quasi non ci si vedeva pi.
Chi la ritira, la posta? domand Linstrom.
Cooley.
E chi ?
Il... Hackermeyer s'interruppe e si guard in giro. Laggi, disse, accennando con la mano.
Linstrom si alz e si avvi verso Cooley con passi brevi e risentiti. Hackermeyer lo segu con lo
sguardo. Che marmocchio era Linstrom! Ogni giorno pi era costretto a dar ragione a Cooley. I ragazzi
di diciotto anni non erano fatti per combattere. Quali esperienze potevano mai averli preparati per la
guerra? Erano soltanto bambini strappati al loro ambiente bene imbottito e scaraventati su un campo di
battaglia, dove avrebbero dovuto battere le truppe tedesche, esperte e mature. Non c'era senso.
Ricord che Foley diceva sempre quella frase. Per Foley, tipico rappresentante del soldato
diciottenne, in niente di tutto ci, c'era senso. La guerra era un evento troppo lontano da lui perch
potesse capirla. Non c'era posto per la guerra nel suo mondo fatto soltanto di genitori, di scuola, di
amichetta, di minuti piaceri cittadini. Era troppo al di l della sua comprensione. Era morto senza
capirla.
Linstrom torn e sedette sullo zaino.
Esercito pidocchioso e fetente, brontol. Sempre sotto il torchio!
Hackermeyer mise da parte il libriccino delle parole incrociate. Era troppo buio, ormai.
Sbadigli, rabbrividendo: per un attimo gli parve che il freddo e l'umidit gli si stringessero addosso.
Poi cominci a lavarsi i denti.
Prima di partire dagli Stati Uniti, ad esempio, riprese Linstrom, una notte, al campo Kilmer,
fui assegnato al turno di cucina.
Hackermeyer ricord che anche Foley gli aveva parlato del campo Kilmer e del permesso di
dodici ore e dei venti minuti trascorsi con la sua ragazza. Ora Foley era morto. Chiss se era ancora
laggi, nella loro buca?
Non ho fatto un accidente di niente, continu Linstrom. Nient'altro che starmene l a
chiacchierare con uno o con l'altro. Un tizio, ricordo, aveva i piedi piatti e un timpano perforato. Mio
cognato ha un timpano perforato e lo hanno assegnato ai servizi territoriali, ma quel poveretto partiva
per l'Europa. Cos  l'esercito. La visita medica  una buffonata. Ti metti davanti al dottore, alzi le
braccia, ti guardano in gola e buon viaggio. Balle!
Hackermeyer stava pensando di non avere mai notato prima come le parolacce sembrassero
naturali in bocca a certuni e stonassero in bocca a certi altri. Cooley, per esempio: le parolacce erano
spontanee, in bocca a lui. Ma con Linstrom era un'altra storia: le sue parolacce sembravano forzate e
artificiose.
E cos sono rimasto in piedi tutta notte, con la scusa del turno di cucina, stava dicendo
Linstrom. Sono andato a dormire alle quattro. E la sveglia suonava alle sei. Mi avevano detto che
avrei potuto restare a letto, quella mattina, perch avevo avuto il turno di cucina. Ma no! Quell'idiota
figlio di cane di un sergente mi ha fatto alzare lo stesso! Ero fuori di me. Fuori della grazia di Dio,
perch tutti gli altri erano spariti. E poi che cosa scopro? Che erano partiti la sera prima, in permesso! E
io ero in quella cucina fetente, a far niente! Ma potevo forse andare a casa, io? Oh no! Potevo andare a
salutare mia madre?
Non ce l'hai, il babbo? domand Hackermeyer.
Se n' andato, rispose Linstrom, evasivo. Cos prendiamo zaino e tutto il resto e montiamo
in treno, diretti al ferry-boat. Rivedevo tutti i punti di New York dov'ero stato. L'imbarcadero di Bear
Mountain e tutto il resto. Saliamo a bordo ed eccoti quelle stupide donne della Croce Rossa che corrono
qua e l invasate, a distribuire caff e frittelle dolci. Caff e frittelle dolci, perdio! E chi li voleva?
Avrei urlato, tanto ero fuori della grazia di Dio!
Sbuff, battendo un pugno sullo zaino.
E per colmare la misura, riprese, navigando verso l'oceano, passammo proprio davanti al
quartiere dove abitano mia sorella e suo marito, a Bay Ridge. Ho visto la loro casa. Ho visto persino la
finestra del loro soggiorno!
Gemette, sopraffatto dall'amarezza. Hackermeyer temette di vederlo scoppiare in lacrime.
Sporco... esercito... fetente, piagnucol Linstrom.

Hackermeyer?
Hackermeyer apr gli occhi e vide accanto a s una figura nera. Che c'? domand.
Pattuglia. Vieni.
Pattuglia? Per un momento Hackermeyer non afferr il significato di quella parola.
Andiamo, disse la figura. Era Lippincott.
Hackermeyer si alz a sedere, completamente sveglio. Pattuglia!
Leva l'elmetto, disse Lippincott.
Hackermeyer lev l'elmetto e mise la bustina. Si sentiva sperduto in un sogno incomprensibile.
Perch doveva levare l'elmetto? Si alz in piedi, stirandosi le gambe.
Prendi soltanto l'M1 e le bombe a mano, riprese Lippincott.
Pattuglia. A un tratto quella parola esplose col suo pieno significato nel cervello di
Hackermeyer. Strisciare nella notte verso le linee tedesche. Catturare prigionieri. Spari nel buio. Lancio
di bombe a mano. Hackermeyer deglut e prese ad affibbiarsi la cintura.
Niente cintura, disse Lippincott. Bombe a mano e caricatori mettili in tasca.
Hackermeyer fece cos e infil sulla spalla l'M1. Cerc di controllare la sicura, ma con la mano
guantata non gli riusc. Si sfil il guanto.
Che fai? domand Lippincott.
Bene, bene, mormor Hackermeyer. Infil di nuovo il guanto e si avvi accanto al
compagno.
Quando saremo fuori, disse questi, usa la coda dell'occhio per guardarti in giro. Muovi gli
occhi. Non guardare fisso davanti a te, altrimenti non vedrai mai niente.
Hackermeyer tir su col naso.
E soffiati il naso, prima che ci muoviamo.
Si avvicinarono a un'altra figura nera.
Sei pronto, Vincent? domand Lippincott.
Schifosa pattuglia fetente, mugol Lazzo. Che cosa diavolo sperano che troviamo, laggi,
Adolfo Hitler?
E perch no? ribatt Lippincott.
Balle!
Hackermeyer sapeva, pi o meno, che pattuglie di ricognizione erano in servizio giorno e notte,
da quando aveva raggiunto la compagnia, ma non gli era mai passato per la mente che una volta o
l'altra sarebbe toccata anche a lui.
Controllate la sicura, disse Lippincott.
Gi fatto, stava per rispondere Hackermeyer, ma decise di sfilarsi il guanto e di ricontrollare
ancora.
E non sparate se non vi siete costretti, ricord loro Lippincott.
Ma certo, certo, brontol Lazzo.
La parola d'ordine  Lili Marlene, riprese Lippincott. Andiamo.
Hackermeyer si avvi accanto a Lazzo. Non sparare se non sei costretto, ripeteva il suo
cervello. La parola d'ordine  Lili Marlene. Sembrava tutto molto drammatico. Ma chi avrebbe
chiesto loro la parola d'ordine? I tedeschi? Allora si sarebbero spinti entro le linee germaniche?
Avrebbe dovuto cercar d'imitare l'accento tedesco, per pronunciare la parola d'ordine? Avrebbe voluto
chiederlo a Lippincott, ma non os: gli altri si aspettavano certo che lo sapesse. La parola d'ordine 
Lili Marlene, ripet a se stesso.
Perch non abbiamo messo l'elmetto? domand sottovoce.
Rumore, sussurr Lippincott. Ma zitto, ora.
Rumore? Hackermeyer socchiuse gli occhi. Poi cap che cosa aveva inteso dire Lippincott. Gli
elmetti di acciaio avrebbero potuto fare qualche rumore capace di svelare la loro presenza ai tedeschi.
Ebbe voglia di schiarirsi la gola, ma si trattenne: avrebbe potuto fare rumore. Inghiott faticosamente,
cercando di liberare la gola dal groppo che la stringeva. Lili Marlene, pens. Era una canzone tedesca.
Perci doveva trattarsi di una parola d'ordine tedesca. Per Lippincott non aveva detto che avrebbero
dovuto imitare l'accento tedesco. Lev di tasca il fazzoletto e si soffi il naso, cercando di non fare
rumore.
Erano al sommo del pendio, ormai, e davanti a loro si stendeva un campo piatto. Era una notte
senza stelle e ad Hackermeyer pareva di muoversi dentro una caverna umida e nera: si domand come
facesse Lippincott a orientarsi. Ricord la notte in cui lui e il caporale erano andati a prendere coperte e
caff: anche allora si era chiesto come Lippincott fosse riuscito a trovare con tanta facilit l'autocarro.
Doveva avere occhi di gatto.
Alt!
Al comando quasi sussurrato, Hackermeyer si ferm di botto. Pens che forse avrebbe dovuto
sfilarsi dalla spalla l'M1, ma non os muoversi. Non gli era sembrata la voce di un tedesco, ma non si
poteva mai sapere.
Lili, disse Lippincott.
Marlene, rispose la voce. Chi va l?
Lippincott. Ricognizione.
Bene.
Nient'altro. Hackermeyer riprese a marciare accanto a Lazzo e a Lippincott. Nell'oscurit si
deline una figura nera.
Ehi) disse.
Ehi! ribatt Lippincott, con voce soffocata. C' qualcosa?
Non posso saperlo, io, rispose la figura nera.
Lippincott si gir verso di loro. Bene. Andiamo!
Oltrepassarono l'avamposto e si incamminarono di nuovo attraverso il campo.
Che cosa diavolo andiamo a cercare? domand Lazzo.
Qualcosa da dire a Miller, rispose Lippincott.
Digli che vada a quel paese!
Hackermeyer not che Lazzo camminava con movimenti rigidi e impacciati, Che cos'hai?
domand.
Perch?
Cammini in un certo modo!
Congelamento ai piedi, rispose Lazzo, acido.
Zitti! ordin Lippincott.
Proseguirono attraverso il campo, con le scarpe che affondavano nel fango vischioso. Dopo
dieci minuti raggiunsero una cresta e si accinsero a superarla.
Hackermeyer si domand se non fosse per caso la cresta dove si erano accampati la prima volta.
Probabilmente era un'altra.
Ora tenete gli occhi bene aperti, sussurr Lippincott. Il primo che vede Hitler riceve in
regalo un Cupido.
Balle! grugn Lazzo.
Iniziarono la discesa di un pendio ripidissimo. Hackermeyer sfil il fucile dalla spalla e lo tenne
con la destra, mentre con la sinistra cercava di appoggiarsi al terreno. Ma che cosa cercavano? Forse
dovevano accertarsi che i tedeschi non stessero preparando un attacco di sorpresa. Non ci aveva mai
pensato, ma quella di approfittare dell'oscurit per sferrare un attacco sarebbe stata un'idea molto
astuta. Strano come si fosse inclini a pensare che di notte tutti dormissero. Anche in guerra. Ripens
alla sua prima notte di guardia al fronte. Non gli era nemmeno passato per la testa che i tedeschi
potessero attaccare.
Gi! sussurr Lippincott.
Si buttarono gi tutti e tre, di colpo. Hackermeyer sentiva il cuore contrarsi ed espandersi con
balzi convulsi. Si guard in giro, ma non riusc a vedere nulla. Usa la coda dell'occhio, pens. Ci prov,
ma non gli parve di trarne grande vantaggio.
Bene, sussurr Lippincott.
Che c', vedi qualcosa? domand Lazzo.
Lippincott non rispose. Si rialzarono e ripresero la marcia. Al primo passo, Hackermeyer
inciamp in un sasso e cadde su un fianco. Lippincott e Lazzo si gettarono fulmineamente a terra.
Che c'? sussurr il caporale.
Ho inciampato, mormor Hackermeyer. Lazzo ridacchi.
Oh perdio! imprec Lippincott senza alzare la voce. Si rialz e si rimise in cammino.
Hackermeyer lo segu. Gli faceva male il fianco, dove aveva battuto cadendo. Improvvisamente
si sfil un guanto e tocc le bombe a mano per accertarsi che non si fosse mossa la sicura. Era tutto a
posto. Si domand se le avrebbe mai usate. Sparare ai tedeschi da una certa distanza era un conto, ma
era ben diverso...
Risuon nell'aria un lieve scoppio e immediatamente il cielo si illumin di una luce rosea e
gelatinosa.
Gi! ordin Lippincott, e tutti e tre si gettarono a terra. L'intero campo pareva ad
Hackermeyer luminoso come una stanza dove fosse accesa la luce. Quel bagliore rosa brillava
dappertutto. Tra un momento sarebbero certo cominciate le fucilate. Le pareti del suo stomaco si
contraevano come lastre di acciaio, mentre quel che c'era dentro si agitava vorticosamente. Perch non
sparavano? Alz lentamente lo sguardo. Davanti a loro c'era un albero: pareva che danzasse come un
ubriaco nell'ondeggiante bagliore rosa. Eppure nessuno sparava.
La luce si abbassava lentamente, contraendosi. Tocc terra, si ridusse a un piccolo globo
incandescente, si spense. Il buio sommerse gli occhi di Hackermeyer con tanta rapidit che gli sembr
di sentirne la pressione. Strinse forte gli occhi e rivide il bagliore rosso che si contraeva. Li riapr, e il
bagliore scomparve. C'era di nuovo soltanto il buio.
Non era per noi, sussurr Lippincott.
Hackermeyer pens che sarebbero tornati indietro, ora, ma Lippincott prosegu verso est. La sua
prima idea doveva essere giusta, pens Hackermeyer. Stavano certo tentando di penetrare dentro le
linee tedesche. Per Lippincott aveva detto di non sparare, a meno che non vi fossero costretti.
E forse che non vi sarebbero stati costretti, se oltrepassavano le linee tedesche?
Si fermarono di botto tutti e tre, come avessero udito un ordine. In lontananza Hackermeyer ud
un rombo soffocato di motori.
Carri, sussurr Lippincott.
Bastardi! fece eco Lazzo. Hackermeyer si domand se pensasse ancora a Goldmeyer. Era
stata la mitragliatrice di un Panther a ucciderlo.
Inizi un profondo sospiro, ma rimase a mezzo, perch Lippincott riprese ad avanzare nel buio.
Lo segu. E se avessero incontrato un carro armato? Non sembrava molto probabile che i tedeschi
volessero arrischiarsi a muovere un carro armato con quel buio, ma non si poteva mai dire.
Improvvisamente Lippincott e Lazzo si gettarono a terra. Hackermeyer fece altrettanto, col
cuore in gola. Rimase accovacciato, immobile, tendendo l'orecchio con tanta intensit che gli parve di
sentire lo sforzo dei tendini auricolari.
Si udirono tonfi sordi di stivali che si avvicinavano. Hackermeyer sent un formicolio gelido
scorrergli sulla nuca. Strinse forte il fucile. Avrebbe voluto togliere la sicura, ma temette che, in quel
silenzio, lo scatto sarebbe stato troppo rumoroso.
Qualcuno inciamp, nel buio. Verflucht, imprec una voce e Hackermeyer si rese conto, con
un tuffo al cuore, che era un tedesco. Spalanc la bocca senza volerlo. Gettando un'occhiata di lato
intravide appena le sagome di Lazzo e di Lippincott, immobili come statue.
Si sent tremare lo stomaco. Se i tedeschi avessero acceso un altro razzo si sarebbero visti tutti a
vicenda, come fosse giorno. Immagin centinaia di tedeschi che avanzavano nel buio per sferrare un
attacco di sorpresa contro le linee americane. Gli venne in mente a un tratto che Lippincott poteva
pensare che per loro fosse finita e sparare un colpo di fucile per mettere in guardia gli altri. Cerc di
inghiottire, ma non ne fu capace. Per un terribile momento sent il prurito di uno sternuto pizzicargli le
narici e si premette la mano guantata sulla bocca. Gli sembr che tutti dovessero avere udito il fruscio
del suo cappotto.
Dopo un po' il rumore di stivali svan. Hackermeyer sussult sentendo qualcosa che gli scorreva
sul naso. Dapprincipio pens che fosse una bestiolina, poi si rese conto che era una goccia di sudore e
si pass sulla fronte e sul naso una mano guantata. Riusc appena a soffocare col guanto uno sternuto.
Ssst! fece Lippincott.
Si alzarono e si rimisero in cammino. Non tornavano indietro? Hackermeyer immagin se
stesso e gli altri due che si spingevano sempre pi avanti nel settore tedesco, finch venivano uccisi o
catturati.
Che cosa ha detto il kraut? domand Lazzo in un sussurro.
Maledizione, rispose Lippincott.
Avanzavano cauti lungo il margine di uno stretto fossato quando un altro razzo esplose
fragorosamente sopra di loro, riempiendo il cielo di una tremolante luce rosa.
Non aveva quasi fatto in tempo a gettarsi gi, quando una mitragliatrice prese a sparare dall'alto
del pendio destro. Hackermeyer udiva le pallottole fischiargli sopra la testa e affondare nel terreno, sul
pendio sinistro. Guardando in su vide le scie luminose dei proiettili traccianti e il punto dal quale
partivano. Le sue gambe si ritraevano con uno scatto spasmodico: un proiettile rimbalz su un sasso
vicino a lui e schizz via sibilando.
Il bagliore si spense e le mitragliatrici tacquero.
Via! disse Lippincott.
Si rialzarono in fretta e corsero lungo il fondo del fossato, finch non ne raggiunsero la fine e si
acquattarono all'ombra di un albero, a riprender fiato.
Hackermeyer sternuti, prima di aver potuto coprirsi la bocca.
Perdio! sibil Lazzo.
Mentre ripartivano, Hackermeyer si soffi silenziosamente il naso.
Sar meglio che tu ti fermi qui, Hackermeyer, sussurr Lippincott dopo un breve tratto. Ti
riprenderemo al ritorno. Mettiti dietro quella roccia.
Un brivido gelato percorse la spina dorsale di Hackermeyer. E se al ritorno non fossero riusciti
a trovarlo? Stava per fare quella domanda, ma Lippincott e Lazzo erano gi spariti nel buio.
Hackermeyer rabbrivid. Solo dietro le linee tedesche, pens. Ma era davvero dietro le linee tedesche?
Non gli pareva che fossero arrivati tanto lontano. Per era anche vero che si ritrovava sempre molto pi
lontano di quanto avesse calcolato.
Torn indietro lentamente e si appoggi contro la roccia. Che cosa avrebbe dovuto fare, finch
quei due fossero tornati? Se tornavano. Fece il broncio. Era colpa sua se doveva sternutire? Lippincott
lo sapeva che era raffreddato. Inspir profondamente a bocca aperta e lasci sfuggire l'aria pian piano.
Che cosa avrebbe fatto Linstrom, se si fosse trovato cos, solo nella notte? Probabilmente avrebbe
cominciato a frignare e a chiamare la mamma.
Guard l'ora. Appena passate le dieci. Che ora era a Brooklyn? Sospir. Che importava?
Ud un lieve rumore nel buio.
Si irrigid, un brivido gli attravers la nuca. Era un tedesco? Istintivamente lev la sicura al
fucile. Il lieve scatto lo fece sobbalzare. Si guard rapidamente in giro, cercando di penetrare la pesante
oscurit. Usa la coda dell'occhio! Chiuse gli occhi, stretti stretti, poi li riapr e cerc di guardare in
tralice.
Di nuovo quel rumore. Hackermeyer sent fermarsi il cuore. Si stacc dalla roccia, poi si ferm,
esitante, non sapendo se avanzare o restare dov'era. Trattenne il respiro e strinse i denti, pronto a far
fuoco.
A distanza un uomo toss. Quel rumore inatteso fece sobbalzare Hackermeyer con tale violenza
che per poco non gli cadde il berretto.
Un mormorio di voci. Hackermeyer gir la testa, tendendo l'orecchio. Non riusciva a capire in
che lingua parlassero, quelle voci. Poteva darsi che fossero Lippincott e Lazzo?
Fece un breve passo posando il piede con cautela. Le voci continuarono a parlare. Fece un altro
passo. Era immaginazione o le voci erano davvero pi vicine? Era difficile calcolare la distanza, con
quel buio. Inghiott. Aveva la gola secca. Sentiva il bisogno di bere un sorso d'acqua.
Si ritrov ad avanzare lentamente, un passo dopo l'altro, come se le voci lo attirassero con una
forza ipnotica. Continu a muoversi finch a un tratto si irrigid.
Ich bin krank, Sono malato. Disse una voce.
Un uomo grugn. Was fehlt ihnenf, Che cosa si sente? chiese. Questo doveva essere un altro.
Hackermeyer strinse i denti e si irrigid, aspettandosi di vederli apparire da un momento all'altro. Doveva ucciderli. Lo sapeva.
Ich habe Schmerzen in meinem Brustkasten, Ho un dolore al petto. Disse la prima voce.
L'altro fece una risatina sommessa. Sie rauchen tu viel, Lei fuma troppo! disse.
Ah, ah! fece il primo.
Hackermeyer si rese conto che le voci salivano dal terreno. Erano sdraiati in terra, i tedeschi, o
stavano in una trincea? E che cosa facevano, l? Era un avamposto? Un nido di mitragliatrici, una
postazione di mortaio? Hackermeyer si sentiva confuso e impotente. Devo ucciderli, pens. Cooley
aveva detto che il suo compito era quello di uccidere i kraut o di farli prigionieri. Poteva farli
prigionieri? No, non era possibile. O forse s...?
Si riprese con un sussulto, avvedendosi di avere il dito appoggiato al grilletto. Che cosa voleva
fare? A un tratto desider disperatamente che ci fosse la luna, per poter vedere i tedeschi e sparar loro
addosso. Non avrebbe potuto strisciare nel buio e...
Hackermeyer! sussurr una voce.
Si gir di scatto, con un tuffo al cuore. Si mosse rapidamente; era certo che i tedeschi avrebbero
udito il rumore dei suoi passi, ma non voleva che Lippincott dicesse qualcos'altro.
Le figure del caporale e di Lazzo si delinearono nel buio.
Ti avevo detto... cominci Lippincott.
Ci sono due tedeschi, l, lo interruppe Hackermeyer, sussurrando.
Restarono tutti e tre immobili per qualche minuto, poi Lippincott sussurr: Andiamo!
Non dovremmo prenderli? domand Lazzo.
Sai quanti sono?
No.
E nemmeno io. Andiamo.
Chiss se i tedeschi li avevano sentiti, si domand Hackermeyer mentre si allontanavano. Forse
s, ma non avevano avuto voglia di combattere. Avrebbe potuto ammazzarli, pens. Avrebbe potuto
ammazzarli facilmente. Quell'idea gli dava fastidio, in un certo senso. Era quasi pentito di non aver
tentato.
Mezz'ora dopo Hackermeyer lasci Lippincott e si diresse verso il punto dove aveva lasciato il
proprio equipaggiamento. Il tragitto di ritorno si era svolto senza incidenti. Si lasci cadere sulla
coperta, con un gemito di stanchezza.
Dove sei stato? volle sapere Linstrom.
Pattuglia.
Sparavano a voi, allora?
Hackermeyer sbadigli fino a slogarsi le mascelle. S, mugol.
Linstrom tacque per un momento.
Bene... che cosa avete trovato? domand infine.
Hackermeyer si distese e chiuse gli occhi. Aveva scoperto di non avere paura dei tedeschi.
Niente, mormor.
Giacque immobile, ascoltando le pulsazioni del proprio cuore che gli rintronavano negli
orecchi. Deve accadere qualcosa, pens.
Che cosa?
12 DICEMBRE 1944
ANDIAMO, ragazzi.
Hackermeyer apr faticosamente gli occhi. In mezzo alle volute di una bruma bassa e smorta
intravide la figura di Cooley. Su, su, disse il sergente, rivolto a qualcun altro.
Hackermeyer alz il braccio e tir in su la manica inzaccherata di fango per guardare l'ora. Le
sei e qualche minuto.
Sei sveglio? domand Linstrom.
Hackermeyer gir la testa e vide il compagno che si tirava su a sedere. Si alz sbadigliando, poi
si stir. II dolore al fianco gli strapp una smorfia.
Ci siamo, eh? domand Linstrom.
Credo, rispose Hackermeyer, raccattando la propria roba. Improvvisamente si rese conto che
la notte prima era stato cos assorbito dall'idea di ammazzare i tedeschi da non pensare nemmeno di
poter essere ucciso lui, invece. Come poteva essere ucciso quella mattina. O quel pomeriggio o quella
sera. Poteva capitargli da un momento all'altro.
Rabbrivid, osservando Linstrom che stava infilandosi lo zaino.
Tieni soltanto l'impermeabile e legatelo alla cintola, disse.
Be'... Linstrom lo guard come fosse incerto se discutere o no. E il resto lo lasciamo qui?
Ci penseranno quelli della sussistenza.
Ah! Linstrom lo guard ancora per qualche minuto poi, con un sospiro, si sfil Io zaino.
Credi che ci facciano tornare... in quella citt?
Non lo so.
Be'... non ti sei guardato in giro, ieri notte? Voglio dire... quando sei andato in ricognizione?
Non sono andato a Saarbrcken.
Linstrom non disse altro. Hackermeyer lo sentiva ansimare mentre radunava la sua roba.
Caff e razioni laggi in fondo, disse Cooley tornando. Si ferm a guardare Linstrom.
Sono... sono a posto? domand questi, accennando al proprio equipaggiamento.
Controller dopo, rispose Cooley, fissando Linstrom con espressione arcigna. Sei al tuo
primo combattimento, brontol. Non era una domanda.
Si avvi per andarsene, poi si ferm.
Ricorda una cosa, figliolo: soltanto una percentuale piccolissima di soldati resta ferita. E una
percentuale ancora pi piccola ci lascia la pelle. I kraut non tirano proprio a te. E anche se tu fossi
colpito, hai buone probabilit di essere ferito leggermente, levandoti dai guai. Perci non lasciarti
prendere dal panico ancora prima di cominciare.
No, assicur Linstrom.
Fatti insegnare da Hackermeyer come devi muoverti e gettarti a terra, riprese Cooley. Lui sa
come si fa.
Corrugando le sopracciglia, confuso, Hackermeyer segu con lo sguardo il sergente che si
allontanava. Era sempre stato certo che Cooley lo mettesse in un solo mazzo con tutti gli altri inutili
diciottenni. Dopo un momento alz le spalle. Ma sicuro che era cos. Il sergente aveva parlato a quella
maniera soltanto per dare un po' di coraggio a Linstrom.
Come devo muovermi, ha detto? domand questi.
Hackermeyer gli spieg brevemente come rialzarsi ad angolo retto, come muoversi in fretta e
come gettarsi a terra di colpo, senza fare segnalazioni con le braccia. Linstrom annu con aria grave.
Dopo un momento ricomparve Cooley che diede a Linstrom un batuffolo di cotone. Andiamo,
ragazzi.
 un buon diavolo, osserv Linstrom, quando se ne fu andato.
Hackermeyer brontol qualcosa, continuando a controllare le proprie bombe a mano.
Ci porter fuori, continu Linstrom.
Mmmm. Hackermeyer capiva che il compagno aveva bisogno di appoggiarsi a qualcuno.
Cooley non era esattamente il tipo del buon padre, ma avrebbe potuto sembrarlo, in caso di emergenza.
E per Linstrom quello era un caso di emergenza, e come!
Quanto a s, Hackermeyer cerc di non pensarci. Non riusciva a controllare l'accelerazione
crescente delle sue pulsazioni, ma non era veramente preoccupato. A che sarebbe valso? Sarebbe
sopravvissuto, se la percentuale fosse stata in suo favore, altrimenti sarebbe morto.
Fin di sistemare il proprio equipaggiamento, prese la tazza della borraccia e si avvi verso il
fondovalle.
Ehi aspetta! grid Linstrom, subito allarmato.
Hackermeyer si ferm e si gir. Linstrom, in piedi, si agganciava le giberne, ansando come un
mantice. Hackermeyer si domand se doveva dirgli di fissare col nastro isolante la sicura delle bombe a
mano, ma alz le spalle. Al diavolo! Non era sua madre, dopo tutto. Che ci pensasse Cooley a dirglielo.
Linstrom lo raggiunse e insieme si avviarono verso il fondovalle, diguazzando nel fango
vischioso e pesante. Dal basso, saliva fino a loro il tintinnio delle tazze e il brusio delle voci. Qui e l
apparivano fra la nebbia figure che subito svanivano.
Fa un bel freddo, osserv Linstrom.
Alla loro destra apparvero due ombre che camminavano nella loro stessa direzione.
Come va? domand una voce. Era Guthrie.
Sempre lo stesso, rispose Lazzo. Hackermeyer not che zoppicava molto pi del giorno
avanti.
Ma perch non ti danno qualcosa? riprese Guthrie.
Mi hanno dato del borotalco.
Guthrie rise. Cos funziona il Corpo Sanitario Militare degli Stati Uniti, motteggi.
Che vadano all'inferno! brontol Lazzo.
Che cos'ha? sussurr Linstrom.
Congelamento, rispose Hackermeyer.
Congelamento?
Gi. Ti bagni i piedi, ti si gelano, si gonfiano e non li senti pi.
Ooooh... La voce di Linstrom si spense tremando e Hackermeyer si chiese se sarebbe
scappato anche lui come il sergente Wadley. Forse no. Wadley era uno sbruffone, nascondeva la paura
sotto la scorza della prepotenza. Ma la paura di Linstrom era palese, tremava in superficie, si sarebbe
detto. E forse era pi facile vincere la paura quando non si cercava di nasconderla.
Ricord di avere visto in un film un sergente che diceva ai suoi soldati tremanti di paura: Ma
certo che ho paura, prima di un combattimento! Uno dei soldati lo aveva guardato sbarrando gli occhi
per la sorpresa e aveva esclamato: Lei? Lei ha paura? E aveva ritrovato il proprio coraggio. Chiss se
l'aveva scritta il padre di Guthrie, quella fesseria!
Si mise in fila con Linstrom, che prepar a sua volta la tazza.
Restiamo insieme, eh? gli disse questi. Voglio dire... possiamo aiutarci a vicenda, no?
Hackermeyer brontol qualcosa d'incomprensibile. Avrebbe preferito non essere aiutato da
Linstrom. Non aveva nessuna voglia di tenersi appiccicato addosso un bamboccio morto di paura.
Eppure, avrebbe certo dovuto tenerselo, pens. Cooley lo aveva messo con lui proprio per quello. Bene,
avrebbe fatto il possibile, ma non intendeva certo fargli da chioccia. Doveva imparare a sbrigarsela da
solo, il signorino Linstrom.
C' qualche altro... segreto che dovrei conoscere? domand Linstrom esitante.
Hackermeyer lo guard. Segreto?
S, qualche... trucco? Voglio dire, qualche modo di combattere. Deve pur esserci una sorta
di... Gli si spense la voce.
Non c' niente, disse Hackermeyer brusco.
Oh! Linstrom annu. Bene.
Toccava a loro. Uno dei cucinieri vers caff bollente nelle loro tazze e consegn a ognuno tre
scatole di razioni K. Mentre si allontanavano, dalla tazza di Linstrom si stacc il manico, la tazza cadde
e il caff gli si rovesci sul cappotto e sui calzoni. Linstrom lanci un grido sommesso e lasci cadere
le scatole, si sfil febbrilmente un guanto e prese ad asciugarsi col fazzoletto il caff che gli era colato
sul polso.
Oooh! gemette. Il fucile gli scivol dalla spalla e lui lo lasci cadere.
Ti sei scottato? domand Hackermeyer.
Non credo. Pass il fazzoletto dentro la manica del pastrano, poi lo tir fuori e prese a
tamponare le macchie di caff sul cappotto e sui calzoni. Hackermeyer rest a guardarlo, bevendo il
suo caff.
Non lo so, riprese Linstrom.  molto caldo.
Hackermeyer si ficc in tasca le razioni K e raccatt il fucile del compagno.
Forse mi sono scottato davvero, mormor Linstrom. Si raddrizz e guard Hackermeyer.
Credi che dovrei... andare al posto di medicazione?
Non lo so.
Mi pare... credo proprio di essermi scottato. Linstrom esit. Dovrei andarci, forse. Fece
una risatina che voleva sembrare gaia. Non sarei di molto aiuto, tutto coperto di vesciche!
Hackermeyer non rispose.
Comincia a pungere un po', disse Linstrom. Si alz sulla punta dei piedi e si guard in giro,
come se cercasse qualcosa tra la nebbia. Dov' il posto di medicazione?
Hackermeyer bevve qualche sorso di caff.
Forse dovrei... Linstrom inghiott. C' un infermiere qui in giro? domand, alzando la
voce. Nessuno rispose. Linstrom respir forte. Gli tremavano le labbra. Brucia davvero!
Seconda squadra, da questa parte, chiam Cooley.
Andiamo! disse Hackermeyer.
E le mie scottature?
Parlane a Cooley.
Oh gi, hai ragione. Nella voce di Linstrom vibr come un senso di sollievo. Raccolse le sue
scatole di razioni K e Hackermeyer gli tese il fucile.
 forse meglio che lo tenga tu, osserv Linstrom. Voglio dire, potrebbe servire a qualcuno,
se io...
 tuo, disse Hackermeyer reciso, tendendogli l'arma.
Oh bene, io... Non fin.
Vuoi un po' del mio caff?
No, grazie, ricus educatamente Linstrom. Potr certamente averne una tazza al posto di
medicazione.
Certo, convenne Hackermeyer. Bene, non avrebbe dovuto fargli la guardia, a quel
bamboccio.
La squadra era radunata attorno a un piccolo masso. Hackermeyer vide Schumacher, rasato di
fresco, bene eretto, col bazooka appeso a una spalla. Cooley era stato sul punto di darlo a lui, poi,
all'ultimo minuto, aveva cambiato idea. Al momento Hackermeyer aveva sentito una fitta di delusione.
Non che avesse desiderato in modo particolare di portare il bazooka, ma gli era sembrato giusto che
toccasse a lui, dal momento che era stato lui a ricuperarlo. Ma ora non gli importava pi. Era avvezzo a
delusioni di quel genere.
Ci siamo tutti? domand il sergente. Fece l'appello: Lippincott, Schumacher, Lazzo, Guthrie,
Hackermeyer, Linstrom e Fearfeather, un ragazzo alto e tutt'ossa, dai lineamenti rustici, quasi di
contadino.
Immagino sappiate dove andiamo, prosegu masticando tabacco. Per i due nuovi, Linstrom e
Fearfeather, si va a Saarbrcken, che  a circa sei chilometri da qui. Ma bisogna prima attraversare la
foresta di Saarbrcken, per arrivarci. Fece una pausa. E questa volta ci arriveremo.
Sergente! chiam Linstrom esitante.
Voi due ragazzi restate vicini ai compagni che vi ho assegnato. Chiedete a loro tutto ci di cui
avete bisogno, se non ci siamo io o Lippincott. Per...
Sergente!
Cooley s'interruppe e si rivolse a Linstrom. Che c', figliolo?
Mi sono versato addosso il caff bollente.
 una vera scalogna. Non abbiamo servizio di smacchiatura a secco, quass.
Non volevo dire questo.
La compagnia C marcia in testa, oggi, riprese Cooley. Prima il secondo plotone, poi noi.
Dovremo raggiungere la foresta a mezzogiorno, perci attenti alle mine. Il genio non  abbastanza
vicino per sgombrare il terreno e il bosco molto probabilmente sar pieno di trappole. Ma non 
difficile individuarle, se tenete gli occhi bene aperti. Inoltre, dobbiamo aspettarci di trovare bunker, nidi
di mitragliatrici, postazioni di mortai e tutti gli annessi e connessi. Non sar una gita di piacere.
Hackermeyer vide Linstrom alzare una mano per attirare l'attenzione del sergente, ma questi
non gli bad.
Sergente! chiam Fearfeather. Cooley si gir verso di lui. Che ne facciamo della baionetta?
L'inastiamo sul fucile?
Lasciate perdere la baionetta. Se non l'adoperiamo noi, non l'adopreranno nemmeno i kraut e
sar tanto di guadagnato. Inoltre...
Sergente! La voce di Linstrom era stridula.
Che c'?
Credo di essermi scottato quando...
Con quel piscio tiepido che chiamano caff? l'interruppe Cooley. Sput e, senza pi
occuparsi di Linstrom, continu a dare istruzioni alla squadra.
Dopo un po' Hackermeyer guard Linstrom e vide che fissava Cooley con espressione offesa e
perplessa. Sembrava sul punto di scoppiare in lacrime. Hackermeyer distolse lo sguardo, imbarazzato.
Bene, pens dopo un momento, pi tardi forse avrebbe detto a Linstrom di fissare col cerotto la sicura
delle bombe a mano.
Distanziati a lunghi intervalli, si avviarono attraverso la campagna silenziosa. Linstrom
accorciava continuamente la distanza che lo separava da Hackermeyer, costringendo Cooley a
richiamarlo all'ordine ogni due minuti. Hackermeyer marciava deciso; il respiro gli si condensava
davanti al viso in nuvolette di vapore. In distanza vedeva la foresta, di un verde cos cupo da sembrare
nero, sotto il cielo grigio e senza sole. Oltre la foresta, puntata verso l'alto come il dito di uno scheletro,
si vedeva la sottile guglia bianca di un campanile. Attaccavano da una direzione diversa questa volta,
perch non riconosceva il terreno.
Il paesaggio per era uguale a quello visto l'altra volta, l'erba secca, il terreno fangoso, qualche
siepe, qualche albero spoglio, le buche dei proiettili. Lontano, sulla destra, vide un mucchietto di roba
grigia e pens che si trattasse della carogna di una mucca o di un cavallo. A sinistra vide uno Sherman
annerito, con la torretta squarciata. Torn a guardare avanti a s. Presto sarebbe cominciato il
bombardamento. Probabilmente, prima di mettere in azione gli 88, i tedeschi aspettavano che l'intero
battaglione fosse a tiro.
Guard Linstrom, chiedendosi quale sarebbe stata la sua reazione di fronte alle prime granate.
Sembrava ancora pi indifeso di quanto non fosse stato Foley. Quello almeno aveva una cert'aria di
competenza, ma Linstrom sembrava proprio un bamboccio sperduto nel bosco. Grugn contro se stesso
e guard da un'altra parte. Peggio per lui, se sembrava sperduto nel bosco!
Pochi secondi dopo i primi sibili attraversarono l'aria.
A terra! grid una voce.
Hackermeyer si butt gi d'istinto, sussultando alla fitta dolorosa che gli attravers il fianco. Si
guard in giro e vide che Linstrom era ancora in piedi.
Gettati a terra! gli grid.
La prima esplosione venne quando Linstrom non aveva avuto ancora il tempo di gettarsi a terra
e di nascondere il viso tra le braccia. Hackermeyer premette il viso nell'ansa del braccio sinistro e si
rattrapp, inarcandosi contro la terra che vibrava. Sembra un violento temporale, pens.
Ricord i temporali estivi di quando era bambino e si rannicchiava nel letto, mentre pareva che
il cielo esplodesse in tuoni senza fine e i lampi sembravano fiammate gigantesche che si accendevano a
tratti, illuminando la notte di una luce innaturale e terrificante. In quei casi era sempre tanto terrorizzato
da non trovare nemmeno la forza per nascondere la testa sotto le lenzuola.
Rabbrivid. Di notte i bombardamenti assomigliavano in tutto e per tutto a quei temporali,
poich le enormi vampate che uscivano dalla gola dei cannoni sostituivano perfettamente i lampi.
Via! url Cooley. Gli uomini si rialzarono e ripresero a correre. Non tutti, per. Alcuni
rimasero sul terreno. Il bombardamento si affievol, poi cess.
Ehi, non  stata poi tanto brutta! disse Linstrom. Hackermeyer gir la testa e lo vide
camminare sulla sua destra, a parecchi metri da lui, col viso acceso per l'eccitazione.
 sempre cos? domand Linstrom. Tutto qui?
Non sono venuti molto vicino, rispose Hackermeyer.
Nooo? Linstrom aveva l'aria del ragazzino al quale hanno appena detto che la Befana  una
frottola. Vuoi dire che... qualche volta vengono pi vicino?
Hackermeyer grugn..
Be'... Linstrom esit a lungo. Quanto pi vicino vengono? domand infine, cercando
invano di assumere un tono scherzoso.
Possono anche atterrare sulla tua testa.
Linstrom non disse altro. Pochi minuti dopo, quando Hackermeyer lo cerc di nuovo, lo vide
dietro di s almeno dieci metri, che camminava fissando il terreno e riflettendo.
La compagnia attacc un lungo pendio non troppo ripido che portava alla foresta ancora
lontana. Molto avanti un ufficiale alz una mano e la mosse in piccoli rapidi cerchi; Cooley e gli altri
comandanti di squadra si avvicinarono a lui, di corsa. Hackermeyer pos a terra un ginocchio,
appoggiandosi al fucile.
Cooley e gli altri comandanti di squadra stavano ritornando al proprio posto quando ricominci
il bombardamento. Hackermeyer fu svelto a buttarsi gi. Questa volta gli scoppi erano molto pi vicini.
Il terreno fangoso sussultava davanti a lui, il sibilante ronzio degli shrapnel lo circondava da ogni parte.
Trincerarsi! grid Cooley.
Hackermeyer prese la vanghetta. Ci risiamo, pens. Si ripeteva la medesima storia dell'altra
volta. Si chiese come sarebbero mai riusciti ad arrivare a Saarbrcken con quel ritmo, e meno che meno
a vincere la guerra. Senza capirne il perch si sentiva deluso. Ud un rumore di passi in corsa e un
tintinnar di metalli. Un attimo dopo Linstrom si lasciava cadere accanto a lui, ansando: Scaviamo!
Aveva gli occhi sbarrati e il viso pallido e tirato.
Si misero a scavare e in due arrivarono ben presto a una discreta profondit. Hackermeyer
staccava grossi blocchi di terra e sassi e Linstrom li spalava via. In breve la buca fu pronta e poterono
calarvisi. Faceva pi freddo, li dentro; continuarono a scavare e il loro respiro si condensava in dense
nuvolette. Tutt'intorno le granate degli 88 continuavano a scoppiare con boati che scuotevano la terra.
Di tanto in tanto si udiva il sibilo di uno shrapnel e zampilli di fango si rovesciavano sul loro elmetto e
sulle loro spalle.
Quand'ebbero finito di scavare sedettero e si guardarono in viso.
Ragazzi! mormor Linstrom. Hackermeyer prese la borraccia e bevve un sorso dell'acqua
odorosa di cloro. Linstrom segu il suo esempio, ma bevve troppo in fretta e toss, poi si asciug il
mento con la mano.
Ragazzi, oh ragazzi! ripet. Questi s che erano vicini. Ho sentito uno shrapnel fischiarmi
accanto all'orecchio.
Hackermeyer si soffi il naso.
Ragazzi! ripet per la terza volta Linstrom. Scroll la testa e fischi piano. Sembrava ubriaco.
Ragazzi, oh ragazzi!

Costruiamoci un riparo, disse Linstrom.
Hackermeyer si era appena destato da un sonnellino e aveva elmetto e impermeabile lucenti di
gelida pioggia. In cielo sibilavano i proiettili lanciati verso est dalle batterie americane e la foresta
ancora lontana era tutta un rombare di sorde, ininterrotte esplosioni. Perch non davano fuoco a tutto
quanto? si domand Hackermeyer. Probabilmente perch pioveva tanto da impedire qualunque
incendio.
Ti va? domand Linstrom.
Che cosa?
Costruiamoci un riparo. Un po' pi sotto, sul pendio, c' del filo spinato.
Hackermeyer non capiva di quale utilit sarebbe stato il filo spinato per costruirsi un riparo.
Possiamo prendere i paletti, metterli di traverso sopra la trincea e stendervi sopra uno dei
nostri impermeabili. Cos se piove stiamo all'asciutto e se ci bombardano saremo un poco riparati.
Pu darsi che ce ne andiamo presto, obiett Hackermeyer.
Mmmm! Un tizio ha detto che probabilmente resteremo qui per un paio di giorni.
Chi l'ha detto?
Non so chi fosse. Uno. A ogni buon conto facciamoci un riparo.
Mah, non so...
Il viso di Linstrom si indur. Con un gesto stizzoso il ragazzo si asciug una goccia di pioggia
che gli scorreva sul naso. Perch?
Pu darsi che ci sia qualche franco tiratore, in giro.
Oh al diavolo! Chi vuoi che ci veda, con questa pioggia?
Hackermeyer si strinse nelle spalle. Che gliene importava, a lui? Rialz il colletto e si
rannicchi nell'impermeabile; si accert che la sicura dell'M1 fosse a posto, chiuse di nuovo gli occhi.
Sternuti. Ci siamo di nuovo, pens.
Pochi momenti dopo ud Linstrom che usciva dalla buca e si raddrizz per guardare che cosa
facesse. Parecchi uomini della squadra si muovevano in mezzo alla pioggia. Lazzo camminava innanzi
e indietro pestando forte i piedi, come cercasse di rimettere in circolazione il sangue; Fearfeather
passeggiava su e gi davanti alla sua buca, fumando una corta pipa e asciugandosi gli occhiali; pi
avanti due o tre soldati orinavano. Dove sar Cooley? si domand Hackermeyer. Non credeva che
avrebbe permesso a nessuno di uscire dalle buche, se fosse stato da quelle parti. Guard l'ora. Mancava
poco alle dieci.
Vide Linstrom che si guardava in giro come cercasse qualcosa. Pareva che l'avesse trovato
perch si butt a terra e allung una mano dentro una buca. Un momento dopo si raddrizz stringendo
un paio di cesoie per filo spinato. Seguendo con gli occhi Linstrom che si avviava verso il filo spinato,
Hackermeyer si chiese di chi mai potessero essere quelle cesoie. Un tempo lo sbarramento doveva
essere stato teso attraverso tutto il pendio, ma ormai ne restavano soltanto pochi metri.
Senza distogliere gli occhi da Linstrom, Hackermeyer lev di tasca una scatola di razioni K.
Non era molto probabile che qualcuno potesse sparare a Linstrom: non ci si vedeva a venti metri, con
quella pioggia. La foresta spariva completamente dietro uno schermo grigiastro. Naturalmente non era
da escludere che ci fossero franchi tiratori alle loro spalle: Lippincott gli aveva detto che i tedeschi a
volte lasciavano passare le truppe nemiche e poi sparavano loro alle spalle.
Linstrom aveva raggiunto il filo spinato. Hackermeyer distolse lo sguardo il poco che bastava
per aprire la scatoletta di carne di maiale e rossi d'uovo, poi torn a guardare Linstrom. Stupidello,
pens masticando. Linstrom stava tagliando il filo all'altezza di un paletto. Il ferro, vecchio e
arrugginito, si spezz con uno schianto simile a quello di una fucilata lontana. Hackermeyer sussult
senza volerlo.
Forse avrebbe potuto impedire a Linstrom di spingersi fin l, pens. Probabilmente lo avevano
affidato a lui perch lo tenesse d'occhio. Ma come avrebbe potuto impedirgli di muoversi? Gli aveva
pure parlato dei franchi tiratori. Se non era bastato quello, niente avrebbe potuto fermarlo.
Ehi!
Hackermeyer gir la testa con uno scatto tanto repentino da risentirne una sorta di scossa
elettrica lungo la nuca. Davanti alla trincea dalla quale Linstrom aveva preso le cesoie, c'era Cooley
che fissava il ragazzo col viso rabbuiato dalla collera.
Torna subito qui! grid il sergente.
Hackermeyer guard Linstrom che stava cercando di sradicare il paletto del filo spinato.
Torna qui, ho detto! ordin Cooley.
Perch? La voce di Linstrom tremava. Non posso...
Maledizione, muoviti!
Linstrom risal lentamente il pendio, con le labbra contratte e tremanti.
Cooley gli strapp di mano le cesoie.
Dove credi di essere, a fare una gita in campagna?
Linstrom inghiott nervosamente. Volevo soltanto prendere... qualche paletto!
Cooley si lasci sfuggire un'esclamazione di stizza esasperata.
Ma perdio! gemette. Non ci sono gi abbastanza modi di lasciarci la pelle?
Volevo soltanto costruirmi un riparo. Linstrom parlava come un ragazzino intimorito dalla
severit del padre, ma troppo ostinato per sottomettersi.
Cooley lo fiss con gli occhi azzurri fiammeggianti nel viso corrucciato, poi fece un cenno col
pollice. Torna alla tua buca, comand.
Ma non potrei...
Mi hai sentito, no?
Hackermeyer torn a sedere, rimescolando le gocce di pioggia cadute nella scatoletta del maiale
coi rossi d'uovo. Un attimo dopo Linstrom arriv sguazzando nel fango e si cal nella trincea dove
rimase a sedere, pallido di collera repressa, stringendo a pugno le mani guantate e tremanti.
Faccia di m... mugol.
Hackermeyer addent una galletta.
Perch non ha lasciato che prendessi quel paletto? riprese Linstrom con voce sommessa e
tremula. Perch? Mi hanno sparato, forse? Mi hanno sparato?
Hackermeyer si domand come mai Linstrom, che aveva cercato di rifugiarsi al pronto soccorso
per essersi rovesciato addosso due gocce di caff tiepido, si lamentasse ora perch non lo avevano
lasciato esposto al fuoco di qualche possibile franco tiratore. Ma forse non era una contraddizione.
Quel bamboccio aveva avuto una paura folle del combattimento e aveva cercato una scusa qualunque
per evitarlo, ma ora che lo aveva affrontato e non gli pareva poi troppo rischioso, cercava di procurarsi
qualche comodit. No, non c'era contraddizione. Linstrom proteggeva Linstrom e non sapeva che cosa
fosse la disciplina. Questo spiegava tutto.
Hackermeyer socchiuse gli occhi. Per quello, forse, Linstrom aveva detto che i tedeschi erano
facili al panico, se qualcosa non andava secondo i piani prestabiliti. Siccome non poteva tollerare la
disciplina, cercava di convincere se stesso che essa tende a distruggere le facolt di arrangiamento.
Hackermeyer si sent fiero del proprio ragionamento.
Stupido bastardo, mugol Linstrom.
Hackermeyer ricord che quella stessa mattina aveva detto di Cooley che era un buon diavolo.
Oh all'inferno! Gett lontano la scatoletta vuota e si pul i guanti sulla giacca. Era un bamboccio, quel
Linstrom. E che mai ci si poteva aspettare da un bamboccio?

Cooley pass davanti alla trincea. Si parte!
Oh per... Linstrom butt gi la baionetta. Non appena era cessata la pioggia, aveva
cominciato a scavare un riparo per il suo equipaggiamento e ora aveva quasi finito.
Stupido esercito fetente, brontol. Hai appena cominciato a metterti un po' comodo e tac, ti
fanno sloggiare!
Hackermeyer si agganci le giberne mentre Linstrom raccoglieva la propria roba, brontolando.
A un tratto Linstrom alz gli occhi a guardare il compagno.
Credi che stavolta si vada nella foresta? domand.
Non lo so, rispose Hackermeyer.
Linstrom deglut. Senza parlare, fin di indossare l'equipaggiamento e usc dalla trincea.
La squadra avanz per una ventina di minuti in direzione parallela al margine della foresta, poi
ricevette l'ordine di scavare altre buche. Linstrom non disse una parola. Scav con gesti rapidi,
guardando di continuo verso la foresta, poi cominci a criticare Hackermeyer per la sua lentezza.
Erano a tre quarti del lavoro quando venne l'ordine di rimettersi in marcia.
Che cosa? proruppe Linstrom. Si raddrizz, con le mani sui fianchi, seguendo con lo sguardo
Cooley che si allontanava. Poi, con un lamento dove la collera si mescolava alla paura scaravent a
terra la vanghetta. Ma si pu sapere che cos'hanno? Sono diventati matti?
Ripresero la loro roba e proseguirono nella medesima direzione. Linstrom camminava con passi
brevi, posando forte i piedi, curvando le spalle e gemendo come se gli dolesse qualcosa.
Non ce la faccio pi!
Si fermarono a un chilometro circa a nord della posizione di partenza. Hackermeyer vide
Cooley che andava a rapporto dal comandante del plotone e tornava quindi presso i suoi uomini.
Trincerarsi, disse loro.
Oh no! proruppe Linstrom, guardandosi in giro come cercasse qualcuno con cui litigare. Oh
no! ripet. Si abbandon di schianto sul terreno, sganci la cintura e la lasci cadere in mezzo al
fango. Chiuse gli occhi e stringendo le labbra scosse la testa come se volesse evitare la vista di
qualcuno che tentasse di attirare la sua attenzione per fargli mutar parere. No, no, io non scavo pi
nessuna stramaledetta buca!
Hackermeyer cominci a scavare. Gli dolevano le braccia, le spalle, la schiena.
Che diavolo fai? domand Linstrom con voce corrucciata.
Hackermeyer non rispose.
Quante volte hanno intenzione di farci... Linstrom s'interruppe con una smorfia e distolse lo
sguardo da Hackermeyer come fosse un oggetto disgustoso. Guard la foresta lontana, poi chiuse di
nuovo gli occhi e arrot i denti. Stupidi pagliacci! mormor.
Hackermeyer continu a rimuovere la terra fangosa e mescolata a sassi. Bene, Linstrom avrebbe
dormito in mezzo al fango! pens.
Oh... porco mondo! Linstrom sbuff con energia sufficiente a spegnere una candela
gigantesca, afferr la vanghetta e accovacciatosi vicino ad Hackermeyer cominci lui pure a scavare.
Mi hai rotto le palle! grugn.
Hackermeyer fu tentato di dirgli che la smettesse di imprecare, almeno finch non avesse
imparato a farlo come si doveva, ma continu a smuovere con movimenti stanchi e metodici grosse
zolle di terra che Linstrom spalava via.
Questa  la testa del sergente, ringhi il ragazzo, gettando da parte un mucchietto di terra
compatta. Camminare, camminare, camminare. Scavare, scavare, scavare. Sedere, sedere, sedere.
Oh piantala! proruppe Hackermeyer.
Linstrom alz di scatto la testa e lo guard, ma Hackermeyer non ricambi l'occhiata. Continu
a scavare e dopo un istante anche Linstrom riprese il lavoro. Hackermeyer era sorpreso di se stesso. Da
anni era la prima volta che qualcuno, all'infuori di suo padre, riusciva a seccarlo. E questa
constatazione lo seccava ancor pi di quanto non lo seccasse Linstrom. Era stupido lasciare che
qualcuno gli desse tanto fastidio.
Quand'ebbero scavato una buca profonda circa un metro, Linstrom gett via la vanghetta.
Sono stufo, dichiar.
Hackermeyer lo guard, ansimando forte.
Ehi andiamo! gemette Linstrom. Dove vuoi arrivare, in Cina? Probabilmente tra dieci
minuti ci fanno rimettere in marcia!
Hackermeyer riflett su quella possibilit. Poi, con un sospiro, pos egli pure la vanghetta.
Probabilmente Linstrom aveva ragione; se ne sarebbero andati tra non molto. Se si mettevano seduti, la
buca sarebbe stata sufficiente a proteggerli contro qualunque pericolo, esclusi lo spostamento d'aria o
una bomba che cadesse loro in testa. Nessuna trincea avrebbe offerto di pi, in ogni caso; perch
dunque preoccuparsi tanto?
Gli venne in mente che quella buca era esattamente come quella in cui era morto Foley. Sarebbe
ancora vivo, Foley, se la loro buca fosse stata pi profonda? Corrug la fronte e scacci dalla mente
quel pensiero; si cal nella buca e sedette, con le ginocchia contro le ginocchia di Linstrom.
Cominciava a far buio. Hackermeyer guard l'ora: le cinque e sedici. Dovremmo raggiungere la foresta
a mezzogiorno, aveva detto Cooley. Infatti...
Mentre mangiavano udirono a distanza una risata isterica.
Che diavolo ? domand Linstrom in tono irritato.
Hackermeyer scosse la testa.
Sar qualche tedesco che ride del nostro attacco, riprese Linstrom. Sbuff. Attacco!
Bell'attacco! Scaviamo trincee, invece di attaccare. Ci arriveremo attraverso una galleria a Saarbrcken,
perdio!
Piant i denti in una galletta.  sempre cos?
Hackermeyer si strinse nelle spalle.
 un bello schifo! comment ancora Linstrom.
Quanto a questo, Hackermeyer era propenso a dargli ragione.
Abbass gli occhi sulla galletta che stava mangiando. Si era rotta in modo da assumere
vagamente la sagoma di un coccodrillo. Hackermeyer la fiss per un attimo, accigliato. Gli ricordava
qualcosa, ma non riusciva a precisare che cosa. Biscotti Zoo, pens.
E d'improvviso il ricordo si fece preciso. Quella domenica, quando lui aveva otto anni e il
babbo era venuto tanto tardi. Per tutta la mattina e il primo pomeriggio non aveva fatto altro che andare
a guardare dalla finestra del soggiorno, aspettando il babbo. Era difficile capire, ora, perch mai quelle
visite avessero avuto tanto significato per lui, ma allora era proprio cos. Ricordava chiaramente come
avesse continuato ad alzare le tendine del soggiorno finch lo zio lo aveva sgridato. Poi era uscito sul
terrazzino, a guardare su e gi per la strada. Il babbo aveva promesso che sarebbe venuto alle dieci di
mattina.
Era arrivato invece alle tre e mezzo del pomeriggio e in compagnia. Ricordava ancora
benissimo la donna venuta col babbo, vestita di bianco, con un piccolo cappellino bianco ornato di
fiori. Ricordava i due denti d'oro che brillavano quando rideva. Ricordava come gli fosse dispiaciuto
che il babbo l'avesse portata con s.
Erano andati tutti e tre a Coney Island e lui non aveva quasi rivolto una parola al babbo. Dalla
ruota panoramica all'autopista, alla giostra coi cavalli, aveva trascorso l'intero pomeriggio in un
movimentato isolamento. Ricordava ancora i giri sulla giostra, caracollando sul cavallino di legno, con
la musica metallica che gli rintronava le orecchie, mentre il babbo e quella donna sedevano su una
panca e chiacchieravano fitto, come fossero soli.
Gli avevano comprato Wurstel e aranciata e zucchero filato e gelato e i biscotti Zoo. I biscotti li
aveva mangiati la sera, in sotterranea, seduto tutto solo, mentre il babbo e quella donna chiacchieravano
e chiacchieravano. Ricordava le risatine gorgoglianti di lei e l'impeto di odio che gli si era agitato in
cuore.
Era stato scontroso e testardo, mentre lo riaccompagnavano a casa dello zio. Si ostinava a
restare indietro, guardando il cielo, e il babbo si era arrabbiato. La donna aveva cercato di mettergli un
braccio attorno alle spalle, ma lui si era liberato con uno strattone che aveva mandato in furia il babbo.
Lo avevano accompagnato fino alla porta, poi se n'erano andati. Gli zii e la cugina Clara erano andati al
cinema e lui era rimasto l a sedere sugli scalini di casa, con le labbra contratte e le lacrime che gli
scorrevano sul viso sudato e arrossato dal sole, battendo i calcagni contro il gradino finch, con uno
sbuffo furioso, aveva scagliato lontano la scatola dei biscotti e tutti gli animaletti si erano sparpagliati
sul marciapiede.
Non m'importa niente, non m'importa niente, non m'importa niente! aveva mormorato.
Un momento dopo si era sentito male e aveva vomitato sul prato.

Hackermeyer si mosse e brontol nel sonno, arricciando il naso. Avvertiva vagamente che
qualcuno gli toccava una gamba.
Piantala! mormor.
Sssst!
Hackermeyer si dest di colpo, spalancando gli occhi nel buio.
Che...
S'interruppe perch Linstrom gli batt di nuovo sulla gamba.
Che c'? sussurr.
Guarda! sussurr in risposta Linstrom.
Hackermeyer gir la testa e si irrigid. Sull'orlo della trincea c'era una bestia, ne vedeva la
sagoma pi scura contro il cielo nero, ne udiva il lieve ansimare, il lieve raspare degli artigli, mentre un
rivoletto di terriccio gli cadeva sulle gambe.
Accendo la lampada? domand sottovoce Linstrom.
Non ne ho.
L'ho io. L'accendo?
Potrebbero vederla i tedeschi.
Che cosa si fa, allora? Domande e risposte furono scambiate in un sussurro appena
percettibile.
Hackermeyer deglut. Se afferrava l'animale, esso avrebbe potuto morderlo. E poteva darsi che
fosse un animale velenoso o ammalato. Se cercava di puntargli contro l'M1, il fruscio del movimento lo
avrebbe senza dubbio spaventato. E se lo spaventava, era facile che l'animale li aggredisse.
Ricord con un brivido i grossi topi che scorrazzavano nello scantinato della casa di suo zio.
Uno gli era scappato in mezzo ai piedi, una volta, e gli aveva morso a sangue una caviglia. Ricord di
aver letto che durante la prima guerra mondiale grossi topi infestavano le trincee. Deglut di nuovo. Se
avesse potuto prendere la baionetta e infilzarla, quella bestiaccia! Ma non c'era nemmeno da pensarci.
Lentamente, senza far rumore, Hackermeyer liber le mani dalla coperta. Se fosse riuscito ad afferrare
l'animale con sufficiente rapidit e destrezza, forse non gli avrebbe lasciato il tempo di mordere.
Un raggio di luce scatur all'improvviso dal punto in cui si trovava Linstrom. Abbacinato dal
bagliore inaspettato, un coniglietto grigio si appiatt contro il terreno.
Spegni quella luce! grid una voce nell'attimo in cui Hackermeyer afferrava il coniglio. Nel
buio improvviso e pi intenso si tir sulle ginocchia l'animale, e lo avvolse nella coperta. Lo aveva
afferrato istintivamente, cos come istintivamente cercava ora di evitare che i tedeschi udissero il suo
disperato squittire. Non sapeva perch fosse necessario: sapeva soltanto che bisognava fare cos.
Che cosa diavolo succede laggi? domand la voce di Cooley.
Niente,  soltanto un coniglio, rispose Linstrom.
Un coniglio? Nel buio echeggi il gemito costernato del sergente.
Fammi vedere, fammi vedere, sussurr ansioso Linstrom. Ficc la testa sotto la coperta di
Hackermeyer e accese di nuovo la torcia elettrica. Oh, Dio, guardalo! lo ud esclamare Hackermeyer.
Cap che Linstrom stava accarezzando il pelo del coniglietto. Com' carino!
L'animale aveva smesso di squittire, ora, e giaceva immobile sulla ginocchia di Hackermeyer,
tutto vibrante di paura. Tenendolo fermo con una mano, il ragazzo si tir sulla testa la coperta.
Coniglietto bello, sussurr Linstrom accarezzando le orecchie dell'animale. Non aver paura,
coniglietto. Non ti facciamo male.
Hackermeyer fiss il viso infantile e sorridente del compagno. Di sotto la bustina sfuggivano
ciocche di capelli biondi. Era quasi bello.
Povero piccolino mio, hai fame? Linstrom si sfil un guanto e accarezz la testa del coniglio.
Hai fame, tesoruccio? Mi spiace di non avere un po' di lattuga. O qualche carota. Ti piacciono le
carote, tesoruccio?
Guard Hackermeyer, sorridendo.
Che cosa ne facciamo? domand.
Hackermeyer disse la prima cosa che gli venne in mente. Lo mangiamo.
Sul viso di Linstrom si dipinse l'orrore. Che cosa? ansim.
Hackermeyer non rispose. Continu a guardare il coniglio. Fritto deve essere squisito, pens.
Ma sapeva di averlo detto soltanto per dare fastidio a Linstrom.
Non puoi ammazzarlo, disse questi.
Perch?
L'ho visto io per primo.  mio.
Ma io l'ho preso, ribatt Hackermeyer. Non si divertiva, ma non poteva farne a meno.
Linstrom trattenne il respiro. Non ti avrei detto niente, se avessi immaginato che tu... Strinse
le labbra, come se fosse sul punto di scoppiare in lacrime. Non puoi ammazzarlo.  troppo piccolo.
Come te, pens Hackermeyer.
Non ne hai il diritto, insistette Linstrom. Perch vorresti mangiarlo?
Perch ho fame. Hackermeyer si chiedeva perch non la smetteva con quello stupido scherzo.
Non lo trovava pi divertente.
Lo voglio io, disse Linstrom. Gli luccicavano gli occhi. Se i suoi capelli biondi fossero stati
lunghi, si sarebbe potuto scambiarlo per una ragazzina prossima alle lacrime, pens Hackermeyer.
E va bene, prenditelo, disse brusco.
Certo. Spenta la lampada, Lindstrom prese in fretta il coniglio e si scost un poco,
strappandolo di sotto la coperta di Hackermeyer. Questi lo ud parlare sottovoce alla bestiola.
Bamboccio, pens. Aveva ragione Cooley. Linstrom non era un soldato. Era un bambino,
seduto dentro una buca, a giocare con un coniglio.
Chiuse gli occhi e si tir la coperta sotto il mento. Perch lo seccava tanto, Linstrom? Quella
storia del coniglio gli aveva proprio dato ai nervi.
Bamboccio, sussurr fra s.
Sotto la sua coperta, Linstrom continuava a sussurrare frasi tenere al coniglietto. Hackermeyer
strinse i denti e cerc di dormire. Avrei dovuto accopparlo, pens. Sent contrarsi lo stomaco. Per,
maledizione, rimpiangeva di non averlo ammazzato.
13 DICEMBRE 1944
LA compagnia C entr nella foresta di Saarbrcken poco dopo le otto di mattina.
Aveva subito tre bombardamenti tedeschi, prima di arrivarci. Per due volte aveva aspettato che
finissero e aveva quindi ripreso ad avanzare lasciando sul terreno i morti e i feriti, ma la terza volta
alcuni ufficiali e sottufficiali l'avevano portata di corsa attraverso la zona delle esplosioni. La squadra
di Cooley fu la prima a raggiungere la foresta e alle sue spalle il fuoco di sbarramento si intensific,
rallentando l'avanzata degli altri.
Hackermeyer e Linstrom camminavano a fianco a fianco nella penombra degli alberi intrisi di
pioggia. Linstrom, col viso pallido e tirato, si guardava continuamente in giro, ansioso e preoccupato.
Hackermeyer, arrancando in mezzo al denso, spugnoso strato di foglie secche che copriva il terreno,
aveva meno possibilit di guardarsi in giro. Doveva stare attento alle mine, ai nidi di mitragliatrici, ai
bunker, ai franchi tiratori. Emise un lungo sospiro. C'erano troppe cose alle quali stare attento.
Lontano, sulla loro destra, un BAR crepit per un attimo, poi tacque. Ora Hackermeyer non
udiva altro che il tonfo di scarpe che camminavano su foglie secche e ramoscelli, il fruscio di corpi che
avanzavano attraverso cespugli e grossi rami spezzati. Il fuoco di sbarramento americano di quella
stessa mattina aveva provocato danni gravissimi, decapitando centinaia di alberi e frantumandone altre
centinaia.
Ma dove sono i tedeschi? domand Linstrom, in un sussurro nervoso. Era la prima volta che
parlava da quando aveva scoperto che, durante la notte, il coniglietto era scappato.
Hackermeyer rispose con un sordo brontolio. Non c'era tempo per le chiacchiere. Dovevano
tenere gli occhi bene aperti. C'erano tante cose cui badare: filo spinato teso attraverso gli alberi per farli
inciampare e cadere; mine celate tra cespugli e mucchi di foglie morte; conifere dal fittissimo fogliame,
dove potevano stare nascosti franchi tiratori; macchie di boschetti e di alberi caduti, dietro i quali
potevano celarsi mitragliatrici e fucilieri nemici; diecine di posti dove un bunker avrebbe potuto
mimetizzarsi tanto bene che ti saresti trovato davanti alla bocca dei suoi cannoni senza nemmeno averli
visti. Hackermeyer ansimava. Quasi quasi avrebbe voluto che i tedeschi aprissero il fuoco e la
facessero finita.
Cerc di bandire dalla mente tutte quelle preoccupazioni. Poi si rese conto che non poteva
permetterselo. Meglio preoccuparsi a torto che incappare stupidamente in un trabocchetto. Guardava
davanti a s, ai lati, in alto e in basso. Persino alle spalle, si guardava. E del resto tutti i suoi compagni
facevano altrettanto. Intravide Guthrie che si muoveva cauto tra gli alberi: non aveva pi l'aria tanto
divertita, ora.
Credevo proprio che ci avremmo trovato i tedeschi, qui, sussurr Linstrom.
Hackermeyer inspir una sorsata di quell'aria umida e odorosa di muffa, accingendosi a
ribattere, quando un passero saett dalla cima di un albero con un frullo d'ali che li fece trasalire
entrambi. Linstrom fece l'atto di imbracciare il fucile per sparare, ma si ferm subito, piegando le spalle
con un brivido convulso. Hackermeyer rest impietrito per qualche secondo, poi ritrov il fiato e si
rimise in marcia.
Si gettarono entrambi automaticamente a terra, mentre sulla loro sinistra prorompeva
un'esplosione. Per un attimo volarono nell'aria ramoscelli e terriccio.
Attenti alle mine, raccomand di tra gli alberi la voce di Cooley. Si guardarono in giro
entrambi, ma non videro il sergente. Gli alberi erano troppo fitti.
Chi era morto, in quel momento? Qualcuno della loro squadra?
Non vedo il sergente, sussurr Linstrom.
Hackermeyer non gli bad. Continu a camminare, ma si ferm dopo pochi passi.
Fermati, comand e Linstrom impietr.
Strisciando sui ginocchi, Hackermeyer si avvicin con cautela a un mucchio di foglie
accatastate sul sentiero, tra due fitti cespugli coperti di bacche. Appoggiandosi a terra con una mano,
spazz con l'altra le foglie, con gesti lievi e delicati. Le foglie scivolarono gi e a un tratto
Hackermeyer ritrasse bruscamente la mano, fissando con gli occhi sbarrati un oggetto scuro che
sembrava un piccolo vaso da fiori. Per un terribile secondo temette di perdere l'equilibrio e di caderci
sopra. Si ritrasse con un colpo delle reni, ansimando.
Che cos'? sussurr Linstrom.
Hackermeyer scosse la testa e si rialz, con le gambe tremanti. S frug attentamente in tasca
finch non trov la lettera della cugina Clara e un mozzicone di matita. Con mano tremante scrisse
MINA sul rovescio della busta, poi l'infil sulla cima di un ramoscello sporgente sopra la mina tedesca.
Oh! Gir la testa e vide Linstrom che fissava con occhi sbarrati la mina.
Sta' attento a non camminarci sopra, lo ammon.
Oh Dio! La voce di Linstrom era appena percettibile.
Oltrepassarono la mina e Hackermeyer si guard in giro per vedere se i tedeschi, prevedendo
che quella sarebbe stata individuata, ne avessero collocata qualche altra nelle vicinanze. Sarebbe stato
proprio degno di loro. Potevano avere pensato che, una volta scoperta quella, il soldato avrebbe
probabilmente proseguito per un po' senza preoccupazioni e sarebbe quindi stato pi facile preda di una
seconda mina. Si ferm di botto e Linstrom evit per un pelo di investirlo.
Che diavolo c'? domand stizzito, come sospettando che Hackermeyer facesse apposta a
spaventarlo.
Niente, rispose Hackermeyer, ma non fu capace di muoversi. Nel suo cervello si incrociavano
pensieri e supposizioni. Le previsioni tedesche che avevano guidato il collocamento delle mine
potevano essere state diverse e complesse. Forse non ne avevano nascosta nessun'altra nelle vicinanze,
immaginando invece che la scoperta della prima avrebbe messo in guardia il soldato, inducendolo a
tenere gli occhi aperti per non incappare in una seconda. Ma poi, visto che non ne trovava altre, si
sarebbe rilassato e avrebbe pi facilmente inciampato in una mina posta a qualche distanza. Ma in tal
caso il terreno doveva essere cosparso di mine; poteva darsi che ne avessero gi sorpassate diecine.
Arrot i denti. Il cervello di un uomo poteva essere avviluppato dalla paura al punto da
impedirgli di agire. Riprese a camminare, con uno sforzo di volont, posando i piedi con la
circospezione di un cieco che camminasse sulle uova. Non fermarti, diceva a se stesso. Alla resa dei
conti, il peggio che ti possa capitare ...
Un sibilo improvviso scosse l'aria.
Che cos'? strill Linstrom.
A terra! ribatt Hackermeyer, tuffandosi. Con la coda dell'occhio vide Linstrom piombare
dentro un cespuglio.
Le bombe di mortaio tedesche esplodevano picchiando contro la cima degli alberi.
Echeggiarono sei esplosioni successive che scossero l'aria con boati a ripetizione. Schegge frastagliate
e fumanti di shrapnel volavano in tutte le direzioni, strappando rami e ramoscelli, rimbalzando sui
tronchi con schianti laceranti, affondando con un lieve tonfo nel terreno fangoso.
Le esplosioni si susseguivano senza posa. Hackermeyer aveva la sensazione che la sua scatola
cranica dovesse cedere sotto l'urto di quei boati assordanti. A un tratto si rese conto di avere perduto il
cotone che aveva nell'orecchio destro e si guard in giro, per ritrovarlo, ma rinunci subito e si ficc
nell'orecchio la punta di un dito guantato. Le bombe di mortaio solcavano il cielo con urli striduli. Ogni
tanto un proiettile forava il groviglio di grossi rami e andava a esplodere sul terreno, sollevando una
fontana di terra umida e di foglie fradice. L'aria formicolava di shrapnel. Una grossa scheggia rimbalz
con un secco rumore metallico sull'elmetto di Hackermeyer. Un'altra gli squarci per il lungo la manica
destra del pastrano. Una terza gli scav un solco nel tacco della scarpa sinistra. Hackermeyer strinse i
denti, ma dovette riaprire immediatamente la bocca, soffocato dal fumo acre e nero che s'infiltrava tra
gli alberi, come una subdola notte anticipata.
Lontano, sulla destra, esplose improvviso un accanito crepitio di armi automatiche, ma
Hackermeyer non seppe individuare la direzione dalla quale esso proveniva.
Quello  il vostro bersaglio! Fuoco! tuon la voce di Cooley, superando il fragore delle
esplosioni. Hackermeyer gir la testa e vide le scie dei proiettili traccianti che affondavano nel bosco.
Fuoco! Quello  il vostro bersaglio! tuon ancora Cooley.
A sinistra un gruppo di soldati arriv di corsa con un mortaio e colloc il pezzo in una radura.
Hackermeyer osserv uno degli uomini che preparava febbrilmente i proiettili e caricava in gran fretta
il pezzo, un proiettile dopo l'altro, piombando a terra ogni qualvolta l'esplosione avveniva troppo
vicino. Udiva lo schiocco sonoro dei proiettili che uscivano dalla bocca del mortaio; udiva, pi lontano,
le detonazioni' laceranti. A un tratto sopra la sua testa cominciarono a lampeggiare pallottole che
spezzavano rami o rimbalzavano sui tronchi con uno schianto stridulo. Col cuore che gli balzava nel
petto, Hackermeyer si gett a terra di nuovo. Non era davvero il caso di stare a indagare di dove
venissero.
Cooley continuava a urlare. Sparate! Fuoco! Adoperateli, quei fucili! Fuoco! Sparate! Quello 
il vostro bersaglio!
Hackermeyer avvert alla propria destra il crepitio del BAR e gettando un'occhiata in quella
direzione vide Guthrie che sparava lunghe raffiche. Non riusc a vedere a che cosa sparasse, ma
imbracci a sua volta il fucile e lo premette contro la spalla. Si trov col fucile puntato su un albero a
pochi metri da lui e spost in fretta la canna. Una pallottola gli sfior l'elmetto e Hackermeyer si
appiatt contro il terreno, passando un dito lungo il lieve solco che il proiettile aveva scavato nel
metallo. Stavolta ci era mancato poco!
Gir la testa per vedere se non fosse stato colpito Linstrom e per un attimo pens che egli fosse
morto, tanto giaceva immobile. Poi vide che muoveva le labbra. Prega! pens. Gli parve assurdo.
Un'esplosione improvvisa e assordante lo fece sussultare. Il fuoco della mitragliatrice tedesca
cess di colpo.
Seconda squadra, avanti! tuon la voce di Cooley, lontanissima davanti a loro. Hackermeyer
si stup che il sergente fosse gi tanto avanti. Esit un momento, con la sensazione di essere incollato al
terreno, poi confuso si tir in piedi e avanz barcollando. Linstrom era ancora a terra, bench il fuoco
del mortaio tedesco si fosse spostato sulla loro destra.
Sei ferito? domand.
Linstrom non si mosse. Hackermeyer sent piegarglisi le gambe. Era gi morto, Linstrom?
Torn indietro lentamente.
Linstrom non era morto. Giaceva con la faccia contro terra, tremando come in preda a un
accesso di malaria.
Andiamo! disse Hackermeyer.
Linstrom gir la testa e lo guard con aria ebete. Dalla bocca aperta gli colava un filo di saliva,
aveva una guancia sporca di terra e una foglia fradicia incollata al mento. Nel viso color della cera
pareva non fosse rimasta una goccia di sangue.
Andiamo, ripet Hackermeyer.
Linstrom lo guard come se non lo vedesse.
Vieni?
Linstrom sbatt le palpebre, come abbagliato. Ah s... s, mormor. Pensavo...
Seconda squadra, avanti! Di corsa! gridava Cooley, pi avanti.
Linstrom si alz con lentezza esasperante. Quasi senza guardare Hackermeyer si ripul il
pastrano coi gesti tremanti di un vecchio, poi si avvi.
Da questa parte, disse Hackermeyer. Ricord che la stessa frase l'aveva detta Cooley, quando
lui si era messo a correre verso i carri armati tedeschi. Pareva che fosse passato un secolo.
Linstrom si ferm guardandosi in giro, poi con un lieve brontolio fece dietro front e si avvi
davanti ad Hackermeyer.
Il tuo fucile, disse questi.
Che?
Il fucile.
Ah s! Linstrom raccatt l'arma, come in sogno.
Trenta metri davanti a loro la squadra era radunata attorno a un albero schiantato. Hackermeyer
e Linstrom raggiunsero i compagni.
Dove diavolo vi eravate cacciati? domand Cooley.
Laggi, rispose Hackermeyer, accennando con la mano. Guard oltre il tronco abbattuto e
rest a bocca aperta. Accanto a una mitragliatrice in pezzi giacevano i cadaveri di tre tedeschi il cui
sangue sgorgava ancora a fiotti da innumerevoli ferite di shrapnel. Uno aveva il viso ridotto a una sorta
di salsicciotto flaccido.
Ud accanto a s uno strano gorgoglio e si gir di scatto: Linstrom vomitava, piegato in due.
Non lasciarti impressionare, figliolo, disse Cooley. Imparerai ben presto che questo  uno
degli spettacoli pi piacevoli che tu possa vedere.
Hackermeyer guardava i tre morti. Non riusciva a staccare gli occhi, come stregato da quel
groviglio sanguinante.

La squadra avanzava lentamente attraverso una zona dove gli alberi erano piuttosto radi. Si
udiva in lontananza un frusciare di acqua e Hackermeyer immagin un fiume profondo e vorticoso.
Come avrebbero potuto attraversarlo senza imbarcazioni? Continu a camminare sul terreno molle e
coperto di foglie, corrugando la fronte. Cooley non aveva parlato di fiumi.
Alle sue spalle risuon una secca fucilata e girando rapidamente sui tacchi Hackermeyer vide
Linstrom portarsi una mano alla tempia destra e cadere sulle ginocchia, mentre l'M1 gli scivolava a
terra.
Il crepitio improvviso di un'arma automatica gli fece alzare di scatto la testa. A una ventina di
metri da lui Cooley sparava in alto; Hackermeyer fece giusto in tempo a vedere la massiccia figura di
un soldato tedesco che piombava gi da un grosso ramo ancora ricco di foglie. Il tedesco fece una goffa
capriola in aria, rimbalz contro un altro ramo, fece una seconda capriola e cadde su un fianco. Cooley
si precipit verso di lui mentre Hackermeyer accorreva presso Linstrom.
Il ragazzo era ancora inginocchiato, con gli occhi fissi e la mano destra premuta contro la
tempia.
Ti ha preso? domand Hackermeyer.
Dalla gola di Linstrom usc un gemito strozzato. Sembrava un bambino che, per la prima volta
in vita sua, avesse preso un ceffone dalla mamma.
Fammi vedere, riprese Hackermeyer chinandosi su di lui.
Linstrom lo guard senza muoversi. Gli tremavano le labbra.
Non c' sangue, osserv Hackermeyer, girandosi verso Cooley che arrivava di corsa.
Dove ti ha preso, figliolo? domand il sergente a Linstrom.
Mi ha preso, gemette questi con un filo di voce.
Cooley lo costrinse a staccare le dita dalla tempia: sulla pelle c'era soltanto una lieve ecchimosi.
Non sei ferito, disse.
Linstrom rabbrivid.
S, sono ferito.
Non hai neanche un graffio, ribatt Cooley. La pallottola ti ha fatto rimbalzare sulla testa
qualcosa, nient'altro.
Sono ferito, insistette Linstrom. Devo andare al posto di medicazione!
Cooley lo guard, senza perdere la calma.
Alzati, figliolo, disse.
Sono ferito.
Non sei ferito. Alzati!
S, sono ferito!
Cooley lo prese sotto un braccio e lo tir in piedi. Linstrom rest con le ginocchia molli,
appoggiandosi con tutto il suo peso contro Cooley.
Sta' su, maledizione! ordin il sergente.
No! Sono ferito!
Cooley lo moll e Linstrom si afflosci sul terreno, singhiozzando.
E va bene, sta' l, allora!
Oh, a lei non gliene importa! piagnucol il ragazzo. Potrei anche... S'interruppe, perch il
sergente gir sui tacchi e se ne and.
Andiamo, Hackermeyer! disse Cooley.
Hackermeyer apr la bocca per parlare, poi la richiuse e segu il sergente. Lippincott si avvicin
a Cooley e gli disse qualcosa. Il sergente scosse la testa. Maledetti bambini! mormor, e la sua voce
non sembrava troppo sicura.
Hackermeyer si gir a guardare e vide Linstrom seduto in terra, piangente. Guthrie gli pass
vicino e disse qualcosa, ma Linstrom non sembr avere udito.
L'improvviso crepitare di una mitragliatrice, pi avanti, fece voltare con un sussulto
Hackermeyer; si gett a terra con un tuffo cos brusco che gli vol via l'elmetto. Lo ricuper in fretta e
se lo piant in testa con un colpo deciso, stringendo il sottogola, poi alz la testa e vide Cooley e
Lippincott dietro un tronco abbattuto, a una quindicina di metri da lui. Cooley stava strisciando
guardingo oltre l'albero.
Hackermeyer guard indietro e vide Linstrom disteso con la faccia contro terra. Questa volta
l'hanno beccato davvero, pens. Poi not che il corpo del compagno sussultava lievemente, scosso dai
singhiozzi. Si volt ancora verso Cooley e vide che il sergente faceva rapidi gesti col braccio.
Immagin che accennasse a lui di raggiungerlo e muovendo appena le labbra domand: A me?
Cooley non parve notarlo. Continu ad agitare il braccio e Hackermeyer colse l'ombra di un
movimento, alla propria destra. Gir appena la testa e vide Lazzo saettare tra due alberi, gettarsi a terra
e sistemato il supporto che sosteneva il BAR, aprire rapidamente il fuoco.
Torn a guardare Cooley. Il sergente lev dalla cintura una bomba a mano, ne strapp il nastro
giallo e, chinandosi tutto all'indietro, lanci la granata col gesto di un giocatore di baseball che lanci la
palla. Poi si gett fulmineamente a terra e un attimo dopo tuon l'esplosione. Uno shrapnel sibil
nell'aria e la mitragliatrice tacque di colpo. Cooley si alz, guardingo, e la mitragliatrice riprese a
sparare. Il sergente si rituff. L'hanno preso! pens Hackermeyer. Poi lo vide strisciare fino al punto
dov'era Lippincott, che si allontan. La mitragliatrice taceva e anche il BAR di Lazzo aveva smesso di
sparare. Hackermeyer si domand perch la bomba non avesse avuto effetto. Forse la postazione
tedesca era protetta troppo bene.
Si guard di nuovo alle spalle. Linstrom si stava rialzando con movimenti pigri, il viso
atteggiato a un'espressione di amara solennit. Raccatt il fucile, se lo pass sulla spalla e, avvicinatosi
lentamente al punto dov'era disteso Hackermeyer si ferm, in piedi, dietro un albero.
 meglio che ti butti gi, disse Hackermeyer.
Linstrom si strinse nelle spalle, apatico. Sembrava profondamente seccato.
Che importa? brontol.
Alla loro destra esplose una sorta di gigantesco colpo di tosse. Linstrom sobbalz come avesse
ricevuto un calcio; entrambi si girarono di scatto nella direzione dalla quale era venuto il rumore. La
fiammata del bazooka si stava appena dissipando; un secondo dopo venne l'esplosione, assordante,
seguita dal lungo gemito straziante di un uomo. Poi tutto fu di nuovo silenzio.
Cooley si sollev a mezzo, guardingo, e scrut fra gli alberi, in direzione dell'acqua che si
sentiva frusciare. Nessuno spar. Allora il sergente si alz del tutto e avanz fino al margine del
boschetto. Nessuno spar nemmeno allora. Dopo una breve esitazione Cooley si gir e accenn agli
uomini che avanzassero. Hackermeyer guard Linstrom.
Andiamo, disse.
Linstrom sbuff, annoiato.
Ma certo, mormor. Perch no? Col viso impassibile arranc verso il corso d'acqua che
risult essere un torrentello non pi largo di una roggia. Sulla riva opposta, dietro un bastione fumante
di alberi abbattuti, c'erano i tedeschi, morti.

Cooley torn indietro di corsa, piegato in due, e si accovacci accanto a Lippincott. Fece un
ampio gesto col braccio e gli uomini della sua squadra si avvicinarono a lui, masticando. Da quando
erano entrati nella foresta era la prima occasione che avevano di mangiare qualcosa. Hackermeyer
aveva cercato di farsi scaldare una tazza di caff, ma quell'intruglio aveva un sapore cos disgustoso
che lo aveva buttato via. Gettando un'occhiata alle proprie spalle vide Linstrom seduto con la schiena
appoggiata a un albero e gli occhi senza sguardo fissi nel vuoto.
Quando fu vicino ai compagni di squadra li esamin uno dopo l'altro. Ciondolavano per la
stanchezza, avevano il viso sporco e i vestiti inzaccherati di fango appiccicoso e viscido di foglie
morte. Persino Schumacher era sudicio e disfatto. Guthrie aveva sul collo un lungo graffio ricoperto di
croste. Lazzo aveva sulla guancia destra una grossa ecchimosi violacea, il calzone destro di Cooley era
squarciato in tutta la sua lunghezza e lasciava vedere una ferita sanguinante sul ginocchio.
Abbandonandosi a gambe incrociate sul terreno, Hackermeyer si domand confusamente quale fosse il
suo aspetto.
Eccoci qui, la gaia banda di Robin Hood, esclam Guthrie, ma tranne Fearfeather che lo
guard incuriosito, nessuno bad a lui.
Cooley not l'assenza di Linstrom e si guard in giro finch non lo ebbe scoperto. Guard
Lippincott, mentre le sue labbra si tendevano sui denti. Va' a prenderlo, brontol. Lippincott si alz e
si avvi verso Linstrom.
Fino a questo momento non abbiamo incontrato altro che kraut in posizioni isolate, ma ora ci
troveremo di fronte a un vero schieramento, disse il sergente. Accenn con la mano alle proprie
spalle. A un centinaio di metri.
Hackermeyer si guard in giro. Linstrom si alz in piedi, lentamente, con la stessa espressione
seccata, poi si mosse verso i compagni, come un automa. Lippincott gli sussurr qualcosa e lui chiuse a
mezzo gli occhi, sbuffando stancamente.
... un pendio lungo circa cinquanta metri, fino alla sommit, e largo circa duecento, e i kraut
lo hanno pelato come il dorso di una mano, tuon la voce di Cooley. Non c' niente dietro cui
nascondersi. E alla sommit del pendio troveremo uno sbarramento di prim'ordine. Non sar facile.
Linstrom raggiunse il gruppo e sedette in terra, fissando il vuoto, come assorto in meditazione.
Cooley lo guard e fu sul punto di dirgli qualcosa, poi cambi parere e continu a parlare alla squadra.
In questo momento il genio sta ripulendo la collina. Per quanto  possibile, almeno.
Hackermeyer guard davanti a s, tendendo l'orecchio alle secche detonazioni che si
frammischiavano al crepitio della mitragliatrice tedesca: i reparti armati di fucile lancia-granate
facevano saltare le mine lungo il pendio. Uno sbarramento di prim'ordine, pens. Era difficile credere
che tutto quello che avevano sperimentato fino allora fosse soltanto una serie di scontri secondari.
Com'era dunque una vera linea difensiva?
Non appena rientrer il genio comincer l'artiglieria, diceva intanto Cooley. Fra tutti e due
potrebbero anche arrivare a ripulire il terreno di tutte le mine e delle altre trappole, ma non contateci
troppo. Badate dove mettete i piedi. Sput. Partenza subito dopo il fosforo bianco.
Mentre Cooley spiegava quale sarebbe stata la posizione di ognuno nella linea di attacco,
Hackermeyer si gir di nuovo a guardare Linstrom. Linstrom ricambi l'occhiata, poi gir la testa, con
uno sbuffo che gli gonfi le guance. Pareva volesse estraniarsi dalla situazione. Come se le cose fossero
pi grandi di lui. Sembrava che fosse avvenuto un totale rovesciamento del suo stato d'animo, dal
terrore paralizzante all'apatico disinteresse. Si era arreso, rassegnato al peggio? O era arrivato al punto
che non gli importava pi di niente? Comunque fosse, pareva avesse superato la paura. Hackermeyer
non lo capiva.
Davanti a loro tuon un'esplosione violenta. Hackermeyer sussult e, come tutti i suoi
compagni, guard in quella direzione.
L'artiglieria entrer in azione da un momento all'altro, oramai, avvert Cooley. Mettetevi al
vostro posto e state attenti al segnale. E non addormentatevi.
La squadra si dispose lungo una linea e tutti s accoccolarono, aspettando. Ai due lati della
formazione c'erano Guthrie e Lazzo, coi BAR; Hackermeyer aveva alla destra Fearfeather e alla sinistra
Schumacher. Linstrom era dietro, tra il sergente Cooley e Lippincott. Stava immobile come una statua,
con l'M1 di traverso dietro la schiena. Pareva lontano mille miglia. Hackermeyer torn a guardare
davanti a s, cercando invano di inghiottire il nodo che gli stringeva la gola. Che gl'importava di
Linstrom! Aguzz gli occhi per vedere attraverso gli alberi, ma non riusc a distinguere niente.
Sussult, vedendo gli uomini del genio che tornavano di corsa. Era facile per loro, pens; poi si
rese conto che erano stati sempre esposti al fuoco, mentre ripulivano il pendio dalle mine. E infatti uno
aveva una ferita al braccio, dalla quale sgorgava sangue. Un altro lo trasportavano i compagni e
sembrava morto.
Hackermeyer guard in alto: il cielo si era riempito a un tratto di soffi rapidi e fruscianti.
Abbass la testa e si rannicchi su se stesso, coi nervi tesi.
Le esplosioni squarciarono il silenzio. Hackermeyer strinse i denti e fiss il terreno. Davanti a
lui la massa di proiettili affondava nel pendio, scoppiando con boati che scuotevano l'aria. Persino dal
punto in cui si trovava lui si udivano i gemiti sibilanti e il ronzio degli shrapnel. Speriamo che mirino
giusto, pens, ricordando come l'altra volta durante il contrattacco tedesco, i proiettili americani fossero
piombati in mezzo a loro. Spalanc la bocca e si ripieg ancora di pi su se stesso. Si sentiva
sommergere dal fragore assordante. Sotto di lui la terra cominci a scuotersi e a tremare. Sembrava che
persino gli alberi rabbrividissero.
Parve che il silenzio esplodesse, urtando a ondate contro le sue orecchie. Ud un fischio e alz
gli occhi. I suoi compagni avanzavano di corsa. Si alz in piedi e s'incammin a sua volta.
Via!
La voce di Cooley fendette come un coltello il tintinnio che gli risuonava negli orecchi e
Hackermeyer prese a correre fissando la parete di fumo che si alzava davanti a lui. Ricominciarono le
raffiche di mitragliatrice, ma Hackermeyer continu a correre. Gli alberi apparivano e sparivano
accanto a lui, i cespugli fluttuavano al suo fianco. L'urto del suo peso contro il terreno pareva
rintronargli nel cervello. Gli sembrava di essere fuori del mondo, mentre correva verso il fumo
vorticoso che si avvicinava, si avvicinava, lo inghiottiva, pizzicandogli il naso e bruciandogli gli occhi.
Continu a correre. Il silenzio era rotto da mille rumori, ora, eppure egli non si era nemmeno accorto
che fosse ricominciato l'inferno. Crepitio lacerante di mitragliatrici, violente esplosioni di bombe di
mortaio. Hackermeyer continu a correre. Era sul pendio, ora. Qualcosa gli ronz accanto all'orecchio.
Uno schianto. Hackermeyer balz di fianco, rischi di cadere.
Fuoco! Il grido di Cooley venne chiss di dove. Hackermeyer imbracci l'M1 e spar in
mezzo al fumo, senza fermarsi. Il calcio del fucile gli sbatt contro la spalla. Alla sua destra le
esplosioni aumentavano, parevano farsi pi vicine. Improvvisamente vi si trov in mezzo e cadde. Alla
sua sinistra la terra si alz in un geyser di fango. Pi avanti zampill una fontana di acciaio
incandescente.
Avanti! tuon Cooley. Avanti, avanti, avanti! Hackermeyer continu ad arrampicarsi,
finch una pallottola che lo colp di striscio sull'elmetto non lo mand in terra, disteso su un fianco.
Fece appena in tempo a rotolarsi sullo stomaco, prima che si abbattesse su di lui una cateratta di fango.
Sotto il suo corpo la terra tremava, si sollevava come fosse viva. Hackermeyer aveva la sensazione che
gli si gonfiassero la testa e gli occhi, gli pareva di non poter nemmeno respirare. Tutt'intorno a lui
crepitavano i proiettili. Qualcuno lanci un grido, l vicino. Una bomba esplose pi avanti, sul pendio, e
lo spostamento d'aria si abbatt su di lui come un turbine. Dappertutto crepitavano mitragliatrici,
abbaiavano fucili. Hackermeyer premette il viso contro la manica del pastrano, sbavando saliva
fangosa. Non riusciva a pensare.
Avanti, avanti senza fermarsi! grid qualcuno. Hackermeyer non avrebbe saputo dire se fosse
la voce di Cooley o no. Si tir in piedi e riprese ad avanzare, barcollando come un ubriaco. Alla sua
destra apparve un soldato. Un attimo dopo qualcosa esplose sotto i piedi dell'uomo con una fiammata e
il soldato vol via senza un grido, in mezzo a un'eruzione di terriccio. Hackermeyer prosegu, ma non
gli sembrava di correre, gli sembrava di avere le gambe fasciate di ferro. Alz il fucile e spar, spar. Il
caricatore salt fuori e schizz dietro a lui. Ma non aveva sparato otto colpi! pens Hackermeyer.
Improvvisamente la terra spar. Con un grido di sbalordimento, Hackermeyer piomb dentro il
cratere di una bomba, sopra un altro soldato che si scans, squadrandolo. Era Guthrie che dopo averlo
fissato per un momento come se non lo avesse mai visto, gli batt una mano sul braccio, con un gesto
impacciato, e si spost, strisciando bocconi.
I boati delle esplosioni si susseguivano senza posa. Hackermeyer cominciava a sentirsi lo
stomaco sconvolto dalla nausea; respirava a bocca aperta, aspirando l'aria con strani rumori strozzati. Si
appiccic alla parete del cratere e nascose il viso tra le braccia. Gli sembr di udire la voce tonante di
Cooley: Avanti! Ma non era capace di muoversi, poteva soltanto restare sdraiato dentro quel pozzo
sussultante, gli occhi chiusi con forza, a chiedersi quando sarebbe toccata a lui.
Quando il fuoco di sbarramento del mortaio tedesco si spost verso sinistra, Hackermeyer si
rese conto di un peso che gli premeva il fianco destro e apr gli occhi. Era Linstrom, disteso col viso
contro terra. Non cap se fosse vivo o morto.
Trombettiere, suona la carica! brontol Guthrie con voce roca.
Avanti! La voce di Cooley fendette lo schianto delle fucilate e degli scoppi.
Avanti, dice! fece eco Guthrie. Si alz e si sporse oltre l'orlo della buca, ma riprecipit di
schianto fino in fondo, al crepitare rabbioso di una mitragliatrice. Atterr in un mucchio, facendo un
verso che assomigliava al lontano nitrito di un cavallo. Avanti, avanti, avanti! ripet, scimmiottando
il sergente.
Hackermeyer guard in su. Il fuoco della mitragliatrice era quasi rasente al terreno. Se avessero
cercato di uscire dalla buca, i proiettili avrebbero troncato loro la testa. Deglut rabbrividendo, poi
inspir forte, riempiendosi i polmoni dell'odore di terra umida e di esplosivo.
Dopo un minuto il fuoco della mitragliatrice si spost sulla loro sinistra. Hackermeyer ud un
rumore rapido e secco e gir di scatto la testa. Linstrom batteva i denti, fissando il vuoto con occhi
sbarrati, da ebete, il viso bianco come gesso. Non sembrava si rendesse conto che i suoi denti
sbattevano, come si muovessero indipendentemente dalla sua volont. Hackermeyer continu a
osservarlo. Non aveva mai visto nessuno cos spaventato. Linstrom sembrava addirittura divorato dal
terrore. Tutto il suo corpo tremava. La carne, sotto la sua pelle, sembrava percorsa da brividi.
Chi ha un mazzo di carte? domand Guthrie. Potremmo giocare a Guerra.
Improvvisamente, inspirando aria con un lieve sibilo, Linstrom si arrampic lungo il fianco
della buca. Il fuoco della mitragliatrice spazz il terreno e non colse Linstrom per un filo, prima che
egli ripiombasse sul fondo, guardandosi in giro con occhi spiritati, alla ricerca di un'altra via di scampo.
Hackermeyer avvert subito l'odore. La paura aveva fatto perdere a Linstrom il controllo del proprio
corpo.
 meglio che stai fermo, consigli Guthrie.
Con un altro sibilo Linstrom si lanci di nuovo. Guthrie si gett a tuffo, afferrandolo per una
caviglia, e Linstrom rest immobile sull'orlo della buca, supino, coi denti serrati e il respiro che gli
sfuggiva dalle labbra sibilando come vapore, le guance gocciolanti di saliva. I proiettili della
mitragliatrice gli fischiavano a due dita dalla faccia.
Vieni gi! url Guthrie.
Con un brusco strappo Linstrom si sfil dalla cintura una bomba a mano, ne tolse la sicura e
torcendosi come un dannato la gett con quanta forza aveva, urlando a squarciagola. La bomba esplose
e di botto la mitragliatrice tacque.
Non dirmi che l'hai presa! esclam Guthrie.
Avanti! La voce di Cooley tuon sopra di loro e il sergente apparve a un tratto sull'orlo della
buca, fissando Linstrom.
L'hai presa, figliolo, disse.
Linstrom lo guard inebetito.
Andiamo, andiamo! Cooley si chin, afferr Linstrom per un polso e fece per tirarlo su. Il
ragazzo strill, terrorizzato. Strisciando fuori della buca Hackermeyer lo vide divincolarsi dalla stretta
del sergente e allontanarsi incespicando, con un singhiozzo. Vide il viso di Cooley raggelarsi e poi
contrarsi, come si rese conto che Linstrom aveva agito senza sapere quel che faceva e che non gli
importava niente di quel che aveva fatto.

Poco dopo le quattro Hackermeyer e Linstrom arrancavano attraverso un praticello che, aveva
detto Cooley, si trovava quasi a met strada da Saarbrcken. In mezzo al prato c'erano le macerie di
una fattoria bombardata e, poco discosto, i resti di un piccolo granaio e parte di un fienile. Su un fianco
del granaio si leggevano ancora le parole: Ein Volk, Ein Reich, Ein Fhrer.
Sediamoci nel fienile, mormor Linstrom.
Pu darsi che sia minato, rispose Hackermeyer e Linstrom non ribatt.
Quasi a met del prato si apriva un profondo cratere. Tutt'intorno erano sparsi pezzi di
equipaggiamento e nella buca giaceva supino un soldato tedesco. Era morto da un pezzo, aveva la pelle
verdastra e tutt'intorno alla buca stagnava un odore nauseabondo di putrefazione.
Linstrom fece un rumore soffocato e si allontan vacillando, per vomitare il poco cibo che
aveva ancora nello stomaco. Hackermeyer non fu capace di muoversi. Rest inchiodato sull'orlo della
buca, a guardare. Gli occhi sbarrati del soldato tedesco brulicavano di vermi. Hackermeyer sbatt
involontariamente le palpebre e rutt. Buon per lui che era raffreddato e non sentiva tanto gli odori,
pens.
Gir bruscamente sui tacchi e raggiunse Linstrom che, seduto poco lontano, alz su di lui gli
occhi spiritati.
 meglio che andiamo, disse Hackermeyer.
Linstrom non si mosse. Hackermeyer si guard intorno e vide che dappertutto c'erano uomini
seduti sul prato. Allora sedette a sua volta, con un brontolio stanco. Si sarebbe riposato un po', finch
Cooley non lo avesse fatto alzare di nuovo. Prese la borraccia e bevve un sorso di acqua. Rivide per un
attimo il soldato tedesco. Aveva l'odore della cipria a buon mercato. Hackermeyer si sent rivoltare lo
stomaco. Era stata una visione orrenda. Eppure gli aveva dato una certa soddisfazione, come la vista
degli altri tedeschi morti, poche ore prima. Gli ricordava che anche i tedeschi, dopo tutto, erano
soltanto esseri umani, che potevano essere uccisi come chiunque altro. Durante i primi giorni di
combattimento non aveva visto un solo tedesco e questo era servito a farglieli sembrare ancora pi
minacciosi.
Ripose la borraccia e sbadigli. Era stata una giornata molto lunga. Tanto lunga che alla fine
anche la costante minaccia della morte era diventata monotona.
Si soffi il naso e guard Linstrom che sedeva rannicchiato su se stesso, con le braccia
appoggiate sulle ginocchia e la testa appoggiata sulle braccia. Strano che si fosse lasciato ingannare da
quella sua finta apatia. Avrebbe dovuto capire subito che era stato soltanto un tentativo di fuga.
Hackermeyer aveva la sensazione che Linstrom avesse sempre messo in atto quella sorta di evasione da
se stesso, per tutta la sua vita; che avesse sempre cercato di eludere le avversit o rifiutandosi di
riconoscerne l'esistenza oppure convincendo se stesso che non gliene importava niente. Entrambi
quegli atteggiamenti significavano resa incondizionata e nei momenti veramente gravi non servivano a
niente. Prova ne era che Linstrom era immediatamente ripiombato nel terrore, non appena si era trovato
di nuovo a tu per tu con la morte. Ne era stato cos terrorizzato che aveva preferito arrischiare la vita,
per stroncare la fonte di quella paura, piuttosto che fronteggiare la paura stessa. Mancanza di disciplina.
Si tornava sempre a quello. O imparavi a rotolare coi sassi o finivi schiacciato. Non serviva a niente
fingere che non esistessero.
Hackermeyer!
Si guard intorno e vide Cooley che si dirigeva verso di lui.
Via, via, non  posto da starci a dormire, questo, disse il sergente.
Hackermeyer stava appunto per alzarsi, quando sulla loro testa risuon un sibilo lacerante. Che,
di nuovo? pens, gettandosi a terra, mentre Linstrom drizzava le spalle, sbalordito e confuso.
La prima granata cadde proprio in mezzo al prato, subito seguita da altre cinque. Le esplosioni
squarciarono l'aria, accompagnate da lampi accecanti. Poi segu un attimo di silenzio e Hackermeyer
ud sfuggire dalla gola di Linstrom un gemito stridulo. Gir la testa e lo vide coricato su un fianco, con
le ginocchia contro il petto, senza elmetto. Poi arriv la seconda salva di granate e Hackermeyer
nascose la testa tra le braccia. Intorno a loro fischiavano gli shrapnel. Vicino a lui un soldato grid: La
mia gamba! e prese a ululare di dolore. Hackermeyer serr i denti e deglut. Quando sarebbe finita
quella storia?
Via! Via! Levatevi di qui! grid Cooley.
Hackermeyer balz in piedi, afferrando il fucile e si gett a capofitto verso il bosco. Perse
l'equilibrio e cadde lungo disteso, trattenendo il respiro per la fitta di dolore che gli trapass il polso
destro. Si guard in giro. Linstrom giaceva ancora con le ginocchia contro il petto. Sopra di loro i
proiettili volavano col rumore di ingranaggi arrugginiti.
Hackermeyer apr la bocca per chiamare Linstrom quando una scheggia di shrapnel gli spazz
via l'elmetto. Rest senza fiato e con un balzo si gett tra gli alberi. Gli sembrava di essere pi al
sicuro, sotto il baldacchino dei rami. Si ferm a guardare indietro. Cooley, chino su Linstrom, gli
gridava qualcosa, ma il ragazzo continuava a giacere immobile e tremante, con gli occhi chiusi e i
pugni schiacciati contro il viso.
A un tratto Cooley lo afferr per le giberne e prese a trascinarlo come un sacco verso il bosco.
Hackermeyer riprese a correre tra gli alberi, inciamp nel cadavere di un tedesco e per poco non cadde
lungo disteso. Soltanto dopo averlo scavalcato e aver corso per parecchi metri si rese conto di aver
visto soltanto la met superiore del cadavere. Le gambe erano sparite, come fossero state troncate
all'altezza dell'anca da una gigantesca mannaia.

Ricord di essersi gi trovato un'altra volta in quella situazione. Aveva sette anni ed era andato
a fare una passeggiata in campagna col babbo, zio George, la zia e la cugina Clara. La macchina
noleggiata dal babbo aveva avuto un guasto e fino alle dieci di sera non si era riusciti a trovare un carro
rimorchio. Hackermeyer ricordava di essere sceso di macchina nel buio, ricordava di avere avuto un
brivido mentre orinava contro un albero e il bosco intorno a lui frusciava e pareva rabbrividire di
freddo come fosse vivo.
Questa volta il bosco era freddo tre volte tanto, ma non c'era nessun fruscio. Un silenzio quasi
tangibile fasciava ogni cosa. Hackermeyer si riabbotton mentre nelle vicinanze un uomo inciampava e
cadeva bestemmiando come un turco. Un altro gli diede sulla voce, perch stesse zitto. Un terzo rise.
Un quarto sternuti fragorosamente e quello di prima rise ancora, pi forte. Ssst! sussurr qualcun
altro. Poi tutto ricadde nel silenzio. Hackermeyer sternuti a sua volta.
Torn nella buca, dietro un grosso pino. Linstrom dormiva, gorgogliando. Ad Hackermeyer
parve di vedere ancora il suo viso rigato di lacrime, le labbra tremanti, gli parve di riudire i singhiozzi
strazianti. Linstrom non lo aveva aiutato per niente a scavare la buca, bench fosse stata una fatica
improba, con tutte quelle radici aggrovigliate. Pi la vanghetta affondava e pi fitte si facevano le
radici. Non aveva potuto scavare una buca molto profonda.
Hackermeyer si lasci scivolare sul fondo e sedette, con un gemito di stanchezza. Si domand
quanto avrebbe resistito Linstrom. Era strano che, dopo avere superato i primi bombardamenti, egli
fosse crollato cos di colpo. Come se le sue facolt di resistenza potessero arrivare a un determinato
limite e basta. Non aveva nervi, quel ragazzo. Ma forse quello era il guaio di tutti i soldati diciottenni.
Non erano capaci di...
Gir la testa con uno scatto repentino che gli fece scorrere una scarica elettrica lungo i muscoli
del collo. Qualcuno si avvicinava cauto alla buca. Hackermeyer afferr il fucile e tolse la sicura. Nel
profondo silenzio lo scatto fu chiaramente udibile.
Non sparate, ragazzi, disse una voce baritonale.
Chi va l? domand Hackermeyer.
Sono il cappellano.
Hackermeyer sbatt le palpebre. Per un lungo momento tutto quel che riusc a pensare fu che,
per qualche oscura ragione, Charlie Chaplin fosse venuto fin l per farli divertire. Pareva incredibile,
ma di chi altro poteva trattarsi? Soltanto quando la massiccia figura emerse dal buio egli si rese conto
che non poteva essere Charlie Chaplin.
La figura si accoccol sull'orlo della trincea.
Sono il cappellano Wingate, disse l'uomo. Come va, ragazzi?
Lui dorme, precis Hackermeyer.
Ah! Naturale. Il cappellano annu. Parliamo sottovoce, allora. Tu come ti chiami?
Hackermeyer.
Una mano guantata cerc la sua spalla e la premette. Sono contento di conoscerti
Hackermeyer, disse il cappellano.
Hackermeyer apr la bocca per ripetere il proprio nome esatto, ma il cappellano non gliene
lasci il tempo.
Quanti anni hai? domand.
Diciotto.
Il cappellano si lasci sfuggire un gemito triste e sommesso. Voi ragazzi non dovreste
prendere parte ai combattimenti, mormor.
Hackermeyer fece una smorfia. E che altro ci faremmo, qui? pens.
E il tuo amico quanti anni ha?
Non  mio amico, pens Hackermeyer. Diciotto, rispose.
Oh Signore! gemette il cappellano. Poi la sua voce riprese nuovo vigore. Bene, com'
andata, Hackemeiner?
Hackermeyer.
Oh sicuro! Scusami.
Hackermeyer non sapeva che cosa rispondere. Dire che era andata bene sarebbe stata una bugia.
Ma se avesse detto che era stata una cosa spaventosa avrebbe avuto l'aria di lamentarsi. Non c'era via di
mezzo.
Bene, rispose.
La tua salute come va?
Hackermeyer riflett. Il suo naso continuava a colare e il suo stomaco pareva avere raggiunto i
limiti della resistenza; gli doleva ancora il fianco e, dopo la caduta di quel pomeriggio, gli faceva male
anche il polso. Inoltre aveva i piedi ghiacciati. Ma al cappellano non gliene sarebbe importato niente, di
tutte quelle storie.
Bene, rispose.
Meno male, sussurr il cappellano. Di dove sei?
Brooklyn.
Ah senti! Un bel posto. Avevo un amico, a Brooklyn. Il pastore Neeby, della Seconda Chiesa
luterana.
Non lo conosco.
 naturale.  tanto grande, Brooklyn.
Hackermeyer annu.
Pap e mamma li hai ancora, s?
No.
Oh mi dispiace! Chi  morto, il babbo o la mamma?
Tutti e due.
Oh! Il cappellano si schiar la gola. Mi dispiace tanto, figliolo!
Hackermeyer non parl. Strano! Pi erano le persone alle quali ripeteva che il babbo era morto,
pi gli sembrava vero.
Stai coi parenti, allora? sussurr il cappellano.
No.
E con chi, allora?
Con l'esercito.
Intendevo dire prima.
Con uno zio.
Da quanto tempo?
Da quando sono nato.
Oh capisco! Il cappellano rest in silenzio per qualche minuto. Come va la salute spirituale,
Hackermeyer? domand infine.
Hackermeyer ci pens un momento.
Non lo so, rispose.
Il cappellano sospir. No, eh? sussurr. Qual  la tua Chiesa?
Non ne ho.
Non appartieni a una Chiesa?
No.
Nemmeno tuo zio?
S, lo zio s.
E tu non andavi in chiesa con lui?
Quando ci andava, rispose Hackermeyer. Si domand se dovesse dire al cappellano che di
solito alla domenica mattina lo zio aveva la sbornia da digerire.
Bene, allora ce l'hai, una Chiesa. Quale era?
Non ricordo.
Protestante, immagino.
Non lo so.
Ma ti piaceva andare in chiesa?
Hackermeyer si strinse nelle spalle.
Credo, mormor.
Nel profondo silenzio che segu Hackermeyer poteva udire il respiro pesante del cappellano.
Humm, capisco, sospir finalmente il cappellano. Tese una mano per battere sulla spalla di
Hackermeyer e gliela batt invece sull'elmetto. La sua voce si fece pi allegra.
Non preghi mai? domand.
No.
Non ne senti mai il bisogno?
No.
Capisco, sussurr il cappellano. Potresti trovare con...
Lui prega, l'interruppe Hackermeyer, accennando a Linstrom.
Ah s?
S.
E non credi che anche tu troveresti conforto nella preghiera?
Non credo, brontol Hackermeyer.
Bene... Un altro fruscio e qualcosa urt contro l'elmetto di Hackermeyer, che tese una mano.
Tieni, sussurr il cappellano.
Hackermeyer prese l'oggetto che il cappellano gli tendeva, un oggetto piccolo e rettangolare,
compatto.
Leggi qua e l, di tanto in tanto, consigli il cappellano. Credo che ne trarrai conforto. Si
raddrizz con uno sforzo e Hackermeyer percep lo scricchiolio delle sue articolazioni.
Che cos'? stava per dire, quando sulle loro teste esplose un rombo fragoroso e la foresta si
illumin immediatamente di un bagliore rosa pallido che si abbassava lentamente, fluttuando. Lontano,
una mitragliatrice tedesca cominci ad abbaiare, i proiettili traccianti passarono quasi sfiorando la terra,
come perle luminose color arancio. Mentre si rituffava nella trincea, Hackermeyer ud il rumore che
fece il cappellano cadendo e si domand se fosse stato colpito, poi guard il libro che teneva in mano.
Il chiarore dei bengala era cos intenso da consentirgli di leggere distintamente le parole SACRA
BIBBIA stampate sulla copertina. Avrebbe dovuto immaginarlo, pens.
Ud un leggero fruscio. Alz gli occhi e vide che Linstrom si era svegliato e lo fissava a bocca
aperta, con gli occhi sbarrati, come non lo vedesse.
Il chiarore si spense di colpo e l'oscurit avvolse di nuovo uomini e cose. Hackermeyer chiuse
gli occhi, li riapr. La mitragliatrice tacque. Lontano, una roca voce germanica cominci a blaterare.
Godetevi il vostro riposo, porci! Domattina sarete tutti morti!
Lo dici ma non ne sei convinto! grid qualcuno di rimando. Hackermeyer riconobbe la voce
di Guthrie. Era decisamente strambo, quel ragazzo!
Va' all'inferno, kraut della malora! url un'altra voce, quella di Lazzo. Il BAR spar una
breve raffica, poi Cooley grid: Non sprecate le munizioni! e il fuoco cess. Sant'Antonio! disse
qualcuno con voce lamentosa.
Che ora ? mormor Linstrom.
Hackermeyer guard l'orologio fosforescente,
Le nove e un quarto.
Oh!
Hackermeyer si alz in piedi e scrut nel buio.
 ferito? domand.
No, no, rispose il cappellano. Sto... benone. Grazie per avermelo chiesto.
Hackermeyer torn a sedere. Un attimo dopo sent che il cappellano si rialzava faticosamente e
si allontanava nel buio.
Chi era? domand Linstrom.
Un cappellano.
Ah!
Linstrom rest in silenzio per un momento, poi domand: Che cosa voleva?
Niente.
Che cosa  venuto a fare?
Non lo so.
Linstrom inspir una profonda boccata d'aria, poi la lasci sfuggire con un lieve sibilo dalle
labbra socchiuse.
Lui almeno  obbligato a star qui, osserv.
Hackermeyer grugn.
Mi piacerebbe essere un cappellano, riprese Linstrom cupo. Sarei contento anch'io, pens
Hackermeyer. Alz il braccio per buttar via la Bibbia, poi cambi idea e se la ficc nella tasca del
pastrano. Chiss che non gli capitasse l'occasione di barattarla con razioni o qualcosa d'altro.
Si appoggi alla parete della trincea, sospirando. Una cosa era certa, pens: non avrebbe mai
letto quel libro.
Ricord la Bibbia enorme che stava nel soggiorno di zio George e che a volte, la sera, la cugina
Clara leggeva ad alta voce. Ricord l'aria austera e dignitosa che zio George assumeva in chiesa, con le
grosse labbra contratte e sporgenti, annuendo a tutto quel che diceva il ministro, comportandosi come
fosse un vero cristiano, invece di uno sbruffone gonfio di birra che non sapeva convincersi di non
essere pi il padrone del vapore.
Riapr gli occhi. Che c'? domand irritato.
Credi che... Dio vigili su di noi? ripet Linstrom con una strana voce infantile.
Hackermeyer sbuff, sprezzante. Su di me, no di certo, brontol.
14 DICEMBRE 1944
HACKERMEYER raddrizz di colpo le spalle, rendendosi conto che Linstrom non era pi nella
buca. Si alz rapidamente in piedi e lo strappo doloroso dei muscoli irrigiditi gli fece fare una smorfia.
Linstrom sedeva appoggiato a un albero, a qualche metro dalla buca, e teneva in mano qualcosa.
Quando Hackermeyer balz su, Linstrom alz gli occhi e gli sorrise.
Ehi! mormor.
Hackermeyer non rispose. Si guard in giro, corrucciato. Erano circondati da una nebbiolina
biancastra che fluttuava tra gli alberi, sfilacciandosi come bioccoli di lana.
Torn a guardare Linstrom.  meglio che torni qui, disse.
Sto benissimo, ribatt Linstrom.
Hackermeyer sternuti. Mentre si soffiava il naso not le mani del compagno.
Che cos'hai? domand.
Un uccellino.
Hackermeyer fece una smorfia.
Ma  morto, disse Linstrom, quasi a scusarsi.
Hackermeyer sussult alla fitta che lo punse ai reni. Usc dalla buca e and a orinare. Quando
torn Linstrom era tutto intento ad accarezzare l'uccellino.
L'ho visto quando mi sono svegliato, mormor.
Hackermeyer salt di nuovo nella buca e il colpo gli strapp un lamento. Gli sembrava di avere
i piedi di legno.
Che cosa l'avr ucciso, secondo te? domand Linstrom.
Hackermeyer, che si stava sfilando le scarpe, alz le spalle. Uno shrapnel, brontol.
No. Non ha nessuna ferita.
Toltasi la scarpa destra, Hackermeyer prese a massaggiarsi il piede, trattenendo il respiro per. le
fitte che gli trapassavano la carne intorpidita. Strofin pi forte, stringendo i denti.
Perch sar morto? insistette Linstrom.
Per lo spostamento d'aria, rispose Hackermeyer. Era sorpreso della calma di Linstrom.
Non credo, disse questi.
 meglio che torni qui gi, ripet Hackermeyer, continuando a massaggiarsi il piede.
 morto di paura, disse Linstrom. Guard l'uccellino, sorridendo tristemente.  stato
spaventato a morte dal baccano, povero cosino.
Hackermeyer agit le dita formicolanti del piede destro. Non era ancora congelato. Torn a
infilare la calza.
 meglio che torni gi, ripet per la terza volta.
Linstrom sospir. Subito. Pos delicatamente il passerotto e, scostato un mucchietto di foglie
fradice, scav una piccola buca. Vi mise il corpicino rigido dell'uccellino e lo ricopr, ammucchiando
un po' di foglie sulla minuscola tomba, poi si guard intorno un momento, raccatt un ramoscello e lo
piant in terra, come un contrassegno.
Riposa in pace, povero uccellino, mormor. E fece per alzarsi.
Ma ricadde bruscamente contro l'albero, alzando gli occhi al cielo con uno scatto cos
improvviso che gli cadde l'elmetto. Ricominciavano i sibili laceranti e minacciosi.
No! esclam Linstrom.
Vieni qui! grid Hackermeyer.
Ma il compagno non parve udirlo. No! ripet, con gli occhi pieni di lacrime.
Buttati gi! disse Hackermeyer.
Linstrom rest appoggiato all'albero, con gli occhi rivolti al cielo, ansando.
Fu preso da una collera improvvisa. No! grid al cielo.
La prima esplosione lo scaravent a terra. Hackermeyer si acquatt nella sua buca, mentre il
sibilo di uno shrapnel gli passava rasente la testa. Un secondo proiettile, poi un terzo esplosero tra gli
alberi. Il quarto colp il terreno. L'aria vibrava di boati laceranti, cui si mescolavano il sibilo degli
shrapnel, lo schianto dei rami, il rumore sordo della terra e dei sassi che ricadevano. Le foglie
volteggiavano nell'aria come una pioggia scura.
Il grido lacerante di Linstrom trapass tutti gli altri rumori. Girando di scatto la testa,
Hackermeyer lo vide rialzarsi in piedi a fatica, col sangue che gli sgorgava da una spalla. Linstrom
abbass gli occhi sulla propria ferita, con espressione incredula. Vacill e dovette appoggiarsi all'albero
per non cadere, poi se ne stacc con uno strillo acuto e part di corsa verso le linee tedesche.
Linstrom!
Hackermeyer stava per balzar fuori dalla buca quando una seconda salva di artiglieria lo
costrinse a rituffarsi. Arriv appena in tempo a vedere l'esile figura di Linstrom che spariva tra gli
alberi, lanciando strida acute che parevano forare l'aria.
I proiettili esplodevano senza soste e un'ondata di tuoni laceranti lo teneva acquattato in fondo
alla sua buca. Un grosso ramo vi cadde sopra con uno schianto, oscurandola con le foglie ancora verdi.
Intorno ad Hackermeyer la terra sussultava convulsa, dalle pareti della buca si staccavano rivoletti di
terriccio che gli penetravano sotto il colletto del pastrano. Il ragazzo aveva la sensazione che la testa gli
si gonfiasse, premendo contro il sughero dell'elmetto. Apr la bocca, ansando, e si copr con le mani gli
orecchi rintronati dal fragore insopportabile.
Quando le esplosioni cessarono rest a sedere inebetito, con le orecchie che fischiavano, le
mani tremanti abbandonate sulle ginocchia. Dopo mezzo minuto alz gli occhi al ramo e cerc di
spostarlo, ma non ne fu capace.
La prima raffica delle mitragliatrici lo fece sobbalzare. Le pallottole gli fischiavano sulla testa,
rimbalzavano sugli alberi con gemiti laceranti. Hackermeyer si alz cautamente e spinse il ramo con
una spalla. Questa volta riusc a spostarlo. Fuori, l'aria era satura di nebbia, di fumo e di proiettili.
Il fuoco tedesco si spost alla sua sinistra. Senza riflettere, Hackermeyer usc dalla trincea e si
avvi strisciando verso il punto dove aveva visto sparire Linstrom. Cerc di cogliere la voce del
compagno, ma gli ronzavano troppo le orecchie.
Linstrom! chiam. La sua voce era sorda, irriconoscibile. Strisci attorno a un cratere
fumante. Linstrom! Si domand confusamente che cosa stesse facendo.
In una radura rinvenne una torcia elettrica. In quel punto era avvenuta una violenta esplosione:
il terreno era diventato una sola vasta buca e la corteccia degli alberi era tutta incisa e squarciata come
se qualcuno l'avesse colpita selvaggiamente con una scure da macellaio.
Gli alberi pi piccoli erano stati decapitati dalle deflagrazioni. Hackermeyer si guard intorno.
Dov'era Linstrom? Con un bombardamento di quella sorta non poteva essere andato molto lontano.
Poi not la mucillaggine incolore che gocciolava dai tronchi lacerati, come se diecine di uomini
vi si fossero soffiati il naso. Hackermeyer err stupidamente con lo sguardo da un albero all'altro. Non
riusciva a fermarsi, perch sapeva che quello che vedeva era quanto restava di Linstrom. Un'ondata di
nausea gli sollev improvvisamente lo stomaco. Ricord a un tratto la propria risposta, quando
Linstrom gli aveva domandato fino a che punto potessero avvicinarsi i proiettili.
Non ricordava di essere ritornato alla trincea. Si avvide semplicemente di esservi seduto, con la
bocca acida di vomito. Sollev una mano. Stringeva ancora tra le dita la torcia elettrica. La fiss
inebetito e gli torn alla mente come Linstrom se ne fosse servito per guardare il coniglio. La lasci
cadere, e allora vide che non si era rimesso la scarpa, dopo essersi massaggiato il piede. La infil, e con
le dita tremanti annod la stringa e i legacci del gambale. Foley e i tedeschi morti erano stati un brutto
spettacolo, ma quelli almeno erano in un pezzo solo. Di Linstrom era rimasta soltanto quella pallida,
viscida...
Arrivano! grid una voce roca.
Ansando, Hackermeyer afferr l'M1 e si alz, intontito, appoggiando il fucile al piccolo
terrapieno della buca. Guard verso le linee tedesche, mentre il cuore gli balzava cos forte da fargli
male, ma non vide altro che gli alberi, i cespugli e la nebbia che si arricciava in volute sempre pi
dense. Scrut intensamente in mezzo al bosco. Arrivano! gridava il suo cervello. Deglut rapidamente e
tolse la sicura al fucile, controll il caricatore. Era pieno. Deglut ancora. Arrivano! pens. Ma
dov'erano?
Qualcosa atterr con un tonfo davanti a lui. Hackermeyer fiss per un attimo l'oggetto:
assomigliava a uno schiacciapatate. Quell'osservazione precedette di una frazione di secondo l'istinto
che lo spinse ad acquattarsi in fondo alla buca. La bomba esplose con uno schianto secco, facendo
volare sopra la buca una pioggia di terriccio e di foglie. Gli shrapnel esplodevano contro gli alberi; una
scheggia rovente colp il suo pastrano e cadde sul fondo della trincea. Hackermeyer inghiott un fiotto
di saliva e si tir su.
Qualcosa si muoveva in mezzo alla nebbia. Hackermeyer aguzz lo sguardo e strizz gli occhi.
Una fucilata lo fece rituffare nella sua buca, ansimante. La pallottola scav un solco nel terreno,
proprio davanti a lui. Rest un momento accoccolato, respirando a fatica, poi si alz di nuovo.
Una figura in grigioazzurro arrivava a passo di carica, sparando con la mano appoggiata
all'anca. Sparagli! grid una voce nel suo cervello. Impietrito, Hackermeyer mir e premette due volte
il grilletto. L'M1 sobbalz e la figura piomb in avanti, cadde con un tonfo sordo. Qualcosa parve
esplodere nel petto di Hackermeyer. Per un attimo gli fluttu davanti agli occhi una nebbiolina orlata di
rosso.
Uno sparo vicinissimo, una pallottola che gli ronz all'orecchio. Con un brontolio di sorpresa
Hackermeyer ricadde contro la parete della buca e gir di scatto la testa. Un tedesco panciuto si stava
precipitando su di lui, la sua figura massiccia oscurava il cielo. Hackermeyer vide distintamente il suo
viso.
L'M1 latr improvvisamente, come avesse sparato da solo e sulla fronte del tedesco apparve un
foro, come per effetto di magia. Il soldato lanci un grido roco e cadde di lato, atterrando su una spalla
e torcendosi in mezzo alle foglie morte per cercare di sparare ancora. Hackermeyer tir il grilletto e
sent la pallottola affondare con un lieve tonfo. Il tedesco si irrigid. Hackermeyer lo fiss per un attimo
poi, bruscamente, gli spar ancora due colpi. L!
Fuoco! grid la voce del sergente Cooley. Sparate! Gridate! Fate lavorare quei fucili!
Con un grido cupo e animalesco Hackermeyer gir sui tacchi, cercando altri tedeschi,
rendendosi conto soltanto allora del rapido crepitare delle fucilate tutt'intorno a lui. Alz il fucile,
ansioso di sparare, ma non c'era nessun bersaglio.
Sospir. La consapevolezza di avere appena ucciso due tedeschi gli lampeggi a un tratto nel
cervello; i muscoli delle sue gambe vibrarono, una strana ondata di calore dilag nel suo petto. Gli
parve di non poter respirare. Li aveva uccisi. Erano morti. Sembrava un miracolo.
Uno schianto improvviso tra i cespugli lo fece girare di scatto, il fucile imbracciato, pronto a
sparare.
Andiamo, figliolo, disse Cooley. Si riprende l'avanzata.
Bene. Hackermeyer usc dalla buca. Cooley stava osservando il tedesco morto.
Sei stato tu? domand, sorpreso.
Hackermeyer punt un dito tremante verso l'altro tedesco che s'intravedeva appena in mezzo
alla nebbia bassa. Anche quello, ansim.
La pelle si tese lievemente sulle guance coriacee di Cooley. Nei suoi occhi pass un lampo.
Improvvisamente batt una mano sulla spalla di Hackermeyer.
Andiamo, Hack! disse, e si avvi.
Hackermeyer s'inoltr correndo nella foresta, dietro al sergente. Vibrava tutto di un'eccitazione
cos intensa che attravers di corsa, senza avvedersene, la radura dov'era morto Linstrom. Si sentiva in
preda a un'inesplicabile gioia selvaggia.
Dieci minuti prima lo sbarramento dei mortai si era spostato, un sibilo aveva lacerato l'aria alla
sua destra e Cooley aveva gridato: Avanti! Hackermeyer era balzato fuori dal riparo offertogli da un
albero abbattuto, aveva scavalcato con un volteggio il tronco bucherellato dagli shrapnel e dalle
pallottole e si era lanciato tra le ombre della foresta. Pi avanti cominciarono le raffiche di fucileria.
Correva accanto a un folto di cespugli, quando una pallottola gli pass fischiando rasente a un
orecchio e squarci la terra appena dietro a lui. Balz istintivamente dietro un albero, appena in tempo
per sfuggire a una seconda pallottola che rimbalz contro il tronco e si perdette tra gli alberi,
fischiando.
Hackermeyer si appiatt contro l'albero. Si guard intorno, ma non vide nessuno. A quanto
pareva tutta la squadra era pi avanti. Sporse la testa e una terza pallottola affond nel terreno, ai suoi
piedi. Affondavano tutte nel terreno, riflett. Questo significava che provenivano dall'alto.
Hackermeyer trattenne il respiro.
Un cecchino.
Si pass la lingua sulle labbra, ricordando come Cooley avesse scaricato la carabina fra gli
alberi e un tedesco fosse caduto a capofitto.
Deglut ancora: gli pareva di avere la gola pi secca del solito. Un centimetro per volta alz la
canna dell'M1 finch non l'ebbe in posizione verticale davanti al petto. Tocc la leva della sicura. Era
abbassata. Controll il caricatore. Era pieno. Senza rendersene conto si piant i denti nel labbro
superiore.
Ora!
Balz di dietro l'albero cadendo su un ginocchio, col fucile puntato verso l'alto. Lo Schmeisser
del tedesco abbai immediatamente e la palla scav un solco nell'elmetto di Hackermeyer che si rituff
al riparo del tronco. Il tedesco spar di nuovo e questa volta il proiettile affond nel terreno,
vicinissimo al piede destro di Hackermeyer. Il ragazzo ritrasse le gambe: tremavano e il cuore gli
batteva nel petto con tonfi cos potenti che gli pareva lo facessero ondeggiare con tutta la persona. Il
bosco sfum in un'ondata di buio che gli venne incontro fluttuando.
Hackermeyer chiuse gli occhi e si appoggi al tronco, per ritrovare l'equilibrio. Cerc di
inghiottire la saliva che gli si andava raccogliendo in gola e dovette tossire. Spalanc la bocca e inspir
grandi boccate di aria fredda e umida, poi riapr gli occhi. Andava tutto bene, ora. Si scopr a
sbadigliare e a rabbrividire nel medesimo tempo.
Si guard di nuovo in giro. Doveva esserci qualche via d'uscita. Aggrott le sopracciglia,
riflettendo. Balzare fuori all'improvviso era inutile. Il tedesco non si lasciava cogliere di sorpresa. E
inoltre la sua risposta era stata tanto rapida da non lasciargli la minima possibilit di vedere dove il
cecchino fosse nascosto.
Hackermeyer alz lentamente una mano e fece scorrere un dito lungo il solco scavato nel suo
elmetto. Era quasi perpendicolare a quello che vi aveva scavato qualche ora prima la scheggia di
shrapnel. Inspir a fondo e lasci sfuggire lentamente l'aria di tra le labbra socchiuse. Si avvide che
cominciavano a tremargli le mani e le strinse forte attorno al calcio del fucile. Si irrigid, appiattendosi
contro l'albero quando il tedesco spar ancora e il proiettile rimbalz contro il tronco facendone
schizzare frammenti di corteccia. Doveva uccidere il tedesco, ecco tutto. Non c'era altra via d'uscita.
Si guard rapidamente in giro e ferm gli occhi su un folto di cespugli, alla sua destra. Erano
cos fitti che lo sguardo non penetrava oltre i rami esterni. Chiss se ce l'avrebbe fatta ad arrivare fin l.
Gli avrebbe offerto scarsa protezione contro il fuoco del tedesco, ma almeno lo avrebbe nascosto.
Avrebbe potuto spostarsi tra i cespugli, per sfuggire alle pallottole e intanto individuare il nascondiglio
del cecchino. Doveva tentare? O sarebbe equivalso a gettarsi in bocca al lupo? Scosse la testa. Non
importava. Era la sua unica possibilit.
Sporse il fucile dall'albero e il silenzio fu immediatamente rotto dallo schianto di una fucilata,
dal sibilo del proiettile che gli passava vicino, dal leggero tonfo della pallottola che affondava nel
terreno. Hackermeyer tir indietro il fucile e chiuse gli occhi. Che cosa provava, quel fatto? Soltanto
che il tedesco era un tipo paziente, rassegnato all'attesa. E del resto che altro poteva fare? Era rimasto
dietro le linee americane, ormai, e non gli rimaneva che arrendersi o continuare a combattere.
Evidentemente non prendeva nemmeno in considerazione l'idea della resa.
Per la prima volta da quando il cecchino lo aveva preso di mira, Hackermeyer si rese conto di
avere paura. Era una strana sensazione, una sensazione che non provava da anni. Strinse i denti, quasi
irritato. Doveva agire. Era stupido restar l ad aspettare. Nessuno lo avrebbe cavato dalle peste. Doveva
cavarsela da solo o restar l finch non fosse buio.
Guard l'ora. Le dieci e qualche minuto. Ci sarebbero volute ancora pi di sette ore perch
cominciasse a far buio. Avrebbe potuto anche aspettare, forse; ma a quell'ora la sua squadra sarebbe
stata chiss dove. Non l'avrebbe pi ritrovata. No, no, era ridicolo pensarci. Doveva prendere quel
maledetto tedesco.
Guard le bombe a mano infilate nelle giberne. Le fiss un momento, riflettendo, poi ne sfil
una e lev il nastro.
Non aveva mai lanciato una bomba a mano, dopo il periodo di addestramento. Pass un dito
sulla superficie gelida, bernoccoluta. Chiss perch le facevano cos? Scosse la testa. Che cosa
importava?
Appoggi al tronco il fucile e prese la bomba con ambo le mani. Strapp la sicura e per un
momento tenne abbassata la levetta. Poi, d'impulso, la lasci scattare e schizzare via, gett all'indietro il
braccio e con quanta forza aveva lanci la bomba nella direzione dalla quale provenivano gli spari. Lo
Schmeisser abbai e Hackermeyer tir indietro il braccio e afferr il fucile, aspettando l'esplosione.
La granata scoppi con un fragore assordante, lanciando schegge in tutte le direzioni.
Trattenendo il respiro, Hackermeyer balz di dietro l'albero e si gett correndo verso i cespugli. Si
sentiva i piedi impastati col piombo. Pareva impossibile che dovesse correre con tanta lentezza. Il
tedesco riprese a sparare e i proiettili fischiarono nell'aria. E se i cespugli erano minati? Quel pensiero
gli esplose nel cervello come un lampo. Cerc di sterzare di lato, ma correva troppo in fretta.
Piombando in mezzo ai cespugli si gett sulla destra.
Si torse, spiando verso l'alto. Il tedesco scaricava pallottole dentro i cespugli, alla massima
velocit possibile. Mentre scrutava attentamente gli alberi, uno dopo l'altro, Hackermeyer se le sentiva
ronzare intorno come calabroni. Eccolo! Vide la fiammata sulla bocca del fucile, il lieve sbuffo di
fumo. Coi muscoli tesi Hackermeyer alz l'M1, prese la mira, premette il grilletto. Il fucile gli rincul
contro la spalla. Spar di nuovo, mirando alla rapida fiammata dello Schmeisser, e continu a sparare
finch il caricatore vuoto non schizz fuori dal serbatoio.
Il cecchino non sparava pi. Hackermeyer trattenne il respiro. Aveva colpito il bersaglio?
Oppure il tedesco faceva il morto, aspettando che lui si scoprisse? Deglut. Eppure, se lo avesse colpito,
il tedesco sarebbe caduto, no? Il cecchino colpito da Cooley era ruzzolato gi dall'albero. Fece una
smorfia, guardando fissamente l'albero. L'intrico dei rami e delle foglie sembrava la volta di una
caverna. E d'altra parte, se era ancora vivo, perch non sparava pi, il tedesco? A meno che non fosse a
corto di munizioni e aspettasse di avere un bersaglio sicuro, prima di sparare. Trattenne il respiro,
tendendo l'orecchio. Il silenzio era assoluto, ora. Il fragore della battaglia si era allontanato tanto da
essere appena appena percettibile. Hackermeyer si irrigid a un tratto. C'era un rumore. Come qualcosa
che cadesse... o gocciolasse.
Sgattaiol fuori del cespuglio e si avvicin all'albero. Sul terreno coperto di foglie morte si
andava raccogliendo una pozza di sangue rosso e brillante. Rest impietrito, fissando il sangue che
continuava a cadere in grosse gocce vivide e lucenti. Lo fiss per un momento, inebetito, poi i suoi
occhi si alzarono lentamente, risalendo il piccolo filone purpureo.
Lass, in alto, il corpo del tedesco ciondolava da un ramo, coi fucile appeso al collo e le braccia
penzoloni. Era legato e il suo corpo oscillava lievemente, come sospinto dalla brezza.
Bruscamente, Hackermeyer gir sui tacchi e prese a correre nella direzione in cui era andata la
sua squadra. Si sentiva eccitato e leggero, come avesse bevuto. Gli pareva di galleggiare sopra la terra,
in lunghi balzi che non gli costavano sforzo alcuno, come si muovesse in sogno. Niente avrebbe potuto
fermarlo. Niente.
Sedici minuti dopo raggiunse la radura. Era disseminata di cadaveri. Soldati americani.
Hackermeyer prosegui in mezzo a essi, osservandoli per vedere se ci fosse qualcuno della sua squadra.
Era la prima volta che vedeva tanti morti tutti insieme. Doveva esserci stata una battaglia terribile in
quel punto. Il cecchino gli aveva probabilmente salvato la vita, riflett. Era strano pensare di poter
essere stato prescelto dalla fortuna. Cose di quel genere non erano mai capitate a lui. Eppure, se non
fosse stato fermato dal cecchino...
Era a met della radura quando sulla sua testa ricominciarono a volare i proiettili. Hackermeyer
si ferm, barcollando, e alz gli occhi. Per una frazione di secondo prov un impeto di rabbiosa
soddisfazione. Ecco, questo si adattava meglio allo schema: che dovesse sopravvivere agli attacchi di
tre tedeschi soltanto per essere personalmente aggredito e sconfitto dagli 88. Ma quell'idea ebbe appena
il tempo di attraversargli il cervello e gi egli si trovava bocconi sul terreno, col viso nascosto tra le
braccia.
I proiettili esplodevano tra gli alberi, dietro a lui, riempiendo l'aria di boati crescenti.
Hackermeyer ritrasse le gambe. Sulla sua testa fischiavano le schegge.
Hackermeyer!
Istintivamente alz la testa per guardarsi in giro, ma la seconda raffica lo indusse a riabbassarla
subito.
Qui, davanti a te!
Hackermeyer alz di nuovo la testa, ma davanti a s non vide altro che un rigonfiamento del
terreno e, in cima, un folto d'alberi e di cespugli. Lasci ricadere la testa, mentre un terzo grappolo di
proiettili esplodeva con uno schianto. Hackermeyer boccheggi sotto l'urto violento dei successivi
spostamenti d'aria.
Sono Cooley! Corri! gli grid la voce.
Come un automa Hackermeyer si rialz e riprese a correre, avvertendo nelle gambe, pi che con
gli occhi, la pendenza del terreno. Continuava a non vedere altro che alberi e cespugli.
Corri, corri! tuon ancora la voce di Cooley.
Un proiettile esplose vicinissimo, alle sue spalle, e lo spostamento d'aria lo sollev da terra,
come un cavallone gigantesco, scaraventandolo pi in l, col fiato mozzo. Un altro scoppio squarci
l'aria, trafiggendogli la testa con chiodi lancinanti. Il terreno si alz sotto di lui, poi si riabbass;
Hackermeyer ebbe l'impressione di essere sbattuto contro terra. Guardava abbacinato la nube di fumo
giallastro che lo avvolgeva, riempiendogli gli occhi, il naso, la bocca di vapore pungente e soffocante.
Cerc di rialzarsi, ma non vi riusc. Le gambe gli si ripiegarono come fossero di gomma ed egli ricadde
su un fianco.
Qualcuno lo afferr sotto l'ascella sinistra. Alzando gli occhi, intontito, vide il viso barbuto di
Cooley che oscillava davanti a lui, tra il fumo.
Su, su, figliolo! La voce del sergente pareva venire di lontano. Si sent trascinare in piedi e un
attimo dopo si ritrov a correre accanto a Cooley, a malapena consapevole del terreno che aveva sotto i
piedi. Barcoll e fu per cadere, ma Cooley lo sostenne di nuovo.
Corri, corri! gli grid all'orecchio il sergente, e questa volta la sua voce fu come la punta di
un coltello che gli si conficcasse nel cervello. Hackermeyer sbatt le palpebre e continu a correre.
Avevano quasi raggiunto gli alberi, ormai. Tutt'intorno a loro tuonavano le esplosioni, le schegge di
shrapnel fischiavano e gemevano, sfiorandoli. Hackermeyer avvert su una guancia lo spostamento
d'aria provocato da una scheggia.
Cooley lo trascin dentro il folto di alberi e di cespugli e Hackermeyer intravide una sorta di
cupola, simile alla cima di un vecchio rudere. Super il culmine della salita e un attimo dopo scivolava
lungo un pendio, accanto a una gigantesca costruzione di cemento.
Una stretta apertura nereggi davanti a lui. Cooley ve lo spinse, Hackermeyer inciamp e cadde
lungo disteso in una stanza debolmente illuminata.
Salve, Hackermeyer! disse Lippincott aiutandolo a rialzarsi.
Hackermeyer gir intorno lo sguardo nella stanza fredda e umida con le pareti di cemento,
illuminata dalla luce esterna che filtrava dalle feritoie e da una candela posata su un tavolo di legno.
Fuori, le esplosioni sembravano ovattate.
Che cos'? domand. Gli pareva di avere la lingua gonfia.
Un bunker, rispose Lippincott.
Ah! Hackermeyer lo guard a bocca aperta. Gli sembrava che Lippincott si stesse sollevando
rapidamente da terra.
Calma! Accanto a lui riapparve la faccia di Cooley, la sua mano salda lo riafferr per un
braccio. Le scarpe di Hackermeyer grattarono il pavimento mentre il sergente lo trascinava verso tre
panche sporgenti da una parete, una sopra l'altra, e lo aiutava a sedersi sulla pi bassa. Ecco fatto,
disse Cooley prendendogli il fucile.
Hackermeyer sedette, come ubriaco, e il sergente si accoccol davanti a lui.
Stai bene? domand.
S.
Cooley gli sorrise. Questa  la vecchia stoffa, disse. Dove sei stato?
Hackermeyer si pass sulle labbra la lingua gonfia e inspir una boccata di aria stantia.
Un cecchino, mormor.
Cooley smise di masticare. Ti ha bloccato? domand.
Hackermeyer annu lentamente. Quel movimento gli fece dolere la testa.
E che cos'hai fatto? domand ancora Cooley.
Hackermeyer tossicchi. Gli ho sparato.
Il sergente chiocci. Ehi, ma abbiamo con noi una tigre, ragazzi! esclam. Hackermeyer alz
gli occhi, sbattendo le palpebre, e vide che oltre a Cooley e a Lippincott c'erano anche Schumacher e
Fearfeather. Schumacher, seduto su una panca dall'altra parte della piccola stanza, stava metodicamente
smontando il fucile.
Che ne  stato di Linstrom? domand Cooley.
Colpito, rispose Hackermeyer con la voce grossa.
Da che cosa?
Una bomba. Hackermeyer si schiar la gola viscida. Non... non c' rimasto pi niente.
Oh Cristo! Cooley gli batt una mano sulla spalla. Mettiti gi, adesso; ci fermeremo qui per
un po'.
Hackermeyer cerc di sollevare le gambe, ma non ne fu capace. Gliele sollev il sergente e il
ragazzo cadde supino sulla panca e chiuse gli occhi, ma dopo un momento si rimise laboriosamente a
sedere e sfil la borraccia dalla custodia. Mentre beveva fissava Cooley che parlava con Lippincott.
Dopo un momento il sergente usc.
Dove va? domand Hackermeyer, con voce che stent a riconoscere come la propria.
A cercare Guthrie e Lazzo, rispose Lippincott.
Hackermeyer rimise la borraccia nel fodero di tela e cerc invano di richiudere i fermagli.
Allora si sfil pian piano i guanti dalle dita indolenzite e fece scattare le molle. Poi si lev elmetto e
cintura e si abbandon di nuovo sulla panca, chiedendosi che ne fosse stato dei tedeschi che avevano
occupato il bunker.
L'odore andava facendosi sempre pi forte, ora; un puzzo denso e invadente del quale gli pareva
di sentire il sapore, odore di spogliatoi, di gabinetti della sotterranea, di cucine mal tenute, di esplosivo
e di armi da fuoco. Odori acri, odori dolciastri, odori rancidi; l'afrore della polvere, del grasso, dei corpi
mal lavati che pareva scivolargli in gola quando deglutiva.
Fiss con occhi imbambolati l'incrocio di corde che sostenevano la cuccetta sopra la sua. Gli
ricordava le cuccette del piroscafo che lo aveva portato in Europa. Soltanto che quelle erano di tela.
Gir la testa a guardare le pareti di cemento, nude e grezze, solcate da qualche rivoletto d'acqua.
Sembravano i muri della cantina di zio George. Dove mi portava per frustarmi, pens. Bastardo!
Esausto, scivol nell'incoscienza.

Hackermeyer apr gli occhi. Non ricord subito dove fosse e balz a sedere con uno scatto
brusco che lo mand a sbattere con la testa contro le corde della seconda cuccetta. Il contraccolpo lo
ributt disteso.
Ponte inferiore, motteggi una voce. Hackermeyer gir la testa e vide Lippincott e Cooley
che giocavano a carte, seduti al tavolo. Era stato Lippincott a parlare.
Hackermeyer si mise a sedere sull'orlo della cuccetta e si guard intorno, con gli occhi ancora
imbambolati dal sonno.
Come ti senti? domand Cooley senza girare la testa e continuando a masticare tabacco.
Bene. Schumacher, sdraiato su una cuccetta dall'altra parte della stanza, leggeva. Il suo
fucile, rilucente di olio, era appoggiato alla parete, con la canna protetta da un calzino pulito e la parte
centrale avvolta in un pezzo di tela cerata. Ottima idea, pens Hackermeyer. Era molto importante aver
cura del proprio fucile.
Chiuse gli occhi e avvert una fitta dolorosa alla guancia destra. Riapr gli occhi e si pass le
dita sulla guancia. Una crosta filiforme di sangue coagulato la percorreva in tutta la lunghezza,
partendo dallo zigomo. Vi pass sopra con un'unghia e fece una smorfia. Si frug in tasca e ne trasse lo
specchietto di acciaio.
Ebbe un colpo al vedere il proprio viso incrostato di terra, gli occhi arrossati, le labbra
screpolate, il lungo graffio che gli attraversava la guancia. Prese l'elmetto e vi vers un po' d'acqua
dalla borraccia, lev dalla sacca della cintura una scheggia di sapone e l'asciugamano umido e si pul il
viso, facendo una smorfia al bruciore che gli pizzic la guancia. Mentre si lavava e si spazzolava i
denti, ancora mezzo intontito, cominci ad avvertire il sibilo sommesso dei proiettili sopra il bunker, il
fragore ovattato delle esplosioni lontane. Gli americani stavano certo bombardando Saarbrcken.
Si rese conto che aveva bisogno di svuotare gli intestini e la vescica e, alzatosi a fatica, si avvi
verso la porta.
Dove vai? domand Cooley senza levare lo sguardo dalle carte.
Gabinetto, rispose Hackermeyer.
C' un'altra stanza, l dietro, disse Cooley.
Lippincott gemette. Non ha gi fatto abbastanza da gabinetto, questo buco?
Non vorrai che gli sparino nel sedere! ribatt Cooley.
Lippincott grugn. Oh bene, penso che pi di cos non possa puzzare!
Diavolo, figliolo,  una reggia questa!
Oh senza dubbio! Lippincott gioc una carta. Come abbiano potuto vivere per mesi in
questo fetore, non arrivo proprio a capirlo!
Personalmente, preferirei averlo fuori, il gabinetto, osserv Fearfeather.
E io pure, disse Lippincott.
Hackermeyer trov il corridoio di cemento e avanz nel buio; gli sfugg un brontolio di sorpresa
quando il pavimento s'inabiss a un tratto, scaraventandolo in un piccolo vano che assomigliava a una
segreta e puzzava di grasso e di cibi carbonizzati. Stringendo i denti, sbotton il pastrano e cal i
calzoni.
Tornato nella prima stanza, si avvicin a una delle feritoie rettangolari che davano aria e luce al
locale e si chin per guardar fuori. Davanti a lui c'era il pendio che aveva risalito correndo accanto a
Cooley: un posto ideale per un'imboscata. Nessuna meraviglia che vi fossero tanti cadaveri, nella
radura. Sbatt le palpebre. Non c'era nessun cadavere, ora. Li avevano portati via? O aveva sognato?
Torn a sedere sulla cuccetta, sospirando. Apr una scatola di razioni K e mastic qualche
galletta. Il movimento della mandibola gli si ripercuoteva nel cervello, facendogli scorrere lievi brividi
lungo la nuca. Bisogna che pulisca subito il fucile, pens. Era molto importante.
Hackermeyer!
Alz gli occhi.
Com' che Linstrom  stato colpito e tu no? domand Cooley. Non eravate insieme?
Hackermeyer toss: gli era andato di traverso un pezzetto di galletta. Era strano, ma si era
completamente scordato di Linstrom. Gli pareva che fossero passati giorni e giorni da quando era stato
ucciso.
 scappato, disse.
Oh! Grandioso! Cooley gett sul tavolo una carta. E il governo continua a mandarci questi
ragazzi! brontol. Ma perch diavolo non cercano di usare il maledetto cervello?
I diciottenni sono bravissimi, dichiar Lippincott.
Non come soldati, ribatt Cooley. Non ho niente contro di loro personalmente, per l'amor di
Dio. Ne ho anch'io uno a casa, no? E poi c'era Jimmy.
Hackermeyer guard il sergente che giocava a carie e ricord di avere pensato che non aveva
affatto il tipo paterno.
Ora si scopriva invece che aveva un figlio. E Jimmy chi era?
Sono bravissimi come aiutanti dei cucinieri o nei servizi di sussistenza o... al diavolo, non
vanno bene per la prima linea, ecco.
Sono veloci, insistette Lippincott, osservando le proprie carte.
E va bene, sono veloci, e poi? A che serve, se non pensano? E non pensano. Sono avvezzi a
stare in gruppo, a pensare come il gruppo.
E non  forse proprio questo il segreto per essere un buon soldato? domand Lippincott un
po' risentito.
Sai anche tu che non  cos. In qualunque occasione,  molto pi probabile che sappia
provvedere a se stesso un uomo che abbia compiuto i vent'anni.
Forse no, si ostin Lippincott. Un diciottenne  pi indipendente. Non  stato ancora
inquadrato dentro uno schema.
Ma quel che conta  proprio sapere come comportarsi quando si fa parte di uno schema!
Pu darsi, ammise Lippincott sbadigliando.
Non fraintendermi, precis Cooley. Non voglio dire che uno debba essere pi in gamba
soltanto perch  pi vecchio. Voglio dire che ha avuto pi tempo per scaltrirsi. Un diciottenne non
porta in guerra altro che se stesso. Ha soltanto l'addestramento che gli ha dato l'esercito e sa Iddio se c'
da scialare!
Lippincott chiocci. Bel discorso, da parte di un sottufficiale!
Cooley sput succo di tabacco.
Alle reclute si insegna di tutto, tranne quello di cui hanno maggior bisogno, brontol. Cio
che cos' veramente un combattimento, in tutti i particolari. Prendiamo Linstrom. Se il periodo di
addestramento fosse quello che dovrebbe essere, lo avrebbero scartato invece di mandarlo qui. Ora 
morto e questo che cosa diavolo prova?
Hackermeyer non staccava gli occhi dal sergente. Non lo aveva mai sentito chiacchierare tanto.
Te lo dir io qual  la vera manchevolezza nel vostro addestramento, riprese Cooley.
Nessuno cerca mai di sapere chi sparer.
Annu, di fronte alla espressione interrogativa di Lippincott.
Sicuro, proprio cos.  ovvio? Diavolo, non potrebbe essere pi ovvio. Ma cercano di
scoprirlo? Nossignore. Nemmeno dopo che uno  al fronte, se ne preoccupano.
Hackermeyer not che Schumacher aveva abbassato il libro e guardava Cooley.
Nessuno si preoccupa di scoprire il fatto pi importante per un soldato, continu il sergente.
Spara o non spara?
Non capisco, mormor Lippincott.
Cooley gioc una carta.
Prendi la nostra squadra, ad esempio. Non siamo tra i peggiori, eppure nemmeno il trenta per
cento di noi spara. Non voglio fare nomi, ma pi della met di noi non ha mai sparato un colpo.
Semplice come due e due quattro. E perch?
Addestramento insufficiente, osserv Schumacher.
Cooley gli lanci un'occhiata.
Questa  soltanto un parte del problema, Berme, disse scuotendo la testa. Una piccola parte
che non basta a spiegare perch il settantacinque per cento dei soldati non usa il proprio fucile. Oh
certo, tengono testa al nemico ma, maledizione, non gli sparano!
Punt un dito contro Lippincott.
Nessuno ne parla, ma quando  il momento, settantacinque soldati su cento diventano obiettori
di coscienza. Si rifiutano di sparare e di uccidere.
Io lo faccio, fu sul punto di dire Hackermeyer.
Sempre questione di disciplina e di addestramento, insistette Schumacher.
No, Bernie. Cooley scosse di nuovo la testa. Questione di natura umana. Se un soldato non
pu sopportare l'idea di uccidere, non puoi convincerlo soltanto insegnandogli come funziona un fucile.
E come puoi battere un nemico, se non gli spari? Spari e vai avanti... maledizione, questo 
combattere. E non importa che tu abbia o non abbia un bersaglio al quale sparare.  la massa del fuoco
che conta, non la precisione.
Hackermeyer capiva ora perch il sergente continuava a gridar loro di sparare anche quando
non c'erano bersagli visibili.
Sono completamente d'accordo con lei, naturalmente, disse Schumacher annuendo. La
superiorit del fuoco  essenziale. Il rapporto tra fucili e terreno, per il massimo potere di fuoco. Ma 
sempre una questione di addestramento e di disciplina.
No! Cooley scosse energicamente la testa. Te lo dico io quale deve essere il rapporto. Non
tra fucili e terreno, ma tra un soldato e l'altro. Bisogna insegnare al soldato che cosa pu aspettarsi dai
compagni, in combattimento. Se sapr questo, non avr alcuna importanza se il terreno non sar
favorevole, non importer nemmeno se il suo fucile non funzioner. Sapr sempre a che punto si
trova.
Il sergente raccolse la nuova mano di carte.
E come si potrebbe insegnare ai soldati che cos' la natura umana? domand Lippincott.
Non lo so, ma  quello di cui avrebbero bisogno. Specie i diciottenni. Devono avere qualcosa
cui appoggiarsi, oltre se stessi. Ora non hanno altro che gambe veloci e ideali da poppanti, devi
ammetterlo.
Ma se un uomo fatto ha ideali pi precisi, non sar ancora pi difficile per lui uccidere?
domand Lippincott.
Pu anche darsi. Per  pi probabile che egli sappia perch deve uccidere. Ed  meno
probabile che uccidere lo impressioni.
Grugn. Roba da matti! Un soldato spara una fucilata e tutti pensano che sia un fatto pi che
naturale. Diavolo, in pratica egli  un eroe, soltanto per questo fatto!
Hackermeyer fu sorpreso. Non aveva pensato davvero di essere un eroe soltanto perch aveva
adoperato il fucile. Poi ricord di non avere mai visto Foley che sparava. N Linstrom. N Fearfeather.
E nemmeno Bill Riley o Goldmeyer. Doveva avere ragione Cooley.
Una cosa hanno di buono i diciottenni: sono pi abituati degli anziani alla squadra. Se non
sono spaventati da morire,  pi probabile che ne tengano conto, in combattimento.
Pos le carte sul tavolo.
E questa  un'altra cosa che nessuno insegna, durante l'addestramento, prosegu. Che non
bisogna perdere i contatti, che ognuno deve sapere dove sono i suoi compagni. Questo 
importantissimo, in combattimento. Perch continuo a ripetervi di gridare il vostro nome? Perch cos
ognuno di voi sa di non essere solo, ecco perch.
Sput succo di tabacco. La guerra non significa fucili contro fucili. Significa uomini contro
uomini. E quelli che sono pi sicuri di s vinceranno. Per questa ragione saranno gli americani a
farcela, alla lunga. Nessuno  pieno di spocchia pi di loro. Ma si sarebbero potute salvare
innumerevoli vite umane, se anche il loro addestramento fosse stato pi intelligente.
Schumacher emise un lieve brontolio di dubbio. Io sono sempre del parere che la chiave sia la
disciplina o la mancanza di disciplina, se vuole, disse. Ad Hackermeyer venne in mente lo zio George.
Anche lui chiacchierava sempre di disciplina e fino a quel momento, pur odiando lo zio con tutto il
cuore, Hackermeyer era stato incline a pensarla come lui. Ma ora, chiss perch, si sentiva propenso a
dar ragione a Cooley. Forse la disciplina contava fino a un certo punto, dopo tutto.
La disciplina non  la chiave, ribatt Cooley, come se vedesse i pensieri di Hackermeyer. E
nemmeno l'addestramento  la chiave. Il crollo in combattimento non  crollo di disciplina o di
addestramento,  crollo della natura umana. A volte i migliori soldati non sono mai stati niente. Quel
che conta  quando vengono messi alla prova. E perdio, non si pu mai sapere che cosa salter fuori!
Hackermeyer non staccava gli occhi dal sergente. Pareva che parlasse proprio per lui. Era mai
possibile che egli trovasse nel combattimento il compenso di tutte le manchevolezze, di tutti i fallimenti
della propria esistenza? Fu scosso da uno strano brivido di eccitazione.
Salvo che quando saltano fuori i bravi soldati, continu Cooley,  ben difficile che si tratti di
diciottenni!

Mancava poco alla una e mezzo del pomeriggio. Cooley e Lippincott erano usciti e
Hackermeyer, seduto accanto al tavolo, puliva l'M1.
I suoi pensieri tornarono a Linstrom. Ora capiva benissimo perch Linstrom fosse crollato.
Aveva sempre avuto tutto quello che desiderava, non sapeva che cosa volesse dire sconfitta. Per quello
si era arreso al primo urto. Non aveva mai avuto disciplina. Quella che si apprende durante l'infanzia.
Era stato irrimediabilmente guastato. Per ci che lo riguardava, era sempre stato al centro dell'universo.
Hackermeyer pass nella canna del fucile un cencio intriso di olio. E per, come mai era stato
tanto sconvolto dall'idea che lui volesse mangiarsi il coniglio? La sua reazione non era stata soltanto il
capriccio del ragazzo avvezzo ad averla sempre vinta. E perch si era rattristato tanto per l'uccellino
morto?
Scroll le spalle. Non importava niente. Linstrom era un debole, punto e basta. Non era stato
capace di adattarsi alle circostanze avverse. Avrebbe avuto bisogno di vivere qualche anno in casa dello
zio George, pens con un lieve brontolio.
Punt la canna verso la fiamma della candela e vi guard dentro. Gli venne in mente che di l
erano passate le pallottole che avevano ucciso tre tedeschi. E gli venne in mente che Cooley pareva
essersi accorto veramente di lui soltanto dopo che aveva ammazzato due tedeschi. Ricordava benissimo
la sua espressione compiaciuta, la cordiale manata sulle spalle, il modo come l'aveva chiamato Hack.
E ricord anche la propria selvaggia soddisfazione, dopo avere ucciso i due nemici, la momentanea
ondata di eccitazione. Che cos'era stato? Sollievo perch aveva provato a se stesso di essere un soldato?
Hackermeyer!
Alz gli occhi e vide Fearfeather in piedi vicino al tavolo.
Il sergente ha detto, prima, che siccome il tuo compagno  stato ucciso, si potrebbe stare
insieme noi due, per un poco, disse Fearfeather, con uno strano accento strascicato.
Hackermeyer non rispose; l'altro si sedette accanto al tavolo, tendendo la mano. Mi chiamo
Leonard Fearfeather.
Hackermeyer tese la mano. Fearfeather la strinse forte e la scosse due volte. Sono contento di
conoscerti. Tu ti chiami Hackermeyer, vero?
S.
Fearfeather annu. Di dove sei, Hackermeyer?
Brooklyn.
Davvero? Io sono di Columbia, Missouri. Una citt universitaria. Mio padre ha un'impresa di
pompe funebri.
Per l'universit?
No, no, per tutti quelli che muoiono. Se gli eredi scelgono la nostra ditta, naturalmente. Io
aiutavo il babbo.
Incroci le gambe. Sai, riprese,  veramente tragico che ben poca gente si renda conto di
quanto sia difficile l'arte dell'imbalsamatore.
Hackermeyer mugol e prese a pulire l'otturatore. Ricord lo zio George nella cassa. Sembrava
un fantoccio di cera rosa. Era arte, quella?
Molti pensano a noi come a macellai, se pure pensano a noi, dichiar Fearfeather. Non
apprezzano la nostra abilit. Pensano che si tratti soltanto di maneggiare carne morta. Ebbene, non 
affatto cos, Hackermeyer!
Mmmm, mugol Hackermeyer. Anche questo Fearfeather era ben strambo! Non quanto
Guthrie, ma era strambo anche lui la sua parte.
La gente non apprezza l'abilit necessaria per rendere gradevole l'aspetto di un cadavere,
insistette Fearfeather levandosi gli occhiali cerchiati di acciaio.
Hackermeyer si soffi il naso e sent una fitta dolorosa alla testa.
Bene, vorrei vedere loro alle prese con i resti sfigurati che ci capitano, a volte; vorrei vedere se
sono capaci di farne qualcosa che si possa mettere dentro una cassa! esclam Fearfeather.  una vera
arte, credimi, e mio padre  un artista come ce n' pochi!
Ricordo un lavoro di particolare impegno: un vecchio signore stritolato dalle ruote di un
autocarro. Bene, te lo dico io, Hackermeyer, avrei sfidato il migliore imbalsamatore del mondo a tirare
fuori da quei resti qualcosa che si potesse presentare a un funerale! Sfigurato? Ehi, ridotto a polpette,
Hackermeyer, pure e semplici polpette! Le ossa del cranio erano diventate gelatina, non so se mi
spiego!
S, mormor Hackermeyer. Come il tedesco nella buca, ieri mattina, pens.
Una delle ruote anteriori gli era passata in pieno sul cranio, pensa! Fearfeather mosse le lenti
davanti alla fiamma della candela. Ora dimmi tu se sarebbe possibile trovare un lavoro pi disastroso
per l'abilit di un imbalsamatore!
Hackermeyer annu.
Bene, signore, esclam Fearfeather, rimettendosi gli occhiali, il babbo rimase alzato per
notti intere a rimodellare la testa e il corpo del vecchio signore; anche il corpo era un disastro. Mise in
quel lavoro tutte le risorse della propria abilit, risorse che io non avevo mai nemmeno sospettato.
Trucchetti che gli aveva insegnato suo padre. Sistemi per far rigonfiare le guance, per fissare il mento,
per tenere a posto le orecchie, per ricostruire il naso che era nient'altro che una macchia, te lo dico io.
Eppure ce l'ha fatta, Hackermeyer. Sissignore, lavor sul vecchio gentiluomo senza
risparmiarsi n lamentarsi e, per tutti i fulmini, il risultato fu una vera opera d'arte. Naturalmente non
assomigliava troppo al vecchio signore qual era in vita, ma... bene, perbacco, era gi un vero miracolo
che assomigliasse a qualcosa. Voglio dire che era polpa macinata, caro Hackermeyer, e fu un miracolo,
ti dico, riuscire a ridargli forma umana. Secondo la mia modesta opinione, il mio pap aveva compiuto
un vero miracolo, sissignore. Ti saresti commosso, a vedere il vecchio signore nella sua cassa. Pareva
cos naturale e in pace! Voglio dire che c'era lo splendore della salute sulle sue guance!
Hackermeyer annu, rimontando il fucile. Gli dispiacque di non avere un pezzo di tela cerata per
avvolgere la parte dell'otturatore.
Mio padre  un artista di prima classe, Hackermeyer, riprese Fearfeather. E io prego
umilmente il Cielo che mi conceda, un giorno, di avvicinarmi almeno al suo livello.
Si stir, sbadigliando, poi lev di tasca una piccola pipa e cominci a stiparla di tabacco.
Sai una cosa interessante? domand. Il sergente sembra persuaso che la nostra squadra sia
stata costituita di proposito dai superiori per vedere come funziona in combattimento una squadra
interamente composta di diciottenni.
Quando lo ha detto?
Mentre tu dormivi. La pensi cos anche tu?
Non saprei.
Io ne dubito. In ogni caso non so se sono d'accordo con le opinioni del sergente. Voglio dire,
che cosa importa l'et? Io ho diciotto anni, come te, e non mi pare che siamo poi tanto bambini.
Sappiamo benissimo quel che facciamo, no?
Io credo.
Ma certo che lo sappiamo, ribatt Fearfeather con enfasi. Convengo con loro che ci sono
diciottenni del tutto inadatti a fare il soldato. Come quel ragazzo che era con te; quel bel biondino che
si  fatto spiaccicare. Come si chiamava?
Linstrom.
Linstrom. Bene, si vedeva a prima vista che non era il tipo adatto. Voglio dire, avr anche
avuto diciotto anni, fisicamente, ma nel cervello era rimasto un bambino da reggere con le dande. Ne
convieni?
Hackermeyer annu. Strano come questo Fearfeather, strambo o no, sembrasse ben pi vecchio
di Linstrom o di Foley.
Bene, ma questo che importa? riprese Fearfeather.
Il sergente pu tenersi le sue opinioni, cosi come noi possiamo tenerci le nostre.
Sospir, prese di tasca un piccolo libro e l'apr. Hackermeyer vide sulla copertina le parole
SACRA BIBBIA.
Te l'ha data il cappellano? domand.
Il cappellano?
Ne ha data una anche a me.
Ah capisco! No, no, questa me l'ha data il babbo quando mi sono arruolato.  molto religioso,
mio padre. Dice che lavorare sui trapassati aiuta l'uomo a capire il mistero della morte e
dell'immortalit.
Credi che aiuti? domand Hackermeyer.
Fare l'imbalsamatore?
No, leggere la Bibbia.
Come, ma certo che aiuta, Hackermeyer. Aiuta e come! Ti sfido ad aprire il libro a caso senza
trovarvi una parola di consolazione!
Hackermeyer fece un grugnito.
Tieni, prova! disse Fearfeather, tendendogli la Bibbia.
Hackermeyer la prese e osserv la copertina.
Avanti, aprila! lo esort il compagno. Prova!
Hackermeyer apr il libro e lesse qualche rigo.
Che dice? domand Fearfeather.
' Ed essi hanno commesso peccato d'idolatria in Egitto ', lesse Hackermeyer; ' hanno
commesso peccato d'idolatria in giovent: avevano il petto oppresso e... '
Ora, Hackermeyer, lo redargu Fearfeather, non vorrai dirmi di avere scelto queste parole a
caso!
Hackermeyer gli restitu la Bibbia, mentre agli angoli delle labbra gli appariva l'ombra di un
sorriso.
Non crederai di avermi imbrogliato con questo vecchio trucco, vero? domand Fearfeather in
tono amichevole.
Hackermeyer fu sorpreso di scoprire quanto fosse facile parlare con Fearfeather.
Te lo dico io, Hackermeyer, in questo libro ci sono migliaia di passi capaci di offrire conforto
alla mente di chi debba affrontare la morte sul campo di battaglia! Fearfeather tir qualche breve
boccata di fumo. E trovare qualcosa che lo liberi dalla paura della morte  di fondamentale importanza
per un soldato, non credi anche tu?
Tu non hai paura della morte?
Be', s, nel senso che mi dispiacerebbe morire cos giovane. Voglio dire che aspetto con ansia
il giorno in cui sar socio del babbo nella sua impresa. Per so che se, per un'insondabile ragione, 
mio destino di essere colpito, trover tutti i miei cari ad attendermi, di l.
Hackermeyer lo guard sbarrando gli occhi.
Non credi alla vita eterna? domand Fearfeather sorpreso.
Hackermeyer alz le spalle. Non lo so. Non ci aveva mai pensato molto fino da quando era
bambino, e l'idea della morte lo atterriva.
Bene, io lo so, dichiar Fearfeather. Ci credo, e questa fede mi conforta, Hackermeyer.
Voglio dire, pensare alla morte senza credere che ci sia qualcosa ad aspettarti... bene, sarebbe una cosa
tremenda. Brrr! Rabbrivid. Ah, non posso sopportare quest'idea nemmeno per un momento.
Gi, mormor Hackermeyer incerto.
Voglio dire, tu non credi che continuerai a vivere? domand Fearfeather.
Hackermeyer deglut. No, disse.
Perch?
Hackermeyer non rispose subito. E perch mai dovrei continuare a vivere? pens. Io o gli altri?
Non lo so, mormor infine.
Bene, credi a me, Hackermeyer, tu continuerai a vivere. Se, Dio non voglia, questa guerra
dovesse toglierti dal mondo, di l troverai tutti i tuoi cari ad aspettarti. Ce li hai ancora il babbo e la
mamma?
No.
Allora ti aspettano di l, dichiar Fearfeather sicuro. Ti proteggono in questa vita e
aspettano di riabbracciarti nell'altra.
Hackermeyer lo guard, a disagio. Non aveva conosciuto la mamma... Se quel che affermava
Fearfeather era vero, che cosa avrebbe potuto dirle quando si sarebbero incontrati? E il babbo?
Accidenti a lui se aveva voglia di vederlo ancora. E zio George? No, no, all'inferno! Erano tutte
frottole.
Fearfeather si mise a leggere la Bibbia, muovendo leggermente le labbra e Hackermeyer rest a
guardarlo per un momento, poi lev di tasca il solito libriccino e si mise a risolvere le parole incrociate.
Dopo qualche minuto lo schema gli si confuse davanti agli occhi. Il pensiero che la mamma
potesse vivere ancora, da qualche parte, gli dava una strana sensazione di disagio. Assicuratosi che
Fearfeather fosse assorto nella lettura, prese la fotografia che aveva nel portafogli e la tenne nel cavo
delle mani posate sulle cosce, dove Fearfeather non potesse vederla. La guard a lungo, immobile e
silenzioso.
Rientr Cooley.
Andiamo, ragazzi!
Parecchi minuti dopo, i membri della squadra erano radunati sotto un albero, con le gocce di
pioggia che tamburellavano sul loro elmetto.
Bene, tanto per cambiare piove, osserv Cooley. Questa volta dovremmo farcela.
Scendiamo lungo questo pendio, poi attraversiamo una striscia di bosco fino a un altro pendio pi
ripido. Di l vedrete una strada sotto di voi e un ponte. Scenderemo il pendio e attraverseremo il ponte.
Oltre quello, c' ancora una breve pianura e poi Saarbrcken.
La tattica  sempre la stessa. Li abbiamo strizzati ben bene, questi kraut della malora, ma
tengono ancora una quantit di posizioni. Pi tutto il resto: cecchini, mine, ostacoli.  inutile che vi
ricordi di tenere gli occhi bene aperti. State attenti, se volete vedere il Natale. Sput uno schizzo di
tabacco. Qualche domanda?
Quanto dista ancora la citt? domand Schumacher.
Direi circa tre chilometri. Altro?
Nessuno parl.
Bene, andiamo allora. Non perdetemi di vista.
Si allontanarono l'uno dall'altro e si avviarono sotto la pioggia fittissima. Hackermeyer rialz il
colletto dell'impermeabile e lo abbotton sotto la gola. Ci arrivava appena, sopra il pastrano. Guard il
fucile per accertarsi che avesse la canna rivolta verso terra, poi si mise il cotone nelle orecchie.
Si guard intorno. Alla sua destra c'era Schumacher che camminava a passi lunghi e decisi,
muovendo senza posa gli occhi grigi dietro le lenti cerchiate di metallo. Era rasato di fresco, lindo e
calmo come sempre. Straordinario. Pareva che la guerra non facesse presa su Schumacher!
A sinistra c'era Fearfeather. Il ragazzo del Missouri procedeva leggero, guardando fisso davanti
a s. Hackermeyer si domand a che cosa stesse pensando. Alla vita eterna? O a qualche eccezionale
imbalsamazione fatta da suo padre? Pi avanti camminavano a fianco a fianco Guthrie e Lippincott,
chiacchierando tranquillamente, e davanti a loro zoppicava Lazzo, scuro e preoccupato come sempre.
Al centro del gruppo avanzava deciso il sergente Cooley, che sembrava instancabile. Hackermeyer fu
sorpreso di sentire un improvviso impeto di affetto per i suoi compagni di squadra. Per qualche
momento ebbe la sensazione che gli fossero molto vicini.
Sbatt le palpebre e guard davanti a s. Tenete gli occhi bene aperti, aveva detto il sergente, e
lui stava gi fantasticando. Si irrigid, concentrando la propria attenzione sul terreno. Doveva contare
su se stesso, non sulla squadra.
La foresta sembrava perfettamente tranquilla. Hackermeyer non udiva altro che il tamburellare
della pioggia sul suo elmetto. Alz gli occhi al cielo di un grigio compatto e uniforme, che pareva
stendersi appena al disopra degli alberi. I rami fitti di foglie scure che si agitavano leggermente e il
sommesso mormorio della pioggia creavano un'atmosfera di pace. Hackermeyer riabbass la testa e si
asciug il viso bagnato di pioggia.
Si riscosse di nuovo. Non stava attento. Corrug la fronte e strinse le labbra. Maledizione,
perch faceva sempre il contrario di quel che gli diceva Cooley? Era arrivato fin l senza guai, non
voleva di certo farsi ammazzare adesso soltanto perch si comportava come un bambino sbadato.
Stringendo i denti spi tra gli alberi. Avevano superato il pendio, ormai, e avanzavano su terreno piano.
I suoi compagni di squadra apparivano e sparivano tra gli alberi pi o meno fitti.
Lontano, alla sua sinistra, tuon un'esplosione che lo raggel. Il mio piede! Oh Dio, il mio
piede! url qualcuno.
Avanti, avanti! esort la voce del sergente Cooley. E attenti alle mine!
Hackermeyer riprese a camminare. Qualcuno non aveva tenuto gli occhi aperti. Chiss chi era?
L'urlo era lontano, non poteva trattarsi di qualcuno della squadra.
Cominci a chiedersi perch mai dovessero occupare Saarbrcken. Quali erano le ragioni che
inducevano gli alti comandi a decidere che si dovesse occupare una determinata localit? Ci si lasciava
alle spalle, non occupate, citt grandi e piccole; perch non decidevano di lasciarle tutte e di puntare
direttamente su Berlino, e sgombrare in un secondo tempo le sacche isolate di resistenza? Non riusciva
proprio a capire a che cosa sarebbe servita l'occupazione di Saarbrcken per quanto riguardava...
Maledizione, c'era cascato di nuovo!
Sbuff, digrignando i denti. Doveva stare attento! Avrebbero certo visto i tedeschi, tra poco.
Non seppe frenare una sensazione di lieta aspettativa. Aveva voglia di vedere i tedeschi!
Guthrie e Lippincott si erano fermati. Hackermeyer e gli altri li raggiunsero e guardarono gi. Il
pendio assomigliava piuttosto a uno strapiombo, tanto era ripido. E laggi, lontano, Hackermeyer vide
la strada della quale aveva parlato Cooley; un largo nastro grigio che serpeggiava in mezzo alla scura
foresta. Ed ecco il ponte di pietra grigia che attraversava una gola in fondo alla quale scorreva un
torrente cristallino. Hackermeyer arrivava a vedere lo scintillio degli spruzzi di schiuma. E oltre la
breve pianura, ecco i sobborghi di Saarbrcken. Erano quasi arrivati!
Andiamo! comand Cooley. In ordine sparso!
Si divisero e uno per uno si sparsero lungo il pendio. La ripida discesa ricord ad Hackermeyer
quella notte in cui era andato in pattuglia con Lippincott e Lazzo. Era impossibile camminare. Doveva
tenersi piegato verso il terreno a strapiombo, attaccandosi a radici e cespugli, mentre le sue scarpe
tracciavano due solchi profondi nella terra nera di pioggia. Continuava a guardare il pendio opposto,
chiedendosi se ci fossero tedeschi a osservare la loro laboriosa discesa. Un bersaglio perfetto. Salvo
qualche sporadico gruppo di alberi non c'era riparo alcuno. Possibile che fosse quella la sola via per
raggiungere la citt?
Dopo qualche metro Fearfeather gli si avvicin un poco.
Come stai, Hackermeyer? domand premuroso.
Benone.
Sono contento!
Erano a met del pendio quando cominci il bombardamento.
Questa volta non si sentivano i proiettili sibilare nell'aria. Laggi, sul pendio opposto, l'aria era
squarciata dai colpi di cannone e, quasi immediatamente, le esplosioni tuonavano intorno a loro,
scagliando in tutte le direzioni zampilli enormi di terra fangosa. Hackermeyer si gir verso il terreno e
nascose il viso contro un braccio. Gli scoppi si susseguivano senza posa. Le fiammate saettavano verso
il cielo. Gli alberi crollavano, rotolando e scivolando lungo il ripido pendio, fra uno scrosciare di rami e
di foglie.
Ritirata! Il grido echeggi fra le scariche di esplosioni terrificanti. Hackermeyer si raddrizz
e prese ad arrampicarsi. Scivol e cadde e sent il soffio di una scheggia di shrapnel che gli passava
sopra la testa con un ululato di sirena. Si aggrapp al terreno fangoso con le dita tremanti. Era avvolto
da ondate di fumo denso e soffocante che gli faceva lacrimare gli occhi.
Tossendo disperatamente si rialz a fatica e riprese a salire. Davanti a lui si sollev un geyser di
terriccio. Hackermeyer si schiacci contro il terreno e chiuse gli occhi, mentre gli franavano addosso
terra e sassi. La sua tosse divenne un rantolo soffocato. Ansimante, accecato dalle lacrime, si rialz
vacillando e riprese a salire.
Fu avvolto da un'esplosione assordante, gli parve che la collina fosse squarciata da un'eruzione.
Si sent volare roteando, con le gambe che sferzavano l'aria. Ricadde di colpo, sobbalzando sul terreno
come una bambola di cenci, poi cominci a rotolare lungo il pendio. La canna del fucile si impigli tra
i rami di un cespuglio e fren quella discesa rovinosa. Per un attimo si ritrov in piedi. Poi precipit a
capofitto, slittando sul petto, rotolando e torcendosi lungo il pendio, sempre pi in fretta, sballottato dai
cespugli, graffiato dai sassi. Il sangue gli sgorgava a fiotti dal naso schizzandogli sul viso, negli occhi.
Accecato, vol come un masso fino al fondo della discesa e atterr con un urto brutale. Poi tutto spar
in un buio doloroso.

Da qualche parte, lontano, echeggiava l'ininterrotto fragore delle esplosioni. Hackermeyer apr
gli occhi e si ritrov disteso sul terreno fangoso. Gli pulsavano le tempie e a ogni pulsazione un'ondata
di dolore gli attraversava il cervello. Aveva la bocca piena di fango: lo sput pian piano. Il cuore gli
batteva ancora violentemente contro le costole, il suo corpo tremava. Cerc di mettersi a sedere, ma
un'ondata di nausea lo travolse e lo fece gemere. Ricadde disteso e chiuse gli occhi. Pareva che gli
ardessero dentro le orbite. Sentiva in bocca il sapore untuoso della polvere bruciata. Poi un fiotto di bile
gli sal in gola, soffocandolo; la sput fuori, amara, verdastra, mescolata a fango. Si sfreg gli occhi
brucianti e lentamente, barcollando, si alz a sedere.
Gli sembr che la terra fluttuasse sotto di lui. Chiuse gli occhi, li riapr, li richiuse. Si premette
ambo le mani contro le tempie, cercando di fermarne le dolorose pulsazioni. Dopo parecchi minuti apr
di nuovo gli occhi e si guard la persona. A quanto pareva non c'erano ossa rotte, anche se aveva dolori
in tutto il corpo. Per fortuna era imbottito di panni invernali. altrimenti chiss come sarebbe finita!
Devo alzarmi, pens.
Poi si guard intorno e vide il tedesco.
Ritrasse di scatto gambe e braccia, col respiro mozzo per la sorpresa. Il tedesco stava
appoggiato contro un cespuglio e teneva gli occhi fissi su di lui. Passarono parecchi secondi prima che
Hackermeyer si rendesse conto che era morto.
Il suo viso aveva un'espressione di severo distacco. Hackermeyer non riusciva a distogliere gli
occhi da lui. Non si vedevano macchie di sangue, non segni di ferite. L'elmetto gli era caduto di testa e
giaceva a pochi passi; i capelli, biondi e fini come quelli di Linstrom, si agitavano nel vento leggero e
gelido, qualche ciocca gli tremava sulla fronte, sopra gli occhi di un azzurro vitreo.
Hackermeyer si guard intorno. Era solo col tedesco, in mezzo a un folto di cespugli: doveva
essere atterrato l dopo il volo lungo il fianco del colle. Chiuse gli occhi brucianti e si chin in avanti,
inspirando grandi boccate d'aria fredda e umida. Se avesse potuto vomitare! Gli si rovesci lo stomaco,
ma non ne venne fuori niente. Di colpo Hackermeyer si avvide di avere i calzoni bagnati. Si tocc sotto
il pastrano, inebetito dalla sorpresa. Sulle prime pens che fosse stata la pioggia, ma poi si rese conto di
essere stato proprio lui. Un'altra improvvisa ondata di battiti dolorosi nel cervello gli fece stringere i
denti. La granata doveva essere esplosa proprio sotto di lui. Chiss come mai non era morto!
Cerc di non pensare e inspir grandi boccate d'aria, aspettando che gli passasse la nausea.
Aveva la sensazione che gli occhi gli sussultassero nelle orbite, come gelatina ribollente. Vi premette
sopra le mani. Allora ricord che gli era uscito sangue dal naso e se lo soffi, per vedere come andava.
Il naso non sanguinava pi, ora, ma in gola gli era rimasto il sapore del sangue, mescolato all'odore
acre della bile, del fango, del fumo.
Riapr gli occhi e guard il tedesco. Poi si sforz di mettersi in ginocchio e quello sforzo gli
riaccese nella testa nuove pulsazioni violente come martellate. Era certo che il cervello gli sarebbe
schizzato dagli orecchi, come semolino. Si pieg in avanti, ansante, cercando di ritrovare l'equilibrio.
Dopo un momento si raddrizz e riapr gli occhi. Ricadde a faccia in gi, boccheggiando; il cuore gli
batteva cos forte che gli pareva di sentirlo urtare contro il terreno.
Il pendio formicolava di soldati tedeschi che si arrampicavano verso la sommit.
Hackermeyer aveva la sensazione di non riuscire pi a respirare. Si guard in giro, cercando il
fucile. Non lo vide. Giacque immobile, fissando il terreno fangoso e sforzandosi di riflettere. Era
intrappolato nel bel mezzo di un contrattacco tedesco. Chiuse gli occhi e sent che gli tremavano le
labbra. Che cosa avrebbe potuto fare?
Sollevandosi appena, scost un poco i rami del cespuglio che aveva davanti. Non era rotolato
fino alla fine del pendio: una ventina di metri pi sotto c'erano soldati tedeschi che si arrampicavano
decisi, col fucile imbracciato. Ne guard uno in faccia: aveva l'espressione cupa e decisa. Press'a poco
come quella di Schumacher. Lasci i rami del cespuglio che tornarono al proprio posto. Non poteva
arrendersi. Lo avrebbero ucciso.
Si guard la cintura, sbattendo le palpebre per il capogiro. Gli erano rimaste due bombe a mano.
Nemmeno da pensarci. C'erano diecine di tedeschi sul pendio. Il respiro gli tremol nei polmoni,
premendogli il petto contro terra. Si avvide che gli tremavano le mani. Che cosa doveva fare? Non
poteva continuare a restarsene l, sdraiato. Anche se i tedeschi fossero passati senza vederlo, avrebbe
poi dovuto attraversare il loro fronte per tornare nelle linee americane. Chiuse gli occhi e rabbrivid. Fa'
qualcosa, disse a se stesso. Fa' qualcosa, maledizione!
Si scopr a fissare il tedesco morto. Era possibile? Pareva una soluzione cos scioccamente
melodrammatica! Strinse forte le labbra tremanti. E che altro avrebbe potuto fare? D'impulso strisci
verso il corpo del tedesco e cerc di sbottonargli il cappotto. Gli sembr di avere salsicciotti al posto
delle dita. Si strapp i guanti, con la sensazione che la testa si allargasse e si contraesse come un
mantice. Con le dita che tremavano sbotton il pastrano del tedesco e glielo sfil. Il cadavere sembrava
fatto di ferro.
Allora, con gesti che la fretta faceva convulsi e tremanti, si sganci la cintura, lev
impermeabile e cappotto e, rabbrividendo, indoss il pastrano del morto, lo abbotton fino al collo, lo
chiuse alla vita con la cintura tedesca. Non pu funzionare, pens. Non pu funzionare. Ma mentre lo
pensava infil in tasca le due bombe a mano, poi si chin a raccattare il fucile del tedesco. Ora doveva
aspettare finch i soldati lo avessero oltrepassato, poi avrebbe risalito il pendio in mezzo a loro,
cercando di sparire nel bosco sovrastante. No, non farlo, pens. Sei pazzo! Si attacc al cespuglio per
alzarsi.
L'elmetto! Gir la testa di scatto e quasi svenne per le vertigini. Bevve avidamente aria. Va tutto
bene, ripeteva a se stesso. Va tutto bene, ce la farai. Armeggi col sottogola del proprio elmetto e se ne
liber. Mentre si metteva in testa l'elmetto del morto gli venne fatto di pensare, scioccamente, che
sembrava un secchiello per il carbone. Mentre affibbiava il sottogola gli sfugg un gemito, al pensiero
che potevano fucilarlo come spia, se lo avessero preso. Si sforz di scacciare quei timori paralizzanti.
Va tutto bene, pens.
Trattenne il respiro: a qualche metro da lui passavano i primi tedeschi. Rest accoccolato,
immobile come un ceppo, e ogni battito del cuore gli trafiggeva il cervello con spine dolorose, gli
offuscava gli occhi con ondate di calda oscurit. Li chiuse forte. Devi alzarti, disse a se stesso. Devi
risalire il pendio con loro. Devi... Il suo corpo fu pi svelto della sua volont. Si ritrov in piedi e
lontano dai cespugli. Un'occhiata intorno bast a rassicurarlo: non l'aveva visto nessuno. Era una
fortuna che si trovassero su un pendio: i soldati dietro di lui, che su un terreno pianeggiante avrebbero
certo notato la sua improvvisa apparizione, erano troppo occupati ad arrampicarsi per avere tempo di
osservare qualcosa.
Coi polmoni che tremavano a ogni respiro, Hackermeyer risal il pendio in mezzo ai soldati
tedeschi. Quanto avrebbe dovuto camminare per ritrovare la squadra? E se qualche tedesco gli avesse
rivolto la parola? Come poteva tenersi lontano da loro? Le domande gli martellavano il cervello. Cerc
di ignorarle e di concentrare tutta l'attenzione sul momento presente. Si sentiva abbacinato e intontito,
come stesse sognando. Che cosa avrebbe dovuto fare, una volta raggiunto il bosco? Anche se fosse
riuscito a seminare i tedeschi, in quale direzione avrebbe poi dovuto proseguire? Rabbrivid e
continu ad arrampicarsi. Ormai non poteva pi fermarsi.
Incominci a oltrepassare cadaveri di soldati americani disseminati sul terreno, impietriti nelle
pi strane posizioni. Alcuni erano mutilati, uno era addirittura decapitato, tutti erano straziati e con gli
abiti a brandelli, coi visceri scoperti, le vene e le arterie simili a corde bluastre, le ossa bianche e
scheggiate che uscivano dalle carni, il sangue che formava larghe pozze purpuree nel fango.
Hackermeyer strinse i denti e continu a camminare in mezzo ai morti, stordito, con la
sensazione che da un momento all'altro sarebbe crollato anche lui. Pareva che ci fossero cadaveri
dappertutto. La collina era stata spazzata con metodo. I crateri delle bombe si susseguivano a intervalli
regolari, in mezzo a un caos di terriccio, sassi, rami spezzati e resti di equipaggiamenti militari. I
tedeschi dovevano avere bombardato a zero il pendio, metro per metro; chiss se della sua squadra c'era
rimasto ancora qualcuno! Poteva darsi che fossero tutti morti. Forse lui era il solo americano ancora
vivo in tutta la foresta. Quell'idea gli diede i brividi.
Si ferm bruscamente, fissando a bocca aperta un soldato. Era Lazzo e i suoi occhi sbarrati e
febbrili, incupiti dal dolore, guardavano ansiosamente Hackermeyer che sent irrigidirsi i muscoli dello
stomaco. Lazzo teneva le mani strette al petto e di tra le dita guantate colava lentamente il sangue.
Per favore... sussurr Lazzo, con un filo di voce roca e arsa.
Hackermeyer sussult e si guard intorno. Anche altri soldati tedeschi guardavano i cadaveri
americani; alcuni stavano ripulendo loro le tasche. Alla sua destra vide due tedeschi che
chiacchieravano. Uno gett indietro la testa e rise. Hackermeyer si volt in fretta verso Lazzo;
guardandolo in faccia not stupidamente come il compagno avesse sopracciglia folte e nere che si
univano alla radice del naso.
Acqua... sussurr Lazzo.
Hackermeyer cerc istintivamente la borraccia, poi ricord di averla lasciata tra i cespugli. Una
voce che, poco lontano, gridava qualcosa in tedesco con tono iroso, lo fece sussultare. Si allontan in
fretta da Lazzo, col cuore in tumulto e la testa che pulsava. Si aspettava da un momento all'altro una
pallottola nella schiena. Si arrampic ancora per qualche metro poi, senza volerlo, gir la testa a
guardare. Dietro a lui un ufficiale tedesco faceva larghi gesti con le braccia, ma non guardava dalla sua
parte. Stava certo ordinando agli altri soldati di non toccare i cadaveri americani e di spicciarsi.
Hackermeyer riprese a salire, quasi senza vedere dove metteva i piedi, con la testa che gli picchiava e
macchie nere che gli danzavano davanti agli occhi. Non avrebbe dovuto lasciare cos Lazzo. Ma che
cosa avrebbe potuto fare? Si domand se Lazzo lo aveva riconosciuto, sotto quel travestimento.
Sarebbe stato orribile, se lo avesse riconosciuto!
Uno sparo alle spalle gli fece fare un balzo. Gir la testa e vide l'ufficiale tedesco chino su
Lazzo, con una pistola Lger ancora fumante in mano. Hackermeyer sent una stilettata allo stomaco.
Per un attimo pens di girare sui tacchi e di sparare addosso al tedesco ma immediatamente, con una
stretta al cuore, pens che non avrebbe potuto farlo, anche se fosse stato deciso a morire, perch non
sapeva come usare il fucile tedesco. Deglut a fatica e riprese ad arrampicarsi. Lazzo non poteva averlo
riconosciuto. Come avrebbe potuto riconoscerlo, in pastrano ed elmetto tedeschi?
Un minuto dopo aveva raggiunto la sommit del pendio e si addentrava nel bosco. Camminava
pesantemente e senza pensare, serpeggiando tra gli alberi, fra macchie di luce grigia e ombre nere. A un
tratto not i propri gambali e le scarpe inzaccherate di fango. Anche con quel pastrano che gli arrivava
alle caviglie, qualcuno avrebbe potuto osservare che non portava gli stivali neri. Continu a
camminare, cercando di respirare normalmente, a malapena consapevole del terreno sul quale
avanzava, vagando tra gli alberi come non avesse scopo n destinazione.
Poi, lentamente, prese a spostarsi sulla destra, tagliando la strada a parecchi soldati nemici. Una
volta se ne trov uno proprio di fronte e si sent sicuro che quello avrebbe notato le sue scarpe e gli
avrebbe sparato a bruciapelo. Il tedesco non apr bocca e Hackermeyer prosegui finch non si trov
solo nella foresta. Allora affrett il passo, sperando di avanzare nella direzione giusta. Doveva essere
cos. I tedeschi si muovevano certo verso le linee americane e lui non doveva fare altro che muoversi
nella stessa direzione.
Intorno a lui c'era una gran pace. Oltre ai tonfi e al risucchio delle sue scarpe, non udiva altro
che il gemere del vento tra i rami pi alti e lo sgocciolare delle foglie fradice di pioggia. Hackermeyer
acceler l'andatura, ma rallent subito, tremante, ricordando che il bosco era pur sempre pieno di mine
e il fatto di indossare parte di un'uniforme germanica non lo difendeva certo dai pericoli. Deglut a
fatica e prosegu con cautela, guardando bene dove metteva i piedi. Dopo tante traversie, sarebbe stata
grossa davvero farsi ammazzare da una stupida mina!
Un contrappunto di fucile e di mitragliatrice squarci il silenzio alla sua sinistra. I tedeschi
dovevano avere incontrato resistenza. Hackermeyer esit, chiedendosi che cosa fare. Se proseguiva
cos vestito, correva il rischio di essere preso a fucilate dagli americani. Fece una smorfia, incerto e
preoccupato, poi, guardandosi nervosamente intorno, si rimise in cammino. In ogni caso non poteva
certo fermarsi l ad aspettare che i tedeschi lo raggiungessero. Se gli americani gli avessero sparato
avrebbe gridato che era uno dei loro, ecco tutto. A meno che (e quell'idea gli strinse lo stomaco) non
fosse rimasto ucciso dalla prima fucilata. Si pass la lingua sulle labbra secche e continu a camminare.
Zio George aveva ragione, pens confusamente; non so quel che faccio.
Quando vide la carabina abbandonata il suo primo pensiero fu: Cooley  morto. Trattenendo il
respiro si guard intorno finch vide il cadavere, seminascosto dai cespugli. Lentamente, con le gambe
che tremavano, si avvicin al corpo e lo guard. Tremava tanto che credette di non farcela pi a
reggersi in piedi. Era un sergente, ma non era Cooley.
Senza quasi riflettere si lev la cintura, il pastrano e l'elmetto e si mise in capo l'elmetto
americano, rabbrividendo al calore che esso conservava ancora e cercando di non guardare il cadavere
che invece della gamba destra aveva soltanto un moncone di carne maciullata. Cap che non sarebbe
mai riuscito a sfilargli il pastrano macchiato di sangue e, raccattata la carabina, si allontan.
Poi ricord a un tratto le bombe a mano rimaste nella tasca del pastrano tedesco; torn a
prenderle e le infil nella tasca della giacca. Rabbrivid. Aveva gi il raffreddore: non avrebbe resistito
a lungo senza cappotto. Controll nervosamente la carabina, armeggiando col caricatore. Finalmente
esso scivol fuori: era vuoto. Con un fischio sommesso Hackermeyer si accoccol vicino al cadavere
del sergente e cerc un caricatore pieno. Quando l'ebbe trovato copri il viso del morto col cappotto
germanico e si rialz.
Le scariche di fucileria si andavano attenuando, ora, ma ad esse si intercalavano scoppi di
mortaio. Hackermeyer prosegu nella penombra del bosco, piegato in due, attento a evitare
contemporaneamente i tedeschi e le mine. Davanti a s vide una radura e pens che sarebbe stato
meglio costeggiarla.
Si ferm impietrito: poco lontano alcune voci parlavano in tedesco. Trattenne il respiro e fece
qualche passo, si appiatt dietro un albero e dopo avere chiuso per un istante gli occhi spi nella radura.
In un lieve avvallamento vide una squadra tedesca occupata intorno a un mortaio. Guard i
soldati che caricavano il pezzo, ud lo scoppio secco, il sibilo che solcava l'aria, poi, lontano, il sordo
boato dell'esplosione. Vide il sottufficiale tedesco che ascoltava a un telefono da campo e quindi
trasmetteva un ordine ai suoi uomini che corressero l'inclinazione del mortaio.
Si trov in mano la bomba ancora prima di essersi reso conto di quel che stava facendo. Aveva
la testa confusa; gli sembrava di essere fuori della realt. Col cuore in tumulto strapp il nastro giallo e
liber lo spillo. Dopo un momento lasci scattare la leva, respir a fondo e scagli la bomba in mezzo
ai tedeschi.
La bomba cadde proprio vicino al sottufficiale e rotol contro la base del mortaio. Hackermeyer
si gett a terra, mentre l'esplosione lacerava l'aria. Aspett parecchi secondi, poi si sollev vacillando
su un ginocchio, la carabina pronta a sparare. Nella radura i tedeschi giacevano immoti e scomposti; il
pezzo era a qualche metro da loro, rovesciato su un fianco. Li ho presi! grid nel suo cervello una voce
esultante.
Alla sua sinistra esplose uno sparo e una pallottola gli fischi all'orecchio. Gettandosi a terra
Hackermeyer guard in quella direzione e vide tra gli alberi le fiammate dei fucili. Appoggi la
carabina alla spalla e premette il grilletto. La raffica automatica lo colse di sorpresa. Strinse pi forte
l'arma che sussultava. La carabina parve svuotarsi in un soffio. Hackermeyer si rialz, intontito, e prese
a correre nella direzione in cui aveva sparato il mortaio. Le pallottole lo inseguirono, fischiandogli
intorno, rimbalzando sui tronchi. Vide un albero caduto e appoggiandovisi con le braccia lo scavalc
con un volteggio. Atterr in malo modo e gett un grido roco, slittando sul pendio ripido, finch si
ferm battendo un fianco, ansante.
Un soldato tedesco lo guardava a bocca aperta. Per un attimo i due uomini restarono immobili
come statue, poi Hackermeyer alz la carabina.
Ach, Gott! grid il tedesco, lasciando cadere il fucile e alzando le braccia. Nein, no... No!
supplic con voce roca.
Hackermeyer stava per premere il grilletto quando, con un tuffo al cuore, ricord che l'arma era
ormai scarica.
Fiss inebetito il tedesco: era ferito alla fronte e il sangue gli scorreva sul viso scivolando lungo
l'arco del sopracciglio, serpeggiava a zigzag lungo la guancia e gocciolava dal mento. Non aveva
elmetto e sembrava sbalordito e indifeso.
Hackermeyer si guard in giro. L vicino c'era un altro tedesco, morto. Doveva essere stata una
delle posizioni difensive, quella. Torn a guardare il tedesco ferito. Bene, non potevano certo restare l
fino alla fine dei secoli. Con un sospiro tremante accenn all'altro lato della trincea. Il tedesco annu
subito, con un mugolio, e si avvi lungo la salita, seguito da Hackermeyer.
Una raffica di mitragliatrice li ferm subito. Il tedesco piomb in fondo alla trincea.
Hackermeyer lo guard per un attimo, poi grid: Ehi! ma il crepitio della mitragliatrice soffoc la
sua voce. Aspett che l'arma tacesse.
Ehi! grid ancora. Sono americano!
Ti crediamo sulla parola, kraut! grid una voce di rimando.
Sono americano, dico! Seconda squadra! Quella del sergente Cooley!
Una pausa.
Vieni fuori, allora, ordin la voce, sospettosa.
Hackermeyer si mosse, poi esit. Sparerete? domand.
Vieni fuori, maledizione!
Ho un tedesco con me, spieg Hackermeyer. Non sparate perch vedete lui!
Venite fuori tutti e due, con le mani in alto! ordin la voce.
Bene! Hackermeyer fece un cenno al tedesco e indic la parete della trincea. Risalirono
entrambi, poi Hackermeyer spinse di lato la carabina e si alz in piedi, sollevando le braccia. Dalle
linee tedesche part una raffica e il ragazzo si gett a terra.
 meglio che corri! grid la solita voce.
Puntando le braccia sul terreno, Hackermeyer balz in piedi e si lanci verso un gruppo di
alberi davanti a lui. Fu sorpreso di ritrovarsi a fianco il tedesco. I proiettili fischiavano ed esplodevano
ininterrottamente intorno a loro.
Con un ultimo balzo si tuffarono tra gli alberi e si gettarono a terra, tutti e due insieme.
Mentre i soldati americani perquisivano il tedesco, Hackermeyer rimase seduto in terra,
ansando. Qualcuno gli lev di tasca la bomba a mano.
Come ti chiami, figliolo? domand un sergente.
Hackermeyer.
Hai la piastrina?
Sissignore. Hackermeyer la sfil di sotto il camiciotto e il sergente la esamin brevemente.
Che ne hai fatto del pastrano? domand.
L'ho perduto, rispose Hackermeyer. Non osava raccontare al sergente quel che era accaduto:
era certo che non gli avrebbe creduto.
Seconda squadra di che?
Hackermeyer sbatt le palpebre. Oh s! Terzo plotone. Gaspar  il...
Questo  il primo, lo interruppe il sergente. Il terzo  da quella parte.
Hackermeyer annu. Il sergente lo fiss per un lungo momento, poi alz le spalle.
Bene, maledizione! esclam. Anche se tu fossi un kraut, non vedo che utile potresti trarne.
Io? ribatt Hackermeyer aggrottando le sopracciglia. Non sono un kraut, io!
Be'... non voglio dire che tu lo sia. Va' adesso. Ripigliati il tuo prigioniero.
Bene. Hackermeyer fece per alzarsi, poi si ferm. Non ho fucile, disse.
Affar tuo, ragazzo, rispose il sergente. Qui ce n' appena per noi.
Hackermeyer lo guard in faccia. E la mia bomba a mano?
Te la restituiremo con gli interessi, ribatt il sergente. Fila!
Hackermeyer scroll le spalle e si alz in piedi. Il tedesco si alz subito anche lui. Aveva
continuato a guardare gli americani con espressione allarmata e pareva non vedesse l'ora di andarsene.
Hackermeyer gli gett un'occhiata stizzosa e si avvi. Il tedesco gli si mise subito a fianco. Percorsi
circa dieci metri, Hackermeyer si volt a guardare e vide che gli americani li seguivano con gli occhi.
Ma credevano davvero che fosse un kraut, perdio?

Sergente Cooley!
Il sergente, che era circa a met del pendio incappucciato d'alberi, si ferm e si guard in giro.
Hackermeyer vide apparirgli sulle labbra un sorriso di compiaciuta sorpresa e sent un'irresistibile
voglia di ridere. Un suono gutturale gli trem in gola, mentre si affrettava a salire, seguito dal suo
tedesco. Riusc a malapena a trattenersi dall'agitare le braccia.
Cooley, coi pugni sui fianchi, lo aspett, sorridendo e accennando di s con la testa. Bene, che
mi venga un colpo! esclam quando Hackermeyer gli fu vicino.
Ehi! disse questi.
Cooley fiss il tedesco, poi torn a guardare Hackermeyer. Ti sei dato bel tempo, a quanto
pare, no?
Gli angoli della bocca di Hackermeyer si piegarono in un sorrisetto nervoso.
Ho preso un kraut... un tedesco, mormor il ragazzo.
Lo hai fatto prigioniero tu?
Hackermeyer annu brevemente. S.
 stato perquisito?
S, lo ha perquisito un... sergente.
Cooley gli sorrise di nuovo, scuotendo la testa. Hackermeyer! mormor.
Hackermeyer deglut. Comandi?
Cooley gli diede una manata sulle spalle. Sono felice di rivederti, figliolo!
Hackermeyer non riusciva a inghiottire il nodo che gli stringeva la gola. Fiss intensamente il
sergente; avrebbe voluto dirgli quanto era felice anche lui di essere tornato. Cooley stava esaminando il
terreno intorno a loro.
Perch non ti scavi una buca dietro quell'albero abbattuto, laggi? disse infine. Per temo
che ti toccher star solo. Fearfeather  gi sistemato con Guthrie e io sono con Bernie.
Hackermeyer si sent sopraffare da una nuova ondata di gioia.
Dove sono? domand. Era felice di sapere che erano vivi.
I ragazzi sono laggi, rispose Cooley, accennando con la mano.
Nell'ombra di un grosso pino Hackermeyer scorse due elmetti che sporgevano appena dal
terreno. Caro vecchio Fearfeather! pens. Buon vecchio Guthrie! Era splendido che fossero ancora
vivi!
Torn a girarsi verso Cooley che gli batt una mano sul braccio.  meglio che ti spicci,
figliolo.
Come mai ci.., trinceriamo qui? domand Hackermeyer. Gli pareva che sarebbe stato
volentieri a parlare con Cooley.
Aspettiamo un attacco, spieg il sergente. Non sappiamo quando, ma siamo sicuri che verr.
Sar meglio che tu prenda il tuo equipaggiamento.
Hackermeyer rabbrivid. Oh! mormor. Be', io... E rest a guardare il sergente, come un
allocco.
Che cosa c'?
Io... io non ho pi niente, rispose Hackermeyer. Voglio dire...
Niente?
Hackermeyer deglut con uno sforzo. Be'... ho dovuto... capisce, ho dovuto lasciare tutto.
Sent stringersi lo stomaco. Capisce, ero...
Bene, bene. Cooley gli batt una mano sul braccio. Non te la prendere. Capita anche ai
migliori. Vedr di trovarti qualcosa. Puoi prendere l'M1 di Lippincott, intanto.
Hackermeyer spalanc la bocca. Oh! ansim. ... ...?
No, no, soltanto ferito. Vieni, andiamo subito a prendere il fucile. Potresti averne bisogno. Il
resto te lo cercher dopo. Il sergente fece un cenno con la testa e il tedesco annu.
Si avviarono lungo il pendio, il tedesco davanti e i due americani dietro. Ovunque Hackermeyer
guardasse c'erano uomini che scavavano buche.
Aspettiamo un attacco, ha detto?
Senza dubbio, rispose Cooley. Stanotte, domattina al massimo.
Hackermeyer annu, deluso. Ne aveva passate di tutti i colori, eppure niente era cambiato. La
situazione non era migliorata affatto.
Quel kraut...  venuto con te bench non avessi fucile? domand Cooley.
Hackermeyer si schiar la gola. S.  stato... ben contento di venire. Sentiva svanire
rapidamente la propria eccitazione, come una luce che si spegnesse a grado a grado.
Dove sei andato a finire? domand ancora il sergente.
Oh sono... sono rotolato gi per la collina, rispose Hackermeyer e sospir di stanchezza.
Ma qui che cosa  successo?
I bastardi avevano i carri armati, laggi!
E come mai non li avevamo visti?
Erano mimetizzati.
Ah! Hackermeyer annui e si guard in giro. Un altro periodo di bonaccia prima di un'altra
bufera... un'impressione che lo colp quasi fisicamente. Non importavano i guai che aveva gi
sopportati, doveva affrontarne ancora altri.
Dove lo hai preso, il tuo tedesco? domand Cooley.
In una... trincea.
Ma non era armato?
S, ma... Hackermeyer scroll le spalle. Ha gettato via il fucile. Sent improvvisamente
invidia per il tedesco. Per lui la guerra era finita.
Ha gettato il fucile! ripet Cooley, con un mugolio divertito. Hai una bella fortuna,
perbacco!
Hackermeyer si accigli. Bella fortuna davvero, pens. Era caduto dalla padella nella brace.
Bene, che cosa  successo, dopo che sei rotolato gi dal pendio? riprese Cooley.
Sono risalito. Gli venne in mente che Cooley avrebbe potuto chiedergli se avesse visto Lazzo
e quel pensiero l'agghiacci. Non voleva che il sergente n alcun altro sapessero quello che era
accaduto.
Hai faticato per ritrovarci?
No. Hackermeyer non aveva pi voglia di parlare. Si sentiva riprendere dal consueto
scoraggiamento e desiderava soltanto di restar solo. Non valeva la pena di cercare qualche piacere: ti si
rivoltava sempre contro.
Appena superata la sommit del pendio Cooley si ferm. Dave! chiam.
Hackermeyer sbatt le palpebre e si guard intorno. Sotto un albero l vicino sedeva Lippincott,
senza elmetto, con la testa reclinata sul petto e il braccio sinistro rozzamente avvolto in una benda
inzuppata di sangue. Hackermeyer rimase a guardarlo, immerso nei propri pensieri. Quanti della
squadra se n'erano gi andati! Wendt, Riley, Foley, Goldmeyer, Linstrom, Lazzo e ora Lippincott. Tra
breve se ne sarebbero andati tutti. Ebbe voglia di bestemmiare. Tutto per prendere quella piccola citt
schifosa! E non c'erano nemmeno arrivati vicino!
Dave! Cooley si era accovacciato davanti a Lippincott. Gli diede un buffetto sulla guancia e il
caporale alz di scatto la testa. Nel pallore esangue del viso gli occhi sembravano nerissimi.
Dave,  ora che te ne vada, disse il sergente.
No, mugol Lippincott.
Cooley lo prese per il braccio destro. Su, su, Dave, andiamo!
Non voglio andar via.
Ma santo cielo, non ci servi a niente in queste condizioni! ribatt Cooley sorridendo.
Lippincott scosse la testa, ostinato. Non mi fa poi tanto male!
Oh maledizione! Se non riesci nemmeno a stare in piedi!
S che ci riesco.
Ma si pu sapere che ti piglia?  una ferita coi fiocchi, figliolo! insistette il sergente.
Lei non pu... Lippincott arrot i denti e chiuse gli occhi. Non pu farcela con quattro
soli...
Cinque, lo interruppe Cooley.  tornato Hackermeyer. Aiut Lippincott ad alzarsi in piedi.
Lo vedi Hackermeyer? Non abbiamo pi bisogno di te. Ti porto io stesso al posto di medicazione.
No.
Cooley raccolse l'M1 di Lippincott e lo tese ad Hackermeyer.
Maledizione, Cooley... La voce di Lippincott si spezz in un singhiozzo.
Falla finita, Dave. Torna indietro e basta, disse il sergente.
Non torno un bel...
Piantala! Non hai una scheggetta, nel braccio, hai una pallottola. Cooley guard
Hackermeyer. Va' a scavare la tua buca, figliolo. Hai la vanghetta?
No.
Cooley si rivolse a Lippincott. Dov' la tua pala, Dave?
Lippincott sbatt le palpebre come se avesse le vertigini e si guard intorno. Non... non lo so,
rispose con la lingua spessa. Dev'essere...
Bene, bene, non importa, tagli corto il sergente. Prendi la mia o quella di Bernie, aggiunse
rivolto ad Hackermeyer. La nostra buca  laggi, un po' a destra del punto in cui ti ho detto di scavare
la tua. E non scordare di mimetizzare la fossa. Appena potr ti porter un pastrano e il resto
dell'equipaggiamento.
Hackermeyer annu e si gir per andarsene. Mentre superava la sommit volt la testa a
guardare Lippincott e vide che stava ancora discutendo. Il tedesco era a qualche passo di distanza, con
la testa china, come cercasse di farsi notare il meno possibile. Hackermeyer riprese la propria strada,
accigliato. Lo seccava, quel tedesco. Sembrava cos contento di essere prigioniero! Come se gli
avessero fatto un favore. Era meglio pensare ai tedeschi come a nemici senza volto, non come a
individui che parlavano e soffrivano e potevano avere paura. Gonfi le guance e sbuff, irritato.
Rabbrivid, sternuti. Oh benone! pens. Ora il suo raffreddore sarebbe certo peggiorato.
Ehi tu, Hackermeyer!
Si ferm e guard a sinistra. Non si era accorto di trovarsi vicino alla buca occupata da
Fearfeather e da Guthrie.
Vieni qui, lo invit Fearfeather.
Hackermeyer si avvicin. Fearfeather aveva la faccia impiastricciata di fango, ma per il resto
pareva in ottime condizioni. Guthrie aveva l'aria stanca e arcigna. Non c'era ombra di motteggio nei
suoi occhi.
Dove diavolo ti eri cacciato? domand Fearfeather.
Hackermeyer accenn alle linee germaniche.
Non sei ferito, no?
No.
Meno male. Il sorriso di Fearfeather si spense a un tratto. Ma dov' il tuo pastrano? E
l'impermeabile?
Li ho... li ho perduti. Hackermeyer si rese conto a un tratto di avere una gran sete.
Potrei... mormor.
S?
Hai abbastanza acqua... per...
Oh ma sicuro! esclam Fearfeather. Un attimo dopo gli porgeva la borraccia. Hackermeyer
svit il tappo e bevve avidamente un sorso di acqua gelida e odorosa di cloro.
Non hai visto Lazzo, per caso? domand Guthrie.
L'acqua and di traverso ad Hackermeyer, facendolo tossire. No, disse restituendo la
borraccia. Ma non fu capace di guardare il compagno negli occhi.
Il viso di Guthrie si fece pi cupo.  rimasto laggi, allora. Guard verso le linee tedesche.
Io avevo cercato di portarlo via, mormor.
Hai fatto tutto il possibile, Guthrie, lo rassicur Fearfeather. Non devi avere nessun
rimorso.
Certo. Guthrie volt il viso dall'altra parte.
Fearfeather guard Hackermeyer, scuotendo la testa con aria solenne. Poi corrug la fronte.
Hackermeyer, ti dar il mio impermeabile.
Hackermeyer lo guard fisso. Ma no, non devi... disse precipitosamente, come vide il
compagno che si sbottonava l'impermeabile.
Sciocchezze, lo interruppe Fearfeather. Perch diavolo io dovrei avere pastrano e
impermeabile, quando tu non hai n l'uno n l'altro? Non siamo stati creati per discriminazioni di
questo genere. Si sfil l'impermeabile e lo tese ad Hackermeyer.  un po' infangato, temo. E non 
un pastrano, purtroppo. Ma per lo meno servir a tenerti un po' asciutto.
Hackermeyer continu a fissare il compagno, tenendo l'impermeabile in mano. Non sapeva che
cosa dire. Si schiar la gola, impacciato. Grazie, mormor poi, di sfuggita.
Sono tanto felice che tu sia tornato, Hackermeyer, disse Fearfeather. E mi dispiace soltanto
di non avere un po' di whisky da offrirti. Ti aiuterebbe a difenderti dal freddo.
Gi! Hackermeyer annu, poi si guard in giro. Bene, io...  meglio che mi scavi la buca,
fin in fretta.
E con che cosa scavi? domand Fearfeather.
Mah, dovrei...
Tieni, noi abbiamo finito. Prendi la mia vanghetta. Poi ti ci vorr un piccone per le radici; sono
durissime. Niente in contrario, Guthrie?
Guthrie non rispose.
Ve li riporter, promise Hackermeyer allontanandosi. Non era stato capace di ringraziare una
seconda volta. Arriv arrancando fino all'albero abbattuto e vi appoggi l'M1, poi si infil
l'impermeabile, guardandosi in giro. Gli aveva scelto un buon posto, Cooley! L'albero avrebbe fatto da
barricata contro le pallottole tedesche: non sarebbe stato necessario" scavare tanto, questa volta!
Con un sospiro piant la vanghetta nel terreno. Sotto il fitto strato di foglie la terra era molle di
fango. Hackermeyer cominci a respirare con la bocca aperta. Non si era reso conto di essere tanto
stanco! Gemette sottovoce, immaginando il groviglio di radici nodose che avrebbe scoperto fra breve.
Se almeno avesse potuto distendersi un momento e fare un sonnellino! Gli ricominciarono i battiti
dolorosi nella testa. Aveva tutto il corpo indolenzito per la rovinosa caduta lungo il pendio. Per un
momento si domand se non sarebbe potuto andare al posto di medicazione, ma scroll le spalle con un
brontolio. A che pro? Era condannato, ormai. Tanto valeva restare l.
Hackermeyer!
Alz la testa, sbattendo le palpebre. La figura gli ondeggi confusa davanti agli occhi.
Lascia che ti aiuti a sistemarti, disse Fearfeather.
Hackermeyer sbuff dal naso, poi sput uno schizzo di catarro. Non  il caso, mugol.
Sciocchezze, Hackermeyer. Non ho nient'altro da fare, lascia che ti aiuti. Dio sa se hai l'aria di
aver bisogno di una mano!
Hackermeyer era troppo stanco per discutere. Se Fearfeather aveva voglia di sudare, che si
accomodasse.
Lavorarono per un poco in silenzio; Fearfeather aggrediva energicamente le radici nocchiute.
Penso che il sergente ti abbia detto che non appena ci saremo sistemati qui, le unit di
avanguardia si ritireranno, disse, manovrando il piccone. Si aspetta un attacco in forze.
Hackermeyer rispose con un grugnito.
Ah quei tedeschi! esclam Fearfeather. Sono fanatici senza Dio. Perch diavolo non
debbano arrendersi non lo capisco proprio. Dio buono, hanno l'acqua alla gola, ormai, eppure
continuano a battersi come forsennati.
Si raddrizz, respirando forte.
Ricordi il bunker dove siamo stati? domand poi.
S.
Bene, quando ci siamo passati di nuovo, ritirandoci da quel pendio, un gruppo di tedeschi
fanatici l'aveva rioccupato e ci sparava addosso.
Hackermeyer rispose con un altro grugnito.
Oh bene! Fearfeather riprese a scavare.  sempre stato cosi, immagino. Una crociata dopo
l'altra. I senza Dio contro i timorati di Dio. Penso che i tedeschi non la sappiano tanto lunga!
Gi! Hackermeyer continu a scavare lentamente, cercando di non pensare a tutto il debito di
riconoscenza che aveva verso Fearfeather.
Quando la buca fu abbastanza profonda, questi lo aiut ancora a mimetizzarla, poi risali di
qualche metro lungo il pendio e ne giudic l'effetto socchiudendo un occhio. S, mi pare che vada
bene, disse. Tornato accanto alla buca, pos su un angolo un altro ramoscello. L, disse, sorridendo
ad Hackermeyer.
Hackermeyer si irrigid. Grazie, disse, asciutto.
Siamo decisamente felici di rivederti, dichiar Fearfeather, raccogliendo vanghetta e piccone.
Bene, sar meglio che torni alla mia buca, ora. Se hai bisogno di qualcosa chiamami, capito?
Hackermeyer annu, sorpreso e seccato di scoprire che gli dispiaceva vederlo andare via. Si
volt a prendere l'M1. Voleva stare solo. Sedette e appoggi il fucile alla parete della trincea. Dio, ce
n'era di fango, l sotto! Sput sulla parete di fronte, poi rest a guardare il proprio sputo. Devo dormire,
pens. Chiuse gli occhi e subito li spalanc di nuovo. Bene, quella era buona, proprio buona! Era
esausto e non riusciva a dormire. Proprio quel che ci voleva!
Inspir l'aria fetida della buca. Dio, se stava male! Gli sembrava di non essere mai stato tanto
male in vita sua. Ma che cos'aveva? Non poteva gi trattarsi di esaurimento nervoso. Era in guerra da
meno di una settimana.
Quella considerazione lo lasci di sasso. Meno di una settimana! Come potevano essere
accadute tante cose in tempo cos breve? Gli pareva che in quei sei giorni fossero accadute pi cose di
quante non ne erano accadute in tutta la sua vita. Era sprofondato in una serie di avvenimenti da
incubo; aveva incontrato pi gente di quanta non ne avesse mai conosciuta prima. E lo irritavano, tutti
quanti. Fearfeather con la sua generosit ipocrita, l'impermeabile, l'acqua, la vanghetta, l'aiuto a
scavare; Foley con l'ipocrita offerta di fargli scrivere dalla sua ragazza; Cooley con quel suo stupido
ammiccare e chiamarlo Hack e battergli la mano sulla spalla e sorridergli e dirgli che aveva una bella
fortuna e promettergli che gli avrebbe portato un altro pastrano e cercargli quel bel posto dietro l'albero.
Persino Guthrie gli aveva detto di assicurare col nastro adesivo la levetta delle bombe a mano. Persino
Wendt gli aveva dato le tavolette di cloruro.
Ma perch diavolo non lo lasciavano stare?
Si agit, stizzito. C'era uno spunzone di radice che gli si conficcava nella schiena. Si gir a
guardarlo, imprecando fra s. Gli diede un calcio. Stupida radice rognosa! E quello stupido prigioniero,
maledizione! Capace soltanto di annuire, di inchinarsi e... accidenti anche a lui! Era felice di avere
accoppato quegli altri tedeschi. Quanti erano? Sei. Bene. Benone!
Rabbrivid. Cerc di chiudere gli occhi, ma non vi riusc. Sei. Aveva ucciso sei uomini. Sei
uomini! Ges buono, sei! Tir un calcio alla parete della trincea. E con ci? Era il suo lavoro, no? Non
lo aveva dett Cooley? All'inferno anche Cooley. All'inferno tutti quanti! Ma perch non poteva
dormire, maledizione?
Si raddrizz, sbuffando, e picchi il pugno contro la parete della trincea. Morire! grid il suo
cervello. Rabbrivid, gemendo piano per il dolore alla mano e al polso, conscio del tremito che gli
scuoteva la mandibola. Qualcosa gli suppurava dentro. Nel suo cervello c'era il caos, ira e terrore si
sopraffacevano a vicenda, ogni suo pensiero sembrava avvolto in una viscida ragnatela di ansia. Se
soltanto avesse potuto capire che cos'aveva! Ma al tempo stesso non voleva capirlo. Intorno a lui
giganteggiava un'ombra fosca, enorme, bramosa di distruggerlo. Avrebbe voluto capire che cos'era, ma
non osava tentarlo. Si sentiva un po' come il prigioniero cui venga annunciata la liberazione dopo una
lunga, incomprensibile detenzione. Lo spazio buio e limitato della cella diveniva improvvisamente
intollerabile, eppure rappresentava al tempo stesso una sorta di sicurezza, di equilibrio.
Fuori c'era soltanto l'incessante terrore delle complicazioni.
TERZO ASSALTO
15 DICEMBRE 1944
SVEGLIA!
Hackermeyer ud la voce che gridava nel buio opprimente e si svegli di soprassalto.
Vengono! Sveglia! Preparatevi!
Hackermeyer inghiott muco acquoso e si svegli tossendo convulsamente. Afferr con le dita
intorpidite il fucile che gli era scivolato dalla spalla, poi si guard in giro, intontito. Sent un pizzicore
che gli saliva lungo le narici, fino agli occhi, contrasse il viso, sternuti.
Hack!
Alz gli occhi. Intravide Cooley chino sopra il tronco abbattuto, ma non riusc a distinguerne il
viso nell'oscurit.
Preparati, figliolo. Arrivano.
Hackermeyer sternuti di nuovo. Cooley scomparve. Con movimenti lenti e impacciati
Hackermeyer lev dalla tasca dell'impermeabile il fazzoletto spiegazzato e si soffi il naso. Sbadigli
da slogarsi le mascelle, rabbrivid, sempre sbadigliando, poi rabbrivid ancora, strofinandosi gli occhi
con la punta delle dita chiuse nei guanti gelidi e logori. Mosse piano gli alluci. Quasi non li sentiva pi.
Si sfil i guanti, sleg i gambali, slacci le stringhe della scarpa sinistra. I lacci della destra si
erano annodati. Hackermeyer strinse i denti, cercando di allentare il nodo. Sarebbe stata bella davvero,
pens: seduto in fondo a una buca, cercando di disfare un nodo delle stringhe, mentre i tedeschi
sferravano un assalto! Armeggi un poco con le dita gelate e intorpidite intorno a quel nodo ostinato
poi, sbuffando di stizza, le infil sotto il laccio e tir, tir, finch lo spezz. Con le dita indolenzite si
sfil le scarpe e si strofin i piedi finch li sent dolere e formicolare. Ma perch se la prendeva tanto?
si chiese. Perch non lasciava che si congelassero e la faceva finita?
Rimise le scarpe, torn 'a legare i lacci. All'ottavo tentativo, riusc ad annodare anche il laccio
strappato. Si raddrizz con un mugolio e si guard intorno, stirando i muscoli. Salvo una lieve
sfumatura grigia all'orizzonte era ancora notte fonda, ma tutt'intorno a lui echeggiavano i lievi rumori
dei soldati che si preparavano: fruscii, brevi scatti, tintinnar di metalli, sporadici mormorii di voci.
Hackermeyer inspir l'aria fredda e umida. Sarebbe piovuto di nuovo? Non ne sarebbe stato sorpreso.
Si arrampic fuori della buca e vuot la vescica. Anche quella sarebbe stata bella: essere colto
dall'attacco nemico mentre svuotava la vescica! Contrasse i muscoli e cerc di finire in fretta, poi
ridiscese nella sua buca. Dio, se faceva freddo! Sentiva lo stomaco vuoto e gelato. Come sarebbe stata
buona una tazza di caff caldo! Si stir di nuovo, sbadigliando e rabbrividendo. Dov'erano i tedeschi?
Cominci a chiedersi se per caso non avesse sognato.
Svegli tutti? Mangiate qualcosa, bevete, fumate, fate quel che volete. Arrivano!
Hackermeyer si guard in giro. Gli si era accapponata la pelle. Non vedeva il sergente Cooley,
ma la sua voce non era certo un sogno. Stavano arrivando i tedeschi. Proprio come aveva previsto
Cooley. Hackermeyer deglut e afferr il fucile. Era carico. Meno male che era quello di Lippincott:
non avrebbe dovuto preoccuparsi di guardare se era pulito o no. Lo tenne pronto e aguzz lo sguardo
oltre il tronco abbattuto. Non arrivava a vedere a dieci metri. Se i tedeschi avessero attaccato in quel
momento...
Che ora era? Tir su la manica. Le due e un quarto? Fiss incredulo l'orologio. Doveva essere
pi tardi. Si port l'orologio all'orecchio.
Oh per...
Lasci ricadere il braccio, deluso. Proprio il momento giusto per un contrattempo del genere!
Da quando aveva lasciato il campo di addestramento era la prima volta che dimenticava di caricare
l'orologio. Sbuff per la stizza e si frug in tasca, alla ricerca della scatola di razioni K. Strapp
l'involucro di un pacchetto di gallette, guardandosi in giro. Era un poco pi chiaro, ora. Almeno
l'attacco germanico non avrebbe avuto luogo nel buio.
Fece una smorfia. La galletta aveva il sapore del legno. La sput fuori e pass una mano sul
fondo della buca finch non trov due giberne piene; ne sfil a uno a uno i caricatori, che pos in fila
sull'orlo della buca e intanto bevve un sorso d'acqua dalla nuova borraccia. Sarebbe stato in un bel
guaio se il sergente Cooley non lo avesse rifornito un po'!
Hackermeyer!
Gir la testa.
Tieni! Schumacher gli tese tre scatolette e se ne and. Hackermeyer le apr e pos le bombe a
mano accanto ai caricatori. Era il caso che fissasse le leve col nastro adesivo? Ci pens un momento,
mentre lasciava cadere le scatole e le schiacciava col piede. No, era inutile. Non era molto probabile
che dovesse portarsele via. Rabbrivid violentemente. Forse oggi, pens. Forse tra un'ora sarebbe
morto. Il vuoto gelido che aveva nello stomaco parve espandersi. Strinse i denti. Bene, se era destino...
L'amara rassegnazione gli fu di scarso conforto. Non gli sembrava giusto essere ucciso dopo
tutto quello che aveva superato. Come ieri ad esempio (era stato soltanto ieri?) quando se l'era cavata in
mezzo a tutti quei tedeschi. Ripensandoci ora, gli sembrava un sogno fantastico pi che una realt.
Eppure ce l'aveva fatta.
Si strapp a quei pensieri. Era stupido stare a fantasticare a quel modo. Doveva star bene
attento, era la sua unica possibilit di scampo. Si accigli. Perch non aveva chiesto a Schumacher che
ora fosse? Avrebbe scommesso che Schumacher non dimenticava mai di caricare l'orologio.
Si guard intorno per vedere se riusciva a individuare qualcuno dei suoi compagni. Da quella
parte c'erano Fearfeather e Guthrie. Laggi, Cooley e Schumacher. Erano rimasti in cinque. Lippincott
se n'era andato. Riley e Wendt se n'erano andati. Linstrom e Foley e Lazzo e Goldmeyer erano morti.
Hackermeyer sent un peso improvviso sulle spalle, come se gli avessero messo un mantello di piombo.
Come poteva anche soltanto pensare di cavarsela? Le probabilit erano tutte contro di lui.
Sternuti e si soffi il naso. Maledetto raffreddore schifoso! Guard imbronciato oltre il tronco.
Laggi, da qualche parte, nell'alba color della pietra, i tedeschi si stavano preparando per l'attacco.
Quanti erano? Avevano carri armati? Avrebbero bombardato il pendio, prima di sferrare l'attacco? Era
certo che lo avrebbero fatto. Se c'era qualcosa di immutabile, in tutti i combattimenti ai quali aveva
partecipato, era lo sbarramento di artiglieria prima di un assalto.
Guard in alto. Non c'erano alberi a proteggerlo. E del resto, se ci fossero stati, avrebbe dovuto
preoccuparsi anche dei proiettili di rimbalzo. Perch mai allora quasi tutte le trincee venivano scavate
sotto gli alberi? Scosse la testa. Che differenza c'era? Se non era zuppa, era pan bagnato.
Chiuse gli occhi, cercando di non pensare a niente. Non voleva lasciarsi rattristare dai pensieri.
Se doveva morire sarebbe morto. Non poteva fare niente per evitarlo, perch dunque preoccuparsene?
Lev bruscamente il portafogli dalla tasca posteriore dei calzoni, lo apr e lo avvicin agli
occhi, socchiudendoli per poter distinguere la fotografia della mamma. Aveva ragione Fearfeather? Era
mai possibile che avesse ragione? Se fosse morto quella mattina avrebbe visto la mamma? Richiuse di
colpo il portafogli e lo mise via. Non essere cos sciocco! gli disse una voce. Torn a guardare il
pendio, con occhi duri. Non essere cos stupido! Tese un braccio a prendere l'M1 e lev la sicura. L!
Era pronto, ora.
A un tratto gli venne in mente che avrebbe potuto liberarsi di tutto puntandosi il fucile alla
tempia e premendo il grilletto. Per qualche minuto gli sembr l'idea pi brillante che avesse mai avuto.
Guard intento il fucile. Semplicissimo, pens. Pos l'M1 con un brivido e torn a fissare lo sguardo
oltre il tronco. Gli sarebbe piaciuto, pens. Soltanto dopo qualche momento si rese conto che stava
pensando a suo padre. Strinse i denti in uno scatto di collera. Avanti, pens. Avanti, maledizione, sono
qui che vi aspetto!
Una mitragliatrice crepit lontano, come a rispondergli. Hackermeyer s'irrigid. Sembrava un
rombo di motori. Ma no, era troppo forte. Aguzz lo sguardo, scorrendo con gli occhi lungo tutto il
pendio. Il rombo si faceva sempre pi forte. Che cos'era? La luce era sufficiente per vedere che non
c'erano carri armati n altri veicoli di nessun genere.
Una voce che gridava alle sue spalle lo fece voltare.
Usano gli altoparlanti! grid Cooley. State calmi! Non significa niente! Cercano soltanto di
spaventarci.
Hackermeyer torn alla posizione di prima, rabbrividendo. Bastardi! pens. Era proprio degno
di loro inscenare un trucco di quella sorta!
Per, il sapere che si trattava di un trucco non impediva al suo cuore di battere all'impazzata n
alle sue mani di tremare. Pareva che fossero circondati da carri armati, come ci fossero carri armati che
scendevano su di loro dal cielo. Il rombo assordante dei motori gli lacerava gli orecchi. Una sensazione
terribile. Tutto quel fragore, quel rintronare di metalli, e non si vedeva niente, niente altro che alberi
ammantati di ombra, sotto il cielo colore del ferro. Hackermeyer chiuse gli occhi. Era peggio. Li riapr
in fretta. Bastardi! Lo disse forte, ma non ud nemmeno la propria voce. Poi gli venne in mente che
se lass il rumore era cos assordante, per i tedeschi doveva essere ancora peggio. Quel pensiero lo
consol un poco.
Stava ficcandosi il cotone negli orecchi quando cominci il bombardamento.
Immediatamente l'aria fu piena dell'ululato lacerante dei proiettili, degli scoppi violenti delle
esplosioni, dello schianto di alberi abbattuti, del gemito e del sibilo degli shrapnel, tutti frammischiati
all'incessante fragore di invisibili carri armati. Hackermeyer ebbe un momento di panico al pensiero
delle bombe e dei caricatori che aveva messo in fila allo scoperto, poi si trov imprigionato nel cerchio
della rigidit senza pensieri che sola pu sopravvivere a tali momenti.
Le granate arrivavano a ondate ininterrotte, facendo tremare e sussultare il pendio, squarciando
la terra, lanciando in aria torbide fontane di fango, di radici, di sassi e di erba. Gli spostamenti d'aria si
ripercuotevano sul terreno in spire tumultuose. Un manto soffocante di fumo acre e puzzolente di
cordite avvolse uomini e cose, come fosse tornata la notte. Per sedici eterni minuti l'intero pendio fu un
inferno sussultante, soffocante, assordante.
Poi il silenzio, improvviso, opprimente... Fumo grigio che fluttuava sopra la buca di
Hackermeyer... Dietro a lui qualcuno che gridava con voce straziante: Portaferiti! Portaferiti! E a un
tratto la voce di Cooley che ordinava: Tenersi pronti! E subito dopo il selvaggio crepitare delle
mitragliatrici, i latrati dei fucili...
Stordito, Hackermeyer si alz in piedi e guard oltre il tronco. Sotto di lui la radura velata dal
fumo brulicava di tedeschi che correvano sparando, mentre dal limite dei boschi circostanti scaturiva
un diluvio micidiale di fucileria d'appoggio. Hackermeyer rest a guardare per un momento, sbalordito,
poi si riscosse e con un sospiro prese l'M1 e appoggi la canna al tronco.
Fuoco! ordin Cooley.
Hackermeyer punt il fucile. In quell'attimo una raffica di mitragliatrice invest la buca
scavando solchi nel fango, e Hackermeyer si tuff. I proiettili squarciarono il tronco, lanciando in tutte
le direzioni frammenti di corteccia, poi si spostarono verso la buca di Cooley. Hackermeyer balz su,
punt il fucile e spar.
Il soldato tedesco continu ad avanzare. Hackermeyer mir ancora, stringendo i denti, i muscoli
irrigiditi. Premette il grilletto. Il tedesco non si ferm. Hackermeyer rabbrivid e mir ancora. Il tedesco
parve affondare. Hackermeyer alz gli occhi, sbalordito. L'intero schieramento tedesco sembr
raggrinzirsi. Li guard cadere, vide la raffica della mitragliatrice che come una cucitura sollevava
piccoli geyser di fango alle loro spalle.
Fuoco! Fuoco! grid Cooley.
Hackermeyer spost verso sinistra la canna dell'M1 e prese di mira un'altra figura grigioazzurra.
Qualcosa si schiant contro il suo tronco, facendogli volare sulla faccia schegge di legno. Si chin di
scatto, strofinandosi gli occhi. Una granata esplose sul pendio. Fuoco! grid Cooley. Hackermeyer si
rialz. La prima ondata di tedeschi stava salendo il pendio; arrivava a vedere il pallore dei loro visi.
Bombe a mano! url Cooley. Forza!
Hackermeyer lasci cadere il fucile, afferr una bomba, ne strapp lo spillo e liber la leva, poi
la lanci con quanto forza aveva. La bomba esplose in aria, senza fare danno. I tedeschi continuarono
ad avanzare. Hackermeyer afferr il fucile, mir a uno di loro e spar.
Un grido selvaggio gli tese le labbra quando vide il tedesco vacillare, guardare a bocca aperta il
pendio, come volesse scoprire il nascondiglio del suo assalitore, e poi crollare in un mucchio.
Hackermeyer inspir forte, senza avvedersi della saliva che gli colava dalle labbra. Fuoco! ordin
Cooley. Hackermeyer mir. Il fucile rincul contro la sua spalla. Il soldato tedesco si ferm, ma non
cadde. Hackermeyer spar di nuovo. Il tedesco spalanc le braccia e cadde. Nella gola di Hackermeyer
sal un rumore squillante, come di tromba.
Fuoco! Fuoco! Sparate! Sparate! continuava a gridare Cooley.
Hackermeyer scelse un altro bersaglio. Poi uno zampillo di terriccio gli schizz in viso e lo fece
affondare dentro la buca, appena in tempo per evitare una raffica di mitragliatrice. Scivol e cadde su
un fianco. Figli di... aveva la voce roca, debole. Alz gli occhi al solco luminoso dei proiettili
traccianti. Non appena sparirono balz su di nuovo, col viso teso.
Sparate! grid Cooley.
Sto sparando! rispose Hackermeyer mentre girava rapidamente lo sguardo lungo il pendio. I
tedeschi continuavano a salire. Hackermeyer spar senza mirare. II caricatore vuoto schizz fuori ma
prima che gli fosse volato oltre le spalle aveva gi teso la mano ad afferrarne un altro. Ne rovesci tre
in fondo alla buca, ne riprese uno e lo fece scivolare dentro il fucile. L'otturatore, richiudendosi, gli
pizzic la punta di un guanto. Hackermeyer si liber con uno strattone frenetico, poi mir, ma scatt
subito all'indietro, udendo un proiettile che gli rischiava accanto all'orecchio.
Fuoco! grid Cooley. Sparate! Sparate!
Ansimando come un pazzo, a bocca aperta, Hackermeyer mir e spar. Il tedesco continu a
correre. Hackermeyer gemette. Mir ancora, con rigida attenzione, aspettando a sparare finch gli
parve che gli si gonfiasse lo stomaco, poi premette il grilletto. L'M1 sussult, il tedesco cadde. E una
volta ancora un grido insensato gli sal in gola. Qualcosa gli gocciol sulla guancia: lo spazz via col
dorso della mano, pensando fosse sudore.
Fin un altro caricatore, ricaric, fin il caricatore; ricaric, spar; ricaric, spar. Al mondo non
c'era altro che soldati tedeschi all'attacco contro di lui, il fucile nelle sue mani che li faceva cadere e il
grido interminabile di Cooley che gli ordinava di uccidere. Il cuore gli saltava nel petto, martellando, il
respiro gli usciva a scatti asmatici. Cominciarono a tremargli le labbra, mentre un'improvvisa
aggressivit, inconscia e micidiale, gli storceva i tratti del viso. Non sbagliava un colpo! Sparava, e un
nemico cadeva. Il terreno era disseminato delle sue vittime. Non c'erano pi camerati, sul pendio:
soltanto lui e i suoi nemici che gli si offrivano come bersaglio. Affondava sempre pi in una bruma
sfumata di sangue; il pendio divenne la cornice di un sogno informe, confuso e nebbioso. Figure gonfie
e deformi affluivano verso di lui in una orda senza fine; cadevano, giustiziate da lui, soltanto per essere
sostituite da altre, pi numerose, che a loro volta si arrendevano a una morte umile e silenziosa.
L'esplosione lo rigett in fondo alla buca.
Un attimo prima c'erano il pendio e i tedeschi all'assalto; ora la terra esplodeva davanti a lui in
una fiammata purpurea. Una gigantesca lama di shrapnel colp il tronco con tanta violenza da farlo
slittare verso di lui. Hackermeyer croll in fondo alla buca e la canna del fucile gli sbatt sopra
l'elmetto. Una mezza dozzina di caricatori gli grandinarono sulla testa e sulle spalle. Una seconda, una
terza esplosione lo avvolsero in un tifone di boati. Hackermeyer alz gli occhi, abbacinato, e vide
alcuni uccelli saettare nell'aria in un disperato zigzag. Esplose un'altra bomba e una cascata di terriccio
gli si rovesci sulle spalle. Hackermeyer sput fanghiglia, il corpo scosso da un tremito incontrollabile.
Prese a gemere, in parte per inconscia paura, in parte per un residuo di eccitazione. Si alz in piedi con
una sorta di rantolo soffocato e spi attraverso il tronco squarciato.
L'attacco tedesco si era fermato, il pendio era disseminato di soldati distesi col viso contro terra.
Socchiudendo gli occhi contro i martellanti vortici di rumore, Hackermeyer guard oltre la radura: al
margine opposto dei boschi una traballante linea di carri armati spazzava a cannonate il pendio. Un
vago ricordo gli attravers il cervello: qualcosa di simile era gi accaduto su quell'altro pendio. Il
ricordo fu subito cancellato dall'ululo di un proiettile che esplose tra gli alberi, alle sue spalle.
Hackermeyer si butt gi, mentre poco lontano risuonava lo schianto sibilante di un bazooka, e rimase
immobile fissando il proprio fucile, con la sensazione che da un momento all'altro gli sarebbero
scoppiati i visceri.
A un tratto balz in piedi come spinto da una molla e scaric il fucile, poi torn ad
accovacciarsi, tremando come una foglia. Dopo parecchi minuti prese uno dei caricatori caduti sul
fondo della buca e lo infil nell'M1. Aspett, aspett. Poi alz il viso.
Il bombardamento era cessato.
Fuoco! grid Cooley.
Hackermeyer balz su e spinse la canna dell'M1 attraverso il tronco. Spar, stringendo i denti, e
continu a sparare finch la canna arroventata del fucile non bruci la corteccia... finch non prese a
tremare tanto forte da non riuscire pi a mirare. Urlava, ma non lo sapeva.

Il pendio e la radura erano avvolti da un silenzio sepolcrale. Da qualche minuto una spettrale
nevicata aveva cominciato ad ammantare la sterminata confusione di corpi. Nemmeno l'aria si
muoveva. I larghi fiocchi candidi cadevano come una cortina senza pieghe. Hackermeyer, immobile,
con gli occhi fissi allo scenario sottostante, se li sentiva scorrere sulla nuca, come dita di ghiaccio.
I tedeschi stavano portando via i morti e i feriti. Nere figure d'uomini si muovevano rapide e
silenziose nella radura, chinandosi sui caduti, portando via i feriti, medicando sul posto i casi pi
urgenti. Poco prima, all'inizio della tregua, anche gli americani avevano portato via i propri morti e
feriti.
Una situazione che Hackermeyer non arrivava a capire. Fino a pochi minuti prima entrambe le
parti avevano fatto tutto il possibile per sterminare la parte avversa e ora fucili e cannoni tacevano, in
attesa che da una parte e dall'altra si portassero via le vittime della contesa. Secondo Hackermeyer era
una situazione di brutale ambiguit, la guerra in tutta la sua insondabile illogicit. Perch? si domand
fissando i tedeschi con sguardo ostile. Perch i tedeschi erano saliti sventolando una bandiera bianca e,
in un compito colloquio, si erano accordati di sospendere la guerra finch non si fosse ripulito il campo
di battaglia? Arrot i denti. Bastardi! Gli sarebbe piaciuto ammazzarli uno per uno.
Si sent soffocare. Gir la testa: Cooley non c'era. Era andato al comando di compagnia insieme
con Guthrie. Il caporale Schumacher, ora vice caposquadra, era nella sua buca intento a pulire il fucile.
Soltanto Fearfeather seguiva con lo sguardo lo spettacolo, il viso atteggiato a un'espressione grave e
dolorosa.
Hackermeyer prese il fucile e lo tenne per un momento nell'incavo del gomito destro, fissando
con occhi intenti i tedeschi. Il cuore parve gonfiarglisi nel petto e accelerare i battiti. Inghiott muco,
poi toss e lo sput fuori. Si sentiva battere le tempia. Con gesti quasi svagati prese l'M1, fece scivolare
la canna sul tronco e rest un attimo appoggiato a un gomito.
Poi, come per caso, punt il fucile su un portaferiti accovacciato accanto a un soldato, osserv a
lungo la figura inquadrata nel mirino, mentre il suo indice si piegava lentamente sul grilletto.
Rabbrivid. Chiuse gli occhi e inspir profondamente. Quando riapr gli occhi il tedesco era
sempre fermo al suo posto. L'indice di Hackermeyer si ripieg un poco ancora nell'ansa del grilletto.
Come sarebbe stato facile! Tenne il mirino puntato sul dorso del portaferiti, muovendo piano piano la
canna per seguirlo, quando quello si alz. Il silenzio gli vibrava negli orecchi, gli pareva di sentire sulla
nuca il fruscio secco dei fiocchi di neve.
Tir il grilletto. Il percussore batt contro la camera di scoppio vuota e Hackermeyer ebbe un
penoso tuffo al cuore. Raddrizzandosi con un profondo, tremulo sospiro, pos il fucile e volt le spalle
alla radura. Rabbrivid. Come sarebbe stato facile!
Sedette e fiss la parete della buca. Si domand che cosa lo avesse spinto a prendere di mira il
portaferiti tedesco. Si domand se realmente avesse avuto coscienza che il fucile era scarico. Si
domand che cosa stesse accadendo... o se qualcosa non fosse gi accaduto.

No! esclam Cooley.
Hackermeyer alz gli occhi, senza smettere di masticare la sua fetta di pane imburrato. A
parecchi metri da lui Cooley e Schumacher guardavano oltre la trincea dove la squadra stava
mangiando. Hackermeyer gir la testa e vide il sergente di plotone Caspar che si avvicinava insieme
con tre soldati. Due erano ragazzi.
Dio mio! gemette Cooley.
Hackermeyer lo guard. Digrignava i denti.
Ma questo  un nido d'infanzia! riprese il sergente. In questo esercito un uomo di
venticinque anni  vecchio. Uno di trenta  decrepito. Io che ne ho trentotto sono pronto per una fottuta
poltrona a rotelle, perdio!
Uno sembra un po' pi vecchio, osserv Schumacher.
Lo assegneranno di sicuro a un'altra squadra, ribatt Cooley, alzandosi in piedi. Noi siamo
una brigata di giovani esploratori. Con un profondo sospiro si avvi incontro ai nuovi venuti.
Guthrie sput. Il nostro sostegno, brontol. Si alz e si avvi verso i barili dell'acqua calda.
Povero Guthrie! mormor Fearfeather.  ancora sconvolto per la fine di Lazzo. Eppure
cerca sempre di fare il pagliaccio!
Hackermeyer grugn. Non ci aveva mai pensato, ma doveva essere vero. Cominciava ad avere
l'impressione che tutti cercassero di mascherare i propri sentimenti, per lo pi facendo lo spaccone  il
disinvolto o l'uno e l'altro insieme, come Wadley, Wendt, Linstrom. Forse Guthrie li mascherava
facendo il buffone. Hackermeyer annu leggermente, poi si accigli. E lui come li mascherava, i propri
sentimenti?
Si alz di scatto, quasi a eludere la domanda.
Arrivederci, Hackermeyer, disse Fearfeather.
Mmmh.
Si avvi a sua volta verso i barili, guardandosi i piedi. Le nuove soprascarpe lo impacciavano,
ma almeno aveva i piedi quasi caldi, una volta tanto.
Guthrie lo incroci senza una parola. Hackermeyer si domand quale sarebbe stata la sua
reazione se gli avesse detto di Lazzo. Gli avrebbe fatto bene o male? Scacci quel pensiero. Che
importanza aveva? Non aveva nessuna intenzione di parlargliene. Immerse tazza e piatto nell'acqua
calda e saponosa. Lontano, il rombo delle esplosioni aument per un momento, poi diminu di nuovo.
Continuava ininterrotto da met pomeriggio. Mentre tornava verso il pendio, Hackermeyer osserv i
due nuovi venuti che si erano messi in fila per la distribuzione del rancio. Il primo era inagrissimo, col
viso e il collo disseminati di lentiggini e occhiali cerchiati di metallo appollaiati su un nasone enorme.
Il secondo, un bel ragazzone grande e grosso, si era tolto l'elmetto e si stava grattando la testa. Aveva
capelli bruni e ricciuti e una sottile cicatrice bianca sul mento.
Hackermeyer oltrepass la sommit del colle e guard gi lungo il pendio. Il cielo si faceva
buio, erano le cinque passate. Per quanto tempo ancora sarebbero rimasti l? Si aspettava un secondo
attacco? In tal caso si sarebbero certamente prese pi efficaci misure di sicurezza. Per quel che ne
sapeva, i tedeschi avevano subito una batosta coi fiocchi e non era molto probabile che fossero in grado
di riattaccare subito. Perch dunque non si approfittava del loro scompiglio per assalirli? Bene, al
diavolo tutto quanto. Hackermeyer salt nella sua buca. Non era affar suo. Lui non doveva fare altro
che ammazzare tedeschi. Lo aveva detto Cooley.
Guard oltre il tronco, al pendio. Strano! L'attacco sembrava gi far parte della storia antica. In
guerra il valore del tempo risultava alterato. Una settimana prima, lui era... dove? Era difficile
ricordarlo. Ah s! Era seduto sotto la pioggia insieme con Wendt e si chiedeva come fosse un
combattimento. Ora si trovava l e il periodo intercorso era stato cos gremito di facce e di esperienze
che era impossibile ricordare tutto. Pareva incredibile quanto fosse stata limitata la sua esistenza prima
di entrare nell'esercito! Non se ne era mai reso veramente conto fino a quel momento. Da quando era
stato chiamato sotto le armi e soprattutto da quando aveva raggiunto la squadra, aveva conosciuto una
tale variet di tipi quale non aveva mai nemmeno sognato che potesse esistere. A pensarci bene era
davvero strano! Ogni nuova esperienza gli faceva apparire sempre pi meschina la sua vita precedente.
Gir lo sguardo sulla radura che si andava riempiendo d'ombra. Era assolutamente deserta.
Prov la medesima sensazione provata quando aveva guardato dalla feritoia del bunker e si era trovato
di fronte, completamente vuoto, il pendio che poco tempo prima aveva visto coperto di cadaveri. Anche
ora pareva che la radura fosse stata sgombrata da un intervento magico, bench l'operazione si fosse
svolta sotto i suoi occhi. Pareva che nessun tedesco fosse morto quella mattina!
Quanti ne ho uccisi? si domand. Era strano, ma non riusciva a ricordarne nemmeno uno.
Potevano essere stati diecine... o forse nessuno. Corrug la fronte. No, impossibile! Ce n'era una
quantit, lo sapeva di certo. Soltanto che non riusciva a ricordarsene. Era come cercare di ricordare i
particolari di un sogno confuso. I particolari dell'attacco erano gi svaniti al punto che egli era quasi
propenso a credere che non avesse mai avuto luogo. Eppure sapeva per certo che c'era stato un attacco.
Sapeva di essere stato l, in quel punto, intento ad uccidere tedeschi. O no? Il ricordo di quella scena era
cos confuso che Hackermeyer si sentiva spaesato e insignificante, come se l, durante l'assalto, ci fosse
stata un'altra persona, un estraneo.
Hackermeyer!
Sull'orlo della buca c'era Schumacher che gli porgeva una lettera. Per te.
L'improvviso sibilo di un proiettile li fece sobbalzare entrambi. Hackermeyer guard oltre la
radura: non si vedevano tedeschi.
Maledetto cecchino, brontol Schumacher, girando sui tacchi.
Hackermeyer si appoggi alla parete della buca e guard la busta. Cominciava gi a far buio,
ma ci nonostante riusc a decifrare l'indirizzo del mittente: era quello della cugina Clara. Per che cosa
gli scriveva? La solita storia della paga, probabilmente. Non si arrendeva tanto facilmente, la cugina
Clara! Si sfil un guanto e strapp la busta, strizzando gli occhi per decifrare la piccola grafia contorta.
Everett, cominciava la lettera,  morto tuo padre.

Un momento prima era uscito dalla buca per orinare poi, invece di rientrarvi, si era seduto sul
tronco abbattuto e ora fissava il buio con occhi senza sguardo, seccato di non poter dormire. Cerc di
persuadere se stesso che non gliene importava, ma sapeva che non era cos. Gli doleva tutta la persona
per la stanchezza. Eppure avrebbe voluto che cominciasse un combattimento, sentiva il bisogno di
essere assorbito in un'attivit incessante e meccanica.
Si agit sul tronco con un brontolio irritato.  la lettera, pens. Tent per un attimo di fingere
che quel pensiero non gli fosse venuto, poi vi si gett sopra con rabbia. Perch avrebbe dovuto essere la
lettera, a tenerlo sveglio? La morte di suo padre non aveva il minimo significato per lui.
 morto stamattina all'ospedale, di polmonite, e toccher a noi sobbarcarci alle spese per il
funerale. Pensiamo dunque che non faresti niente pi del tuo dovere se ci facessi mandare
immediatamente quel sussidio. Dopo tutto, Everett...
Hackermeyer scosse la testa, come volesse scacciarne quelle parole che erano invece
indelebilmente impresse nel suo cervello. Perch dovrei preoccuparmene? insisteva con se stesso. Per
quel che lo riguardava, suo padre era morto da anni. La lettera non faceva altro che rendere ufficiale
quella notizia. Non aveva gi detto a tutti che suo padre era morto? Perch allora doveva sentirsene
infastidito? Strinse forte i denti, finch cominciarono a dolergli le mascelle. Bastardo, pens. Anche
morto, suo padre gli creava guai.
Si alz con un brontolio spazientito e si guard in giro. Avrebbe avuto voglia di fare una lunga
camminata. Ma certo, bel posto davvero per una passeggiata, pens con un sibilo fra sprezzante e
divertito. A un tratto gli venne in mente che forse sarebbe andata fuori qualche pattuglia, quella notte.
Se avesse potuto andarci anche lui...!
Un grido di doloroso sbalordimento fluttu nella notte e gli mozz il respiro. Si gir di scatto,
aguzzando lo sguardo lungo il pendio. Poco lontano, sopra di lui, un uomo mugugnava nel buio.
Hackermeyer ud un clop clop di soprascarpe che camminavano nel fango.
Che cosa  successo? domand la voce di Cooley.
Sono... sono caduto, rispose l'uomo che gemeva.
S, sulla mia testa, disse un'altra voce che sembrava quella di Guthrie.
Scusami, io... L'uomo prese a lamentarsi per il dolore. Ooh, ooh, la mia gamba!
Chi , Horton? domand Cooley.
S, rispose Horton con voce tremante, poi riprese a lamentarsi.
Che cosa ti sei fatto, ti sei rotta una gamba? Cooley sembrava sbalordito.
Credo... credo di s, mugol Horton.
Roba da matti! imprec Cooley.
Pochi momenti dopo i portaferiti sparivano nel buio, portandosi via Horton.
Che  successo, Cooley? domand qualcuno.
Cooley emise un lieve brontolio d'incredulit. Una delle mie riserve, rispose in tono stupito.
 caduto in una buca e si  rotto una gamba!
Sulle prime Hackermeyer credette che l'altro fosse scoppiato in singhiozzi, poi si rese conto che
quello che udiva era una risata soffocata.
No, non dirmelo! gua l'uomo. Era l'anziano!
Oh piantala! esclam Cooley, truce.
L'altro cominci a gorgogliare.
La vuoi smettere? brontol Cooley.
Non posso, ansim l'uomo. L'unico che non f...fosse un diii... Esplose in una risata
isterica.
Silenzio, laggi! comand una voce.
L'uomo, a quanto pareva, si era coperta la bocca. Hackermeyer lo ud allontanarsi inciampando
nel buio, con scoppi di risa soffocate che sembravano rantoli di un apoplettico.  c...caduto in una
f...fottuta buca!
Hackermeyer si volt di nuovo a guardare verso la radura e si domand che impressione gli
avrebbe fatto avere una gamba rotta ed essere portato via, lontano dalla guerra. Non riusciva a
immaginarlo. Sapeva che per lui non ci sarebbe mai stata una scappatoia di quel genere. Non sarebbe
riuscito ad allontanarsi dalla guerra finch non ne fosse stato distrutto.
16 DICEMBRE 1944
ORMAI una nebbia impenetrabile aveva avvolto ogni cosa e anche il fuoco dei cecchini era
cessato. Hackermeyer, rannicchiato nella sua buca, guardava le lente volute, simili a fumo denso.
Quella vista gli toglieva le forze. Non riusciva nemmeno a pensare di alzarsi in piedi, e men che meno
di affrontare di nuovo un combattimento. Come per un misterioso presentimento, si sentiva persuaso
che la squadra non avrebbe mai pi lasciato quel pendio, che sarebbe rimasta l, inattiva, finch non
fossero morti tutti. Erano gi sepolti per due terzi, del resto. Qualche palata di terra avrebbe completato
l'opera. Gli sembr di vedere l'enorme favo delle buche piene e ricoperte: squadra, plotone e compagnia
tumulati e silenziosi.
Sbatt le palpebre e si guard in giro, come si fosse destato allora. Guerra maledetta, pens.
Aveva un andamento cos disuguale, momenti di eccitazione violenta si alternavano a momenti di
inattivit totale. Come era possibile non risentirne? Ogni fase prendeva il sopravvento sul cervello,
trascinandolo all'esaltazione o all'istupidimento.
Hackermeyer chiuse gli occhi, respirando a fondo e lentamente cambi posizione e cerc di
dormire. Sarebbe stata la soluzione migliore, per quei periodi di inerzia totale: riposare, perdere la
coscienza di tutto.
Un attimo dopo era di nuovo a occhi spalancati. Inutile, non riusciva a dormire. Il suo cervello
rifiutava di spegnersi. Era pieno di voci estranee che si scambiavano domande e risposte. Soltanto
qualche volta quelle voci sembravano uscire da lui. Come quella che aveva gridato durante il
contrattacco. Non era stata la sua, lo sapeva di certo. Lui non perdeva la testa a quella maniera,
Gemette e mut di nuovo posizione. Si sentiva come una bomba carica, pronta per l'esplosione.
La medesima sensazione che provava durante gli sbarramenti di artiglieria. Un rigido sforzo per
resistere alla scossa, una costante tensione per tenersi pronto. Pronto a che? Era sempre la medesima
guerra. Non sarebbe mai accaduto niente di nuovo, all'infuori della sua morte, e in quel caso non gli
sarebbe importato pi di nulla. Ma ora s, importava.
Contro ogni logica, pi la vita diventava difficile e tormentosa, meno egli si sentiva disposto ad
arrendersi.
Ehi!
Hackermeyer alz gli occhi. Galleggiante a mezz'aria, come fluttuasse nella nebbia biancastra,
c'era uno dei due nuovi ragazzi, quello magro con le lentiggini. Guardava Hackermeyer con
espressione spaventata, gli occhi bruni ingranditi dalle spesse lenti.
Potresti...
S'interruppe, mordendosi le labbra.
Che c'?
Be'... Il ragazzo accenn con un dito tremante. Il... quello che stava con me, balbett. Il
sergente...
Hackermeyer sent tenderglisi i muscoli. Che cosa gli  successo?
... Il ragazzo rabbrivid.
Credo che sia morto.
Hackermeyer lo guard a bocca aperta: il suo viso ondeggiava nella nebbia come quello di un
fantasma. Credo che sia morto, ripeteva la sua voce nel cervello di Hackermeyer.
Non potresti...
S'interruppe: Hackermeyer era balzato in piedi e stava uscendo dalla buca.
Dov'?
L... laggi! Il ragazzo indic un punto vago e si avvi lungo il pendio. Hackermeyer lo
segu, col petto oppresso da un affanno doloroso. No, non  possibile, pensava.
Credo... credo che lo abbia preso un cecchino... o... Il ragazzo si schiar la gola, nervoso.
Io mi... mi chiamo Tremont, balbett.
Eri con lui?
S. Mi... Si ferm, guardandosi intorno. Mi pareva che fosse da questa parte, mormor.
Insomma, dov'?
Qui! La voce grave di Fearfeather echeggi nella nebbia, a destra di Hackermeyer che scans
bruscamente Tremont e si precipit lungo il pendio fangoso. Avrebbe voluto correre e al tempo stesso
sentiva l'impulso di voltarsi e fuggire. Cooley morto? Era inconcepibile.
Guthrie e Fearfeather erano rannicchiati accanto a una buca. Quella vista tronc il respiro ad
Hackermeyer, cos bruscamente che gli sfugg dalla gola una sorta di singhiozzo gutturale. Con le
gambe tremanti si avvicin a Guthrie e cadde pesantemente sui ginocchi, sussultando per il dolore, si
pieg in avanti e guard dentro la buca. Chiuse di colpo gli occhi.
Non  il sergente! mormor.
Oh, sussurr Tremont con un filo di voce. Io... io credevo che fosse un sergente!
Hackermeyer strinse i denti con un brivido. Idiota! Lo avrebbe picchiato. Riapr gli occhi e
guard di nuovo nella buca.
Schumacher stava pulendo il fucile, quando lo avevano colto. Sedeva diritto, coi pezzi del fucile
in grembo e gli occhi spalancati, fissi davanti a s. Non si vedevano n sangue n ferite di sorta. Pi
che morto sembrava irrigidito in una posizione di calma attenzione, come se ascoltasse qualcuno
aspettando il momento di confutarne le parole con logica ineccepibile. Ges Cristo! mormor
Guthrie, con commossa ammirazione. Persino nella morte  stato pulito e ordinato!

Tira indietro quelle gambe, disse Cooley.
Hackermeyer ritir le gambe e il sergente si cal nella buca.
Sai che Schumacher  morto, disse.
Hackermeyer annu. S.
Perci mi occorre un altro aiutante. Sarai tu.
Il cervello di Hackermeyer rifiut di registrare quelle parole. I suoi occhi continuarono a fissare
Cooley come se non lo vedessero. Poi le parole del sergente fecero breccia e Hackermeyer spalanc la
bocca.
Sei il solo del quale possa fidarmi, dichiar Cooley.
Hackermeyer mosse le labbra ma non ne usc nessun suono. Cercava di ricordarsi chi altro ci
fosse nella squadra.
Be'... non ci sarebbe... Guthrie? riusc finalmente a dire.
Cooley scosse la testa. Non ci si pu fidare. Sa fare il suo lavoro, ma non gliene importa un
fico secco.
Be'... allora ci sarebbe... ci sarebbe...
No, tu sei il solo, Hack, lo interruppe il sergente. Sei l'unico del quale posso fidarmi. Non
piantarmi in asso proprio ora!
Hackermeyer deglut a fatica. Cominciava a sentirsi stordito.
Va bene, mormor.
Cooley gli batt una mano sul ginocchio, con un sorriso fugace. Cos mi piace, esclam, poi
guard in alto sospirando. Se questa polentina si alza un po', andremo in pattuglia. Tieniti pronto.
Hackermeyer annu, senza parlare. Cooley lo fiss per un lungo momento, poi gli batt di nuovo
la mano su un ginocchio e si alz. Ce la farai, disse.
Dopo che se ne fu andato, Hackermeyer rest a fissare ancora per parecchi minuti il punto dove
il sergente si era accoccolato. Vice caposquadra! pens. Caporale Hackermeyer, vice caposquadra.
Sembrava un sogno. Caporale Hackermeyer... Una posizione autorevole, seconda soltanto a quella di
Cooley. Un concetto che era impossibile afferrare completamente.
Si soffi il naso, fantasticando. Pareva che fosse arrivato soltanto ieri con la squadra, un
moccioso, una riserva, un'entit trascurabile. E ora era vice caposquadra. Istintivamente cerc di
minimizzare quella promozione pensando che era toccata a lui soltanto perch era sopravvissuto a tutti
gli altri candidati possibili, ma nemmeno questo bast a eliminare il suo stupore. Si trovava nella
posizione di Lippincott. Ricord la volta che era andato con lui a ritirare coperte e caff. Sarebbe
toccato a lui, ora, farsi accompagnare da una nuova riserva a prendere coperte e caff? Scosse la testa,
incredulo. E sarebbe andato in giro a distribuire bombe a mano! E avrebbe avuto lunghi abboccamenti
con Cooley!
Vice caposquadra... Quelle parole sembravano racchiudere un misterioso significato. Le
ripet pi e pi volte. Cooley aveva scelto lui, lui, per aiutarlo a guidare la squadra. Si sent gonfiare il
petto di avida felicit. Dimentic tutto, tranne l'ardente consapevolezza della promozione.
Uuuh! mugol, affascinato. Il suo corpo fremette, come fosse stato immerso in un bagno
vivificante. Uuuh!

Per il suo undicesimo compleanno il babbo gli aveva regalato una copia di Ventimila leghe sotto
i mari di Jules Verne, con meravigliose illustrazioni a colori. Quella che aveva maggiormente colpito
Hackermeyer raffigurava il capitano Nemo che accompagnava un funerale sottomarino. Ricordava
ancora il verdazzurro cupo dell'acqua, le figure con l'elmetto e il vestito di palombaro.
Quel momento gli rammentava l'illustrazione. La nebbia non era verdazzurra, ma aveva
l'apparente densit di un liquido e la pattuglia che attraversava la radura pareva muoversi sul fondo
tenebroso del mare. La nebbia fluttuava lentamente sul terreno, avvinghiandosi con liquida pigrizia
attorno ad alberi e cespugli. Senza avvedersene, Hackermeyer camminava leggermente piegato in
avanti, come dovesse vincere la resistenza dell'acqua.
Gli altri sei membri della pattuglia apparivano e sparivano intorno a lui come ombre. Soltanto
Cooley, alla sua destra, era sempre visibile, ma anche lui pareva a volte inconsistente, come si
muovesse attraverso mobili strati di acqua. Persino il terreno assomigliava al fondo melmoso del mare.
Non si udiva alcun rumore, tranne il clop clop delle soprascarpe quando si staccavano dal fango
vischioso. Hackermeyer capiva ora perch i tedeschi non avessero nemmeno tentato di far attraversare
la radura ai carri armati. Sarebbero stati ancora l, irrimediabilmente impantanati.
Hackermeyer aggrott le sopracciglia e perdette il passo. La nebbia aveva su di lui un effetto
ipnotico che gli rendeva difficile stare all'erta. Si irrigid. Non poteva permettersi di fantasticare. Gir
la testa e spi in tutte le direzioni. Che diavolo mai si poteva vedere in mezzo a quella nebbia densa
come panna? Cominciava a pensare che le pattuglie di ricognizione fossero imprese assolutamente
inutili. Si poteva farle soltanto a notte fonda o in mezzo a una nebbia di quella sorta, cio proprio
quando la visibilit era a zero. Gett un'occhiata a Cooley, pentito. Non toccava a lui discutere gli
ordini. Doveva soltanto aiutare ad eseguirli.
Si ferm, scorgendo davanti a s una figura. Alz automaticamente l'M1 ma lo riabbass subito,
riconoscendo un membro della pattuglia. Gir la testa verso Cooley e sussult trovandoselo vicino.
Boschi, sussurr il sergente. In fila indiana.
Hackermeyer annu deglutendo. Il compagno ch'era davanti a lui si volt e fece un cenno col
braccio. Hackermeyer annu di nuovo. Dopo qualche minuto l'altro riprese ad avanzare nella nebbia e
Hackermeyer lo segu. Si rese conto che erano entrati nel bosco, bench la nebbia impedisse di vedere
gli alberi. Si guard alle spalle. Cooley era qualche metro dietro a lui. La vista del sergente gli procur
una momentanea soddisfazione. Fu contento di notare che nemmeno l'avanzata in territorio tedesco lo
preoccupava, finch Cooley era con lui.
Quella soddisfazione svan ben presto, cancellata dalla crescente consapevolezza della presenza
di Cooley alle sue spalle. Chiss se il sergente lo approvava. Sper di non commettere qualche stupido
errore. Prosegu guardingo, col viso teso per l'attenzione. Non doveva sbagliare. Quel pensiero
accresceva la sua tensione. Non doveva tradire Cooley, proprio ora.
Che c'era? Gir la testa di scatto, certo di avere intravisto il lampo di un movimento.
Fermandosi col fucile alzato guard a sinistra. Qualcosa frusci alle sue spalle ed egli si gir di scatto.
Con una smorfia Cooley spost il fucile puntando su di lui. Che c'? sussurr.
Mi era sembrato di vedere qualcosa, sussurr di rimando Hackermeyer.
Siamo un po' in arretrato, osserv Cooley.
Hackermeyer si rimise in cammino, un po' avvilito. Si sentiva riecheggiare nel cervello le
parole del sergente e cercava di valutarne il tono. Cooley era in collera con lui, concluse, e gli si strinse
il cuore. Arrot i denti e acceler il passo, cercando di raggiungere il compagno che lo precedeva. A un
tratto si ricord delle mine e si ferm di botto. Non devi fermarti, pens. Si costrinse a continuare,
bench gli tremassero le gambe. Lo capiva, Cooley, che cominciavano a confonderglisi le idee?
Finalmente vide il capofila e rallent, guardandosi nervosamente intorno. Gli sembrava di
essere circondato dai tedeschi. Stava certo perdendo la testa. Aveva sentito dire che accadeva sovente
ai soldati che erano rimasti troppo a lungo nelle prime linee. Ma lui c'era soltanto da un settimana, non
poteva essere gi a quel punto. O forse era la reazione alla promozione a vice caposquadra. Forse non
era tagliato per un compito di quel genere.
Oppure era proprio il suo cervello. Quel pensiero lo raggel. Ricord la grande cupa ondata di
irrequietezza che lo aveva assalito appena era tornato alla squadra. Il profondo piacere provato alla
calda accoglienza di Cooley era svanito quasi subito, lasciandolo in preda a uno squilibrio emotivo, e
forse quello squilibrio sussisteva tuttora. Sapeva Iddio se negli ultimi tempi i suoi sentimenti erano stati
mutevoli! Persino il piacere della promozione si stava gi dissipando. Non sapeva pensare ad altro che
alla necessit di non commettere errori davanti a Cooley.
Sospir. Se soltanto avesse potuto smettere di pensare! Ma pareva che il suo cervello avesse
acquistato una sua volont indipendente. I pensieri vi saettavano con tanta rapidit che quasi non
riusciva ad afferrarli.
Ora ripensava a Foley, ricordava come fosse stato brusco e laconico con lui. Ricordava che,
quando Foley era morto, aveva rimpianto soltanto di non poter pi ricevere una lettera dalla sua
ragazza. Ripensava a Linstrom. Non era stato troppo brusco con Linstrom? Sarebbe ancora vivo, se lo
avesse trattato con maggiore gentilezza? Poi fu la volta di Fearfeather. Era stato ingrato verso
Fearfeather? Indifferente verso Lippincott e Guthrie? Era stato negligente verso Cooley? Era colpevole
per aver lasciato morire Lazzo?
L'inattesa scarica di fucileria lo fece piombare a terra con tanta rapidit che cadde su un gomito.
Chiuse gli occhi e strinse i denti, torcendosi sul terreno e ansimando per il dolore.
Indietro! Indietro! grid qualcuno.
Hackermeyer spalanc gli occhi e rialz la testa, cercando di distinguere qualcosa nella nebbia.
Lo scoppio di una bomba a mano gli fece ritrarre di scatto le gambe. Qualcuno gett un grido
straziante. Lass! grid qualcun altro. Hackermeyer trattenne il respiro e aguzz lo sguardo per
vedere i tedeschi. Gli schianti delle fucilate sembravano avvolgerlo da ogni parte.
La voce di Cooley gli esplose all'orecchio.
Alla tua sinistra, Hack!
Hackermeyer gir la testa cos in fretta che una fitta di dolore gli corse lungo i muscoli del
collo. Ud lo scatto della carabina d Cooley una frazione di secondo prima di vedere i due tedeschi che
si lanciavano loro addosso. Alzato fulmineamente il fucile, lev la sicura, mir e spar. L'M1 rincul
contro la sua spalla e il tedesco slitt sul terreno fangoso, rest un attimo seduto, con l'aria inebetita,
poi cadde supino, senza un gemito. L'altro tedesco barcoll sotto l'urto del proiettile di Cooley, poi
croll di schianto. Hackermeyer rest immobile, in attesa.
Cooley balz in piedi. Andiamo, disse, poi si gett a tuffo su un fianco, scaricando la
carabina. Hackermeyer gir la testa e vide un altro tedesco che lasciava cadere il fucile, faceva qualche
passo avanti barcollando, quindi si afflosciava come un mucchio di cenci e il suo elmetto rotolava
lontano.
Andiamo, figliolo, disse Cooley, rialzandosi e girando rapidamente lo sguardo intorno,
mentre sfilava un nuovo caricatore dalla cartucciera legata al calcio della carabina. Hackermeyer si
mosse per alzarsi. Prendilo! grid Cooley e cadde in ginocchio, mentre una pallottola gli fischiava
all'orecchio.
Hackermeyer gir sui tacchi e vide un tedesco che si gettava a terra. Alz il fucile e spar due
volte di fila. Il tedesco lanci un urlo, poi si alz su un ginocchio, vacillando e stringendo una bomba
nella destra. Hackermeyer spar ancora. Il tedesco ricadde bocconi.
Gi! Hackermeyer piomb a terra nell'attimo in cui esplodeva una bomba a mano. Gli vol
intorno uno sciame di schegge.
Cooley lo afferr per un braccio e lo tir su. Via! Corsero a precipizio tra gli alberi velati di
nebbia, mentre le pallottole schizzavano intorno a loro con lo schianto secco di frustate. Hackermeyer
cercava di guardare contemporaneamente Cooley e il terreno dove metteva i piedi. Una pallottola che
rimbalz su un tronco vicino a lui, perdendosi nella nebbia, gli fece fare uno scarto.
Gi! grid Cooley tuffandosi. Hackermeyer si gett bocconi mentre il crepitio di un fucile
mitragliatore gli esplodeva sopra la testa. Via! disse Cooley. Hackermeyer alz gli occhi e lo vide
strisciare rapidamente sul terreno; lo segu a sua volta, zufolando per il dolore ogni volta che urtava il
gomito contro terra.
Via! ordin Cooley, rialzandosi di scatto e mettendosi a correre. Hackermeyer fece
altrettanto, correndo piegato in due. A un tratto Cooley spar davanti a lui, inghiottito dalla terra. Il
cuore di Hackermeyer diede un tuffo frenetico, ma il ragazzo continu a correre. Poi vide l'argine
davanti a s e tendendo i muscoli lo sorpass con un balzo.
Atterr nell'acqua che gli arrivava alle caviglie, facendo schizzare uno zampillo gelido che gli
spruzz la faccia e gli mozz il respiro. Perdette l'equilibrio, barcoll come un ubriaco sui sassi
scivolosi del fondo e cadde.
Cooley lo aiut a rialzarsi. Corri! sussurr. Corsero lungo la riva destra del torrente, con le
soprascarpe che stridevano sui sassi. Dopo un poco Hackermeyer cominci ad avvertire una fitta
dolorosa al fianco, come se qualcuno vi frugasse con un coltello.
Cooley si ferm di botto e spar verso l'alto, alla loro sinistra. Hackermeyer fece appena in
tempo a vedere un tedesco che precipitava dall'argine, piombando a capofitto nell'acqua e sollevando
uno spruzzo enorme. Un attimo dopo avevano ripreso a correre nella nebbia che si arrotolava intorno a
loro come fumo.
Hackermeyer sarebbe passato davanti all'apertura senza vederla. Manc poco che non cadesse,
quando Cooley lo tir indietro con uno strattone. Girando come una trottola, vide che il sergente
accennava al ramo di un pino che si stendeva oltre l'argine e quindi lo spostava, scoprendo lo stretto
ingresso di una caverna.
Dentro! ansim Cooley, spingendo Hackermeyer verso l'apertura.
Rimasero a lungo accovacciati nel buio freddo e umido. Hackermeyer si strofin il gomito,
ansimando; di tanto in tanto gli pareva che il buio lo sommergesse, si sentiva svenire. A distanza lo
schianto delle fucilate si affievol, finch cess.
Cristo! mugol Cooley.
Hackermeyer deglut. Gli bruciava la gola. Che cosa  successo? domand.
Cooley toss. Molto probabilmente ci siamo imbattuti in una pattuglia di kraut, rispose,
ansando come un mantice. Una grossa pattuglia.
Hackermeyer annu fissando l'ingresso della caverna quasi interamente celato dal grosso ramo,
poi sent qualcosa che gli premeva contro il braccio e si gir verso il sergente.
Bevi un goccio, disse questi.
Hackermeyer tese la mano, prese la piccola bottiglia che il sergente gli tendeva e la port alle
labbra, arricciando il naso all'odore dolce e pungente che ne usciva. Bevve un sorso e il liquido gli
pizzic la gola come un filo di fuoco. Toss e per poco non lasci cadere la bottiglia. Cooley fu lesto ad
afferrarla con una mano, mentre con l'altra gli batteva sulla schiena. Hackermeyer sent un'ondata di
calore avvampargli nello stomaco. Che cos' questa roba? sussurr con voce roca, asciugandosi le
lacrime.
Brandy.
Buono, ansim Hackermeyer, faticando ancora per ritrovare il fiato.
Cooley grugn divertito, e batt di nuovo una mano sulla schiena del ragazzo. Questi si era
ormai abituato all'oscurit e riusciva a distinguere accanto a s la figura del sergente che beveva un
lungo sorso. Ne vuoi ancora? domand Cooley quand'ebbe finito.
Hackermeyer stava per dire di no, ma gli venne in mente che Cooley avrebbe potuto offendersi.
S, grazie, disse invece.
Ammazzala, allora.
Sulle prime Hackermeyer non cap che cosa intendesse il sergente. Soltanto quando si port la
bottiglia alle labbra cap che con quella frase Cooley aveva voluto dirgli di finire il brandy rimasto.
Bevve un lungo sorso che gli bruci di nuovo la gola, facendolo ansare. Si asciug le lacrime.
Buono, mormor quasi senza fiato.
Morta?
Hackermeyer capovolse la bottiglia sopra la bocca spalancata. Morta, rispose con voce
arrochita.
Riposi in pace! mormor Cooley.
Restiamo qui dentro? domand Hackermeyer dopo un poco.
Per ora s. Ci sono troppi kraut in giro.
Hackermeyer annu. Chiss che ne era stato degli altri membri della pattuglia? A quell'ora forse
erano tutti morti. E altrettanto sarebbe stato di lui se non ci fosse stato Cooley, gli venne in mente a un
tratto.
Il sergente si accomod meglio, sospirando. Oh gente! Gir la testa e sput. Hackermeyer
avvert un lieve fruscio, poi sent l'aroma acuto del tabacco di Cooley.
Ne vuoi un po'? gli domand il sergente.
No, no, grazie. Sternuti, cerc il fazzoletto e si soffi il naso, cercando di fare il minor
rumore possibile. Per quanto tempo... crede che dovremo star qui?
Tra un momento andremo fuori a vedere come vanno le cose.
Hackermeyer annu e si guard intorno. L'aria greve e umida della grotta gli opprimeva i
polmoni. C'era un lieve odore pungente che non riusciva a identificare: doveva essere stata la tana di
qualche animale, un tempo, pens confusamente.
Cooley sbadigli, stirandosi. Sei di Brooklyn, hai detto?
S.
Hai ancora i genitori?
No.
Morti tutti e due?
S... La... mamma  morta quando sono nato.
Oh buon Dio! Con un lieve brontolio Cooley stese le gambe, appoggiandosi sui gomiti. E il
babbo?
Hackermeyer deglut.  morto una quindicina di giorni fa.
Oh Ges, che disgrazia!
Eh s!
Press'a poco quel che  accaduto a me, riprese Cooley. Babbo e mamma morirono in un
incidente d'auto quando io avevo quattro anni.
Davvero? Hackermeyer guard il sergente, sorpreso. E dove  andato a stare, lei?
A Taos, con uno zio. Dove abito ora. Brontol. Voglio dire, vi abiter quando sar finita
questa maledettissima guerra.
Anch'io abitavo con uno zio, esclam Hackermeyer, felice di sapere che lui e il sergente
erano vissuti in una situazione quasi uguale.
Ah s? E dove, a Brooklyn?
S.
Strano eh? osserv Cooley.
Voleva bene a suo zio?
Il sergente non rispose e Hackermeyer temette di aver fatto una domanda inopportuna.
S, era un brav'uomo, penso, rispose finalmente Cooley. Un po' scorbutico, ma in fondo non
era cattivo.
Oh! Hackermeyer era deluso. Gli sarebbe piaciuto che anche Cooley avesse odiato suo zio.
Tu non andavi d'accordo con lo zio?
Hackermeyer sbatt le palpebre per la sorpresa. Come lo sapeva, Cooley? Non troppo,
rispose.
Cio?
Era un puzzone!
Un puzzone eh? Cooley sembrava divertito.
Hackermeyer trasal. Forse non avrebbe dovuto parlare cos. Be', era sempre... beveva di
continuo. Rabbrivid. E se per caso anche a Cooley piaceva bere? Voglio dire... era stato secondo a
bordo di parecchie navi ed era... sa com', abituato a comandare, e... S'interruppe, spaventato all'idea
che Cooley potesse interpretare male le sue parole, credere che lui trovasse qualcosa di male nel fatto
che un uomo comandasse ad altri. Non la pensava davvero cos, nei confronti di Cooley.
Come mai non sei rimasto con tuo padre? domand il sergente.
Hackermeyer deglut. Cominciava a sentirsi confuso e intorpidito e non ne capiva il motivo.
Be', penso che... ero tanto piccolo, capisce? La zia avrebbe potuto badare meglio a me.
Era buona, la zia?
Oh s, lei era una brava donna. Sbatt le palpebre e scosse la testa. Soltanto che le era morto
un bambino, Buddy, e da allora fu sempre... capisce... Non seppe trovare la parola giusta.
Non sapeva darsi pace?
Ecco, s. Lei capisce. Annu e si sent girare la testa.
Cooley sospir. Capisco, s.
Anche lei ha un figlio, vero?
Ne avevo due.
Due?
Uno me l'hanno ammazzato a Guadalcanal.
Hackermeyer guard sbalordito la figura sdraiata al suo fianco. Era rimasto senza parole.
Si chiamava Jimmy, riprese Cooley dopo un momento. Aveva la tua et.
Per questo lei non pu soffrire i diciottenni? La domanda fiammeggi nel cervello di
Hackermeyer. Manc poco che la dicesse ad alta voce. Gli pareva di avere avuto un'improvvisa,
sbalorditiva rivelazione: a Cooley non piaceva vedere i diciottenni in guerra perch suo figlio,
diciottenne, era stato ucciso in guerra.
Eh gi! disse.
Che cosa?
Hackermeyer trasal e gett a Cooley un'occhiata timorosa. S, voglio dire... mi... mi
dispiace.
Di che cosa?
Non lo sapeva bene. Di... Chiuse gli occhi e si concentr per qualche momento. Di Jimmy,
disse infine.
Ah! Grazie, figliolo, mormor Cooley, chinando la testa.
Eh... s.
Hackermeyer fiss il buio gelatinoso, cercando qualcos'altro da dire.
Per quanti anni hai abitato con lo zio? domand il sergente.
Fino a sedici anni. E lei?
Fino a dodici.
Davvero? Hackermeyer si strofin il naso gocciolante. E poi dov' andato?
Mi sono trovato lavoro in un ranch.
All'ovest?
S, a Taos, nel Nuovo Messico.
Ah! Hackermeyer non aveva pensato che Taos era nell'ovest. Ha un ranch!
S, ma piccolo.
Hackermeyer annu. Avrebbe voluto continuare a parlare, ma non sapeva pi che cosa dire. Si
sentiva il cervello cos confuso! E... l'altro suo figlio... quanti anni ha? domand.
Quattordici. Cooley emise una sorta di brontolio.
E Dio aiuti sua madre se la guerra dovesse durare ancora tanto da coinvolgere anche lui!
Hackermeyer annu. Come si chiama?
Robert, Bob.
Ah ecco! Continu ad annuire. Come...
Mmmm?
Hackermeyer sent un tuffo al cuore, rendendosi conto che era stato sul punto di chiedere al
sergente come si chiamasse lui. Cap a un tratto che il brandy doveva essergli andato alla testa. Salvo la
birra che gli aveva fatto bere il babbo quel giorno, non aveva mai assaggiato un liquore in vita sua.
Cos tuo zio era severo, eh? domand Cooley.
S. Era come un... Si morse i denti. Stava per dire che lo zio George era come un sergente.
Riflett profondamente. Era come... come un secondo ufficiale, ecco, fin.
E tu eri il mozzo, vero?
Gi! Si sentiva increspare la pelle attorno agli occhi. S, proprio cos. Governava la casa
come fosse un... un bastimento. Ed era quasi sempre ubriaco.
S, anche a mio zio piaceva bere. Per non era cattivo. Soltanto un po' stupido. Si aspettava
sempre che uno sapesse fare le cose senza che lui gliele avesse insegnate. Mi sono quasi rotto il sedere,
per imparare ad andare a cavallo senza che nessuno me lo insegnasse. Lo zio Harry pensava che fossi
gi capace di farlo.
Ecco, e mio zio pensava che io avrei dovuto imparare tutto quanto a scuola. Si ferm, e
corrug la fronte, confuso. Non era la stessa cosa, pens. A scuola si imparava davvero. Voglio
dire...
S'interruppe di nuovo, perch Cooley si era alzato e si avviava all'ingresso della caverna,
piegato in due. Il sergente guard fuori per qualche momento, poi torn.
Penso che tra poco potremo andarcene, annunci.
Hackermeyer sent una fitta di delusione. Gli sarebbe piaciuto restare chiss fino a quando, a
chiacchierare con Cooley.
Sergente! disse a un tratto.
Che c'?
Ho visto Lazzo, quel giorno.
Quale giorno?
Quando sono ruzzolato gi per la collina. Mentre tornavo indietro, l'ho... l'ho visto.
Morto?
Hackermeyer deglut. Si pentiva gi di avere parlato.
No, mormor.
Ferito gravemente?
S. Era ferito gravemente, no?
Cooley grugn. Povero Vince! Gli hai parlato?
Non ho potuto.
E perch?
Hackermeyer trattenne un momento il respiro. Be', c'erano... tutti quei tedeschi, e...
Tedeschi?
S, ero... Alz le spalle. Be', camminavo con loro.
Che cosa?
Hackermeyer rabbrivid. Perch non aveva tenuto chiusa quella sua stupidissima bocca?
Che cosa  successo, Hack? domand il sergente.
Hackermeyer glielo disse.
Ges buono! proruppe Cooley quand'ebbe sentita tutta la storia. Hackermeyer si accorgeva
che il sergente lo fissava a occhi spalancati e ringraziava il cielo che nella caverna fosse tanto buio.
Ma perch non hai detto niente a nessuno? domand Cooley.
Bene... Hackermeyer fece un gesto vago con le mani. Non... non ho potuto... capisce,
aiutarlo...
Aiutare chi?
Lazzo, no? Cos...
Vuoi dire che ti sentivi colpevole per quello? si stup il sergente.
Bene, io...
Cooley usc in un'esclamazione mezzo divertita e mezzo incredula.
Che cosa? domand timidamente Hackermeyer.
Sei passato attraverso quel po' po' di roba e tutto quel che senti  rimorso per non...
S'interruppe, con un gemito. Ges, Hack! esclam.
Ho sbagliato?
Hackermeyer sent sulla spalla la mano del sergente. Senti, Hack, io non so che cosa ti faccia
pensare cos, ma credi a me, figliolo, non c' proprio niente di cui tu ti debba sentire colpevole. Buon
Dio, tu... Cooley s'interruppe, ancora incredulo. Che cosa diavolo avresti potuto fare, con tutti quei
kraut intorno?
Hackermeyer non seppe che cosa rispondere. Sentiva che Cooley doveva giudicarlo
semplicemente ridicolo.
E poi che cos'altro  accaduto? riprese il sergente. Hai distrutto qualche bunker? Fermato
carri armati? Abbattuto qualche aereo?
No, rispose Hackermeyer. A che cosa mirava Cooley?
Il sergente soffi aria dal naso e batt una mano sulla gamba di Hackermeyer. Ah ragazzo!
esclam.
Bene... cominci Hackermeyer.
Vuoi dire che hai fatto qualcos'altro?
Hackermeyer s schiar la gola. Si faceva beffe di lui, il sergente?
C'erano... due o tre tedeschi... con un mortaio...
Un mortaio?
S.
E allora?
Allora io... Hackermeyer si schiar di nuovo la gola. Io ho tirato una bomba a mano, fin.
E...
Hackermeyer si strinse nelle spalle. E sono morti tutti.
Hackermeyer! esclam Cooley. Ad Hackermeyer parve di vederlo scrollare la testa nel buio e
si sent completamente idiota. Che sciocco doveva giudicarlo Cooley!
Ma lo sai che se ti avesse visto qualcuno, riprese il sergente, a quest'ora avresti
probabilmente gi ricevuto la Bronze Stari
La... che cosa?
Una medaglia, figliolo, una medaglia.
Io?
Cooley gemette. E pensare che non avrei scommesso un quattrino su di te, quando sei arrivato
nella squadra!
Hackermeyer lo guard con gli occhi spalancati. Una medaglia?
Come ti chiami di nome, Hack?
Everett. E lei, come... Hackermeyer s'interruppe, mordendosi un labbro.
Giurami che non lo dirai a nessuno, disse Cooley in tono solenne.
Hackermeyer apr la bocca per parlare, ma non riusc a trovare le parole.
Ti faccio a pezzi, se parli.
Io...
La mia vecchia leggeva Shakespeare, quando dovevo nascere io, ed era rimasta colpita
dall'Amleto, spieg Cooley. Cos almeno mi disse zio Harry.
 quello il suo nome?
Che, Amleto? Cooley ridacchi. No, no, almeno fosse! No, la cara donna pens che Orazio
fosse un nome meraviglioso.
Orazio!
Dillo a una persona sola e sarai un eroe morto! minacci Cooley.
Non fiater, promise Hackermeyer in tono solenne.
Meglio per te. Cooley si alz di nuovo e si avvi verso l'ingresso della caverna, scivol fuori
e scomparve. Hackermeyer fece l'atto di alzarsi, preoccupato, poi si rimise a sedere; il sergente non gli
aveva ordinato di seguirlo. Rimase a sedere, coi nervi tesi, aspettando di sentire da un momento all'altro
lo schianto di una fucilata. Torna indietro! invoc mentalmente.
Trasal quando Cooley riapparve improvvisamente all'ingresso della grotta e gli fece segno di
seguirlo. Afferrato il fucile, Hackermeyer usc e si ferm accanto al sergente. Andiamo, disse questi.
Si avviarono lungo l'argine del torrente e a un tratto Cooley si chin verso di lui. A proposito,
figliolo, sussurr, se non hai un posto migliore dove andare, finita la guerra, vieni da noi a Taos.
Abbiamo una quantit di stanze, laggi.
Hackermeyer lo guard sbalordito. Cooley sorrise e gli batt una mano sulla spalla.
Hackermeyer cerc invano di ricambiare il sorriso. Riprese a camminare accanto al sergente, fissando
senza vederla la nebbia fluttuante.

Scendeva il pendio, quando vide Guthrie appoggiato al riparo di una buca.
Salve, Hackermeyer, disse Guthrie con voce sepolcrale.
Ciao. Oltrepass la buca, poi si ferm, indeciso.
Hai dimenticato qualcosa? domand Guthrie.
Hackermeyer rifletteva, girando le spalle alla buca. Finalmente si volt di scatto e torn accanto
a Guthrie. Alti sopra di loro volavano i proiettili americani lanciati su Saarbrcken; il rombo delle
esplosioni sembrava, un lontano rullar di tamburi.
Hai bisogno di qualcosa? domand Guthrie, sbadigliando. Quel giorno nella sua voce non
vibravano pi rancore e amarezza; non c'era altro che la sua abituale indifferenza.
Hackermeyer si pass la lingua sulle labbra. All'improvviso trattenne il respiro e disse, in fretta:
Ho visto Lazzo, quel giorno che sono caduto. Era l, sul pendio, ma non ho potuto aiutarlo perch ero
in mezzo ai tedeschi.
Guard Guthrie con espressione di sfida. Guthrie ricambi lo sguardo, impassibile. Poi, dopo un
momento, si tir indietro e accenn alla buca. Hackermeyer non si mosse.
Vieni gi, disse Guthrie. Accomodati.
Hackermeyer sospir, poi si cal nella buca.
Si guardarono per un momento, poi Guthrie sorrise.
Perch non me l'hai detto prima? domand.
Hackermeyer deglut. Temevo che ti saresti arrabbiato perch non lo avevo aiutato.
Arrabbiarmi? Guthrie fece un lieve fischio. Quando eri in mezzo ai tedeschi? Ma che cos'era
successo, alla fine?
Hackermeyer glielo disse.
Che mi venga un accidente! esclam Guthrie, scuotendo lentamente la testa. No, credo
proprio che non avresti potuto fare niente per lui. Chiuse per un attimo gli occhi. Stava... male?
Penso di s. Per...
Per?
Hackermeyer si schiar la gola. Un ufficiale tedesco gli ha sparato, disse tutto d'un fiato.
Oh! Guthrie non parve troppo scosso da quella notizia.
Ecco, adesso lo sai. Hackermeyer si gir.
Dove vai?
Torno alla mia buca.
Puoi restar qui, se credi. Tu sei solo e io sono solo.
Credevo... Hackermeyer si guard intorno. E Fearfeather che fine ha fatto?
 con MacFarland.
E chi ?
Uno dei rimpiazzi. Io stavo con Horton, quello che si  rotto la gamba ieri notte.
Ah s, ho sentito.
Guthrie ridacchi, divertito. Meglio cos, mormor. Dubito che Horton avrebbe resistito a
lungo, in ogni caso.
Ah s?
Perci... Guthrie allarg le mani con le palme verso l'alto. Mettiti pure comodo, se credi.
Hackermeyer annu vagamente, guardando il compagno. Dopo qualche momento sedette e apr
la piastra metallica in fondo al calcio del fucile; ne fece scivolare l'oliatore e i diversi strumenti e si
mise a pulire l'M1, mentre Guthrie sedeva di fronte a lui e accendeva una sigaretta.
Com' andata la pattuglia?
Ci hanno beccati.
Cio?
Ci siamo imbattuti in una pattuglia di... tedeschi. Non riusciva a dire kraut con l'accento d
Cooley.
C' stato qualche ferito?
Non lo so. Il sergente e io siamo... rimasti soli.
Ah! Guthrie sbuff una boccata di fumo. In tal caso immagino che il nostro amato sergente
l'abbia passata liscia.
Hackermeyer si irrigid. Era meglio che Guthrie non si azzardasse a dire qualcosa contro
Cooley.
Ho sentito dire che sei il nuovo vice caposquadra, riprese Guthrie.
Hackermeyer s'irrigid ancora di pi. Ah s? disse, incapace di dominare l'intonazione
aggressiva della propria voce.
Oh io non ho niente in contrario, precis Guthrie. Si lev di bocca la sigaretta e ne scosse la
cenere. Peccato che non ci sia rimasto molto, della squadra, riprese poi. Soltanto noi lattanti della
malora!
Hackermeyer fece scorrere lungo la canna del fucile lo scovolino imbevuto di olio. Non avrebbe
detto a Guthrie perch Cooley ce l'aveva con i soldati di diciotto anni. Era il suo segreto, quello..
Gli ammazzabambini, ridacchi Guthrie. Simpatici in War Can Be Fun, comici in...
S'interruppe, incontrando lo sguardo di Hackermeyer, e gli soffi in faccia una lievissima
nuvoletta di fumo. Scusami, mormor con una smorfia.
Hackermeyer riprese il suo lavoro. Tuo padre scrive copioni per il cinema, vero? domand.
S, infatti. Fa il possibile perch dal mondo non scompaia la mediocrit.
Hackermeyer grugn. Non valeva la pena di stare a chiacchierare con Guthrie; diceva soltanto
sciocchezze. Torn a fare scorrere lo spazzolino metallico lungo la canna dell'M1, ripensando all'invito
di Cooley. Era difficile credere che lo avesse detto seriamente. Doveva essere stato un impulso
incontrollato, una cosa detta tanto per dire. Se fosse comparso davvero a casa sua, finita la guerra,
Cooley sarebbe rimasto molto imbarazzato, probabilmente. Forse se ne era gi bell'e dimenticato.
Perch dovrebbe volermi con lui, a casa sua? pens. Strinse forte le labbra. Ma perch lo ha detto,
allora? si domand.
Grazie per avermi raccontato di Lazzo, disse Guthrie.
Hackermeyer alz gli occhi, gelido, ma li riabbass subito: non stava cercando di fare lo
spiritoso, Guthrie.
Almeno sappiamo che non  rimasto laggi, solo, a soffrire, riprese questi, sospirando e
sbuffando fumo. Povero siciliano brontolone!
Ragazzi!
Guardarono in alto tutti e due.
Si parte tra venti minuti, disse Cooley. Preparatevi. Hack, ce la fai con questo? domand
poi, tendendo il bazooka.
Certo. Hackermeyer tese subito il braccio a prendere l'arma.
Restate insieme, voi due? domand ancora il sergente.
Hackermeyer guard Guthrie. Certo, disse questi.
Cooley tese loro la sacca dei razzi. Teneteli qui, per ora. Trover qualcuno che li porti quando
partiremo.
Hackermeyer annu e quando Cooley se ne fu andato continu a fissare per un momento il
punto dove il sergente si era fermato. Parlava sul serio? si domand.
Eccolo che se ne va trionfante, motteggi Guthrie.
 un uomo in gamba. Hackermeyer stesso fu colpito dalla veemenza del proprio tono.
Guthrie si ritrasse, con comico spavento. Hackermeyer!
Non farci caso!
Va bene,  in gamba, convenne Guthrie. Soltanto che lui e io non riusciamo...
Oh se la prende tanto con noi soltanto perch... Si morse le labbra. No, non l'avrebbe detto.
Perch?
Niente. Hackermeyer guard accigliato il fucile smontato.
Perch, perch, perch, per...ch, canticchi Guthrie. Per le belle cose che lui fa, trallallero,
trallall!
Hackermeyer fin di pulire il fucile con gesti stizzosi. Rimpiangeva di essere venuto nella buca
di Guthrie. Rimpiangeva di avere parlato di Lazzo.
Mettiamola cos, riprese Guthrie. Se il caro vecchio genitore dovesse mettere in una
pellicola di guerra un personaggio come Cooley, il produttore glielo cancellerebbe dicendo che  un
personaggio irreale, inverosimile: il sergente burbero e brizzolato, che mastica tabacco, sputacchia e ha
il cuor d'oro! Fischi sottovoce. Inverosimile!
Non  vero! sbott Hackermeyer.
Guthrie lo fiss, stupito. Poi alz le mani, come se il compagno gli puntasse contro un fucile.
Kamerad! esclam. Non parlo pi. Sbadigli e si appoggi alla parete della buca,
chiudendo gli occhi. Mi svegli a Chicago, controllore! mormor.
Hackermeyer continu a pulire il fucile. Avrebbe piantato Guthrie non appena possibile, poco
ma sicuro. Non gli piaceva per niente, Guthrie. Coi nervi tesi continu a lavorare fissando accigliato i
vari pezzi dell'M1. Era contento che si partisse tra venti minuti.
Aveva voglia di vedere un po' di tedeschi.

I venti minuti erano diventati quarantacinque. Cooley e la sua squadra, cio Hackermeyer,
Guthrie, Fearfeather, Tremont e MacFarland, erano riuniti sotto un albero, in attesa del segnale di
partenza. Nell'ultima mezz'ora il bombardamento di Saarbrcken e dei dintorni si era intensificato; si
udiva in lontananza un rombo incessante, come di tuoni. La nebbia si era diradata un po', ma la
visibilit era sempre ridotta a una trentina di metri.
Cooley controllava l'equipaggiamento dei suoi ragazzi, osservando con particolare attenzione
quello delle due riserve, e Hackermeyer lo seguiva con gli occhi mentre consegnava batuffoli di cotone
a Tremont e MacFarland e parlava loro con fare paterno. Non seppe reprimere una fitta di gelosia: si
andava sempre pi radicando in lui una sensazione di possesso esclusivo, nei confronti di Cooley, e
tutti i suoi sforzi per dominarla servivano soltanto ad approfondirla. Guard accigliato Tremont che
annuiva, ne osserv gli occhi pieni di paura dietro le grosse lenti. Nel suo atteggiamento c'era qualcosa
di Linstrom e di Fearfeather insieme: atterrito e gentile. Doveva tenerlo d'occhio, quel ragazzo!
MacFarland invece assomigliava piuttosto a Guthrie bench, a quanto pareva, non trovasse la
vita altrettanto comica. Salvo la sottile cicatrice bianca, era pi bello di Guthrie, anche se non delicato e
femmineo come Linstrom. Aveva un bel viso maschio e ascoltava le istruzioni di Cooley annuendo di
tanto in tanto, senza parlare. Se aveva paura la nascondeva molto bene. Hackermeyer brontol fra s.
Anche MacFarland doveva tenere d'occhio.
Si volt dall'altra parte, accigliato. Per una cosa almeno aveva ragione Guthrie. Non c'era
rimasto molto della squadra. Soltanto noi lattanti della malora: la espressione di Guthrie lo punse di
nuovo. Come diavolo avesse resistito cos a lungo, Guthrie, non riusciva a capirlo davvero. Avrebbe
fatto meglio a tenere d'occhio anche lui, per cercar di capire che cosa lo teneva su. Poteva darsi che
fosse molto bravo a fare la guerra; Cooley aveva detto che egli sapeva il fatto suo. Come invece poteva
darsi che morisse di paura e facesse lo spiritoso per tenersi su. Hackermeyer sospir due o tre volte: si
avevano responsabilit enormi a fare il vice caposquadra!
Trasal trovandosi davanti Cooley.
Tu e Guthrie andrete avanti, disse il sergente. Io star coi due nuovi e Fearfeather chiuder
la marcia.
Hackermeyer annu.
Non pensare alla squadra, ora, prosegu Cooley. Il tuo lavoro  ancora e sempre quello di far
fuori i kraut. Trattenne a stento un sogghigno. Sai farlo troppo bene per perdere tempo a fare il
pecoraio. Di questo mi occuper io, d'accordo?
Hackermeyer annu ancora, vagamente turbato. Lo urtava un poco sentire Cooley accennare alla
sua abilit nell'uccidere. Non che fosse un segreto, ma lui stesso non si permetteva di soffermarvisi col
pensiero, figurarsi poi parlarne apertamente! Non perch se ne sentisse a disagio, pens, seguendo con
lo sguardo Cooley che si allontanava; per, in certo senso, gli pareva un fatto troppo intimo per
discuterne.
A ogni modo, perch aveva parlato cos, Cooley? Era gi pentito di averlo nominato suo
aiutante e di conseguenza cercava di levargli quell'autorit? Si sent stringere il cuore. Ebbe voglia di
chiedere a Cooley se aveva commesso qualche errore, ma sapeva che non sarebbe mai riuscito a farlo.
Un fischio che echeggi nella nebbia lo fece trasalire. Cooley guard con espressione solenne
gli adolescenti superstiti della sua squadra.
Bene, disse con un profondo sospiro. Andiamo, bambini!
Non scesero il pendio, come gi aveva fatto la pattuglia, ma seguirono il fianco ripidissimo
della cresta, finch raggiunsero il margine del bosco. Alla destra di Hackermeyer, poco pi avanti,
avanzava Guthrie, che impugnava il BAR tenendolo all'altezza della cintola. Dietro ad Hackermeyer
c'era MacFarland che, oltre al suo normale equipaggiamento, portava i razzi per il bazooka. Dietro
MacFarland c'erano Cooley e Tremont, che portava le scorte di munizioni per Guthrie. Fearfeather
chiudeva la marcia. Nonostante la propria tensione, Hackermeyer prov un senso di soddisfazione per
l'efficiente disposizione della squadra. Gli piaceva quell'ordine preciso, quel mobile bastione che
avanzava in mezzo al bosco. Per un momento anche la guerra gli sembr ordinata e comprensibile.
E fu allora che vide il daino, alla sua sinistra, il piccolo corpo bruno rattrappito in una breve
radura. Gli mancava la gamba posteriore destra, il fianco era ridotto a una poltiglia di sangue coagulato.
Hackermeyer guard la testa dell'animale: aveva gli occhi sbarrati e le fauci aperte, cos che se ne
vedevano la lingua e i denti. Doveva essere morto dopo un'agonia straziante.
Tutto il piacere di Hackermeyer era ormai sparito. Non gli bast distogliere gli occhi
dall'animale per vincere il turbamento che lo agitava. Fiss la nebbia davanti a s con occhi vuoti.
Cooley non aveva simpatia per lui, ecco tutto. Si era comportato come uno sciocco, in quella pattuglia,
e ora il sergente cercava di esonerarlo dai compiti di suo aiutante; non c'era altra spiegazione. Chi
sarebbe diventato caporale, allora? Guthrie? O Fearfeather? Hackermeyer strinse i denti. All'inferno il
daino, pens. Che cosa avrebbe dovuto fare, piangere su quella morte come Linstrom?
Sent una fitta di rimorso per avere pensato con disprezzo alla morte. Improvvisamente,
scioccamente, si domand che cosa avrebbe fatto se Linstrom fosse apparso dietro quell'albero
abbattuto e si fosse avvicinato a lui. Rabbrivid. Che cosa avrebbe fatto se gli fosse apparso davanti il
babbo? Ti vedo sempre con piacere; riud come in sogno l'eco di quelle parole. Gli sfugg dalla gola un
lieve gemito, le sue dita si strinsero sul fucile finch gli fecero male, come se soltanto allora, per la
prima volta, si rendesse veramente conto che suo padre era morto e che lui era solo al mondo.
Completamente solo.
Continu a camminare, coi nervi tesi. Gli alberi lasciavano il posto a una radura nella quale
sbucavano una dopo l'altra le squadre, costeggiando il margine curvo del bosco. Tra poco,
probabilmente, i tedeschi avrebbero spazzato anche quella zona, pens Hackermeyer.
Perch mai resistevano con tanto accanimento? Soltanto perch difendevano il suolo della
patria? L'avanzata degli alleati attraverso la Francia era stata rapidissima e ora invece erano l, ad
arrancare in mezzo al fango, avanzando, si poteva dire, centimetro per centimetro, ritirandosi,
avanzando ancora soltanto per ritirarsi di nuovo, in un continuo estenuante gioco di scacchi.
Hackermeyer sent ribollirsi dentro un impeto di collera furiosa. Maledizione a tutti i tedeschi!
Rabbrivid, cercando di calmarsi. Non era del suo carattere perdere le staffe. Che cosa gli succedeva?
Cooley non lo aveva in simpatia; bene, e con questo? Suo padre era morto; bene, e che diavolo gliene
importava? Non era sempre stato solo? Perch cominciare a piagnucolarci sopra proprio ora?
Un'esplosione che fiammeggi lontano lo fece fermare di botto. Alla prima ne segu una
seconda, poi una terza; poi echeggi il crepitio secco di una mitragliatrice tedesca. Bene! pens
Hackermeyer. Aveva voglia di combattere.
Avanti, avanti, camminate, disse Cooley.
Bene. Hackermeyer prosegu rapidamente verso il fragore: il rombo martellante delle
esplosioni, il lacerante crepitio delle armi automatiche, lo schianto sommesso delle fucilate. Fece
scattare la sicura del fucile e lo tenne in posizione di sparo. Alla sua destra Guthrie scivol su una toppa
di musco melmoso e cadde su un ginocchio.
Tutto marcio, questo maledetto paese, mormor, senza rivolgersi a nessuno in particolare.
La squadra continu ad avanzare verso il fragore della battaglia. Che cosa succedeva laggi? si
domand Hackermeyer. Nessuno si era preoccupato di informarli. Cos era fatto il maledetto esercito.
Davanti a loro gli alberi andavano diradandosi di nuovo e Hackermeyer intravide un'ombra scura che
faceva larghi gesti con le braccia. Percorsi ancora parecchi metri riconobbe un tenente del plotone che
faceva segno ai soldati di uscire dal bosco e ordinava: Avanti! Di corsa!
Muovetevi! grid Cooley. Hackermeyer e MacFarland in testa! Avanti!
Hackermeyer si mise a correre.
Di corsa! Di corsa! ripeteva l'ufficiale agitando le braccia.
Hackermeyer si lanci attraverso il terreno scoperto, con le soprascarpe che diguazzavano nel
fango. Le esplosioni e il fuoco delle armi portatili erano molto pi vicini, ora; udiva lo schiocco dei
proiettili che gli cadevano tutt'intorno. Si guard rapidamente alle spalle. MacFarland, col viso teso e le
labbra semiaperte sui denti serrati, lo seguiva da vicino.
Avanti, avanti! ordin seccamente Hackermeyer. Sentiva il bazooka ballonzolargli sul dorso.
La linea difensiva dei kraut  dritto davanti a voi! grid Cooley alle loro spalle. Un lieve
sorriso tese le labbra di Hackermeyer. Ci aveva pensato il sergente a informarli di quello che avevano
di fronte. Continu a correre in mezzo alla nebbia. Vide alla propria destra la fiammata di
un'esplosione. Lo schianto delle mitragliatrici aumentava d'intensit, il crepitio della fucileria si faceva
pi acuto. Hackermeyer prosegu sul terreno scoperto a lunghi balzi disuguali, avvertendo alla nuca, a
ogni passo, il contraccolpo del proprio peso.
Un sibilo acuto e lacerante lo fece piombare a terra, d'istinto. La granata esplose parecchi metri
davanti a lui, investendolo con un'ondata di fango. Esplose un'altra granata, poi un'altra ancora.
Hackermeyer sentiva le ondate ardenti degli spostamenti d'aria scuotergli i vestiti. Schizzi di fango gli
entrarono negli occhi ed egli se li strofin con gesti frenetici, soffocato dal fumo.
Avanti! grid Cooley.
Hackermeyer balz in piedi intontito e riprese a correre. Un altro sibilo lacerante lo ributt a
terra. Slitt sul fango viscido, mentre la granata esplodeva alla sua sinistra. Lo spostamento d'aria lo
strapp da terra e lo fece rovesciare sul dorso. Torn a distendersi supino, tossendo e sputando.
Sollevandosi sui gomiti e socchiudendo gli occhi cerc di vedere qualcosa davanti a s, ma non riusc a
distinguere niente: la nebbia ostinata, solcata soltanto dai lampi scarlatti, fasciava tutto quanto.
Il fuoco delle mitragliatrici prese a squarciare l'aria a poca distanza e Hackermeyer strisci in
fretta fino al pi vicino cratere aperto da una bomba. MacFarland lo segu.
Che cosa diavolo sta succedendo? domand.
Hackermeyer stava per rispondere quando qualcuno piomb loro addosso.
Scusatemi, amici! disse Guthrie. Si allontan salutando con la sinistra, il viso incrostato di
fango contorto in una smorfia. Questa  guerra, eh amici?
Va' a farti friggere! gli grid MacFarland.
Suggerimento dannoso e sconsigliabile, fratello! grid Guthrie di rimando.
Si buttarono gi tutti, mentre un proiettile esplodeva davanti a loro, ed erano investiti da
un'ondata di fango. Si rialzarono sputando. Ges! gemette MacFarland.
Non ti risponder, vedrai! gli grid Guthrie.
Avanti! comand Cooley.
Si girarono e lo videro correre verso di loro, seguito da Tremont che aveva gli occhi sbarrati per
il terrore. Si alzarono tutti e tre e uscirono dalla buca. Sta' con me! grid Guthrie. Hackermeyer, che
era gi partito di corsa, vide che si rivolgeva a Tremont che lo segu, scivol e cadde su un ginocchio,
si rialz e riprese a correre, ubriaco di paura. Tutta la squadra si lanci avanti, risalendo un lieve
pendio. Hackermeyer evit per un pelo di inciampare nel corpo di un caduto. Lo scavalc con un balzo,
cogliendo un lampo di carni squarciate e di sangue zampillante, poi riprese a correre ciecamente lungo
il pendio sconvolto dalle granate.
Il sibilo lacerante lo fece piombare a terra un'altra volta. Il proiettile esplose davanti a lui; lo
spostamento d'aria gli sollev l'elmetto con tanta forza ch'egli sent la fibbia metallica del sottogola
graffiargli il mento. Cerc di rialzarsi, ma ricadde in preda alle vertigini. Qualcosa di umido e gelido gli
sferz il viso. Hackermeyer guard in alto stupidamente per qualche momento, prima di rendersi conto
che aveva ripreso a piovere. Guard davanti a s, ma non riusc a distinguere niente. Guard di lato e
vide MacFarland disteso accanto a lui, col viso premuto sulle braccia. Dopo un attimo lo vide muovere
cautamente una mano e spingere pi in fondo il cotone che aveva nelle orecchie.
La pioggia divenne pi forte e sotto quella gelida sferza la nebbia cominci a diradarsi qua e l.
Su tutto il pendio squarciato dalle granate erano disseminati soldati americani. Hackermeyer cerc con
lo sguardo la provenienza del fuoco tedesco e attraverso una fessura aperta dalla pioggia nella nebbia
vide il parapetto di un trinceramento, le vampate dei fucili e delle mitragliatrici. In cima al pendio stava
minaccioso un Panther: la torretta girava lentamente in brevi archi e alla fine di ognuno il cannone
sparava sussultando. Una pioggia di bombe di mortaio, tutt'intorno al carro, non otteneva alcun effetto.
D'impeto, Hackermeyer si lev dalla spalla il bazooka e guard nel mirino. MacFarland!
grid.
S?
Caricalo!
Con la coda dell'occhio vide MacFarland che si torceva e levava dalla custodia un razzo. Torn
a concentrare la propria attenzione sul carro armato che spariva a tratti dietro una cortina di fango e di
fumo.
MacFarland gli grid qualcosa che si perdette nel fragore delle esplosioni.
Che cosa? url Hackermeyer.
Non sparare finch io sono qui dietro a te!
 pronto?
No.
Spicciati!
Hackermeyer aspett, spiando attraverso il mirino. La pioggia gli tamburellava sull'elmetto
spruzzandogli gocce gelide sulla nuca. E allora? grid.
MacFarland gli strisci accanto. Pronto!
Hackermeyer tir il grilletto, appoggiandosi meglio per resistere al rinculo.
Non accadde nulla. Si gir di scatto, col viso scuro. Hai sbagliato! url.
Io no!
Ricaddero insieme, mentre una granata esplodeva davanti a loro investendoli con una cascata di
fango. Hackermeyer si sent lanciato contro il fianco di MacFarland.
Tiralo fuori! grid.
Che cosa?
Tiralo fuori!
Oh diavolo! MacFarland stava muovendosi quando lo sbarramento cess all'improvviso.
Hackermeyer fu stupito di vedere soldati americani lanciarsi all'assalto della cima flagellata dalla
pioggia, gettando bombe a mano e sparando dentro il trinceramento. Un soldato si arrampic sul carro
armato, sollev il portello della torretta e vi lasci cadere una bomba a mano, poi richiuse con un colpo
secco il portello e balz a terra. Una pallottola lo colse mentre saltava: allarg per un attimo le braccia e
ricadde come un sacco.
All'improvviso Hackermeyer vide i tedeschi balzare fuori dal trinceramento; gett di lato il
bazooka e afferr il fucile. Mentre mirava ebbe la fuggevole impressione che l'M1 fosse parte del suo
braccio. Quell'impressione svan non appena cominci a sparare ai tedeschi, prendendoli di mira uno
dopo l'altro come bersagli in una baracca di tiro a segno.

Fuori, nella notte rigata di nevischio, le secche esplosioni dei mortai si erano tanto allontanate
che Hackermeyer, intento a rimontare il fucile, le avvertiva appena. Alla luce vacillante della candela
pareva che i pezzi dell'M1 gli tremassero fra le mani. Guthrie aveva scovato da qualche parte una
coperta e l'aveva stesa davanti all'apertura della grotta, cos che potevano pulire i fucili a lume di
candela.
Hackermeyer lavorava lentamente, tirando su col naso.
Era depresso, quella sera, deluso dal fatto di avere trovato cos scarsa soddisfazione nello
sparare ai tedeschi del trinceramento. L'eccitazione si era dissolta cos rapidamente che egli cominciava
a dubitare di avere sognato.
Guthrie mise da parte il BAR e alz gli occhi, sbattendo le palpebre per il sonno. Non so,
disse. Proprio non so sbadigli. E non basta, riprese. Non so neanche che cos' che non so. Come
sar?
Hackermeyer non rispose e non alz nemmeno gli occhi.
Soffiati il naso, Hackermeyer!
Hackermeyer strinse le labbra. Non aveva cercato lui di stare con Guthrie. Le cose si erano
messe cos perch non era stato attento a evitarlo, ma la prossima volta ci avrebbe pensato lui, avrebbe
fatto il possibile per restare con Fearfeather.
Mi sembri distratto, Hackermeyer!
Va' all'inferno! pens questi.
Dovresti cercare di fare come me, Hackermeyer, e nasconderti dietro un riparo di umorismo.
Che cosa? Guard Guthrie irritato, strizzando gli occhi.
Devi fare il buffone, Hackermeyer. Il pagliaccio.
Gi, come te! Riprese a montare il fucile.
Ti accorgerai che  pi facile adattare la propria mentalit alla guerra che non alla pace,
osserv Guthrie.
Hackermeyer cerc di respirare dal naso, inghiott un po' di muco e toss. Maledetto
raffreddore!
Sai, non ti capisco, Hackermeyer, mi lasci perplesso. Sei la vera e propria Grande Faccia di
Pietra.
Hackermeyer infil un calzino sopra la canna dell'M1 e ricord che avrebbe voluto avere un
pezzo di tela cerata per proteggere il blocco dell'otturatore. Avrebbe potuto prendere quella di
Schumacher, gli venne in mente. Appoggi l'M1 alla parete della grotta e si sfreg gli occhi,
sbadigliando. Dio, se era stanco!
Mentre si soffiava il naso osserv Guthrie che stava aprendo una piccola busta azzurra dal
risvolto dentellato. Guthrie ricambi lo sguardo. Dal momento che sei muto come una tomba legger
la mia corrispondenza.
Hackermeyer pens alla lettera che aveva in tasca. Doveva mandare a Clara i soldi per il
funerale? Il suo viso s'indur. Ma certo, egli pens, far una corsa gi, all'ufficio postale!
Guthrie ridacchi. Ohim! gemette poi guardando il compagno. Io sono qui a sedere in una
grotta, in Germania, in mezzo alla bufera, con un Hackermeyer, e questa stupida sgualdrina mi chiede
di combinarle un incontro con un produttore!
Tuo padre conosce una quantit di gente in vista, osserv Hackermeyer. Non era una
domanda.
A mucchi. Perch, vuoi farti un provino?
La pelle si tese sugli zigomi di Hackermeyer. Come mai non sei ufficiale, allora?
Perch ho visto troppi film di guerra del caro vecchio genitore, rispose Guthrie. E so che la
sola cosa possibile per un eroe  arruolarsi in fanteria e farsi ammazzare.
Sicuro.
Guthrie sorrise; un sorriso pallido e smorto. Vuoi saperlo davvero, Hackermeyer?
Hackermeyer non rispose. Guthrie sbadigli, lev di tasca un pacchetto di sigarette e ne prese
una. Avrei potuto diventare ufficiale del Signal Corps, il Reparto trasmissioni, disse accendendo la sigaretta.
E allora perch non ci sei andato?
Oh... credo semplicemente di non avere voluto che il caro vecchio genitore facesse dell'altro
per me. O mi facesse dell'altro. Fiss per un momento la sigaretta, poi se la ficc tra le labbra e sbuff
qualche boccata di fumo. L! Vedi? Il buffone si spoglia del berretto e dei campanelli soltanto per
mettere a nudo la sua anima meschina!
Hackermeyer riabbass gli occhi. A che serviva? Non si capiva mai di che cosa stesse parlando,
Guthrie!
Sai una cosa? riprese questi. Dir a questa stellina di scrivere a te. Le dir che sei un grande
produttore, venuto qui unicamente per raccogliere gli elementi per un film di guerra. Che ne dici?
Hackermeyer grugn. Ricord che anche Foley gli aveva offerto di fargli scrivere dalla sua
ragazza. Chiss che impressione gli avrebbe fatto ricevere una lettera da quella... come si chiamava?
Ripens alla fotografia che aveva visto. Gli sarebbe piaciuto averla l da guardare, ora.
Tu ce l'hai la ragazza, Hackermeyer? domand Guthrie.
Fu sul punto di dire s, poi cambi idea. Perch darsi la pena di mentire?
No, rispose. E tu?
S e no. Ne ho avute diverse, ma di nessuna sono stato innamorato.
Hackermeyer fiss su di lui uno sguardo ostile. Che cosa c' di tanto grandioso? mormor.
Di tanto grandioso in che, Hackermeyer?
Hackermeyer deglut.
Nel sesso, mormor amaro.
Guthrie sbuff una boccata d fumo. Che c' di tanto grandioso nel sesso, dici? Sporse il
labbro inferiore e annu. Hai ragione. Che cosa c' di tanto grandioso?
Hackermeyer lev di tasca una tavoletta di cioccolato e ne strapp l'involucro.
Bene, tanto per cominciare, riprese Guthrie, noi soldati siamo attratti dal sesso perch
inconsciamente cerchiamo di creare nuove vite, per sostituire quelle che abbiamo distrutto, capisci?
L'ho letto da qualche parte. Sbadigli. Credo che in questo momento mi piacerebbe proprio creare
una nuova vita! Con una ragazza formosa.
Aspir forte, bruciando mezzo centimetro di tabacco, poi butt fuori il fumo. Anche l'amore 
guerra, inton poi, imitando Roosevelt. In entrambi i casi si punta su un obiettivo e lo si conquista.
Uomo sul campo di battaglia... e uomo a letto,  sempre la stessa identica persona. Guard
gravemente Hackermeyer. La risposta  omosessualit!
Hackermeyer s'irrigid.
Scherzo, Hackermeyer, prosegu in fretta Guthrie alzando una mano. Che c', non ti
piacciono i pederasti?
A te s?
Oh, ho detto amore, e amore sia!
Hackermeyer sent contrarsi i muscoli dello stomaco, sotto l'impeto della paura e della collera
che gli salivano nel petto. Se Guthrie faceva qualche tentativo...
Guthrie ridacchi. Hackermeyer! Se soltanto tu potessi vedere la tua faccia!
Non m'interessa.
Non temere, Hackermeyer. Mi piacciono le donne.
S?
S, ringhi Guthrie, il viso indurito per un attimo da una fugace espressione di collera. Poi
stese le gambe. Bene, non voglio pi turbarti, disse e sbadigli. Oh Dio, sveglia, Guthrie! Il mondo
ha bisogno di te! Lev dalla tasca interna un giornale e lo apr. Hackermeyer cerc di leggere il titolo:
In trappola i pirati del disco, diceva; la Federazione Americana Musicisti sulle tracce dei
contrabbandieri di musica leggera.
Ti attira? domand Guthrie.
Hackermeyer distolse in fretta gli occhi, ma dopo un momento torn a guardare il giornale.
Che cos'? domand.
Variety, Hackermeyer. Organo dell'industria del divertimento.
Hackermeyer accenn all'articolo. E quello che cos'?
Cercher di spiegartelo, disse Guthrie, con uno sbadiglio. Se riuscir a non sbadigliare per
un minuto. Dunque, gli operatori di juke-box registrano i dischi trasmessi alla radio, poi li mettono nei
loro juke-box senza pagare diritti d'autore. Non  deplorevole?
Hackermeyer fischi. Stupido! mormor.
Pu anche darsi, convenne Guthrie, voltando foglio. Ah, Chiacchiere! disse sporgendo le
labbra. Mmmh! Robert Paige  tornato dall'est e Bradford Ropes  partito per New York per una
breve vacanza. Buon divertimento, Bradford! Laraine Day ha preso l'influenza e Tallulah Bankhead 
guarita dalla laringite. Oh. Hackermeyer, credimi,  consolante essere al corrente delle notizie
quotidiane! Sbuff un po' di fumo. Ed ecco qui il caro vecchio genitore. Il copione di Man of Action
affidato dalla Metro a Gerald Guthrie. Proprio il caro vecchio paparino!
Come mai non  in guerra?
Oh, l'esercito non pu permettersi tanto lusso, rispose Guthrie sfogliando la rivista mentre
Hackermeyer lo guardava chiedendosi se egli odiasse suo padre.
Guthrie lesse qualche altra notizia facendo ironici commenti, poi si gett il giornale dietro le
spalle con uno sbadiglio. Il mondo continua, Hackermeyer. La vita ha i suoi diritti. Rimise l'elmetto
e butt via il mozzicone della sigaretta, sbadigliando.

Hackermeyer giaceva su un fianco, tendendo l'orecchio agli schianti ininterrotti delle bombe di
mortaio. Non riusciva a dormire. Gli bruciavano gli occhi e quando li chiudeva si sentiva affondare in
una vertiginosa oscurit che gli opprimeva il cervello come un peso materiale. Ma nemmeno quella
marea di buio gli conciliava il sonno. Ora i suoi occhi erano di nuovo spalancati.
Se almeno potessi capire che cosa mi prende, pensava. Lo pensava da ore. Si sentiva esausto e
desiderava dormire, ma il suo cervello rifiutava di fermarsi. Tornava di continuo al passato. In quel
momento era lontano le mille miglia dai suoi rapporti con Cooley e con tutti i compagni di squadra,
vivi o morti.
Era invischiato nei ricordi d'infanzia, rivedeva una dopo l'altra diverse scene che si
susseguivano indipendentemente dalla sua volont. Passeggiava per Prospect Park col babbo, stizzito
con lui che frignava perch non era riuscito a farsi comperare un sacchetto di noccioline americane. Era
in camera sua, una sera d'estate, e parlava in segreto con la ragazzina che abitava dall'altra parte del
viale, finch lo zio entrava per la terza volta, gli dava due ceffoni e chiudeva la finestra. Aveva portato
a casa un cagnolino spelacchiato e lo aveva messo a dormire sul divano del soggiorno, poi piangeva e
frignava perch sua cugina Clara non voleva lasciarlo l. In un impeto di collera strappava due pagine
dall'album di fotografie dello zio e le nascondeva sotto una sedia, all'insaputa di tutti. Andava
nell'autorimessa di un ragazzo che abitava vicino a loro e guardava con lui alcune fotografie
pornografiche che il ragazzo aveva rubato dalla scrivania del padre, ne prendeva di nascosto una e se la
portava a casa. Innumerevoli, inutili ricordi di colpa.
Quando finalmente si addorment il suo cervello continu a dipanare fili di pensiero, tormentosi
e opprimenti, questa volta. Sogn che il babbo cercava di entrare nella grotta, offrendogli la canna da
pesca se lo avesse lasciato venir dentro. E lui colpiva il babbo con la canna e gli gridava: Non puoi
entrare! Poi si udiva un fucilata e guardando fuori lui vedeva che il babbo era stato ucciso da una
pattuglia tedesca. Allora gli correva vicino e cercava di fermare con le mani il sangue che zampillava
dalle ferite e gridava: Mi dispiace, pap! Pap, mi dispiace! Mi senti? Mi dispiace, mi dispiace!
Poi i tedeschi gli si buttavano addosso, sparando. Si dest di soprassalto e sbatt la testa contro
la bassa volta della grotta. Con un gemito di dolore pieg la testa sulle ginocchia, scosso da un violento
tremito, premendosi le mani contro le tempie. Vorrei esser morto, pens. Vorrei esser morto; oh Dio,
vorrei esser morto!
17 DICEMBRE 1944
HACKERMEYER spalanc gli occhi. Qualcuno lo tirava per una gamba.
Piantala, mugol.
Maledizione, svegliati!
Intontito, Hackermeyer si appoggi a un gomito e guard verso l'ingresso della grotta. Era
ancora buio.
Vuoi tirarti fuori di qui? esplose Cooley. Sembrava infuriato.
Col cuore che gli batteva forte, Hackermeyer raccatt la propria roba e strisci fuori della
caverna, rabbrividendo. Faceva un freddo cane.
Ti sto cercando da mezz'ora, maledizione! lo rimprover Cooley.
Oh mi...
Hackermeyer s'interruppe, impacciato.
Perch diavolo non mi hai fatto sapere dove ti cacciavi, ieri sera?
Hackermeyer deglut e gli sembr che l'aria gelida gli congelasse la bocca. Non... non sono
riuscito a trovarla, si scus.
Oh guarda! Bene, lasciamo perdere; andiamo, ora. Sai dove sono gli altri?
Be', io...
Cooley sbuff, stizzito. Di chi non sei sicuro?
Be', io...
Muoviti, Hackermeyer. Non  il momento!
Di Tremont.
Era con me.  laggi, ora, disse Cooley accennando con la mano. E gli altri?
So dove sono.
Bene, allora radunali e portali su quel colle.
S?
E guarda dove accenno, perdio!
Hackermeyer strinse i denti inspirando aria, poi gir la testa e guard nella direzione verso la
quale accennava Cooley. S? mormor.
Portali lass. Ci sono gli autocarri delle cucine, l. Prendete qualcosa da mangiare, poi tornate
qui. Partiamo fra... Guard l'ora. Oh Cristo! Hai venticinque minuti di tempo. Muoviti, andiamo!
Bene.
Cooley grugn. Ci ritroveremo qui. Io devo andare dal capitano, ora. Scrut il viso di
Hackermeyer nel buio. Va tutto bene?
Hackermeyer rabbrivid. S, s.
Cooley se ne and e Hackermeyer lo segu con lo sguardo, mentre si affibbiava le giberne. ...
Che diavolo ha? mormor. Crede forse che io abbia cercato di sparire?
Sospir, poi si avvicin all'ingresso della grotta, ne strapp la coperta e diede un calcio alla
soprascarpa destra di Guthrie che grid per la sorpresa. Alzati! abbai Hackermeyer. Abbiamo
venticinque minuti per andare a mangiare e tornare qui!
Telefona al bureau che mi mandino la colazione a letto! mugol Guthrie.
Oh piantala! ribatt Hackermeyer allontanandosi dalla grotta. Che crepasse pure di fame,
Guthrie, quel bastardo! Si guard in giro accigliato e stizzito. Dove diavolo si erano cacciati
Fearfeather e MacFarland?
Li trov in una buca a ridosso di un argine, addormentati entrambi. Mentre si avvicinava alla
trincea, Hackermeyer sentiva l'erba ghiacciata scricchiolare sotto i suoi passi. Si accovacci e batt un
pugno su uno degli elmetti.
Ehi, che diavolo! grid MacFarland.
Sveglia!
Ma che ti piglia? Sei diventato scemo?
Hackermeyer rispose tenendo i denti stretti. Si parte tra venticinque... tra venti minuti. Se vuoi
mangiare, muoviti e vieni dietro a me; se no arrangiati!
Ma che cosa c', Hackermeyer? domand Fearfeather con voce impastata di sonno.
Hackermeyer and ad appoggiarsi a un albero poco discosto, poi se ne stacc e rimase ad
aspettare impaziente, scalpitando. Ma chi crede di essere, dopo tutto? pens. Che si cerchi qualcun altro
per aiutante. Non gliel'ho chiesto io, questo maledetto lavoro. All'inferno! Chi lo vuole? Si raschi la
gola e sput catarro. Stupido maledetto incarico! Si guard in giro con espressione feroce. Andare in
quel suo ranch della malora? Ma neanche se lo avesse pagato, ci sarebbe andato!
Rabbrivid violentemente e si morsic il labbro inferiore con tanta forza da farsi male. Si sent
pizzicare gli occhi e lott con rabbia disperata contro quel pizzicore.
Ma lasciatemi stare! mormor. E il tremolio della propria voce gli accrebbe la collera.

Cooley fece un rapido cenno con le mani, a palme in gi, e tutti si gettarono a terra.
Hackermeyer fissava con sguardo assente il terreno ricoperto di una crosta di ghiaccio, i ciuffi d'erba
che il gelo aveva trasformati in taglienti lame verde-grigio. Davanti a lui c'era una pozzanghera
ghiacciata: ruppe il ghiaccio col calcio del fucile.
Hack!
Alz gli occhi e vide che Cooley gli faceva segno di venire avanti. Accenn ad alzarsi, ma un
rapido gesto di Cooley lo fece ricadere immediatamente. Agitato da un impeto di collera avanz
strisciando e fissando il terreno.
Guarda l, disse Cooley, segnando a dito un punto.
Hackermeyer vide soltanto una piccola radura circondata da una siepe, a una quarantina di metri
da loro e, dietro, una bassa collina bianca di ghiaccio.
Sai che cos'? domand Cooley.
Che cosa?
Un bunker.
Hackermeyer rabbrivid, poi si sforz di vincere l'irritazione.
Perch non sparano, allora? domand.
Vedi quel cespuglio? Quello scuro, laggi?
Hackermeyer sent accelerare i battiti del cuore. Un bunker. Ci si sarebbe gettato sopra di corsa
se Cooley non l'avesse fermato.
Vedi quell'apertura dietro il cespuglio? domand ancora il sergente.
Hackermeyer strizz gli occhi. S.
 la feritoia. Cooley si guard in giro. Resta qui.
Dove vuole andare? La domanda sfugg dalle labbra di Hackermeyer prima che potesse
trattenerla.
A chiedere che lo bombardino. Tu non ti muovere, per ora.
Il sergente prese ad allontanarsi strisciando. Un improvviso crepitare di mitragliatrici esplose
dal mezzo della collina e i proiettili cominciarono a fischiare nell'aria, rimbalzando contro gli alberi.
Hackermeyer si appiatt contro terra, poi si spost cautamente per vedere se il sergente non fosse stato
colpito. Lo segu con gli occhi mentre avanzava rapidamente. Un geyser di terriccio sprizz vicino a
una gamba di Cooley.
Sparagli un po'! grid il sergente un attimo prima che la mitragliatrice tacesse.
Hackermeyer torn indietro, poi gir la testa. Sergente? chiam, accennando al bazooka.
Cooley si strinse nelle spalle. Prova un paio di colpi se credi, disse dubbioso.
Prima che Hackermeyer avesse il tempo di chiamarlo, MacFarland arriv di corsa e piomb a
terra accanto a lui. Salve, tesoro!
Che?
Oh Dio, niente, mormor MacFarland prendendo un razzo. Speriamo che questo bastardo
funzioni!
Hackermeyer pos il fucile, si lev dalle spalle il bazooka e prese la mira. Sent la culatta
dell'arma sussultare quando MacFarland vi infil il razzo. Intorno a loro tutti i soldati della squadra e
del plotone sparavano alla feritoia del bunker. Quando il bersaglio non era umano nessuno risparmiava
munizioni, pens Hackermeyer.
MacFarland strisci al suo fianco. Pronto, disse. Hackermeyer gir la testa a guardarlo e not
come spiccava la cicatrice bianca sul suo mento.
Dove te la sei fatta, quella cicatrice? domand senza pensare.
Giocando a baseball, rispose MacFarland. Coraggio, spara!
Nessuno dietro? domand Hackermeyer fissando lo sguardo attraverso il mirino e
stringendosi il bazooka alla guancia.
Se c' qualcuno si frigger il sedere!
Maledizione...
No! Non c' nessuno, si affrett ad assicurarlo MacFarland. Buon Dio, com' che sei cos
gongolante?
Hackermeyer si appoggi bene e mir alla fessura nera dietro il cespuglio, inspir una boccata
di aria gelida, poi trattenne il respiro e tir il grilletto. Non avvert rinculo, ma immediatamente alle sue
spalle echeggi un liquido rombo. Un attimo dopo sul fianco della collina tuonava una violenta
esplosione.
Hackermeyer fiss il punto dov'era la feritoia e dove ora si arricciava un nuvola di fumo. Aveva
colpito il bersaglio?
Caddero entrambi col viso contro terra mentre dalla fessura avvampavano raffiche di
mitragliatrice e i proiettili volavano fischiando sopra le loro teste.
Bel colpo! esclam MacFarland.
Va' all'inferno! grid di rimando Hackermeyer.
La traiettoria del fuoco tedesco si abbass bruscamente, squarciando il terreno ghiacciato
davanti a loro. Hackermeyer sent sul collo uno spruzzo di terriccio.
Leviamoci di qui! disse MacFarland.
Cooley ha detto...
Indietro! url in quel momento la voce di Cooley. MacFarland balz in piedi e si gett
correndo verso il folto degli alberi. Hackermeyer gir la testa a guardarlo e lo vide cadere proprio
mentre la linea del fuoco tedesco raggiungeva gli alberi. L'hanno preso, pens. Ma finita la raffica
MacFarland balz di nuovo in piedi e riprese a correre, insieme con Fearfeather e Tremont.
Hackermeyer avvert una fitta al cuore. Dov'era Guthrie?
Ci ritiriamo negli spogliatoi, Hackermeyer? domand la voce di Guthrie, poco distante.
Hackermeyer si volse di scatto e lo vide al riparo di un albero abbattuto, alla sua destra. Torn a
guardare il bunker. D'impeto pos il bazooka e si port alla spalla l'M1, mir con cura e spar alla
feritoia. Immediatamente il fuoco della mitragliatrice rallent, poi cess del tutto. Hackermeyer ud i
propri proiettili che rimbalzavano sul cemento.
Hack!
Si guard in giro.
Ho detto indietro! grid Cooley.
S, s. Hackermeyer si alz a mezzo, ma una nuova raffica di mitragliatrice lo fece ripiombare
goffamente a terra. Strisciando da un riparo all'altro, torn accanto a Cooley.
Quando dico indietro intendo indietro, brontol il sergente.
Volevo soltanto... S'interruppe di colpo, irritato al pensiero che si stava comportando
esattamente come aveva fatto Linstrom quando Cooley lo aveva rimproverato perch arrischiava la vita
per strappare un inutile paletto.
Volevi che cosa? domand Cooley.
Niente, niente.
Il sergente lo fiss per un attimo, poi distolse lo sguardo. Sta' gi!
Sissignore. Hackermeyer si accoccol dietro un albero e pos bazooka e fucile. Perch
prendersela tanto? pens.
Quando risuonarono le prime esplosioni sporse la testa da dietro l'albero: le bombe di mortaio
piovevano sul bunker.
Guthrie venne a sedere accanto a lui.
Sembra il rumore della risacca a Malibu, osserv.
Hackermeyer si rabbui in viso. Perch non lo lasciava stare, Guthrie? Che cosa cercava di fare,
prenderlo in giro? Sent un improvviso, acuto desiderio che Guthrie tentasse qualcosa per avere la scusa
di pestargli la faccia col calcio del fucile.
Chiuse gli occhi rabbrividendo. Che cosa diavolo gli era preso? Perch mai era diventato cos
sanguinario? Qualunque problema si trovasse di fronte, l'unica soluzione che sapeva trovare era la
violenza. Cerc di vincere col ragionamento quel senso di disagio. Era in guerra; la violenza faceva
parte del suo lavoro. Ma non pot nascondere a se stesso che era diventato qualcosa pi di un lavoro,
per lui.
Preparatevi!
Hackermeyer si guard intorno e vide il sergente accoccolato a poca distanza.
Tra un momento i mortai lanceranno granate fumogene, spieg Cooley alla squadra. Subito
dopo avanzeremo noi. Gettate bombe a mano contro la feritoia. Hack, probabilmente dovremo usare il
bazooka contro la porta posteriore.
Hackermeyer grugn.
Eccoci alle solite, brontol Guthrie. I Giovani Esploratori Americani all'assalto!
Hackermeyer si alz su un ginocchio e si pose il bazooka di traverso sulla schiena, poi prese
l'M1 e ne controll la carica. C'erano rimaste soltanto due cartucce; le tolse e inser un caricatore
nuovo. Non voleva pensare a uccidere tedeschi. Se capitava, capitava; se no...
Le esplosioni cessarono.
Avanti! grid Cooley.
Hackermeyer balz in piedi e part di corsa. La collina e la radura erano nascoste da una pesante
nube di fumo bianco.
La mitragliatrice riapr il fuoco non appena essi raggiunsero la siepe. Hackermeyer e Guthrie
piombarono contemporaneamente a terra. Guthrie piant nel terreno il supporto del BAR e cominci a
sparare dentro la nube di fumo e Hackermeyer spar alla cieca nella medesima direzione. Il fuoco della
mitragliatrice germanica spazzava l'area, squarciando la siepe e facendo volare nell'aria sciami di
schegge.
Dieci minuti dopo erano di nuovo nel bosco. Un osservatore dell'artiglieria venne a vedere e
chiese che si cannoneggiasse il fortino. Finito il bombardamento la compagnia avanz di nuovo,
protetta da un secondo schermo di fumo.
Sedici minuti dopo le raffiche della mitragliatrice l'avevano ricacciata nel bosco.
E adesso? brontol Hackermeyer lasciandosi cadere dietro un albero.
Che cosa, figliolo? domand Guthrie, portandosi una mano dietro l'orecchio a mo' di cornetto
acustico.
Hackermeyer aveva deciso di ignorare la domanda, quando sent una fitta di rimorso per il
modo come aveva trattato il compagno quella mattina. Nonostante tutte le sue idiozie, Guthrie era un
ottimo soldato. Si gettava avanti al primo ordine e non aveva bisogno di essere stimolato, per sparare
sulle posizioni nemiche.
Ho detto e adesso? ripet.
Guthrie si strinse nelle spalle. Lo sa il cielo! Avremmo bisogno di un copione di Gerald
Guthrie, ora. Lui saprebbe immaginarlo.
Si girarono entrambi, di scatto, al rombo accompagnato da una serie di schianti. Un
lanciafiamme dirigeva le sue bordate di fuoco sul bunker. Il fumo del fosforo si era alzato e
Hackermeyer vide i getti di benzina incendiata che saettavano attraverso la radura bruciando ogni cosa
dove passavano e penetrando nella feritoia. Guardando a sinistra Hackermeyer vide due soldati che si
avvicinavano al fianco opposto del fortino, trasportando un grosso palo che recava in cima una sorta di
fagotto.
Che cos' quella roba? domand.
Una carica di esplosivo, rispose Guthrie.
Hackermeyer segu con lo sguardo i due uomini che avanzavano verso il fortino, a volte
carponi, a volte strisciando; vide spruzzi di terriccio alzarsi tutt'intorno a loro e si chiese di dove
provenisse il fuoco.
Sparate a quegli alberi! grid Cooley.
Hackermeyer prese subito a sparare, dispiaciuto di non avere un bersaglio preciso.
Probabilmente c'erano cecchini, su quegli alberi, ma chi mai poteva saperlo di sicuro? Gli venne in
mente che il fuoco poteva anche provenire da un'altra postazione difensiva. Per un momento ebbe
un'agghiacciante visione di una serie di fortini tedeschi posti a sbarrare, uno dopo l'altro, la via verso
Saarbrcken.
Torn a guardare i soldati che portavano il palo. Uno si torceva sul terreno, premendosi le mani
sul fianco sinistro. L'altro proseguiva da solo, spingendo il grosso palo e avanzando con tanta lentezza
da sembrare fermo. Ma qualche momento dopo il fuoco del lanciafiamme era cessato e l'uomo aveva
collocato il suo palo proprio sotto la feritoia. Ora si stava allontanando di corsa, si gettava a terra.
Cessate il fuoco! comand Cooley.
Un pesante silenzio avvolse ogni cosa. Passarono alcuni secondi, mezzo minuto. Guthrie
ridacchi.
Che cosa  successo? domand Hackermeyer.
Probabilmente la carica  umida, rispose Guthrie scuotendo la testa. No, paparino non
avrebbe mai scritto una scena simile.
Osservarono il soldato che trascinava via il compagno ferito. Poi arriv di nuovo l'osservatore.
In posizione, bambini! motteggi Guthrie stirandosi.
Il bombardamento dur diciotto minuti, concluso da una salva al fosforo bianco. Era appena
finito che gi Cooley balzava in piedi e li faceva partire di corsa. Hackermeyer si alz, con le orecchie
che fischiavano, e si lanci in direzione del bunker. Questa volta non c'era nessuna mitragliatrice a
fermarli. Hackermeyer scavalc la siepe del recinto e prosegu attraverso la radura, aggirando i crateri
delle bombe. Mentre correva si lev dalla cintura una bomba a mano e la prepar per il lancio. Alle sue
spalle sentiva correre tra il fumo fluttuante altri soldati. Il silenzio inaspettato sembrava avere qualcosa
di magico; niente scariche n esplosioni, soltanto i rapidi schiocchi delle soprascarpe sul terreno.
Tra il fumo apparve la collina. Hackermeyer attacc il pendio e trasal all'apparizione di un
soldato davanti a lui. Il soldato gir la testa: era Guthrie. Poi not il cespuglio che gli aveva additato
Cooley e dietro a esso la feritoia dalla quale sporgeva la canna di una mitragliatrice. Guthrie lanci
nell'apertura una bomba a mano e si gett di lato trascinando con s Hackermeyer. Dopo un attimo
questi si rialz barcollando e riprese ad arrampicarsi, con la sua granata in mano. Dentro al bunker
risuon un'esplosione soffocata. Hackermeyer continu ad arrampicarsi finch ebbe raggiunto il
sommo della collina.
Gli tremavano tutti i muscoli. Sotto di s vide una fila di tedeschi che emergevano dalla porta
posteriore del bunker. Prima ancora di rendersene conto, aveva gi strappato il nastro della bomba a
mano. La scagli in mezzo ai tedeschi e istintivamente si gett a terra. Il rombo dell'esplosione non si
era ancora spento che gi egli stava sparando sui superstiti, mirando con cura. Ne vide uno alzare le
mani. Spar e il tedesco cadde all'indietro, con un'espressione sbalordita. Hackermeyer alz la canna
del fucile e mir ancora.
Il calcio di una soprascarpa fece schizzare di lato l'M1. Hackermeyer gir di scatto la testa,
alzando gli occhi, e si trov al fianco il sergente Cooley.
Non vedi che si arrendono?
I denti di Hackermeyer presero a battere. Li strinse forte, fissando in silenzio il sergente con
espressione confusa e stupita. Cooley lo fiss a sua volta per un momento, poi si gett correndo gi per
il ripido pendio. Hackermeyer rest disteso dov'era, tremando e accompagnando con lo sguardo il
sergente che si allontanava. Altri soldati intanto scendevano lungo il pendio, col fucile puntato sui
tedeschi. Hackermeyer avrebbe voluto alzarsi a sua volta, ma si sentiva svuotato di tutte le forze.
Un'improvvisa raffica di mitragliatrice part dagli alberi e Hackermeyer vide i tedeschi
accartocciarsi sul terreno, falciati dai proiettili; vide Cooley e gli altri soldati americani gettarsi a terra e
giacere immobili. Un velo nero gli cal sugli occhi. Balz in piedi con un grido roco e si gett a
precipizio gi per il pendio, sparando col fucile appoggiato al fianco. Piomb sopra il mucchio dei
tedeschi, inconscio del movimento delle proprie gambe. Gli pareva di galleggiare dentro un mare nero
e agitato.
Qualcosa gli si avvinghi attorno a una caviglia e lo fece cadere in avanti, lungo disteso.
Ansimando, scalci per liberarsi e fece per rialzarsi. Un corpo cadde sopra il suo, inchiodandolo contro
terra. Hackermeyer si contorse selvaggiamente.
Piantala! gli grid all'orecchio la voce di Cooley.
Hackermeyer si sent svenire. Rest immobile, scosso dai brividi, sotto il peso di Cooley, a
malapena consapevole dei colpi di mortaio che esplodevano davanti a loro.
Cessato il fuoco della mitragliatrice Cooley si sollev cautamente su un ginocchio, guardando
verso gli alberi. Dopo qualche momento si volt verso Hackermeyer.
Che cosa hai intenzione di fare, di vincere la guerra tu da solo? domand.
Hackermeyer non riusc a muovere la lingua. Scosse la testa, con gesti lenti, mentre Cooley
accennava al bunker.
Vacci con Guthrie e vedi se sono usciti tutti, disse il sergente.
Hackermeyer si tir in piedi e si avvi vacillando verso il fortino, consapevole dello sguardo di
Cooley che lo accompagnava. Guard il suo fucile e si avvide che l'otturatore era aperto. Cerc di
prendere un caricatore, ma esso gli sfugg dalle dita; senza fermarsi ne prese un altro, lo fece scivolare
nell'M1 e richiuse l'otturatore, evitando per un filo di farsi pizzicare il pollice. Gli pareva di avere tutti i
muscoli fatti di gelatina tremolante. Oltrepass la soglia e piomb nella stanza semibuia.
Sul pavimento di cemento armato erano sparsi cadaveri di soldati tedeschi. Uno aveva la gola
squarciata, dalla quale zampillava ancora il sangue. Il tanfo della stanza penetr nel cervello di
Hackermeyer, che cadde contro il tavolo, spingendolo violentemente di lato, tir un calcio a una
seggiola, poi a un'altra.
Calma! lo rimprover la voce beffarda di Guthrie.
Hackermeyer gir sui tacchi e Guthrie fece un salto indietro, sorpreso. Per l'amor di Dio!
esclam. Puntalo da un'altra parte, quell'affare!
Hackermeyer abbass la canna dell'M1, mentre gli sfuggiva dalle labbra un sospiro tremante.
Ci sono tedeschi? domand poi con voce aspra e roca.
Senza distogliere lo sguardo dal viso del compagno, Guthrie accenn con la mano al pavimento.
Vivi, intendo, precis Hackermeyer.
Guthrie lo guard fisso.
No, Hackermeyer.
Si fissarono l'un l'altro ancora per qualche momento, poi Hackermeyer volt le spalle e si avvi
alla porta, evitando per un filo di inciampare in un cadavere. Pos bruscamente un piede per riprendere
l'equilibrio e avvert uno scricchiolio sotto un tacco. Gir la testa a guardare: aveva schiacciato un dito
del tedesco.
Usc barcollando dal bunker, con gli occhi fissi al terreno bianco di gelo, e per poco non si
scontr con Cooley.
Niente, mormor, e fece per proseguire, ma il sergente lo trattenne. Vieni qui, disse.
Hackermeyer s'incammin al suo fianco, rigido, notando che Fearfeather e MacFarland lo
guardavano fisso. Bastardi ficcanaso! pens.
Cooley si ferm all'ombra di un pino. Siediti, ordin.
Non sono stanco.
Siedi! Il sergente premette una mano sulla sua spalla e Hackermeyer scivol gi. Cooley si
accoccol accanto a lui. Respira forte, coraggio. Ancora.
Hackermeyer inspir forte. Toss, poi sternuti.
Va meglio? domand Cooley.
Non ho niente, io! protest Hackermeyer.
S che hai qualcosa!
Hackermeyer abbass gli occhi sul terreno e gli sembr di vederlo ondeggiare. Chiuse gli occhi,
ma trasal e li riapr subito quando il sergente sedette accanto a lui.
Non fumi? domand questi.
Hackermeyer deglut. No.
Cooley gli pos una mano sulla gamba. Che cos'hai, figliolo?
Non c' niente... S'interruppe, stizzito. Niente.
Perch hai sparato a quel tedesco? Aveva alzato le mani!
Non avevo visto.
Cooley grugn. Bene, passiamotela per buona. Purch tu comprenda che un soldato pu...
ritrovarsi con le idee un po' confuse, in guerra.
Hackermeyer si appoggi al tronco. Ma lasciatemi stare! pens.
Ti senti meglio, ora? insistette Cooley.
Ma sto benone.
Ti do ai nervi, stamane?
Hackermeyer deglut. No. Armeggi intorno alla borraccia, ma non riusc ad aprire la fibbia.
La guard adirato, poi si sfil con rabbia un guanto, apr con uno strappo la custodia e ne tolse la
borraccia con un gesto cos nervoso che gli scivol dalle mani. La raccatt evitando lo sguardo di
Cooley e ne svit il tappo con le dita tremanti. L'acqua gli sgocciol sul mento. L'asciug bruscamente,
mentre Cooley lo osservava senza parlare.
Hackermeyer ripose la borraccia. Ci fermiamo qui? domand.
Ci stiamo raggruppando, rispose Cooley. Senti, Hack... Lo so che sono stato io a dirti che il
tuo mestiere  quello di ammazzare i kraut.  cos... e te la cavi benissimo, ma... Bene, devi stare
attento a non... scaldarti al punto di non poterti pi fermare.  un lavoro, Hack, non... un modo di
vivere, non so se mi spiego!
Gir la testa e sput. Guardiamo le cose come sono, Hack, riprese. Quando uccidiamo non
siamo pi uomini, siamo animali... e questo non  certo un complimento per gli animali. Lo Zio Sam ti
dice: Bene, ragazzi, ammazzate tedeschi finch vi piace, divertitevi!
Hackermeyer guard da un'altra parte, a occhi bassi.
Non  un segreto, Hack, prosegu il sergente. Sappiamo tutti che uccidere pu essere un
divertimento.  eccitante, che diavolo! Ma l'eccitazione cammina in fretta, Hack... molto in fretta. Se ti
lasci prendere la mano, finir per diventare una malattia. Pu ridurti a un tale stato animalesco da non
lasciarti pi alcuna possibilit di riprenderti. Io lo so, credimi; lo so bene.  gi accaduto. Non so quale
sia veramente il tuo... passato; da quel che me ne hai detto l'altro ieri immagino sia stato piuttosto duro,
ma non lasciare che essa influisca su quel che stiamo facendo qui. Non lasciare che questa guerra
diventi parte della... fece un gesto vago con le mani ... lotta, qualunque essa sia, che ha luogo dentro
di te.
Hackermeyer inspir una profonda boccata d'aria e la lasci uscire lentamente. Non lo sto
facendo, mormor.
Cooley tacque per qualche momento.
Sai che cosa facevi, l'altro giorno? domand poi. Sul pendio, mentre i kraut si gettavano
contro di noi?
Hackermeyer s'irrigid.
Urlavi, Hack, fin il sergente.
Hackermeyer rabbrivid. E con questo? disse una voce dentro di lui.
Hack, non intendo farti la predica n... ritrattare quel che ti ho detto a proposito di uccidere i
kraut. Voglio soltanto... metterti in guardia, perch ti voglio bene.
Non  affatto vero! esplose selvaggiamente la voce dentro di lui.
Il guaio con queste uccisioni... all'ingrosso, riprese Cooley,  che... bene, che l'individuo fa
pi male a se stesso di quanto non ne faccia ai tedeschi che ammazza. Avrei forse dovuto dirtelo prima,
ma credo di non avere mai riflettuto su questo argomento. L'individuo che uccide per difendere la
propria vita (ed  quel che noi facciamo, vero, Hack? Uccidiamo per difendere la nostra vita)...
l'individuo che fa questo... non si sente portato verso le amicizie. Si chiude in se stesso. Non vuole
nessuno intorno. Pu darsi che mi sbagli, ma... ho il sospetto che tu sia sempre stato cos, in tutta la tua
vita, e... Bene, forse la guerra, con tutte le sue uccisioni, ha peggiorato le cose. Per questo vorrei che tu
ci stessi attento.
Oh davvero? disse la voce, sarcastica.
Tu hai bisogno di amici, lo so, prosegu Cooley. Tutti ne hanno bisogno. Tranne gli
assassini. Oh non intendo certo fare un confronto fra te e un assassino, per carit! Per l'amor di Dio, sei
soltanto un bambino. Ma pu accadere.  gi accaduto sotto i miei occhi. Avevo un ragazzo, nella
squadra, che  diventato davvero un assassino. Si era ridotto a un tal punto di aberrazione, Hack, che mi
girava continuamente intorno chiedendo: Quando andiamo all'assalto? Quando mi manda di pattuglia?
Hackermeyer rabbrivid.
Si era ridotto al punto, quel poveretto, da non desiderare altro che far fuori kraut, riprese il
sergente. Non mangiava, non dormiva, non parlava, niente. O se ne stava in disparte a pulire il fucile o
stava addosso a me, a chiedermi di mandarlo in pattuglia. Fin per sembrare uno spiritato, Hack. Lo
avrei rimandato indietro volentieri, ma ero cos a corto di uomini che non mi fu possibile. E oltre tutto,
era in gamba. Terribilmente in gamba.
Fece un gesto con le mani.
E alla fine c' rimasto, Hack. Come stavi per restarci tu, davanti... a una mitragliatrice. Si
gett avanti correndo, sparando e urlando come un matto... La voce di Cooley si spense in un sospiro.
Le pallottole lo tagliarono quasi in due.
Restarono per un po' in silenzio. Non cerco di farti la predica, figliolo, disse finalmente
Cooley.
Gi!
Andiamo! grid qualcuno.
Cooley batt una mano sul braccio di Hackermeyer.  ora di muoversi, figliolo, disse
alzandosi. Prendila con calma.
Hackermeyer si alz a sua volta e si allontan dal sergente. Mentre la squadra si rimetteva in
moto, Guthrie gli si avvicin.
Ti stava raccontando storielle di morte, il sergente? domand.
Hackermeyer continu a tenere lo sguardo fisso davanti a s. Orazio mi stava dicendo...
S'interruppe bruscamente.
Chi?
Hackermeyer contrasse le labbra nel viso che sembrava di pietra.
Orazio? Guthrie sembrava incredulo. Non mi dirai che il nome di battesimo di Cooley ...
No, no, vuoi scherzare, Hackermeyer!
Hackermeyer sent la nausea sconvolgergli lo stomaco. Vide chiaramente se stesso, spogliato di
tutte le finzioni, che colpiva alle spalle Cooley con un infantile trucchetto da quattro soldi. Non si era
mai sentito tanto spregevole.

A met del pendio incontr due portaferiti con una barella. Hackermeyer not le croci rosse sul
davanti e sui lati del loro elmetto, sulla fascia che portavano a entrambe le braccia. Mentre la barella
passava accanto a loro cinque, osserv il ragazzo diciottenne che vi giaceva: fingeva un'assoluta
indifferenza per la propria ferita al capo, come sperasse di poterne alleviare le conseguenze
ignorandone la gravit. Anche il viso dei portaferiti era assolutamente privo di espressione, come se
essi pure volessero evitare qualunque compartecipazione emotiva alle sofferenze del ragazzo, come
fossero ben decisi a restare estranei a qualunque atmosfera di morte potenziale, per timore di rimanerne
vittime loro stessi.
Mentre si allontanavano, Hackermeyer not che sulla parte posteriore del loro elmetto c'era una
croce rossa.
Non ti agitare, ora, disse Fearfeather al ragazzo ferito. Guarirai presto!
Il ragazzo non rispose. Continu a giacere immobile, con gli occhi fissi al cielo grigio.
Povero ragazzo! sospir Fearfeather, levandosi gli occhiali e strofinando con cura le lenti.
Lui almeno  fuori dei pasticci, ora, disse MacFarland.
Hackermeyer guard l'esile ragazzo del Missouri. A che cosa pensava? Che tra poco, forse, il
ragazzo ferito avrebbe raggiunto i suoi cari, sull'altra riva?
Chiss quando finir, questa guerra, disse Tremont con un filo di voce.
MacFarland rutt. Ho sentito dire che ai Lloyds di Londra si scommette venti contro uno che
per Natale sar finita.
Davvero? esclam Tremont pieno di speranza.
Guthrie sghignazz.
Che c'? domand MacFarland in tono di sfida.
Se ai Lloyds di Londra scommettessero sulla guerra tutte le volte che l'ho sentito dire, non
avanzerebbe loro nemmeno il tempo per fare un'assicurazione.
Allora non ci credi? domand MacFarland.
Non ci credo.
Bene, in ogni caso penso che non dovremmo credere alle voci soltanto perch ci fa comodo,
disse Fearfeather, tornando a inforcare gli occhiali.
MacFarland fece il viso acido e tutti continuarono a mangiare in silenzio per un po', poi Guthrie
lev di tasca un libriccino e lo sfogli. Hackermeyer aguzz gli occhi per leggerne il titolo: French
Phrase Book.
Guthrie ridacchi. Quando finalmente ero riuscito a imparare a memoria qualche frase, disse,
siamo arrivati in Germania. Cos devo ricominciare a studiare come si dice: ' Dov' il gabinetto? '
Fearfeather rise piano.  buffa davvero!
Io sono un tipo molto buffo, ribatt Guthrie.
Puoi dirlo! esclam MacFarland.
Hackermeyer distolse gli occhi dai compagni e fiss lo spazio davanti a s. Udiva le loro voci
soltanto come un mormorio ritmico.
Per tutta la giornata aveva cercato di non pensare e c'era riuscito senza troppe difficolt.
Avevano marciato senza fermarsi, da quando avevano lasciato il bunker. Ma ora si erano fermati e
Cooley aveva detto che probabilmente la sosta sarebbe stata piuttosto lunga. Non poteva pi evitare i
pensieri. Si sentiva ribollire il cervello. Doveva lasciarlo sfogare, altrimenti la pressione dolorosa si
sarebbe fatta intollerabile.
Non lasciare che questa guerra diventi parte della lotta, qualunque essa sia, che ha luogo dentro
di te.
Era questo che stava facendo? Era questa la ragione per la quale si era sentito tanto nervoso...
tanto colpevole per tutto quel che faceva e diceva? Ripens all'uccisione del tedesco. Davvero il
soldato aveva inteso arrendersi? E lui aveva visto che voleva arrendersi e gli aveva sparato
ugualmente? Non riusciva a ricordarlo. Era certo di aver visto il tedesco alzare le braccia... ma il suo
cervello aveva registrato quel gesto come un segno di resa? Non poteva avere pensato che il tedesco
stesse per lanciare una bomba a mano? Forse non c'era stato niente di grave, dopo tutto. Se lui fosse
stato sovreccitato e non avesse interpretato esattamente il gesto del tedesco, allora tutta la lezione di
Cooley sarebbe stata nient'altro che un'inutile predica. In fin dei conti non l'aveva mai fatto prima, no?
Quando aveva ucciso tutti gli altri tedeschi aveva sempre avuto una buona ragione. Calcol
mentalmente quanti erano stati e trasal al totale. Tanti, erano stati? Non os nemmeno cominciare il
calcolo di quelli che poteva avere uccisi durante il contrattacco.
Bene, all'inferno tutto quanto! esplose la solita voce. Che cosa voleva, Cooley? O uccidi o non
uccidi. Se devi fare tante discriminazioni, tanto vale rinunciare in partenza. In combattimento non c'
tempo per valutare caso per caso. O tiri in fretta il grilletto o ci lasci la pelle. Cooley lo sapeva
benissimo. Che cosa gli girava per la testa? Un momento ti parlava di medaglie, e un momento dopo ti
dava una lavata di testa.
Sent stringersi lo stomaco da un'ondata di sconforto che gli fece pesare come piombo quel che
aveva mangiato. Non poteva pi cercare giustificazioni contro i rimproveri di Cooley. Aveva bisogno
della sua approvazione. Quella constatazione era sgradevole, ma inconfutabile. L'agitazione, lo
sconforto che l'avevano assalito quella mattina per la disapprovazione di Cooley dimostravano in modo
lampante che...
Forse era quello il motivo. Forse il rimprovero di Cooley lo aveva sconvolto al punto da indurlo
a sparare sul tedesco che si arrendeva. Forse aveva agito senza pensare, ecco tutto.
Fiss lo sguardo vuoto sugli alberi lontani, consapevole di non avere trovato la risposta. Di
certo sapeva soltanto di essere dispiaciuto a Cooley. Ma forse, se fosse morto, Cooley lo avrebbe
rimpianto! Gli pareva che quella fosse l'unica risposta; una soluzione terribile ma logica. Per quello,
forse, si era gettato contro la mitragliatrice: per rimediare al proprio errore e ottenere cos che Cooley
gli volesse bene di nuovo.
Vide se stesso gettarsi con tutto il corpo sopra una bomba a mano tedesca, facendo schermo
all'esplosione e salvando cos tutti gli altri. Vide se stesso gettarsi all'assalto di una postazione di
mitragliatrici che stavano falciando la squadra, si vide scagliare una bomba a mano in mezzo ai
tedeschi e poi aggredire alla baionetta i superstiti, battendosi fino alla morte. Vide se stesso distruggere
un bunker che arrestava l'intera avanzata americana su Saarbrcken. Come in sogno, vide se stesso
morto e Cooley inginocchiato accanto a lui, con gli occhi fissi al suo viso pallido e immobile. Vide una
lacrima rotolare sulla guancia del sergente, lo ud sussurrare: Addio, Hack...
Si riscosse, portandosi una mano agli occhi. Non riuscirete a farmi piangere! pens, furioso.
All'improvviso, illogicamente, pens ai propri denti. Non se li era pi lavati da quando aveva perso lo
spazzolino. Se non rimediava presto gli si sarebbero cariati e...
All'inferno anche i denti! Gli si tese la pelle sugli zigomi. Che si cariassero pure! Che
diventassero come gruviera, per quel che gliene importava! E non avrebbe nemmeno finito di
mangiare! Avrebbe buttato via quella maledetta roba!
Oh numi! esclam Guthrie, sorpreso.
Che c', Guthrie? domand Fearfeather.
Quanti ne abbiamo, oggi?
Mi pare che sia... Oh cielo, che giorno ? Fearfeather sembrava divertito. Si perde la
nozione del tempo, quass!
Mi pare che sia il giorno... sedici, no? disse Tremont.
II diciassette, corresse MacFarland.
Hackermeyer guardava la cicatrice sul suo mento e vedeva la mazza di baseball che lo colpiva,
spaccandogli la pelle. Sbatt le palpebre, immaginandone il dolore.
Buon Dio, allora  il mio diciannovesimo compleanno, annunzi Guthrie.
Davvero? Fearfeather sembrava sinceramente sorpreso. Ti auguro molti altri felici
compleanni, vecchio!
Meno male che non hai detto ' come questo '! esclam Guthrie.
Fearfeather rise piano. Ti capisco!
Dolente di non averti potuto preparare una bella torta, aggiunse MacFarland.
Oh, che bisogno c' di torte, quando abbiamo i biscotti per cani? ribatt Guthrie
addentandone uno.
Cos dunque, hai diciannove anni, riprese Fearfeather sorridendo. Bene, eccoti un regalino
di compleanno. E gli tese il pacchetto di due sigarette della propria razione.
Oh, non dovevi...! protest Guthrie.
Non c' niente di troppo buono per lei, signore!
Fa' un discorso! propose MacFarland.
Miei cari amici, cominci Guthrie, allargando le braccia in un gesto benedicente. Un giorno,
durante il triste periodo noto come periodo di istruzione, ricevemmo l'ordine di scavare buche. Spinto
da un inconsueto impeto di energia, presi ad ammucchiare terra sugli orli della mia buca perch gli
aerei nemici che si trovassero per caso a volare nel cielo della Georgia non potessero scoprire la mia
posizione. Mentre ero impegnato in tale lodevolissima operazione un colonnello arriv camminando a
grandi passi presso la mia buca e...
E tu gli hai sparato! l'interruppe MacFarland.
No! No, non gli ho sparato perch sapevo che era venuto a ispezionare le difese. E cos fece.
Venne direttamente alla mia buca e mi disse: ' Soldato, questo  un ottimo lavoro! Bene, vi assicuro,
amici, mentre guardavo allontanarsi la sua massiccia figura (era alto novanta centimetri) mi si
riempivano gli occhi di lacrime. Mi aveva riempito il cuore di musica, capite? Mi aveva infuso
speranza e coraggio. Ispirazione. Non ho mai vissuto un momento come quello!
Fearfeather applaud.
Sei un umorista, Guthrie! esclam.
No, caro, cerco di sfuggire alla dura realt quotidiana nascondendomi dietro uno schermo di
buffonate. Credo di averlo gi detto un'altra volta.
Ci puoi scommettere, disse MacFarland.
Be', se questo significa sfuggire alla realt quotidiana, osserv Fearfeather, sarei contento di
assomigliarti.
No, no, tu sei un tipo spirituale, ribatt Guthrie.
Alz una mano, come a chiedere scusa. Sia detto senza intenzione di offendere, beninteso. Io
credo davvero che tu ritragga dal combattimento una sorta di scossa metafisica.  cos?
Bene, io credo in ci che facciamo, certamente. Fearfeather sorrise. Non so se davvero
ricevo una scossa metafisica dal combattimento, come dici tu, ma... Bene, non voglio contraddirti. Se
tu davvero mi giudichi un tipo spirituale, per conto mio non posso altro che sentirmi lusingato.
E io, che tipo sono? chiese MacFarland in tono di sfida.
Tunque, fetiamo, rispose Guthrie in tono solenne, strizzando gli occhi come se guardasse
attraverso lenti spesse un dito. Io tirei che lei ... oh sicuro, un estroferso. Ja, ja, tecisamente
estroferso. Per lei, la guera ... afentura! Lei risponde con la pele, non con il cuore!
Balle! ribatt MacFarland.
Come lei tice... pale! convenne Guthrie annuendo.
E il nostro Tremont? domand Fearfeather. Come lo classificherebbe lei, professore?
Oh, lui  il verrro errroe! rispose pronto Guthrie, arrotando con forza l'erre. Lui arrrifer a
Berrrlino avanti a tuti noi!
Tremont rise, evidentemente compiaciuto.
E Hackermeyer? domand ancora Fearfeather.
Ah, lui caso speziale! esclam Guthrie. Puah! Lui matto come una tzimice! Scrut da
vicino il viso di Hackermeyer. Non sparrrarmi, orra, Hackenmeyer!
Hackermeyer abbass la testa perch gli altri non lo vedessero deglutire.
Sta scherzando, Hackermeyer, intervenne Fearfeather. Accese la sua piccola pipa e tir
qualche boccata. Immagino che ognuno di noi sia diverso dagli altri, osserv poi. Per questo la vita
offre cos grande variet di tipi. Ognuno di noi  un individuo distinto.
Noi no, contraddisse Guthrie. Noi siamo soltanto un branco di maledetti bambocci.
Guthrie! lo rimprover Fearfeather.
S, che cos'ha, in fin dei conti, il nostro sergente? domand MacFarland. Perch  cos
convinto che i soldati diciottenni non valgono un fico?
Hackermeyer lo guard male. Non gli piaceva sentirlo parlare di Cooley in quel tono.
Oh, sono certo che non la pensa a codesto modo! osserv Fearfeather.
S, invece, sostenne Guthrie. Siamo un branco di maledetti bambocci!
Io sono certo che il sergente avr le sue buone ragioni per pensare che noi non siamo soldati
troppo in gamba, ribatt Fearfeather.
Oh sai quante! intervenne MacFarland. Qualunque libro di guerra pu insegnargli che noi
siamo i soldati migliori. Non abbiamo legami e siamo in perfetta forma.
Bene, quanto a questo non direi proprio che non abbiamo legami, ribatt Fearfeather.
Personalmente io mi sento molto legato a pap e mamma.
Senza dubbio, ma non stai a preoccuparti continuamente per loro, come farebbe un anziano per
la moglie e i figli.
Ha ragione, rincalz Guthrie. Mi dispiace ammetterlo, ma devo riconoscere che ha ragione.
Si ritrasse con comico terrore davanti alla mano di MacFarland che fece l'atto di colpirlo con un
manrovescio. Non so davvero come il nostro povero, fuorviato sergente, possa dire queste cose,
perch anch'egli probabilmente capisce di avere torto.
Doveva farli stare zitti? si domand Hackermeyer. Era ancora vice caposquadra. Avrebbe
potuto ordinare che la piantassero.
I soldati di diciotto anni esistono quasi esclusivamente nel presente, dichiar Guthrie, che 
il solo tempo nel quale un buon soldato dovrebbe esistere.
E io? pens Hackermeyer, esisto nel presente, io?
Inoltre, riprese Guthrie, come ha fatto osservare il nostro esimio dottor MacFarland, c'
l'alto livello dei riflessi dei diciottenni. E ancora, se la guerra ha qualche significato per i diciottenni ha
il significato di un... gioco pazzesco, oserei dire. Ma al tempo stesso essi conservano tutto il loro
idealismo nei riguardi di concetti che l'uomo pi anziano comincia a discutere. Madre, a esempio,
America, democrazia... libert... I diciottenni accettano in perfetta buona fede questi concetti generici.
Sono sempre pronti a prendere fuoco in loro nome.
Come sarebbe a dire, concetti generici? sbott MacFarland.
Visto? Gi preso fuoco!
Oh va' all'inferno!
I diciottenni sono buoni soldati perch sono macchine che non pensano, riprese Guthrie.
Macchine che vanno lisce come l'olio. Non si perdono dietro riflessioni o contemplazioni. Mi
riferisco, naturalmente, ai diciottenni normali, non a noialtri aborti rognosi.
Fearfeather rise divertito. Ti piace farti passare per il pi gran cinico del mondo, vero,
Guthrie?
Ma lo sono! afferm Guthrie.
 un ribelle, lui! esclam MacFarland.
Bene, credo che in linea generale la tua analisi sia esatta, disse Fearfeather. Soltanto quando
si arriva a un'et pi matura si comincia a riflettere su determinati argomenti, quale il significato della
guerra, a esempio.
Restarono tutti zitti, per qualche minuto, come se il peso della discussione avesse frantumato
tutte le risposte.
Naturalmente il problema : se uccidiamo tutti i diciottenni, chi rimarr per riflettere sugli
argomenti della maturit? domand dopo un momento Guthrie.
Si girarono tutti, vedendo sopraggiungere Cooley.
Trincerarsi, ragazzi, disse il sergente. Ci fermiamo qui per un po'.
Oh meno male! Si scava ancora! motteggi Guthrie.
Cooley lo guard col viso scuro.
Bisogna essere molto gentili con Guthrie, oggi, sergente, disse Fearfeather.  il suo
compleanno.
Oh! grugn Cooley. Quanti anni compie, dieci?
Undici, afferm orgogliosamente Guthrie.
Quanto prima metterai i calzoni lunghi, allora, disse Cooley, sputando succo di tabacco.
Buon compleanno. Scavate.
Hackermeyer guard il sergente che si allontanava con Tremont. Non sarebbe toccato al vice
caposquadra stare in trincea con il caposquadra? Scart quel pensiero. Che cosa importava?
Incominci a scavare, insieme con Guthrie.
Mi ha augurato buon compleanno, osserv questi, spalando zolle di terra umida e nera. Mi
fa scoppiare dal ridere!
Lavora, brontol Hackermeyer.
Guthrie alz il braccio sinistro e appoggi le labbra contro la manica. Ah ah! ridacchi. Mi
fa il solletico, disse poi.
 molto comica davvero! grugn Hackermeyer.
Guthrie lo guard sorpreso. Fai dello spirito, tu, Hackermeyer?
Hackermeyer continu a scavare.
Di solito sei cos serio! riprese il compagno. Cos incredibilmente serio! Lo sai che non ti ho
mai visto ridere? Ridere? Non ti ho mai visto nemmeno sorridere!
A che cosa?
Giusto... a che cosa? Non c' niente, qui. Bisogna crearle, le cose. Altrimenti il tuo spirito si
essicca e muore, non riesci pi a ridere di niente e se uno non pu pi ridere di niente  bell'e finito.
Scava, disse Hackermeyer.
Scava, ripet Guthrie. Affond la vanghetta nel terreno viscido e fece volare una grossa zolla.
Sei ancora in collera con Orazio? Non si chiama davvero cos, no?
Scava!
Sei in collera?
No.
Si direbbe di s, invece. Perch ti ha sgridato? Perch hai sparato a quel tedesco?
Hackermeyer trasal. Allora aveva visto anche lui. E quanti altri avevano visto? Quel pensiero
lo raggel.
Non capisco perch debba fare tanto chiasso per una sciocchezza del genere, riprese Guthrie.
L'ho fatto anch'io.
Hackermeyer si gir di scatto, sorpreso.
Davvero?
Ma certo. Perdio, ci si eccita talmente che a un certo punto non si riesce pi a smettere di tirare
il grilletto.
Hackermeyer s'irrigid. Allora Cooley se la prendeva con lui soltanto perch gli era antipatico,
non c'era altro motivo. Scacci dalla mente l'impressione che, nel suo caso, c'era stato qualcosa di pi
che la semplice incapacit di smettere di tirare il grilletto per causa dell'eccitazione.
Sai, quel Fearfeather  un tipo ben strano, riprese Guthrie continuando a scavare. Non ho
mai conosciuto nessuno come lui. Cos comprensivo da sembrare irreale. Deve avere genitori
meravigliosi.
Hackermeyer si domand se dovesse parlare dell'orgogliosa devozione di Fearfeather per il
padre.
Ed  una cosa molto importante, questa, prosegu Guthrie, raddrizzandosi un momento per
riprender fiato. Non so che cos'avrei fatto, io, se non avessi avuto mia madre!
Hackermeyer continu a scavare.
Com' tua mamma, Hackermeyer?
Hackermeyer serr i denti.
Non l'ho mai avuta.
 morta quando sei nato?
Hackermeyer continu a scavare. Perch l'aveva detto? Perch si era lasciato andare a quelle
chiacchiere?
 cos, Hackermeyer?
S.
E tuo padre? Eri felice con lui?
Eri felice con tuo padre, tu?
Ah  cos, eh? Guthrie accese una sigaretta e riprese a scavare. No, non ero felice con mio
padre. Se non avessi avuto la mamma, fino all'et di dieci anni, probabilmente avrei... Sbuff una
boccata di fumo. Mah, chi lo sa!
Che cosa le  successo?
 affogata, Hackermeyer. Una notte...  scesa in mare ed  affogata.
Hackermeyer smise di scavare e fiss Guthrie. Vuoi dire...
Esatto.
Hackermeyer continu a fissare il compagno. A un tratto Guthrie gli appariva diverso. A un
tratto gli parve di capire perch Guthrie diceva di essere uno che sfuggiva la realt della vita. Sembrava
incredibile che qualcuno potesse apparire tanto diverso, soltanto grazie a poche parole. Non ricordava
di avere mai provato niente di simile. Pareva che una luce gli fiammeggiasse a un tratto nel cervello,
consentendogli di vedere che Guthrie non era uno sciocco e basta; questo Guthrie aveva anche lui i suoi
guai.

Pochi minuti dopo la buca era pronta ed essi vi si erano sistemati con la loro roba. Hackermeyer
guard l'ora: le tre e mezzo passate di qualche minuto. Rest per qualche momento a fissare le lancette
dell'orologio prima di rialzare la testa.
Credi che... il fatto di non avere la mamma sia... fece un gesto impacciato, importante?
Guthrie sorrise tristemente. Dal punto di vista fisico  abbastanza facile romperla con
l'influenza materna, disse accendendo un'altra sigaretta col mozzicone della prima. Dal punto di vista
affettivo... Finse di ridere.  tutta un'altra cosa, Hackermeyer.
E se... tu non avessi mai avuto la mamma?
In tal caso non ci sarebbero state influenze da rompere, rispose Guthrie sbuffando fumo.
Per... ti resta l'impressione di essere stato privato di qualcosa.
Di che cosa? Hackermeyer non riusciva a staccare gli occhi da Guthrie.
Oh... della sicurezza, rispose questi. Dell'amore.
Hackermeyer abbass gli occhi. Amore! pens.
I ragazzi americani sono fortunati sotto questo rapporto, riprese Guthrie. Ricevono enormi
quantit d'amore. Disciplina poca, ma amore a mucchi.
Hackermeyer si guard le ginocchia. Amore a mucchi, pens. Gli pareva che ci fosse un
profondo significato in quelle parole. All'improvviso ripens a Foley. Foley doveva avere ricevuto
enormi quantit di amore, ma scarsa disciplina. Anche Linstrom doveva avere ricevuto enormi quantit
d'amore. S, era certo che Linstrom avesse avuto molto pi amore che non disciplina. E Fearfeather
doveva avere avuto in quantit l'uno e l'altra.
Si perdette nei propri pensieri. Era quella la risposta? Spiegava qualcosa? Il carattere simpatico
di Foley, a esempio, e la sua incapacit di fare il soldato? Le cure di Linstrom per il coniglio e per
l'uccellino e al tempo stesso il suo vergognoso fallimento in guerra? Spiegava il desiderio di Guthrie di
sfuggire alla realt della vita? La forza comprensiva di Fearfeather? E soprattutto, soprattutto, mio Dio!
spiegava lui!
Credi... cominci.
Che cosa?
Hackermeyer parve confondersi. Credi che... sia questa la risposta?
Quale risposta?
Hackermeyer esit.
L'amore, disse finalmente.
La risposta a che?
Hackermeyer parve confondersi ancora di pi. Non lo so, mormor.
La pace dello spirito? sugger Guthrie.
Hackermeyer annu, incerto dapprima, poi deciso.
S, disse. Era proprio quello.
Guthrie riflett un momento, poi annu. S, disse. Sporse il labbro inferiore. S,
probabilmente  questa la risposta, Hackermeyer. Probabilmente  cos. Emise un mugolio sommesso.
In ogni caso  certo una risposta pi valida che non l'odio.
Si stir sbadigliando. Ah, chi pu capire tutto? Specie nel bel mezzo dell'enigma pi grande di
tutti, maledizione! Vale a dire la guerra?
Si lev l'elmetto.
Strano! riprese. Quella chiesa di Metz, a esempio. Un posto splendido, quel che ne era
rimasto, almeno. Ci alloggiarono l per un paio di giorni. Un pomeriggio ero seduto su un banco, a
pulire quel... ferrovecchio e intanto qualcuno suonava l'organo. Roba da matti! Pulire un'arma di
distruzione e intanto ascoltare inni sacri nella casa stessa del Signore! Fischi. Ges! Io non lo
capisco davvero!
Hackermeyer lo guard, imbarazzato. Guthrie!
Mmmm?
Hackermeyer si schiar la gola.
Credi davvero... che io sia... matto?
Guthrie rise piano. Perch me lo domandi?
L'hai detto poco fa.
Oh! Guthrie sorrise. Scherzavo, Hackermeyer. Non te ne sei accorto?
Allora non lo pensi davvero?
Se sei matto tu siamo matti tutti, dichiar Guthrie.
Hackermeyer tese un braccio per prendere l'M1, poi lo ritrasse. L'avrebbe pulito pi tardi.
Soppes nella mano la scatola della razione, poi, dopo un momento, ne lev il pacchetto di due
sigarette e lo guard. Vi pass sopra un dito. D'improvviso lo tese a Guthrie.
Buon compleanno, mormor.

Alt, chi va l?
Hackermeyer.
Fearfeather sospir di sollievo. Meno male! mormor. Hackermeyer prosegu cautamente nel
buio compatto finch la punta della sua scarpa urt contro il piccolo argine della buca avanzata. Mentre
si accovacciava, si domand se avesse dovuto dire a Fearfeather che aveva dimenticato di chiedere la
parola d'ordine, ma decise di non dirgli niente.
Come va? domand invece.
Bene, finora. Mi hai fatto venire il batticuore!
Mi dispiace. Hackermeyer sent il desiderio di battere una mano sulla spalla di Fearfeather.
Provava un sentimento di caldo affetto per quel ragazzo del Missouri, un sentimento un poco triste,
eppure piacevole.
Il mio turno non  ancora finito, vero? domand Fearfeather.
No, mancano ancora... Alz il braccio per guardare l'ora. Venticinque minuti.
Come mai non sei rimasto a dormire?
Hackermeyer sorrise. Si sentiva molto anziano e risoluto, un po' come un premuroso patriarca
che si aggirasse tra i suoi bambini. Non ho sonno, rispose. Ebbe voglia di battere la mano sulla testa
di Fearfeather, come un buon padre la batte sulla testa del figlio. Sent il desiderio di dire qualche
saggia parola di conforto.
Che bella serata! disse. Poi si accigli. Aveva detto una stupidaggine.
Be', s... abbastanza bella, convenne educatamente Fearfeather.
Hackermeyer si lasci sfuggire una mezza risatina. Parlo a vanvera, mormor.  una serata
schifosa. Rabbrivid per il freddo umido che sembrava gli penetrasse nelle carni depositandosi attorno
alle ossa come rugiada.
Avrebbe bevuto volentieri una tazza di caff caldo. Gli dispiacque di non averne un poco da
dividere con Fearfeather.
Si direbbe che abbia voglia di nevicare, osserv questi.
S, davvero, convenne Hackermeyer. Gli parve di vedere l'amabile viso del compagno e gli
tremarono le mani per il desiderio represso di battere un colpo affettuoso sulla sua spalla. Prov il
fuggevole bisogno di girare in mezzo ai suoi compagni, battendo loro una mano sulla spalla,
mormorando loro una parola di conforto prima di...
Sbatt le palpebre, perplesso. Prima di che?
Credo che domattina ci rimetteremo in marcia verso quella famosa citt, osserv Fearfeather.
Saarbrcken? S, cos almeno dice Cooley. Senza rendersene conto Hackermeyer parlava in
tono misurato, come Fearfeather. E domani sera forse ci incontreremo sull'altra riva, pens. Stava per
dirlo, ma si trattenne, riflettendo che il compagno avrebbe potuto sentirsi turbato da un accenno alla
morte proprio alla vigilia di un grande attacco. Si spremette il cervello alla ricerca di una frase gaia.
Pens di dire al compagno come si chiamava Cooley di nome. No, sarebbe stato inutile!
Spero che siamo rimasti in numero sufficiente per l'attacco di domani, riprese Fearfeather.
Hackermeyer fu sorpreso. Aveva avvertito un brivido inconfondibile di paura nella voce del
compagno.
Oh senza dubbio! afferm convinto. Era una soddisfazione rendersi conto di avere meno
paura di Fearfeather. Emise un profondo sospiro e si sent dentro una sensazione di pace. Pace dello
spirito, pens. Era una sensazione meravigliosa e cos insolita! Si crogiol in quella pace.
Sai, a proposito di quel che si diceva prima, di Cooley e dei soldati diciottenni...
S? disse Fearfeather.
II suo atteggiamento dipende dal fatto che ha perduto un figlio a Guadalcanal, spieg
Hackermeyer. Non ha niente contro i ragazzi di diciott'anni; soltanto che... be', non gli piace vederci
qui, ecco!
Capisco, mormor Fearfeather, e l'essere stato capace di far comprendere la situazione al
compagno riemp Hackermeyer di una meravigliosa soddisfazione. Cooley ne sarebbe stato contento.
S, capisco, ripet Fearfeather. Certo che lo capisco, pover'uomo!
Hai ragione, disse Hackermeyer rappacificato.  soltanto una questione...
Lo sparo lo fece sussultare con tale violenza che l'elmetto, non ben fissato, gli salt dalla testa e
gli ciondol sulle spalle. Si guard in giro sbalordito, girando la testa con rapidi scatti, immediatamente
spogliato di ogni sensazione di pace. Sussult ancora quando nel cielo esplose una sorta di schiocco
sonoro e la notte si accese di una luce accecante.
Oh buon Dio! gemette Fearfeather, mentre fucilate e crepitio di mitragliatrici squarciavano il
silenzio.
La radura sotto di loro pullulava di tedeschi; alcuni avanzavano di corsa, altri, sdraiati a terra,
sparavano senza sosta. Hackermeyer rest a guardarli impietrito, con gli occhi sbarrati. Avvertiva
appena i proiettili che gli fischiavano d'intorno.
Quando Fearfeather lo tir per l'orlo del pastrano, perdette l'equilibrio e cadde. Rimase a giacere
su un fianco, fissando la marea di soldati nemici, mentre intorno a loro, via via che gli uomini si
destavano nelle trincee, si intensificava il fuoco difensivo.
Vieni gi, Hackermeyer!
Gir la testa e fu sorpreso di vedere il terrore sul viso di Fearfeather. Come un automa scivol
attraverso il piccolo bastione e rotol in fondo alla trincea, senza distogliere lo sguardo dall'ondata
dilagante dei tedeschi. Non riusciva a capire di dove fossero sbucati. Si sentiva istupidito.
Dov' il tuo fucile? grid Fearfeather.
Hackermeyer si gir ancora dalla sua parte.
To', prendi il mio! Gli tese il fucile che Hackermeyer fiss inebetito. Prendilo,
Hackermeyer! Fearfeather lo guard sgomento e terrorizzato, poi si gir bruscamente dall'altra parte e
i suoi occhiali mandarono un lampo. In cielo altri razzi bruciavano diffondendo un bagliore tremolante.
Hackermeyer fissava Fearfeather che gli tendeva ostinatamente l'M1 gridando: Spara!
Improvvisamente si rese conto che Fearfeather era uno dei tanti soldati incapaci di sparare al
nemico. Continu a fissarlo istupidito. Quella terribile luce ammiccante e il fragore degli spari gli
davano la sensazione di vivere un sogno pauroso.
Hackermeyer!
Hackermeyer prese il fucile e si appoggi contro il bastione. E va bene, pens. Una volta ancora
si sent invadere dall'eccitazione. Va bene, ti aiuter io, figliolo, pens, e si chin per guardare
attraverso il mirino.
Allora cominci a tremare. Non poteva sparare. Guard i tedeschi che avanzavano e cap che
non sarebbe riuscito a sparare. Si raddrizz vacillando, sforzandosi di riflettere. Sentiva che Fearfeather
gridava il suo nome, ma non era capace di rispondere. Si sentiva rigido, muto, assolutamente
impotente. Gli sfugg dalle labbra un sospiro tremante.
Per l'amor di Dio, Hackermeyer!
Sbatt le palpebre e vide due tedeschi che si gettavano contro di loro. Gli sembrarono due figure
fluttuanti nell'acqua.
Hackermeyer!
Si rese conto che Fearfeather lo tirava per la manica e si liber con uno strattone. Non capisci,
pens. Si appoggi alla parete della trincea e si iss per uscire. Fearfeather lo trattenne per una gamba.
Che cosa vuoi fare? grid.
Hackermeyer si liber scalciando. Era fuori, ora, si rialzava, si allontanava dalla trincea. Non
aveva armi; non ne aveva bisogno. Avanz barcollando verso i due tedeschi. Ti salver, pensava. Non
avere paura, ti salver. La sua marcia traballante s'interruppe quando uno dei tedeschi cadde in avanti.
L'altro continu ad avanzare verso di lui: una figura gonfia e informe che gli puntava contro la
baionetta scintillante. Ora, pens Hackermeyer, ora!
Barcoll e si ferm, impietrito, vedendo Fearfeather oltrepassarlo, velocissimo.
Il tedesco si avvent. Fearfeather lanci un grido orribile e cadde, strappando il fucile dalle
mani del tedesco. Questi url a sua volta e Hackermeyer vide apparire un buco nel suo viso stravolto.
Dal buco sgorgava un liquido scuro; il tedesco cadde.
Le gambe di Hackermeyer cedettero. All'improvvisi egli si trov a terra, strisciando verso
Fearfeather. Il ragazzo del Missouri giaceva con gli occhi fissi al cielo, le mani strette attorno al manico
della baionetta piantata nel suo petto. Non sembrava che soffrisse, ma piuttosto che fosse risentito e
sorpreso. Hackermeyer lo guard a bocca aperta, mentre ondate di buio si alzavano e si abbassavano
davanti ai suoi occhi. No! pens. Sbatt gli occhi, confuso, si avvicin di pi, strizz gli occhi.
Fearfeather gli sorrideva!
Sbigottito, vide la mano destra di Fearfeather lasciare il manico della baionetta e ondeggiare
nell'aria. Sent congelarsi il sangue quando quella mano gli si pos sul viso e la palma guantata gli batt
leggermente sulla guancia. Fearfeather mormor qualcosa che egli non riusc a capire. Si chin in
avanti e accost l'orecchio alle labbra che si muovevano ancora.
Sta'... attento... ora... Hack...
Hackermeyer aspett, ma non ud altro. Si raddrizz un poco. Fearfeather aveva smesso di
parlare, ma la sua bocca era ancora aperta, Hackermeyer aspett che continuasse, consapevole della
propria attesa. S? mormor.
Poi si rese conto che la mano di Fearfeather giaceva immobile contro la sua guancia e con un
gemito strozzato si tir indietro. La mano ricadde mollemente.
Fearfeather! chiam. In mezzo agli schianti e agli scoppi non ud la propria voce. No! pens.
Chiss perch si sentiva calmo. Non poteva credere che Fearfeather fosse morto. Nel suo cervello
Fearfeather era ancora ben vivo. Guard fissamente i tratti sottili e immoti. La pelle di Fearfeather
splendeva, bianchissima, nella luce abbagliante.
Il buio improvviso che gli premette sugli occhi lo fece rabbrividire. Continu a fissare il
medesimo punto, come vedesse ancora il viso del compagno.
La prima esplosione lo fece sussultare spasmodicamente. Alz gli occhi e vide il buio
frantumarsi in vivide eruzioni di luce. Rimase a fissare quelle luci, incapace di fare un movimento, e a
un tratto gli sembr che una parte di se stesso si trovasse di nuovo nella casa dello zio, nel buio
squarciato da un uragano. Guardava i lampi, pietrificato, ascoltava i tuoni. E ad ogni livido lampo
intravedeva il corpo di Fearfeather disteso davanti a lui, col fucile tedesco piantato ad angolo acuto nel
petto. E lui era paralizzato, vittima impotente della guerra feroce e senza tempo che si combatteva
dentro di lui, una guerra per la quale non c'era, non ci sarebbe stata mai pace; una guerra alla quale non
avrebbe mai potuto sottrarsi, se non rifugiandosi nel buio della morte.
18 DICEMBRE 1944
HACKERMEYER giaceva addormentato in fondo alla buca, con le gambe ripiegate, le mani
strette sotto il mento, il viso magro contratto in una smorfia di apprensione. Galleggiava appena sotto il
livello della coscienza e bast un lieve tocco perch i suoi occhi si spalancassero di botto. Guard
Guthrie come se non lo avesse mai visto.
 ora di andare, disse questi.
Hackermeyer continu a fissarlo, col viso impassibile. Poi si alz in piedi. Dove? domand.
Come sarebbe a dire, dove?
Hackermeyer si guard in giro. Nella luce grigia e smorta tutti stavano radunando la propria
roba. In cielo frusciava una corrente ininterrotta di proiettili, in lontananza rombava un ininterrotto
fragore di esplosioni.
Caff?
Hackermeyer guard la borraccia che Guthrie gli tendeva e scosse la testa.
Perch non mi hai svegliato? mormor.
Che cosa?
Hackermeyer si guard di nuovo in giro. Dov'? domand.
Chi?
Fearfeather.
Guthrie non rispose. E allora? domand ancora Hackermeyer, rabbrividendo per il freddo
intenso e pungente.
 morto, Hackermeyer.
Lo so che  morto! Ma dov'?
L'hanno portato via.
Hackermeyer deglut. Ah! Continu a guardarsi in giro. Dovevi svegliarmi!
Cooley ha detto di lasciarti dormire.
Hackermeyer si gir di scatto verso Guthrie. Ah s?
S.
Hackermeyer lo guard con occhi torvi. A un tratto torn a guardarsi in giro cercando il fucile.
Vide il bazooka e lo raccatt. Oh! esclam sbigottito.
Che c'?
Hackermeyer raccatt il mirino del bazooka e lo guard, inebetito.
Che cosa  successo, si  rotto? domand Guthrie.
Hackermeyer grugn.
Ges! esclam Guthrie. Fa un freddo cane!
Hackermeyer premette il mirino contro il bazooka, come se volesse riappiccicarlo al suo posto.
Era costernato nel vedere che una cosa affidata a lui si era rotta.
Ti senti bene?
Hackermeyer si riscosse e si guard intorno. Deluso gett via il mirino inservibile e raccatt il
fucile. Per poco non gli sfugg un grido. Era incrostato di fango e tutto macchiato di ruggine. E stavano
mettendosi in marcia, non aveva tempo di pulirlo!
Perch non mi hai svegliato? domand ancora.
Te l'ho detto, Hackermeyer.
Ah s,  vero. Rabbrivid cos forte che gli sfugg il bazooka. Nel chinarsi per raccattarlo
lasci cadere l'M1. Respir forte.
Stai bene, Hackermeyer?
Oh piantala! Afferr l'M1 e strofin la palma destra sulla leva dell'otturatore. Non serv a
niente. Strofin pi forte, ma la ruggine rimase. Si guard in giro, nervosamente, per vedere se gli
restava tempo per pulire il fucile. C'...
Che cosa?
Hackermeyer cerc di controllarsi. Il mio fucile  sporco, mormor.
Tutti sono sporchi.
Hackermeyer guard il BAR. Il tuo no!
Anche il mio.
No! Tu l'hai avuto il tempo per pulire il fucile, vero?
Per l'amor di Dio, Hackermeyer!
Ma io no! Fiss Guthrie tremando di collera, poi bruscamente gir la testa dall'altra parte.
Scusami, mugol.
Oh Dio! esclam Guthrie.
Hackermeyer si guard alle spalle, poi si mise a cercare il mirino del bazooka. Non avrebbe
dovuto gettarlo via! Chiss che non ci fosse un'attrezzatura per saldare, nelle vicinanze! Gli sembr di
vedere un ufficiale che lo guardava con occhi accusatori... Hai gettato via il mirino? diceva
l'ufficiale. E non ti  venuto in mente che si potesse ripararlo? Si girava dall'altra parte, disgustato.
Bene, ormai  troppo tardi, soldato. Non si pu pi far niente, perci tanto vale che te ne scordi. Molte
grazie! Hai fatto proprio un bel lavoro!
Il risentimento verso l'ufficiale gli tese i nervi. Posso rimediare? pens. Torn a cercare il
mirino, a disagio. Doveva trovarlo!
Pronti, ragazzi?
Hackermeyer gir sui tacchi e fiss Cooley.
Come va, figliolo? gli domand il sergente, tendendogli le scatole delle bombe a mano.
Bene.
Hackermeyer si allontan di qualche passo e lasci cadere le scatole. Mentre cercava il mirino
immagin che Guthrie e Cooley si scambiassero un'occhiata di commento al suo modo di fare. Si gir
di scatto per sorprenderli, ma soltanto Cooley lo stava guardando.
Che cosa cerchi? domand il sergente.
Il... il... Si sent improvvisamente il cervello vuoto.
Il mirino del bazooka  saltato via per il freddo, spieg Guthrie. Hackermeyer lo guard,
stizzito di quell'interruzione.
Non te ne preoccupare, disse il sergente. Tanto non possiamo certo riappiccicarlo. Preparati.
Tra poco si parte.
Mentre guardava Cooley che si allontanava, Hackermeyer strinse le labbra. E se da qualche
parte ci fosse stata l'attrezzatura per saldare? Si trattenne a fatica dal gridarlo forte, prima di girare sui
tacchi, infuriato. All'inferno tutto quanto, allora! Perch mai avrebbe dovuto preoccuparsi del loro
stupido, stramaledetto equipaggiamento, se loro stessi non se ne davano pensiero?
Sent una fitta di rimorso. Il bazooka era stato affidato a lui e lui aveva lasciato che il mirino si
staccasse. Cooley doveva certo essere in collera. Non sarebbe rimasto ancora per molto vice
caposquadra, quello era sicuro.
Proprio non vuoi un po' di caff? domand Guthrie.
No, non ne voglio, ho detto! Hackermeyer prese a levare dalle scatole le bombe a mano.
Guthrie mugol. Sei proprio in forma!
Oh piantala! Con gesti stizziti e nervosi assicur le levette delle bombe col nastro isolante e
le infil nella cintura. Con la coda dell'occhio vide Guthrie bere un altro sorso dalla borraccia, poi
buttar via il resto del caff e riporre la borraccia. Prov rimorso per avergli risposto sgarbatamente poi,
irritato, scart quel pensiero e guard l'ora. Le sei e un quarto.
Mentre raccoglieva la propria roba gett un'occhiata al pendio. La sorpresa nemica era fallita, il
pendio era costellato di cadaveri tedeschi. Ricord di essersi inginocchiato accanto a Fearfeather,
durante l'attacco, ricord il fucile che sporgeva ad angolo acuto dal suo petto, trattenuto dalla baionetta.
Non ricordava altro. Gli trem il respiro. Era un assassino. Aveva voluto morire e invece aveva ucciso
Fearfeather. Non gliene andava mai bene una... e ora era diventato un assassino. Bene, avrebbe pagato.
Annu a se stesso. Avrebbe pagato con la propria vita per avere ucciso Fearfeather. Ma... se non fosse
riuscito a farsi ammazzare? Se avesse dovuto continuare e continuare e...
Cominciarono a tremargli le gambe. Gli pareva di non poter pi respirare. Fearfeather era cos
gentile, cos generoso! Gli pareva di vedere ancora il suo viso sorridente. Nemmeno ora gli riusciva di
immaginarlo con un'espressione accusatrice. E quello era il particolare pi terribile. Ancora mentre
moriva, Fearfeather gli aveva battuto lievemente una mano sulla guancia, gli aveva raccomandato di
aver cura di se stesso.
Inspir faticosamente aria. Non era stato capace di salvare Lazzo. Aveva spinto Linstrom alla
morte. Aveva contribuito all'uccisione di Foley. Aveva aspettato troppo ad aiutare Wendt, che
probabilmente era morto anche lui. Aveva detto a tutti che il babbo era morto, mentre era ancora vivo.
Aveva persino dato una mano a uccidere il babbo. Dio, che mostro era! Perch non poteva morire?
Perch qualcuno non lo uccideva?
Gli sembr di vedere la terra roteare in mezzo al buio improvviso.
Hackermeyer!
Sto benissimo...! Afferr fucile e bazooka e si allontan barcollando. Ma lasciatemi stare!
pens. Lasciatemi stare; morir e la far finita. Si ferm e guard il pendio. Prima di sera sarebbe
morto anche lui, come quei tedeschi. Annu di nuovo a se stesso. Prima di sera sarebbero entrati a
Saarbrcken e lu sarebbe morto. Quella certezza gli procur un po' di sollievo. La morte sembrava una
piacevole prospettiva... s, anche se era possibile che si continuasse a vivere, dopo. Tutto, pur di
sottrarsi a quell'incubo.
Trasal sentendosi toccare una spalla. Si volt e vide Guthrie che accennava a qualcosa. Gir la
testa in quella direzione e vide Cooley che li aspettava, insieme con Tremont e MacFarland. Con un
profondo sospiro si avvi con Guthrie verso di loro.
Bene, ragazzi, disse il sergente. Ecco qui tutta la nostra squadra. Gli ordini sono molto
semplici: prendere Saarbrcken prima di sera.
Hackermeyer strinse le labbra. Bene, pens.
Potr interessarvi sapere perch i kraut si accaniscano a questo modo, prosegu il sergente.
Non  soltanto perch difendono il proprio paese. Sono stati battuti al nord, e questo ha messo loro il
diavolo in corpo. Probabilmente quanto prima ci sar bisogno di noi, lass, e questo  un altro motivo
perch dobbiamo sbrigarcela presto, qui.
Gir la testa per sputare uno schizzo di succo di tabacco.
Dopo l'attacco della notte scorsa, riprese, le forze della compagnia sono ridotte a
sessantacinque uomini. Ve lo dico perch preferisco sappiate in quanti piedi d'acqua navighiamo.
Naturalmente,  molto probabile che i kraut non stiano meglio di noi ma, stiano meglio o peggio, oggi
dobbiamo entrare a Saarbrcken. A mezzogiorno dovremmo avere raggiunto il margine della foresta.
Pattuglie di ricognizione hanno riferito che ormai c' soltanto qualche postazione isolata da battere, per
arrivarci, poi rester da attraversare uno spazio aperto di un chilometro circa. Come potete udire,
l'artiglieria sta scaraventando su Saarbrcken tutto quello che ha, 105, 155, 240, e prima di attaccare la
citt avremo forse anche l'appoggio dell'aviazione.
Li fiss uno per uno.
Voglio anche dirvi che siete tutti molto bravi, riprese. Si, so di... avere fatto molto chiasso
su questa storia dei soldati bambini e tutto il resto. Ma erano soltanto parole, figlioli. Sono molto fiero
di voi tutti e so che farete un buon lavoro, oggi. Fece una pausa. Domande?
Nessuno parl.
Tremont, tu starai con Guthrie, riprese il sergente. Hack, tu starai con MacFarland. Non
avremo altre riserve, cinque siamo e cinque resteremo. Sorrise. D'accordo?
D'accordo, disse Tremont con slancio. Poi arross. Cooley gli batt una mano sul braccio.
E attenti dove mettete i piedi, ora, ragazzi. Tenete gli occhi aperti e forse passeremo insieme il
Natale.
Un momento dopo erano in cammino attraverso il bosco. Hackermeyer non badava dove
metteva i piedi. Marciava senza cura, pur sapendo che da un momento all'altro poteva inciampare in
una mina o ricevere una fucilata da un cecchino. Non gliene importava. Camminava con spavalda
sicurezza, pregustando la fine. Meritava e desiderava la morte, la cercava, anche se era destino che
fosse una morte straziante. Tutto sembrava concluso, oramai; chiuso, sigillato e messo in disparte il
passato, restava soltanto un breve futuro da affrontare.
Gli tornarono alla mente i giorni trascorsi con la squadra. Sembravano una vita intera. Ripens
a tutti i particolari che riusc a ricordare, esaminandoli a uno a uno, come volesse fare l'inventario della
propria vita. Ci trovava una strana soddisfazione; completava il suo fatalismo. Qualunque cosa facesse
sarebbe morto. Stava scritto, le probabilit erano contro di lui. Quel giorno sarebbe morto.
Hack!
Si ferm e guard intorno. Cooley gli si avvicin.
Prendila con calma, figliolo, gli disse il sergente in tono paterno. Bada dove metti i piedi.
Non sei a una festa in campagna, lo sai.
Lo so. Hackermeyer parlava in tono sottomesso. Non c'era pi alcun risentimento in lui;
soltanto rassegnazione. Per un momento si rese conto di essere stato strambo e incostante nelle ultime
ore; poi anche quella perplessit svan ed egli fu di nuovo calmo, tranquillo, nella certezza che le sue
prove erano finite. Ricambi senza turbarsi lo sguardo di Cooley.
Usa il bazooka sulla prima postazione tedesca che incontreremo, gli raccomand il sergente.
Non importa se il tiro non sar troppo preciso.
Hackermeyer annu.
Hai un'aria un po' strana, Hack. Stai bene?
Il ragazzo annu di nuovo. Cooley lo fiss ancora per un momento, poi sospir. Bene,
mormor, ma non sembrava troppo persuaso. Si avvi per allontanarsi, poi si ferm e gir la testa a
guardare ancora Hackermeyer.
E niente esibizioni personali, oggi, capito? raccomand.
Hackermeyer scosse la testa. Riprovava, in parte, la sensazione provata la notte precedente: la
confortante, idilliaca presenza della morte. Ben presto avrebbe pagato per tutte le cose orribili che
aveva fatto. Quella certezza gli addolc il cuore, mentre riprendeva a camminare con la tranquilla
disinvoltura di chi fa una passeggiata al parco. Era molto vicino, ormai. Da un momento all'altro la fine
sarebbe sopraggiunta con rapida, inesorabile giustizia.
Quando la mitragliatrice apr il fuoco, Hackermeyer non ne fu sorpreso. Si ferm, ascoltandone
il crepitante staccato. Non fece un gesto. Aspettava, scosso appena da un lieve tremito. Ora, pensava.
Sentiva crescere la propria brama. Ora. La sensazione di attesa aumentava, si dilatava. La morte era
vicina. I suoi occhi neri si guardavano in giro, spiandone l'inesorabile approssimarsi.
E la vide: una catena di geyser in miniatura che zampillavano dal terreno. Li guard affascinato,
contraendo il viso allo schianto dei proiettili che rimbalzavano sui tronchi.
Hack!
Doveva essere Cooley. Hackermeyer non si volt. I muscoli delle sue gambe cominciarono a
tremare. Perch non veniva? Lui era l, pronto, ad aspettare. Dov'era? L'aspettava nel vortice di
pallottole, ma nessuna lo colpiva. Lo prese il panico, si sent sprofondare. Dov'era la morte?
Buttati gi! grid Cooley.
Dalle labbra di Hackermeyer sfugg un urlo di terrore. Gli sembr che il suo corpo agisse
indipendentemente dalla sua volont. Inorridito vide gli alberi roteargli intorno, sent lo schianto del
terreno contro la sua persona. D'un tratto si ritrov a giacere supino, senza respiro, gli occhi fissi al
cielo color piombo che s'intravedeva tra il fogliame. Non ha funzionato, pens. Non c'era dolore, non
buio, non conclusione. Ud il proprio cervello gridare, afflitto: Non ha funzionato!
Il respiro gli raschi la gola. Gir intorno uno sguardo incredulo, mentre un singhiozzo gli
scuoteva il petto. Rotol su se stesso e giacque bocconi, fissando gli alberi. Dio, non aveva funzionato!
Fuoco! grid Cooley. Hackermeyer prese con noncuranza l'M1 e lo appoggi alla spalla, poi
l'abbass di nuovo e rimase a fissarlo un momento. Gli pareva impossibile di avere mai sparato con
quell'arma, di avere veramente ucciso tanti tedeschi!
Guthrie, Tremont, avanti! grid Cooley.
Hackermeyer gir leggermente la testa e li vide rialzarsi, correre per qualche metro, poi
piombare di nuovo a terra, bocconi. Gli sembravano figure di un sogno.
Osserv Guthrie che infilava un nuovo caricatore nel BAR e apriva il fuoco con brevi raffiche.
Vide Tremont disteso accanto a Guthrie, con la schiena che si alzava e si abbassava a ogni respiro.
Cooley aveva gridato qualcos'altro. Con la coda dell'occhio Hackermeyer colse un movimento
alla propria destra e girandosi a guardare vide MacFarland che si gettava avanti d'un balzo, il viso
contratto per l'attenzione.
Qualcuno piomb accanto a lui e lo fece sussultare.
Muoviti, per l'amor di Dio! gli grid all'orecchio Cooley.
Hackermeyer si rialz, intontito.
Il bazooka! grid il sergente. Hackermeyer abbass lo sguardo e vide l'arma abbandonata in
terra. Si chin pigramente per raccattarla, ma Cooley lo prese per una caviglia e lo fece ricadere supino.
Che cosa diavolo ti  preso, figliolo?
Hackermeyer lo guard fisso.
Ti senti male?
Hackermeyer mugol qualcosa d'incomprensibile.
Che cosa?
No.
Bene, figliolo, svegliati allora, perdio! Cooley alz la carabina e spar uno dopo l'altro
quattro colpi che rintronarono negli orecchi di Hackermeyer in un unico schianto assordante. Il ragazzo
si tir su a sedere e prese il bazooka.
Va' gli grid Cooley ricominciando a sparare.
Hackermeyer si alz e part di corsa. Dio! ud. Si ferm di botto e si guard in giro. Si era
portato proprio sulla traiettoria della carabina di Cooley.
Ma vuoi proprio... Il viso del sergente era congestionato. Buttati gi, perdio!
Hackermeyer si gett di lato, barcollando, e piomb a terra, dove giacque ansimando a bocca
spalancata e fissando gli alberi. La mitragliatrice riapr il fuoco. Hackermeyer ne ud il ronzio stridulo,
ud il sibilo delle pallottole che gli passavano sopra la testa. Se si fosse alzato lo avrebbero colpito. No.
Scosse la testa. Se si fosse alzato la mitragliatrice avrebbe cessato il fuoco. Non gliene andava bene
una, a lui!
Cooley atterr di nuovo vicino a lui. Spara! ordin.
Hackermeyer prese l'M1 e lo punt in direzione della postazione germanica, ma non riusc a
tirare il grilletto. Non riusc nemmeno a mirare. Continu a giacere immobile e disperato, chiedendosi
che cosa fare. Trasal quando Cooley gli si gett di traverso sul dorso e tir il grilletto del fucile. L'M1
gli rimbalz contro la spalla, una volta, due volte, mentre le pallottole squarciavano il fogliame.
Spara, maledizione! url Cooley, afferrando il bazooka. MacFarland! I razzi!
Hackermeyer mir alla barricata di tronchi e tir il grilletto. L'M1 rincul contro la sua spalla.
Chiuse gli occhi e con una smorfia tir una seconda volta il grilletto. Andava meglio, ora. Si appoggi
bene e tir il grilletto, ancora e ancora, in mezzo agli schianti e agli scoppi, al fumo acre che gli
riempiva le narici.
Come l'M1 proiettava fuori il caricatore vuoto, Hackermeyer gir la testa e si trov vicino
MacFarland che levava dalla cassetta un razzo. Alz gli occhi e vide Cooley che cercava di puntare il
bazooka privo di mirino.
Continua a sparare! gli grid il sergente.
Hackermeyer si riscosse e lev dalla giberna un nuovo caricatore.
Spicciati! ordin Cooley.
Hackermeyer lo guard e a un tratto un pensiero gli lampeggi nel cervello.  il mio bazooka!
Ho detto spicciati! gli grid di nuovo Cooley.
 il mio bazooka!
Che cosa?
 il mio bazooka! grid di rimando Hackermeyer, infuriato.
Il sergente rest a fissarlo per un lungo momento, a bocca aperta, poi distolse lo sguardo con
un'espressione di incredulit sul viso. Pronto? domand.
MacFarland gli strisci vicino. Sissignore.
Tremante, Hackermeyer guard Cooley che alzava e abbassava l'estremit anteriore del bazooka
e trasal quando dall'altra parte scatur una fiammata; istintivamente nascose la testa tra le spalle. Il
razzo esplose tra gli alberi, oltre la barricata.
Cooley grugn. Ancora! grid. Gir la testa e Hackermeyer distolse rapidamente lo sguardo,
premendo il caricatore dentro il fucile. Chiuse di nuovo gli occhi e spar gli otto proiettili in rapida
successione. II caricatore schizz fuori. Un altro! grid Cooley e MacFarland disinnesc il bossolo
scarico, lo sfil e lo sostitu con un nuovo razzo, poi torn di corsa accanto al sergente.
Un'altra ruggente fiammata e il razzo esplose sul terreno, a dieci metri dalla postazione. Con
un'imprecazione Cooley butt via l'arma e Hackermeyer la vide rotolare sul terreno e fermarsi accanto
a un cespuglio.
Continua a sparare, maledizione! url il sergente, ricaricando la carabina.
A distanza, davanti a loro, echeggi una violenta detonazione: il proiettile di un fucile
lanciagranate era esploso contro la barricata. Il fuoco della mitragliatrice cess.
Tombola! url Cooley, alzandosi su un ginocchio e scrutando cautamente verso la
postazione. Tutti smisero di sparare. Cooley aspett qualche momento, poi si alz del tutto. Guthrie,
Tremont, via! grid. Hackermeyer li vide scattare in avanti, ripiombare a terra.
Avanti voi due, ora ordin il sergente.
Hackermeyer si alz e part di corsa, insieme con MacFarland. Cooley li segu gridando.
Guthrie! Tremont! I due ragazzi si rialzarono e raggiunsero per primi la barricata. Hackermeyer vide
Tremont che, a cavalcioni sul tronco pi alto, guardava dentro la postazione, sbalordito, poi si girava di
scatto verso gli altri.
 vuota!
Un brusio di sospiri e di rumori. Il crepitio di un mitra tedesco, Tremont che gridava e cadeva
dalla barricata, Cooley che si lanciava verso destra, sparando. Hackermeyer gir di scatto la testa e vide
un tedesco che faceva fuoco su di loro. Cooley piomb a terra. Senza riflettere Hackermeyer alz l'M1
e tir il grilletto. Il violento scatto gli diede la sensazione che la testa gli si gonfiasse all'improvviso,
premendo contro l'elmetto. Aveva dimenticato di ricaricare il fucile! Un nube nera si abbatt su di lui.
Lott contro quella sensazione e vide cadere il tedesco.
Cooley balz in piedi e si precipit verso il caduto. Hackermeyer sent un tuffo al cuore alla
vista di un ufficiale tedesco che balzava da dietro un albero impugnando una pistola; vide Cooley
puntargli addosso la carabina, poi sporse la testa in avanti e spalanc la bocca quando l'ufficiale, invece
di sparare al sergente, si infil in bocca la canna della rivoltella e tir il grilletto. La sua testa esplose in
un'eruzione di ossa e di carni insanguinate.
Inebetito, Hackermeyer fece qualche passo e si ferm accanto all'ufficiale. MacFarland lo
raggiunse.
Perch ha fatto una cosa simile? domand questi, col viso stravolto.
Perch sono pazzi, ecco perch, rispose Cooley. Preferiscono morire piuttosto che perdere.
Si allontan di qualche passo e raccolse l'estremit di una grossa corda. Hackermeyer risal con lo
sguardo lungo la fune ondeggiante che finiva dentro la barricata.
Bastardi! mugol Cooley lasciando cadere la corda. Avrei dovuto immaginarlo!
Che cos'? domand MacFarland.
L'avevano collegata alla mitragliatrice, spieg Cooley. Sprechi tempo e munizioni contro la
postazione poi, quando ti ci getti sopra, ti sparano addosso dalla loro reale posizione.
Oh cribbio! mormor MacFarland sbattendo le palpebre.
Il sergente si volt. Tremont!
Tremont si alz a sedere, il viso bianco come gesso.
Stai bene? domand Cooley.
S...s, rispose Tremont.
Un lieve sorriso tese le labbra di Cooley. Hackermeyer lo segu con gli occhi mentre si
avvicinava alla barricata. Preferiscono morire piuttosto che perdere, pens, e quelle parole
continuarono a echeggiargli nel cervello.

Osservavano il bombardamento di Saarbrcken.
Da dieci direzioni e altezze diverse, ondate di proiettili si abbattevano sulla citt che pareva
ondeggiare sotto la bufera delle esplosioni che sollevavano una cupola di fumo nero. Dai tetti sfondati
si alzavano vivide lingue di fuoco che parevano far vibrare di luce l'aria intorno.
Accovacciato contro un tronco sforacchiato dai proiettili, Hackermeyer non sentiva il vento
gelido che gli sferzava il viso e avvertiva a malapena il rombo distante del bombardamento. Immobile,
si chiedeva se davvero anche lui avrebbe preferito morire piuttosto che perdere. Cooley aveva ragione.
Dentro di lui si combatteva una guerra; egli stava lottando con se stesso. Una parte di lui aveva forse
tanta paura di perdere, da pensare che fosse preferibile la morte?
Chiuse gli occhi. Era cos difficile da capire e ancora pi difficile da accettare. Idee che erano
sempre rimaste estranee alla sua mente ora gli entravano a forza nel cervello. Non era pi la stessa
persona di dieci giorni avanti, questo era chiaro. Ma non sapeva minimamente che cosa fosse diventato
ora. Sapeva soltanto che tutto il suo modo di concepire la vita era mutato e sentiva che, per non esserne
distrutto, avrebbe dovuto affrontare quel mutamento.
Riapr gli occhi al rumore che fece Guthrie sedendoglisi accanto. Come va? domand il
compagno. Dalla bocca gli penzolava una sigaretta.
Hackermeyer lo fiss come desiderasse trovare nel suo viso la risposta ai propri interrogativi.
Ancora scombussolato? domand Guthrie.
Hackermeyer distolse lo sguardo. Non sono pi capace di far niente, mormor.
Come sarebbe a dire?
Non riesco pi... a sparare. Non posso... Si strinse nelle spalle, desolato.
Ti passer, assicur il compagno.
Hackermeyer torn a fissarlo.
E se non mi passasse?
Ti passer.
E se mi ammazzano prima?
Allora non avrai pi niente di cui preoccuparti, ribatt Guthrie.
Hackermeyer fiss lo sguardo sulla pianura che li divideva da Saarbrcken. A qualche diecina
di metri da lui il terreno s'inabissava tanto bruscamente da indurlo a pensare di essere seduto in cielo.
Nemmeno Fearfeather riusciva a sparare, riprese. Ed  morto. Non fu capace di
aggiungere: l'ho ucciso io.
Fearfeather non voleva sparare, dichiar Guthrie.
Hackermeyer gir la testa di scatto. Che cosa?
La guerra era una sorta di... esperienza mistica, per lui. Una crociata contro le forze del male.
Non voleva uccidere. Anzi... desiderava essere ucciso.
Sei matto!
No,  cos. Dare la vita per una causa... santa. Questa era la sua ambizione.
Voleva tornare a lavorare con suo padre.
Non tanto quanto desiderava morire nobilmente.
E tu come lo sai?
Me l'ha detto lui. Guthrie gett la sigaretta. Non mi sentirei tanto sconvolto per la sua morte,
se fossi in te. Sarei pronto a scommettere che  stato felice di morire.
Hackermeyer lo fiss sbalordito. Era mai possibile?
A un tratto ricord che mentre lo aiutava a scavare la trincea, il giorno precedente il
contrattacco, Fearfeather aveva parlato della guerra come di una crociata. I senza Dio contro i
timorati di Dio, aveva detto. Trattenne il respiro. Gli era sempre sembrato tanto a posto, Fearfeather! O
forse nessuno era del tutto a posto?
Allora... balbett.
Allora che?
Hackermeyer rabbrivid. ...non sono stato io a ucciderlo!
Chi ha detto che sei stato tu?
Be'... Gli si contrasse il viso.  morto per salvarmi.
Davvero?
S.
Guthrie brontol. Allora ha ottenuto esattamente quel che voleva.
Che?
Dare la propria vita per un compagno, spieg Guthrie. Era questo il suo ideale,
Hackermeyer. Me lo aveva detto lui stesso, almeno una dozzina di volte. Scosse la testa. Perdio, non
prendertela tanto per lui. Il suo sogno si  avverato. Probabilmente  morto sorridendo.
Ad Hackermeyer si mozz il respiro.
 vero, mormor.
Guthrie lo guard, sorpreso. Davvero?
S.
Guthrie si strofin gli occhi con un gesto stanco. Sai, mormor, quasi quasi lo invidio!
Qualcosa si dilat nell'animo di Hackermeyer. In tutto quel tempo aveva pensato a Fearfeather
come a un'inconsapevole marionetta ch'egli aveva portato alla distruzione, ma non era stato affatto cos.
Fearfeather possedeva una sua volont ben decisa. Si era sacrificato soltanto perch aveva voluto farlo.
E all'improvviso Hackermeyer si rese conto che lo stesso ragionamento doveva valere anche per
gli altri. Anch'essi erano stati individui, non pedine. Linstrom era crollato non perch lui gli avesse
fatto qualcosa, ma perch era quello che era. E lo stesso si poteva dire di Foley, di Wendt, di tutti gli
altri.
E si poteva dirlo anche di lui, perdio! Non aveva anelli al naso. Era libero di fare quel che
voleva!
Guthrie lo fiss in viso con un'espressione strana. Hackermeyer si riscosse.
Che c'? domand.
Oh Dio, per un incredibile momento mi  sembrato di vederti... sorridere! S'interruppe e
scosse la testa. No, no, ho sognato. Evidentemente ho... Rest a bocca aperta. Cielo, un altro!
Sfior con dita tremanti la guancia di Hackermeyer. E resiste, perbacco!
Hackermeyer distolse lo sguardo con un sospiro convulso.
Stai bene? domand Guthrie.
S. Si sentiva ancora agitato, ma non se ne preoccupava pi. Non era pi l'agitazione di pochi
momenti prima.
Andiamo, disse Guthrie.
Eh?
Cooley ci aspetta.
Ah s! Si alz e si avvi assieme a Guthrie. Poteva andare a stare con Cooley! Quel pensiero
gli esplose dentro come uno scoppio di gioia.
Cooley aveva disegnato nel fango il perimetro di Saarbrcken.
Il plotone entrer da questa parte, spieg loro, accennando a un punto. Avanzeremo per due
isolati e occuperemo questo edificio. Il comando pensa che sia una postazione di artiglieria. Non so che
cosa ci troveremo di fronte, prima di arrivarci, ma questo  il nostro obiettivo.
Lo prenderemo, pens Hackermeyer fissando attentamente Cooley.
Era ansioso di dimostrare al sergente che non aveva perduto la propria forza combattiva. Non
sapeva perch quel suo nuovo strano sentimento si accentrasse su Cooley.
Quanto al tratto che ci separa dalla citt... stava dicendo Cooley,  troppo scoperto per gli
sminatori. Dovremo affrontarlo cos com'. Avanzeremo dietro carri armati muniti di dischi
spazzamine, ma se  carri dovessero restare immobilizzati noi proseguiremo ugualmente. Saremo
protetti da una cortina di nebbia. Se i carri resteranno immobilizzati, come accadr quasi di certo, state
attenti alle mine Schuh. Sono mine antiuomo: duecento grammi di tritolo in un involucro di legno, quindi evitate qualunque rialzo del terreno, qualunque punto che possa sembrarvi sospetto. Pu anche darsi che non siano necessarie tante precauzioni, speriamolo, ma tenete
gli occhi bene aperti. C' un mare di fango, laggi.
Con la punta della baionetta accenn allo schizzo della citt. Ci sono almeno due bunker, nelle
immediate vicinanze della citt, riprese. Press'a poco qui, e segn una X sul terreno, e qui. L'uno o
l'altro toccher probabilmente a noi.
Disegn un'altra X sul terreno, a un diecina di centimetri dal margine della citt.
Ora siamo qui, sulle alture. Qui gi, a fianco di questa strada, qui, c' una cappellina con un
Crocifisso. La linea d'assalto  appena oltre. Da questo punto in poi potete aspettarvi qualunque cosa.
Ma non fermatevi mai... con o senza carri armati. Non state fermi o siete perduti. Non ve lo ripeter
mai abbastanza, ragazzi. Non fermatevi. Sparate senza posa e non fermatevi per nessuna ragione. Se
dovete gettarvi a terra sta bene, fatelo, ma rialzatevi subito e riprendete a muovervi. Siamo agli
sgoccioli, oramai; forse oggi stesso sar finita. Perci non fate sciocchezze.
Hackermeyer strinse i denti. Non ne faremo, pens.
Qualcuno ha domande da fare? chiese Cooley.
Guthrie si schiar la gola.
A chi posso rivolgermi per avere il congedo? domand.
...
.
...
Nevicava. Il bombardamento di Saarbrcken durava ormai da un'ora e mezzo e Hackermeyer
aspettava l'ordine di avanzata, guardando la citt che cominciava a sparire dietro la cortina di neve.
Si gir di scatto sentendosi chiamare da Cooley.
Come va? domand il sergente.
Hackermeyer si schiar la gola. Benone, rispose.
Che cos'avevi, prima?
Be'... Hackermeyer fece un gesto vago. Pensavo a Fearfeather, credo.
Cooley grugni. Era un bravo ragazzo, mormor. Ma non poteva essere soltanto per questo.
Non ti  mai successo, prima.
Non sono pi quello di prima, ebbe voglia di dire Hackermeyer.
Sei certo che non si tratti di altro? insistette il sergente.
Hackermeyer non rispose.
Devi stare attento a questa, ora, riprese Cooley accennando con la testa a Saarbrcken.
Hackermeyer annu. Ci star attento.
Bravo!
Quando si parte?
Presto.
Mmmm. Hackermeyer si strinse nelle spalle rabbrividendo.
Sei certo di stare bene? chiese Cooley.
Ma s. Benissimo.
Bene, figliolo. Il sergente lo esamin da capo a piedi. Spero che sia cos. Sar una battaglia
infernale. Non vorrei vederti affrontarla senza che tu sia preparato.
Sono preparato.
Bene. Cooley tese un braccio, ma lo lasci ricadere subito. Credo che non sia necessario
controllare il tuo equipaggiamento. Sei un veterano, oramai!
Hackermeyer represse un sorrisetto nervoso.
Tieni d'occhio MacFarland, gli raccomand il sergente.
Senz'altro.
 un bravo ragazzo, credo. Quello che invece mi d qualche pensiero  Tremont.
Far il suo dovere anche lui.
Speriamo. Cooley gir la testa per sputare, poi si lev di bocca il tabacco e lo butt via.
Meglio non correre il rischio di inghiottirlo, osserv. Hackermeyer grugn, divertito.
Rimasero per un poco a fianco a fianco fissando la pianura.
Ci dannegger questa neve? domand Hackermeyer dopo un momento.
Non credo. Qualunque cosa possa ostacolare la loro osservazione  un vantaggio per noi.
Certo,  vero. Un fiocco di neve si pos su un occhio di Hackermeyer che sbatt le palpebre.
... Quanto tempo, vero? mormor senza sapere bene che cosa intendesse dire. S, cio... sembra
tanto tempo.
Che cosa?
Oh... Hackermeyer si strinse nelle spalle. Che sono con la squadra, mormor. A lei non
sembrer tanto tempo, credo; c' abituato, lei. Ha visto gi tanti soldati!
Ho visto tanti uomini, ma soldati pochi, precis Cooley.
Sono un soldato, io? pens Hackermeyer e si trattenne a fatica dal domandarlo. Rabbrivid.
Sarebbe stata una ben sciocca domanda!
Sergente!
S?
Quel che... ha detto... quel giorno...
Quale giorno, figliolo?
Quando eravamo nella grotta, ricorda?
Che cosa ho detto?
Bene, veramente lo ha detto dopo, quando siamo usciti.
Che cosa ho detto?
Hackermeyer si fece forza. Che potevo... venire a... ricorda? A stare con lei.
Sarai sempre il benvenuto. Vieni quando vuoi.
Bene, io... Si schiar faticosamente la gola. Io... credo che mi piacerebbe davvero!
Bene. Siamo d'accordo, allora.
Come si sta... Hackermeyer s'interruppe. Il sergente gli batt una mano sulla spalla. Credo
che sia ora di muoversi. Aspetta!
Hackermeyer lo guard avviarsi verso un gruppetto di ufficiali. Posso andarci davvero, pens,
quasi incredulo. Cooley non aveva parlato tanto per parlare; diceva sul serio. Poteva andare a stare con
lui, una volta finita la guerra. Quando avesse voluto.
Gli trem il respiro. Doveva farcela, quel giorno! Dovevano farcela entrambi, quel giorno, e il
giorno dopo e tutti gli altri giorni, finch non fosse finita la guerra. L'idea di perdere quell'avvenire al
ranch di Cooley cominciava ad atterrirlo.
Sbatt le palpebre e si guard in giro, frastornato. Si sfil dalla spalla il fucile, poi lo rimise a
posto. Non era ancora il momento di sparare. Sarebbe stato capace di sparare, ora? Pensava di s, ma
l'incertezza lo turbava. Non poteva tradire Cooley. Guard il sergente, lo vide annuire a qualcosa che
gli diceva un ufficiale, poi allontanarsi dal gruppo.
In ordine sparso, scendendo il pendio, disse Cooley alla squadra. Guthrie, Tremont, da
questa parte. MacFarland, Hack, di qui, di qui. Preparatevi.
Rimasero tutti immobili mentre il sergente alzava un braccio. Hackermeyer segu con lo
sguardo la sua mano che si agitava nell'aria e sent il proprio corpo inclinarsi in avanti. Sono pronto,
pens.
Il braccio di Cooley ricadde. Andiamo. Ricordate quel che vi ho detto e tenete gli occhi bene
aperti.
Si avviarono lungo il ripido pendio che ricord ad Hackermeyer quello sul quale erano stati
bombardati dai carri tedeschi mimetizzati. Rabbrivid. Ma ora era diverso, disse a se stesso. Qui non
c'erano boschi dove nascondersi e i tedeschi erano gi stati indeboliti dal bombardamento. Ci
nonostante non seppe vincere il timore crescente. Per la prima volta da quando aveva raggiunto la
squadra aveva un buon motivo per desiderare di non essere ucciso; aveva un futuro interessante ad
aspettarlo. Sarebbe servito a fare di lui un soldato migliore? O peggiore?
Sbatt le palpebre e si rese di nuovo conto che stava scivolando, slittando lungo il pendio,
costretto ad aggrapparsi con le mani e coi piedi. Devo stare attento, pens. Voleva sopravvivere. Tenete
gli occhi bene aperti. Ripet e ripet quelle parole, finch esse non gli scacciarono dalla mente
qualunque altro pensiero.
Schnickelfritz, arriviamo! disse un voce. Hackermeyer gir la testa e vide Guthrie che
arrancava a pochi metri da lui. Sper che anche Guthrie se la cavasse, quel giorno.
Guard da una parte e dall'altra. Fin dove arrivava a vedere, il pendio pullulava di soldati. Si
guard alle spalle. Dalla sommit del colle emergevano altre truppe che si lanciavano a loro volta lungo
la discesa. Devono avere mobilitato tutto il possibile, pens. Non scherzavano pi, ora; la partita era
alla fine.
Inspir profonde boccate di aria gelida e socchiuse gli occhi contro la neve sospinta dal vento.
Cadeva pi fitta, ora, e Hackermeyer non sapeva se esserne contento o no. Li avrebbe nascosti,
d'accordo, per avrebbe nascosto anche i loro obiettivi. Scacci quel pensiero. Che importava? Neve o
no, l'assalto era iniziato. Non serviva pi a niente preoccuparsi. Non fermatevi mai. L'ordine di Cooley
gli riecheggi nel cervello. Avrebbe ubbidito. Nient'altro importava, ora.
Guard verso la citt e prov una fitta al cuore. Sembrava pi lontana. Gli ci volle qualche
minuto per rendersi conto che dall'alto, naturalmente, essa era sembrata pi vicina. Mille metri, pens. I
dieci chilometri dei quali aveva parlato Foley erano stati finalmente superati: metro per metro, in
qualche tratto per due o tre volte. Ora soltanto un migliaio di metri li separava dalla vittoria. Il brivido
di eccitazione svan non appena si rese conto che quell'ultimo chilometro sarebbe stato pi micidiale di
tutti gli altri messi insieme.
Ud un rombo di motori pesanti. Aguzzando lo sguardo in mezzo alla neve vide i carri armati
allineati al margine della pianura, coi motori a pieno regime. Osserv i dischi spazzamine attaccati
davanti a ogni carro, simili a due ruote gigantesche. Non potevano essere di gomma, pens. La gomma
non sarebbe stata sufficiente per far esplodere una mina profondamente sepolta, no?
Si sforz di cacciare dalla mente quell'interrogativo e di concentrare tutti i pensieri sulla singola
unit ch'era lui stesso. Il suo compito era quello di avanzare verso Saarbrcken, seguendo un carro
armato oppure per proprio conto, se il carro fosse rimasto immobilizzato, senza fermarsi, gettandosi a
terra, se fosse stato necessario, ma avanzando senza soste. Concentr la propria attenzione su quel
pensiero, escludendo tutti gli altri. Muoviti, cominci a canterellare dentro di s. Muoviti... muoviti...
muoviti...
Un'esplosione che fior poco sotto di lui, sul pendio, lo fece restare di sasso. Che cos'era quella
storia? Un'altra esplosione tuon alla sua destra. All'improvviso si rese conto che i tedeschi stavano
sparando su di loro. Quella constatazione lo lasci sbalordito, tanto era stato sicuro che i tedeschi
fossero stati annientati dal tremendo fuoco di sbarramento americano. Era difficile immaginarli intenti
a puntare i loro cannoni e a sparare nel caos di quel micidiale diluvio.
Strinse i denti e si sforz di non pensare. Non importava. La sua sola preoccupazione doveva
essere quella di avanzare. Tendendo i muscoli sotto il fischio minaccioso delle bombe continu a
scendere, affondando nel fango viscido. Erano quasi in fondo, oramai. Vedeva gi i soldati americani
che correvano verso i carri armati e i carri che si avviavano nella pianura, simili a enormi scarafaggi.
Si chin istintivamente a un sibilo lacerante che for l'aria sopra la sua testa. Alle sue spalle
tuon una esplosione e Hackermeyer spinse pi a fondo il cotone che aveva negli orecchi. Va' avanti,
pens. Fu investito da una lieve pioggia di fango, ma non vi bad e continu a scendere. Lungo il
pendio fiammeggiavano torce arancione. Hackermeyer si butt in discesa per parecchi metri, poi
rallent e si guard intorno. Distinse le figure di Cooley e di Tremont, poi quella di MacFarland.
Dov'era Guthrie? Aguzz lo sguardo in mezzo alla cortina di fumo e alla fine lo vide che li
aspettava in fondo al pendio.
Si ritrovarono tutti al margine della pianura.
Di corsa! ordin Cooley. Seguite quel carro e non mollatelo. Via!
Hackermeyer part di corsa assieme ai compagni, respirando a bocca aperta l'aria umida e
gelida. I fiocchi di neve gli cadevano sugli occhi, gli entravano in bocca. Davanti a s vedeva il carro
armato che arrancava nel fango. Rallent il passo, per un attimo, a un'esplosione che romb appena
dietro di loro, ma riprese subito a correre, incurante degli shrapnel che gli fischiavano intorno, gli occhi
fissi alle fiammate quasi incessanti che scaturivano sotto i dischi spazzamine dei carri.
Una sagoma scura si deline davanti a lui: un grosso palo nero con qualcosa in cima. Quando fu
pi vicino si avvide che era il Crocifisso protetto da un piccolo tetto, del quale aveva parlato Cooley.
Gli pass accanto di corsa, notando appena il viso roso dal tempo e il corpo scheletrico sulla croce.
Ora correva nella scia del carro. Dalle labbra gli uscivano nuvolette di vapore; una fitta acuta
cominciava a pungergli il fianco sinistro. Smise di correre e prosegu camminando velocemente,
rendendosi conto soltanto allora di tenere il fucile imbracciato; si domand quando se lo fosse levato
dalla spalla. Cammina, non fermarti. L'ordine gli scatt automaticamente nel cervello. Prosegu a
lunghi passi, costeggiando il cratere di una bomba. Alla sua destra intravide diecine di piccoli cumuli di
terra. Mine Schuh, pens. Senza i carri armati non ce l'avrebbero mai fatta.
Mugol di sorpresa ritrovandosi avvolto da un denso fumo biancastro e ribollente. Cortina
fumogena, pens. Non l'aveva nemmeno vista cadere. Prosegu senza fermarsi in mezzo a quella nebbia
ribollente e acre. Ora, tra il fumo e la neve, la visibilit era limitata a qualche metro.
Sta' nella scia del carro! grid dietro a lui la voce di Cooley. Hackermeyer guard in terra e
prov una fitta di panico vedendo che stava per uscire dalla larga fascia di terra segnata dai cingoli del
carro armato. Si spost verso il centro della scia e si ritrov accanto a Guthrie. Proseguirono a fianco a
fianco, poi si fermarono entrambi, di botto, in mezzo al turbine delle esplosioni.
A terra! grid Cooley.
In un lampo furono entrambi bocconi nel fango, nella bufera delle esplosioni assordanti, delle
schegge che volavano fischiando, dello spostamento d'aria. Hackermeyer, con gli occhi chiusi, la bocca
spalancata, il corpo paralizzato, affondava nella terra le dita incurvate come artigli. No! gridava dentro
di lui una voce atterrita. Dio, ti prego, ti prego, ti prego! Si rese conto che stava pregando, ma non
riusc a smettere.
Le esplosioni si spostarono sulla loro sinistra. Via! url Cooley. Hackermeyer si rialz con le
gambe che tremavano e riprese a correre.
Sai una cosa? disse al suo fianco la voce malsicura di Guthrie. La guerra  un inferno!
Sussultarono entrambi quando il cannone del carro armato apr il fuoco, ma continuarono a
correre, col viso rigido e contratto come una maschera. Hackermeyer aveva l'impressione di essere
sommerso dal frastuono: i boati delle bombe, gli schianti del cannone, le mine Schuh che scoppiavano
sotto i dischi spazzamine.
Si fermarono entrambi quando davanti a loro apparve il carro armato, circondato da un gruppo
di soldati che si scambiavano occhiate apprensive. Il carro era inclinato sulla destra e i cingoli giravano
a vuoto nel fango. Un soldato si era sporto dalla torretta e guardava il terreno muovendo le labbra come
se imprecasse. Il carro era irrimediabilmente impantanato e l'affannoso girare dei cingoli serviva
soltanto a farlo affondare sempre pi nella melma.
I cingoli smisero bruscamente di girare.
Hackermeyer si volt a guardare Cooley che gli batteva una mano sulla spalla. Andiamo! Il
sergente si avvi di corsa, accennando agli altri soldati che lo seguissero. Lo guardarono tutti con occhi
pieni di paura. Hackermeyer e Guthrie si avviarono dietro a lui. Mentre oltrepassavano le grandi ruote
spazzamine Hackermeyer not che erano di metallo.
Si muovevano tutti molto lentamente, cauti, con gli occhi fissi a terra, incuranti in apparenza
delle granate che esplodevano tutt'intorno a loro. Pareva che inconsciamente ognuno cercasse di tirarsi
indietro, aspettando che fosse qualcun altro ad avanzare per primo.
Avanti, avanti! grid Cooley, in testa alla processione. Camminate!
Vada avanti lei, se vuole! grid una voce stizzosa.
 quel che sto facendo, mi pare! ribatt il sergente. Avanti, avanti, andiamo!
Hackermeyer lo guardava terrorizzato. Cooley procedeva a ritroso, quasi senza badare dove
metteva i piedi, accennando agli altri che si muovessero. Non fare cos, pens, alzando
inconsapevolmente la destra come volesse fare un segnale al sergente.
Impietrirono tutti all'esplosione che tuon vicinissima. Hackermeyer gir di scatto la testa e
vide un soldato crollare nel fango, urlando.
Avanti! url Cooley.
Hackermeyer si mosse strascicando i piedi, con lo stomaco sconvolto dalla nausea. Cerc di non
guardare il soldato ma quando quello smise di gridare gir involontariamente gli occhi dalla sua parte.
Gli si torse lo stomaco. Il soldato si agitava appena, ora, e Hackermeyer vide che aveva le gambe
stroncate di netto alla coscia; dai monconi sgorgavano fiotti di sangue vivido e brillante. Hackermeyer
gir la testa, barcollando.
Un'altra esplosione tuon alla sua sinistra. Un altro soldato url nell'orrore della distruzione.
Hackermeyer continu a camminare, cercando di non vedere il secondo corpo senza gambe che si
torceva nel fango, sforzandosi di non udire le grida della disperata agonia. No, no, no, ripeteva,
supplicava una voce nel suo cervello. Non voleva morire. Oh Dio, non voleva morire!
Alle loro spalle alcune bombe esplosero nel fango con tonfi che sembravano quelli di stivali
giganteschi. Tutti si gettarono a terra e per parecchi minuti Hackermeyer rest isolato nel guscio della
propria resistenza passiva, con gli occhi chiusi e il corpo tremante e rattrappito. Quando la salva fin e
Cooley ordin Avanti! Hackermeyer si tir in piedi, con le gambe molli e pesanti. Mentre si avviava
guard indietro e vide il carro armato in fiamme, con nubi di fumo nero che scaturivano dalla torretta.
Attento! url Cooley.
Hackermeyer gir rapidamente la testa e guard in terra. Proprio davanti a lui c'era una mina
Schuh. Gli parve che la terra gli ondeggiasse sotto i piedi. Ansante, mezzo accecato dalla neve, fiss il
monticello di terra spruzzato di bianco. Non riusciva pi a muoversi.
Giragli intorno, figliolo, lo esort Cooley, prendendolo per un braccio. Andiamo.
Hackermeyer segu il sergente, inciampando, incapace di staccare gli occhi dalla mina.
E l ce n' un'altra, disse il sergente accennando con la mano. Lasci il braccio di
Hackermeyer e si allontan. Non lasciarmi! manc poco che gridasse Hackermeyer, inchiodato al
terreno. Non fermarti mai, ripet pappagallescamente il suo cervello. Deglut a fatica e fece un passo.
Con tutti i muscoli tesi aggir lentamente la mina. Cooley aveva ragione, era facilissimo individuare le
mine! Quella constatazione riusc a vincere il suo terrore. Ce n'era una quantit e i tedeschi non si erano
preoccupati troppo di nasconderle. Hackermeyer riprese ad avanzare, sempre pi sicuro. Ogni volta che
qualcuno intorno a lui incappava in una mina, si sforzava di non vedere e non sentire e continuava a
camminare. Gli pareva che i mille metri fossero diventati mille chilometri. Camminava e camminava e
non riusciva mai a vedere altro che neve e fumo.
Un'altra serie di esplosioni. Con gli occhi chiusi e la bocca spalancata, Hackermeyer si appiatt
contro la terra che sussultava.
Appello! tuon Cooley.
Hackermeyer gir la testa e grid il proprio nome.
Guthrie!
MacFarland!
Kelly!
Hackermeyer alz un poco la testa, sbalordito. Kelly? Poi cap che, senza pensare, aveva
risposto all'appello anche un uomo di un'altra squadra.
Tremont? grid Cooley.
Pre...sente! rispose la voce incerta di Tremont.
Le granate esplodevano senza sosta facendo tremare la terra e saltare le mine, proiettando
torbide colonne di fango nell'aria bianca di neve. Schegge taglienti di shrapnel schizzavano in tutte le
direzioni; violente, massicce ondate d'aria si abbattevano sugli uomini appiattiti contro terra.
Hackermeyer tremava, indifeso, artigliando il fango come si sentisse privo di gravit e cercasse di non
farsi aspirare dal cielo. Svaniti di nuovo tutti i pensieri, egli non era che un fascio di carni e di ossa
saldate alla terra in tumulto.
Il bombardamento cess e subito risuon il grido di Cooley: Via! Con le orecchie tintinnanti
e le vertigini, Hackermeyer si alz e si rimise in marcia. Gli pareva di avere la testa piena di sabbia che
ondeggiasse a ogni passo, minacciando la stabilit del suo equilibrio. Per poco non piomb dritto su
una mina. Sforzandosi di tenere gli occhi bene aperti e trattenendo il respiro aggir lentamente il
monticello.
Fossato anticarro! grid Cooley. Attraversate!
A pochi passi Hackermeyer vide la trincea larga e profonda entro la quale gli uomini saltavano
uno dopo l'altro, risalendo poi faticosamente sul margine opposto. Esit un attimo alla vista dell'acqua
fangosa che ricopriva il fondo, poi costrinse se stesso a saltare. Scivol sulla melma viscida e cadde,
sprofondando con la mano sinistra nel fango coperto da trenta centimetri di acqua gelida. Si tir su
ansimando e arranc verso la parete opposta, prese lo slancio per risalire, ma fall la presa e ricadde.
Salt una seconda, una terza volta, ma ogni volta scivol sulla parete viscida e ricadde sul fondo.
Cooley intanto correva lungo il margine della trincea, afferrando una mano dopo l'altra e aiutando i
soldati a risalire.
L'abbiamo finita con le mine, oramai! gridava. Potete avanzare sicuri. In fila indiana,
avanti! Afferr il polso di Hackermeyer e tir su anche lui. Alla sua destra il ragazzo vide Guthrie e
dietro Tremont e MacFarland che saltavano a loro volta nel fossato.
Andiamo! grid loro e ripart correndo pesantemente.
Una raffica di mitragliatrice li fece piombare tutti a terra. Hackermeyer rialz cautamente la
testa per guardare verso Saarbrcken. Il fumo si era un po' diradato e attraverso lo schermo della neve
riusc a intravedere le prime case della citt. Era pi vicina di quanto si era aspettato. Si domand
quando sarebbe cessato il bombardamento americano.
Fuoco! tuon Cooley. Sparate, sparate! Tutti insieme!
Hackermeyer ud gli scoppi del BAR di Guthrie; alz meccanicamente l'M1 e cominci a
sparare. Non importa se non vedi il bersaglio, pens, come stesse facendo la lezione a Tremont e a
MacFarland; la massa di fuoco conta almeno quanto la precisione del tiro! L'M1 gli sbatt contro la
spalla, il caricatore schizz fuori. Hackermeyer ricaric in fretta.
Il bombardamento americano cess.
Hackermeyer, MacFarland, avanti! url Cooley.
Hackermeyer balz in piedi e prese a correre a zig zag. Dopo una diecina di metri si gett a
terra e riprese a sparare. Dietro a lui Cooley gridava a Guthrie e a Tremont che si spicciassero. Intorno
a loro tutti i capisquadra facevano avanzare i propri uomini con brevi corse. La cortina di fumo era
quasi scomparsa e Hackermeyer vide davanti a s un gruppo di villette incendiate, da una delle quali
sparava una mitragliatrice tedesca. Le scie arancione dei proiettili traccianti solcavano l'aria in tutte le
direzioni.
Hackermeyer, MacFarland, avanti! grid Cooley.
Hackermeyer si rialz di nuovo e part di corsa, ma ricadde quasi subito, mentre il fuoco della
mitragliatrice tornava ad accentrarsi su di lui. Alz l'M1, tremando, e ricominci a sparare. Ai suoi
fianchi apparvero per un attimo Guthrie e Tremont, che piombarono subito nel fango. Guthrie prese a
sparare, ma Tremont non seppe fare altro che fissare la citt, stralunato, con gli occhi sbarrati. Vicino a
loro MacFarland sparava come un matto.
Una serie interminabile di corse e di cadute, di raffiche sparate contro le piccole case... Ora
Hackermeyer correva piegato in due, il fucile imbracciato; ora piombava a terra, appoggiandosi al
calcio del fucile, e giaceva bocconi; ora sparava, e l'M1 sobbalzava contro la sua spalla, mentre il fumo
acre gli riempiva le narici. Ora giaceva bocconi, rigido, sudando sotto il tiro degli 88, mentre fiocchi di
neve gli cadevano gelidi sulla nuca e l'odore della cordite lo soffocava. Ora correva di nuovo, ora
ricadeva, ora sparava... imprigionato nell'inerzia di movimenti meccanici, mentre la citt si faceva pi
vicina... mentre i compagni cadevano morti intorno a lui, abbattuti da raffiche sferzanti di pallottole,
squarciati da taglienti schegge metalliche, sospinti nell'oblio da violenti spostamenti d'aria. Correre,
gettarsi a terra, sparare, correre, gettarsi a terra, sparare... sempre in una sorta di trance vuota di
pensieri, senza mai rendersi conto esatto dei propri movimenti, appena consapevole del generale
spostamento in avanti del fragore assordante, del dolore bruciante dei muscoli sottoposti a uno sforzo
quasi insopportabile. E 'dappertutto mucchi di morti e di feriti... Vi correva in mezzo come ubriaco,
imprigionato nello stordimento di gesti istintivi. Soltanto quando si trov ai margini della citt si rese
conto che avevano oltrepassato anche i bunker.
Come ridestandosi da un sogno, Hackermeyer si ritrov dietro una siepe. Dai rami spogli
ciondolavano brandelli di carne e di stoffa; li fiss per un attimo sbalordito, poi una raffica di
mitragliatrice che squarci la siepe accanto a lui lo fece appiattire contro terra. Rialzando la testa vide
un soldato lanciarsi verso la villetta, poi fermarsi per scagliare una bomba a mano. Un attimo dopo si
piegava bruscamente all'indietro sotto l'urto dei proiettili, faceva mezzo giro su se stesso e piombava
lungo disteso a terra, senza vita. La bomba a mano rimbalz sul muro della casetta ed esplose senza
danno. Hackermeyer alz l'M1 e lo scaric dentro la finestra. Alla sua sinistra Guthrie fece altrettanto. I
proiettili grandinarono stridendo nell'aria.
Un'altra bomba a mano esplose vicino alla casa, sollevando uno spruzzo di fumo bianco che nel
giro di pochi secondi si trasform in una pesante nube. Alla sua sinistra Hackermeyer vide un soldato
balzare in piedi e lanciarsi verso la casa, come una macchia scura e confusa in mezzo al bianco
fluttuante della neve. Il soldato scagli una granata, poi un'altra. Le due esplosioni tuonarono quasi
simultanee e la mitragliatrice tacque. Il soldato si lanci in mezzo al fumo, col mitra in azione.
Via di corsa! grid Cooley.
Hackermeyer si alz e prese a correre verso la villetta. Ud il crepitio del mitra, poi l'esplosione
di una terza granata. Improvvisamente si trov davanti alla casa, vide il soldato che guardava dentro,
dalla finestra. Ce l'ho fatta! grid quello e corse via. Hackermeyer lo segu per un istante con lo
sguardo, poi si gir a cercare la propria squadra. Arrivarono di corsa MacFarland, poi Tremont e infine
Guthrie e Cooley. Andiamo! grid il sergente.
Aggirarono di corsa l'angolo della casa e si trovarono in un viale letteralmente coperto da
mucchi di sassi e di macerie. Muri sfondati sbadigliavano da entrambi i lati, rivelando l'interno delle
stanze. Dappertutto c'erano pezzi di mobili e l'odore acre e soffocante della cordite rendeva l'aria quasi
irrespirabile. Di corsa! grid Cooley.
Raggiunsero un crocevia e, dopo essersi sporto a guardare, Cooley fece aggirare l'angolo ai suoi
uomini, uno dopo l'altro: prima Guthrie, poi MacFarland, Hackermeyer, Tremont; per ultimo il
sergente. Leggermente piegato, Hackermeyer avanz rasente i muri delle case incendiate, aguzzando
gli occhi in mezzo alla neve e al pulviscolo delle macerie. La strada era gi piena di soldati americani
che avanzavano sparando alle finestre delle cantine, ai tetti, agli attici; raffiche di mitragliatrici
tedesche parevano scaturire da tutte le direzioni. Hackermeyer vide un tedesco precipitarsi in strada e
scaricare il mitra, poi gettare l'arma e alzare le braccia gridando: Kamerad! Una scarica di pallottole
lo prese in pieno ancora prima che finisse di gridare e lo scaravent a terra. Avanti, avanti! grid
Cooley. Hackermeyer riprese ad avanzare, guardandosi in giro. Una pallottola gli fischi sopra la testa
e scav un solco nel muro. Si gir di scatto, in tempo per vedere una fiammata scaturire da una canna a
un finestra del secondo piano, dall'altra parte della strada. Prima che avesse tempo di alzare il fucile,
parecchi soldati delle altre squadre, insieme con Guthrie, presero di mira la finestra e la canna del fucile
scomparve. Senza spostare il BAR, che teneva appoggiato al fianco, Guthrie strapp un altro caricatore
dalle mani di Tremont e lo ficc nel fucile, con una successione cos rapida di movimenti che
Hackermeyer quasi non arriv a distinguerli.
Avanti, avanti! ripet Cooley.
Hackermeyer prosegu a balzi lungo la strada disseminata di buche, cercando di guardare
contemporaneamente in tutte le direzioni. I suoi occhi corsero da una casa mezzo demolita a un'altra
dai muri squarciati, coi mobili minacciosamente appollaiati sull'orlo dei pavimenti; dall'insegna
contorta di una trattoria alla carogna putrefatta di un gatto sotto un sasso. Attravers di corsa
l'intersezione con un viale e intravide la carogna di un cavallo dal corpo rigonfio e dalla testa ridotta a
un ammasso informe; super d'un balzo un ampio cratere pieno di fanghiglia spruzzata di neve, scivol
e per poco non cadde.
Qualcosa piomb con un tonfo in mezzo alla strada e prese a rotolare in cerchio. Il corpo di
Hackermeyer scatt ancora prima del suo cervello ed egli si ritrov bocconi sul marciapiede fangoso.
Nella stretta strada, l'esplosione della granata echeggi come un tuono. Hackermeyer sent gli shrapnel
che gli volavano sopra la testa; una scheggia gli scav un solco nell'elmetto. Ud alle proprie spalle il
crepitio di un fucile automatico e si rialz giusto in tempo per vedere un tedesco che volava gi da un
tetto. Il soldato atterr con un tonfo sordo e l'elmetto gli schizz via, sobbalzando come impazzito sul
marciapiede.
Avanti! grid Cooley.
Hackermeyer si rimise in moto, con le gambe che tremavano. Oltrepass la porta di
un'autorimessa bucherellata dalle schegge e le sue soprascarpe scricchiolarono sopra uno strato di vetri
rotti. Si guardava in giro, cercando di concentrarsi sulla necessit di stare in guardia, ma il suo cervello
vagava continuamente per proprio conto; c'erano troppi motivi di distrazione. Fu stupito di vedere la
parola ESSO su una stazione di rifornimento, poco lontano. Anche a Brooklyn c'erano stazioni della
ESSO!
Si ferm di botto. Davanti a lui Guthrie si era fermato dove finiva l'autorimessa e spiava oltre
l'angolo, poi Cooley oltrepass di corsa Hackermeyer, raggiunse Guthrie e rest un momento a parlare
con lui. Incerto se dovesse raggiungerli, Hackermeyer rialz il colletto del pastrano per ripararsi dai
fiocchi di neve che gli cadevano sulla nuca.
Dopo qualche momento Cooley accenn agli altri che si muovessero e uno per uno
attraversarono a balzi l'incrocio, come un branco di orsacchiotti. Dai pali del telefono ciondolavano
grovigli di cavi neri oscillanti nel vento; una vetrina era chiusa da una rete metallica. Hackermeyer
cerc di vedere che cosa ci fosse dall'altra parte e cos non si accorse di un mattone, vi pos malamente
un piede e fin contro il muro di una casa annerita dal fuoco. Attraverso una finestra vide i resti
carbonizzati di travi, mattoni e rottami, ammucchiati in cumuli disordinati e fumanti.
Si stacc dal muro e prosegu zoppicando, dietro a MacFarland. Dall'altra parte della strada vide
una Volkswagen senza ruote, rovesciata su un fianco, col tetto incavato come per effetto di un
potentissimo calcio. Prosegu, chiedendosi quando sarebbe finalmente caduta la citt. Ora che l'avevano
raggiunta, la situazione sembrava essere paurosamente peggiorata.
Davanti a loro una mitragliatrice tedesca apr il fuoco con raffiche secche e scoppiettanti e
Hackermeyer si gett a tuffo sotto un androne, strizzando gli occhi per lo stridore penetrante dei
proiettili che rimbalzavano sui muri e sul marciapiede. Spiando oltre la soglia del portone vide che tutti
erano corsi al riparo. Cooley si era rifugiato sotto un altro androne, assieme a MacFarland; Guthrie
stava accucciato dietro un grosso pezzo di muro e sparava brevi, rapide raffiche. Hackermeyer segu la
traiettoria delle sue pallottole fino a una finestra di un secondo piano che, di sopra una stretta arcata,
dominava tutta la strada. Attraverso la cortina di neve riusc a malapena a distinguere la bocca della
mitragliatrice che sporgeva dall'apertura senza vetri.
Stava per alzare l'M1 quando il suo sguardo fu attratto da un soldato americano che si stacc
dall'ombra di una casa, dall'altra parte della strada. Il soldato corse fino in mezzo alla via e scaric il
suo mitra Thompson in direzione della finestra sopra l'arcata: era lo stesso che Hackermeyer aveva gi
visto mettere fuori combattimento la mitragliatrice appostata nel villino ai margini della citt. Lo
guard sbigottito mentre avanzava fino sotto l'arco, sparando senza posa; vide i proiettili tedeschi
bucare l'asfalto tutt'intorno ai suoi piedi. Un attimo dopo gli avevano spezzato le gambe e l'uomo
giaceva su un fianco, come gli avessero fatto lo sgambetto. Hackermeyer spalanc la bocca, vedendo
che il soldato continuava a strisciare verso l'arco, sparando con una mano e trascinandosi con l'altra,
mentre sulla neve, dietro a lui, si disegnava una scia rossa.
Hackermeyer alz di scatto la testa alla violenta esplosione che tuon al di l della finestra
dov'era la mitragliatrice tedesca e vide una parte del muro sporgere all'infuori e rovesciare sulla strada
una pioggia di mattoni e calcinacci. Si guard in giro e vide un altro soldato americano che innestava al
fucile lanciagranate un altro proiettile. Torn a guardare il caduto. Due uomini gli si stavano
avvicinando, gli occhi alzati verso la finestra sopra l'arco e i fucili puntati nella medesima direzione.
Andiamo! grid Cooley.
Mentre passava vicino al ferito, Hackermeyer vide che parlava concitato ai due soldati e
cercava di rialzarsi, come non si rendesse conto di essere ferito, poi ricadeva, ansante. Il sangue gli
sgorgava a fiotti da numerose ferite alle gambe e si allargava sulla neve in macchie vivide. I due soldati
tenevano gi il ferito e si guardavano in giro, chiamando a gran voce un portaferiti.
Andate all'inferno! grid il caduto. Non c' nessun altro che possa comandare la mia
squadra!
Hackermeyer gir la testa dall'altra parte con una dolorosa sensazione di vuoto allo stomaco.
Non voleva pensare alla possibilit che i sergenti venissero colpiti.
Prosegu rapidamente cercando invano di fermare l'attenzione sul proprio compito. Chiss
come, aveva perduto la capacit di concentrarsi, non riusciva a fermare il pensiero su niente. Il
momento presente gli sembrava un caos indecifrabile. Dappertutto c'erano soldati che correvano, in
apparenza senza uno scopo n una direzione determinata, si tuffavano sotto gli androni, apparivano
fugacemente alle finestre dei primi e dei secondi piani, sparivano nell'ombra dei viali, scivolavano cauti
lungo le case, scaricavano i fucili contro un nemico che era dappertutto e in nessun posto. Non appena
un bersaglio appariva, spariva o era annientato tanto rapidamente che Hackermeyer non aveva
nemmeno il tempo di alzare il fucile. Con una fitta di rimorso si rese conto di non avere sparato un
colpo da quando erano entrati in citt... e pi il tempo passava, meno gli pareva possibile di potere
sparare. Eppure era il suo compito, quello. Non c'era senso. Ricord che Foley aveva detto la stessa
frase. Cominciava a capire il sentimento che Foley aveva cercato di esprimere.
Rimise a fuoco lo sguardo e vide davanti a s Guthrie e MacFarland che, protetti dalle macerie
di una casa, sparavano verso uno spazio aperto. Cooley gli accenn che si muovesse e Hackermeyer
fece qualche passo, poi si ferm e guard in giro.
Tremont! chiam.
S? rispose questi con voce tremante, sporgendo la testa da una finestra sfondata.
Andiamo! Hackermeyer lo aspett e prosegu con lui dietro agli altri.
Ecco il vostro obiettivo, disse Cooley accennando a un fabbricato a tre piani incrinato e
scrostato dalle esplosioni, che sorgeva in una grande piazza. L'intero plotone lo stava inondando di
fuoco. Hackermeyer vide centinaia di proiettili traccianti che solcavano l'aria come fili di perle
bianco-arancio e rimbalzavano sui muri o sparivano dentro le finestre. All'imbocco di un'altra strada,
sulla loro sinistra, una mitragliatrice pesante investiva l'edificio con raffiche ininterrotte, ma a quanto
pareva nessuna risposta veniva da parte germanica.
Sparate, ragazzi! disse Cooley.
Hackermeyer rovesci col calcio del fucile un blocco di macerie, vi appoggi la canna dell'M1
e cominci a sparare. Una bomba di mortaio esplose in mezzo alla piazza, subito seguita da altre che
andarono via via avvicinandosi al fabbricato, finch cominciarono a far saltare parti del tetto.
Hackermeyer continu a sparare finch dal fucile schizz il caricatore vuoto. Mentre ricaricava not
Cooley che diceva qualcosa a Tremont. Dopo qualche momento questi spar un colpo in direzione del
fabbricato.
Avanti, continua! lo esort il sergente. Tremont spar un altro colpo, tirando il grilletto come
fosse la lama di un rasoio. Spara, spara, figliolo, disse Cooley. Non li paghi tu i proiettili!
Hackermeyer mir e riprese a sparare sorridendo lievemente. Povero bambino, pens. Spar
finch il caricatore fu vuoto, poi ricaric l'M1 e ricominci. Sparare a un fabbricato era pi facile che
sparare a una persona, riflett; non sapeva ancora come avrebbe reagito se il bersaglio fosse stato un
soldato tedesco.
Si accingeva a sparare di nuovo quando Cooley grid: Andiamo! All'attacco!
Hackermeyer si guard in giro e vide che da tre lati della piazza partivano all'attacco soldati
americani che avanzavano per un buon tratto allo scoperto, correndo a zig zag, poi si gettavano a terra
sparando, mentre altri soldati li raggiungevano di corsa.
Guthrie, Tremont, pronti! grid Cooley.
Hackermeyer guard al proprio fianco. Tremont fissava il sergente con occhi pieni di paura.
Spara, spara! gli disse Cooley, e Tremont spar un altro colpo malsicuro.
Hackermeyer torn a guardare l'edificio e scaric il fucile dentro una finestra del secondo piano.
Stava infilando un altro caricatore quando Cooley ordin: Guthrie, Tremont, avanti! Hack,
MacFarland, sparate!
Hackermeyer chiuse l'otturatore e mir. Un fiocco di neve gli cadde sulla palpebra destra,
facendogli chiudere l'occhio.
Fuoco! url il sergente.
Hackermeyer spar, mentre Guthrie e Tremont aggiravano un cumulo di macerie e avanzavano
nella piazza, aumentando via via la velocit della corsa. Not che Tremont teneva gli occhi fissi su
Guthrie e non appena questi fren e si gett in terra, fece altrettanto. Guthrie cominci a sparare verso
la casa e Tremont rest a giacere nella neve, tremando.
Hack, MacFarland, avanti! comand Cooley.
Trattenendo il respiro, Hackermeyer aggir il cumulo di macerie e part di corsa verso il
fabbricato.
Ma aveva fatto appena qualche passo nella piazza quando apparve un carro armato tedesco. Si
ferm di botto, fissando a bocca aperta il veicolo tozzo e gigantesco che aggirava lentamente l'angolo
della casa a tre piani, macinando macerie e lanciando tutt'intorno nubi di polvere e calcinacci. Il grosso
cannone rincul, un'esplosione assordante squarci l'aria, una nube di fumo si arricci intorno al carro
armato, il terreno trem. Un istante dopo il proiettile sfondava il fianco di una casa dall'altra parte della
piazza. Hackermeyer cadde.
L'apparizione del carro armato parve polverizzare l'attacco. Hackermeyer vide i soldati
americani lanciarsi verso le strade laterali; molti avevano perduto il fucile. Si alz tremando e si guard
in giro: dappertutto giacevano uomini feriti dalla mitragliatrice del carro armato e dalle schegge di
bombe. Esit un attimo, con le gambe tremanti, poi cominci a indietreggiare, senza staccare gli occhi
dal carro che si era fermato e spazzava la piazza col fuoco della mitragliatrice. Hackermeyer piomb di
nuovo a terra, tra gli ululati dei proiettili che rimbalzavano sul marciapiede, e giacque con la testa fra le
braccia, tremante.
Cooley lo tir in piedi con uno strattone, lo fece girare sui tacchi e lo spinse verso la strada dalla
quale erano venuti. Fila! gli grid.
Hackermeyer ubbid, correndo goffamente. Il cannone del carro romb con un fragore
assordante, una granata vol attraverso la piazza e sgretol il fianco di un'altra casa. Hackermeyer
continu a correre. Si arrampic sul cumulo di macerie e slitt gi dall'altra parte, con un gemito.
Guthrie era gi l, supino, con gli occhi chiusi e un filo di sangue sulla guancia destra. Quasi avvertisse
lo sguardo di Hackermeyer, riapr gli occhi e lo fiss a sua volta. Nessuno dei due fu capace di dire una
parola. Affondarono entrambi la testa tra le spalle, stringendo gli occhi, sotto la pioggia di sassi e di
calcinacci che si rovesciava su di loro dalla cima del cumulo sconvolto dai proiettili.
Dalla piazza arrivarono di corsa Cooley e MacFarland. Via, via, andiamo! grid il sergente.
Hackermeyer si trascin in piedi e li segu, con l'impressione di muoversi in uno di quei sogni
angosciosi nei quali non si riesce a correre, nonostante gli sforzi pi disperati. Gli pareva di avere al
posto delle gambe due blocchi di pietra. Cooley si gir verso di lui, col viso contratto. Muoviti, corri!
gli grid. Hackermeyer strinse forte i denti e si sforz di correre un po' pi in fretta.
Si fermarono di botto, tutti insieme. Ges! esclam Guthrie.
In fondo alla strada era fermo un altro carro armato che apr subito il fuoco su di loro.
L dentro! grid Cooley, spingendoli verso la porta di una casa vicina.
Hackermeyer si gett a tuffo dentro una stanza semibuia che puzzava di muffa. Siamo in
trappola, pens osservando incredulo il mucchio di giornali sporchi sul pavimento, i barattoli
arrugginiti, le stoviglie fracassate, il divano cadente e senza gambe.
L dentro! grid ancora Cooley. Hackermeyer si volt e lo vide, ancora fuori della porta, che
faceva entrare gli altri soldati del plotone rimasti nella strada spazzata dai proiettili. Vieni dentro,
implor mentalmente. Fece un passo verso la porta e si ferm, vedendo il sergente che entrava di corsa.
Guthrie, Hack, di sopra! Alle finestre!
Hackermeyer, confuso e stordito, si guard in giro cercando la scala. Da questa parte! disse la
voce di Guthrie. Hackermeyer lo scopr finalmente, ai piedi di una scaletta; attravers la stanza,
tossendo, e lo segu su per le scale. Gli tremavano le gambe, tanto che dovette appoggiarsi alla
ringhiera, ma la "moll subito non appena la sent scricchiolare e si appoggi al muro.
Se ne stacc dopo un momento e riprese a salire, oltrepass barcollando una porta. Guthrie era
gi davanti a una finestra. Hackermeyer lo raggiunse, camminando come un ubriaco.
Bene, stavolta ci siamo, mormor Guthrie.
Eh?
Guarda, guarda! disse Guthrie, accennando fuori della finestra.
Hackermeyer si sporse un poco e rabbrivid. Il carro armato stava risalendo la strada.
Hackermeyer si ritrasse in fretta.
Che cosa facciamo, ora? domand.
Guthrie scosse la testa. Ci siamo, stavolta! Questa stramaledetta citt non cadr mai.
Continu a scrollare la testa. Perdio! Quanto tempo sprecato! Quanto tempo maledettamente e
stupidamente sprecato!
Che cosa facciamo, ora?
Crepiamo, ecco che cosa facciamo, proruppe Guthrie. Oh Cristo! sbatt il calcio del BAR
contro la parete e fece cadere un gran pezzo d'intonaco. Che idiota, stramaledetta maniera di fare la
guerra! grid, infuriato. Si lasci cadere in terra e si appoggi al muro, esausto. Oh gente! gemette.
Oh gente! Oh gente! Oh gente!
Hackermeyer stava per parlare quando sulla scala risuonarono passi frettolosi e due uomini
entrarono di corsa. Uno aveva un bazooka.
In piedi, maledizione! grid a Guthrie. Copri quella finestra, accidenti! Si precipit all'altra
finestra e si sporse, ma si ritrasse subito con una smorfia.
Ges, arriva! esclam. Si appoggi in fretta il bazooka sulla spalla. Carica! grid al
compagno.
Hackermeyer osserv l'altro soldato che caricava il bazooka con dita tremanti. Con la coda
dell'occhio vide Guthrie davanti alla finestra.  meglio che ti spicci, disse questi in tono quasi
divertito. Il soldato del bazooka gli gett un'occhiataccia, poi guard nel mirino, mentre il suo
compagno collegava i fili.
Lo schianto delle pallottole di mitragliatrice sul muro esterno e attraverso la finestra li fece
piombare tutti sul pavimento. L'uomo che caricava il bazooka lanci un grido acuto e balz in piedi, col
viso sconvolto da un'espressione di terrore. Non lasciatemi cadere! grid. Aiutatemi a camminare!
Hackermeyer lo vide impallidire come un morto, fare qualche passo nella stanza, poi crollare,
contraendo prima le gambe e poi scalciando violentemente all'aria, nello spasimo della morte.
Con un'imprecazione strozzata l'altro soldato strisci fino alla finestra e balz in piedi di colpo.
Aveva appena cominciato a mirare, quando un proiettile lo colse in pieno viso e lo fece cadere
all'indietro, come per effetto di una bastonata. Hackermeyer vide i suoi occhi fissi al soffitto. Il resto
della faccia era ridotto a un ammasso informe e sanguinante. Il bazooka rotol sul pavimento.
All'altra finestra Guthrie sparava col BAR e le pallottole rimbalzavano sul carro armato col
rumore di chiodi che venissero ribaditi.
Hack! chiam Guthrie accennando al bazooka e riprendendo subito a sparare.
Trattenendo il respiro, Hackermeyer strisci sul pavimento e afferr il bazooka. Alzatosi a
sedere si trascin sotto la finestra e aspett, ansimando. Non appena la traiettoria dei proiettili tedeschi
si abbass al primo piano, si mise in ginocchio, si gir rapidamente e fece scivolare la canna del
bazooka sul davanzale.
Non poteva sbagliare. Il carro gigantesco era a una ventina di metri da loro. Respirando in fretta
irrigid le spalle e tir il grilletto. Il razzo colp immediatamente. Si ud una sorda esplosione e il carro
sobbalz. Dopo pochi secondi dalla torretta scaturirono alte fiammate di un rosso brillante che si
ridussero in breve a fiamme pi basse e azzurrognole, mentre cupe volute di fumo nero si addensavano
sopra il carro.
Magnifico! grid Guthrie, in un impeto di gioia selvaggia.
Nessuno tent di uscire dal carro incendiato e Hackermeyer sent un'ondata di nausea al
pensiero di quel che stava succedendo nel suo interno. Cadde contro la parete, mezzo sdraiato, mezzo
seduto, e fiss l'uomo che aveva sgridato Guthrie. Un attimo prima egli era stato l, pieno di vita, di
furiosa energia, pronto a scaricare il suo bazooka sul carro armato. Un attimo dopo era morto, svuotato
di ogni capacit di agire e di reagire. Hackermeyer non riusciva a rendersene ragione.
Un rumore di rapidi passi sulla scala e Cooley si precipit nella stanza. Ragazzi, avete
proprio... S'interruppe di colpo, vedendo i due uomini rannicchiati sul pavimento. Guard
Hackermeyer.
L'hai beccato tu, il carro?
Hackermeyer annu lievemente.
Bel colpo! Cooley guard i due morti, poi torn ad Hackermeyer. Hai salvato una quantit
di vite umane, mormor.
La prima granata che colp il tetto li fece piombare tutti sul pavimento. E questo che cos'?
url Guthrie.
Scoppi una seconda granata e una parte del soffitto s'incurv. Cooley scomparve in mezzo a
una pioggia di calcinacci. Una terza granata apr un buco nel muro e usc dal muro opposto, senza
esplodere. Pezzi di legno e calcinacci piovvero su Hackermeyer che sent una fitta bruciante alla nuca.
Vi port una mano, ansando, e ritrasse le dita guantate macchiate di sangue. Alz gli occhi su Cooley
che si stava rialzando, con gli abiti e il viso coperti di uno strato di polvere bianca.
Tutto bene? ansim il sergente.
Il collo...
Cooley gli si precipit accanto e gli fece piegare la testa in avanti. Soltanto un graffio, disse,
sputando gesso. Non  niente. Guard in fondo alla stanza. Guthrie?
S?
Tutto bene?
Oh benone! Sono allegro come un fringuello.
Cooley grugn, poi gir la testa di scatto e rest a guardare dalla finestra, con espressione
corrucciata.
Dall'altra parte della strada arrivava un altro carro armato.
Bene, non  certo americano, mormor il sergente. Coraggio, ricarichiamo il bazooka.
Afferr un astuccio, ne strapp il coperchio e fece scivolare fuori il razzo. Hackermeyer tenne il
bazooka sulla spalla mentre il sergente vi infilava il proiettile e collegava i fili, poi gli batteva una
mano sulla schiena. A te, spara!
Non vuole...
No, che diavolo! Sei tu il campione di tiro a segno! ribatt Cooley, prendendo Hackermeyer
per un braccio. Avanti! Ma sar meglio che ci serviamo della finestra nuova, disse accennando al
buco aperto dalla granata nella parete a destra. Hackermeyer si avvi da quella parte, seguito dal
sergente. Il fragore del carro armato si era fatto assordante. Hackermeyer guard oltre il tetto della casa
contigua. A una quarantina di metri c'era un Panther che avanzava verso di loro, rombando e
sussultando, con tutte le mitragliatrici in azione.
Prendilo, ordin Cooley.
Hackermeyer alz il bazooka e mir. Si guard alle spalle per accertarsi di non avere dietro
Guthrie.  laggi, non preoccuparti, disse Cooley. Hackermeyer si gir e mir di nuovo. Nel preciso
momento in cui, il cannone del carro apriva il fuoco, sent il bazooka sussultare sulla sua spalla e vide il
razzo rimbalzare sulla torretta e sparire lontano.
Si guard alle spalle, perplesso. Cooley stava gi infilando nell'arma un altro proiettile.
Hackermeyer deglut ma non riusc a smuovere il nodo che gli ostruiva la gola. Si avvide che gli
battevano i denti e strinse forte le mascelle, tornando a guardare dal buco. Il carro armato era
vicinissimo, ormai. Sulla sua corazza cadde una pioggia di bombe a mano che esplosero tutte senza fare
alcun danno. La bocca del cannone gir lentamente verso la casa.
Stanno per... cominci.
La sua voce si perdette nel fragore assordante. La casa sembr vacillare ed egli fu sbattuto
contro una parete. Rimbalz e cadde supino, gli occhi fissi al buco nel soffitto. Il cannone del carro
romb un'altra volta e la casa trem come se la granata fosse esplosa nelle fondamenta. Hackermeyer
slitt sul pavimento per circa un metro, poi si alz a mezzo, appoggiandosi a un gomito e guardandosi
in giro, frastornato. Vide Cooley avvicinarsi barcollando al buco nella parete e scaricare la carabina.
Guthrie! grid il sergente. Spara dentro la bocca del cannone!
Hackermeyer si alz e si trascin accanto a Cooley. Il carro si era fermato e girava lentamente
verso sinistra. Il cannone punt su una casa di fronte e spar. Come per effetto di magia, un buco
apparve nel fianco della casa, si ud un'esplosione e dalle finestre del piano inferiore eruppero fumo e
macerie.
Il bazooka! grid Cooley.
Hackermeyer lo raccatt, ne infil l'estremit attraverso il buco nel muro, mir e spar. Una
fiammata scatur alle sue spalle, il razzo rimbalz sulla torretta del carro ed esplose in aria.
Hackermeyer, avvilito, si gir a guardare Cooley. Il sergente stava gi prendendo un altro razzo.
Uno di questi bastardi dovr pur funzionare!
Fuori risuon un'esplosione soffocata ed entrambi si sporsero a guardare dal buco. Dalla torretta
del carro scaturiva un'ondata di fumo; il cannone si abbass senza rumore. Guizzanti lingue di fuoco
uscirono dalla cabina, mentre il carro sobbalzava per un'altra violenta esplosione interna. Un proiettile
fiammeggiante squarci un fianco della corazza e un uomo con gli abiti in fiamme balz nella strada.
Hackermeyer distolse lo sguardo, poi si rese conto che dalla strada qualcuno gridava loro qualcosa.
Che? grid Cooley.
Ordine di ritirarsi! ripet la voce. Andiamo! Di corsa!
Cooley si precipit verso il corridoio con un'espressione di stupore sul viso e Hackermeyer
segu con gli occhi Guthrie che gli andava dietro barcollando e mormorando, irritato: S, signore. S,
signore, s, gente!
Ah... maledizione! Cooley agit i pugni in aria. Su, su, andiamo!
Hackermeyer infil sulla spalla l'M1 e tutti e tre uscirono nel corridoio e si avviarono per le
scale. Al primo piano c'erano altri tre soldati uccisi, le pareti erano tutte segnate di larghe crepe e una
era quasi del tutto scomparsa.
Bene, ascoltatemi ora, disse il tenente, ansando forte. Usciremo da quello squarcio nel muro,
torneremo dalla parte dalla quale siamo entrati in citt e ci raggrupperemo. Capito? Bene, tu, tu, tu e
tu! Segn a dito un gruppetto di soldati, fra i quali Hackermeyer e Guthrie. Coprite la ritirata da
quelle finestre. Cooley, li sorvegli. Io porter fuori il primo gruppo.
Hackermeyer si avvi a una delle finestre sul davanti e, appoggiato alla parete il bazooka, sfil
dalla spalla l'M1. Il carro che egli aveva colpito era proprio l davanti e finiva di bruciare
silenziosamente, avvolto da un nube di fumo nero e puzzolente. Mentre beveva un sorso d'acqua dalla
borraccia, Hackermeyer si domand che cosa sarebbe accaduto e scosse la testa in una serie di
movimenti quasi impercettibili. Non si poteva assolutamente saperlo, c'era un tale caos!
Fuori una mitragliatrice tedesca apr il fuoco e Hackermeyer si allontan di scatt dalla finestra.
Si guard in giro e vide il primo gruppo di soldati che si issavano fino al largo buco nel muro,
saltavano dall'altra parte e si lanciavano di corsa in mezzo ai mucchi di macerie dietro la casa. Un
soldato fu colpito e cadde su un fianco. Si trascin avanti per qualche metro, poi fu colpito di nuovo e
giacque immobile.
Colpite quella dannata mitragliatrice! url qualcuno.
Hackermeyer si gir e guard fuori della finestra, cercando di scoprire la postazione della
mitragliatrice, ma si rituff istintivamente sotto il davanzale, alla raffica di proiettili che falci il muro
esterno.
Pronti! disse Cooley e Hackermeyer lo vide radunare a gesti gli uomini. Si caric il bazooka
sul dorso e attravers la stanza. Il pavimento era coperto di un alto strato di vetri, calcinacci e pezzi di
legno che scricchiolavano sotto le sue soprascarpe.
Via! Cooley batt una mano sulle spalle di un soldato che Hackermeyer non aveva mai visto
e quello si iss fino al buco nel muro, esit un attimo, poi ricadde e part correndo a zig zag in mezzo
alle rovine, inseguito da una serie di piccoli zampilli sollevati dalle pallottole della mitragliatrice.
Sfrecci dietro un muro e scomparve.
Poi fu la volta di MacFarland, seguito da Guthrie. Attraversarono velocemente lo spazio
scoperto, leggermente piegati in due, e sparirono dietro il muro, incolumi.
A te, Hack, disse Cooley.
Trattenendo il respiro, Hackermeyer attravers la breccia e part a sua volta di corsa,
serpeggiando, verso il muro. La mitragliatrice invisibile riapr il fuoco, i proiettili gli fischiarono
intorno, rimbalzando sui muri dai quali schizzavano pezzi di mattoni e di intonaco. Finalmente si trov
davanti al muro, lo aggir con un balzo e si ferm, appoggiandosi ai mattoni bagnati, ansando a bocca
aperta. Dopo un momento si sporse a guardare e vide Cooley che usciva a sua volta dalla casa. Mentre
il sergente si lanciava attraverso lo spazio scoperto, i muscoli di Hackermeyer si tesero
spasmodicamente.
A un tratto Cooley fu colpito. Vacill sotto l'urto dei proiettili, si riprese, poi perdette
l'equilibrio e cadde di schianto tra le macerie. Hackermeyer lo fiss a bocca spalancata, incredulo e
inorridito. Cooley giaceva immobile, rannicchiato su se stesso. Senza rendersene conto Hackermeyer si
stacc dalla parete, fece un passo malsicuro.
Torna qui, ordin una voce.
Hackermeyer si mise a correre.
Ehi, tu! Torna qui! grid ancora la voce. Hackermeyer non vi bad. Si lanci a corsa pazza
verso Cooley, a malapena consapevole della gragnuola di proiettili che gli piovevano intorno. Non
vedeva altro che il sergente immobile in mezzo alle macerie ammantate di neve.
Lo raggiunse e cadde vicino a lui. Gli sfugg un gemito sordo alla vista del sangue che usciva
dalla spalla sinistra e dal dorso del sergente.
Sergente! La sua voce fu soffocata dal crepitio della mitragliatrice. Tese una mano e sfior
una guancia di Cooley. Il sergente apr faticosamente gli occhi.
Va' via! ansim Cooley.
Hackermeyer sent un'ondata di sollievo riscaldargli il cuore. Improvvisamente si rese conto dei
proiettili che gli fischiavano intorno. Afferr Cooley per la cintura e cominci a trascinarlo verso la
casa. Un frammento di intonaco strappato da una pallottola lo colp al naso, facendolo ansimare.
Lasciami! gemette Cooley con un filo di voce. Scappa, vattene!
Hackermeyer non rispose. Col respiro che gli usciva sibilando dai denti stretti, continu a
trascinare il sergente attraverso lo spazio battuto dai proiettili, sforzandosi di non guardare la scia di
sangue che si lasciavano dietro.
Smettila, Hack! disse Cooley.
Sta' zitto! disse una voce nel cervello di Hackermeyer che continu a rimorchiare
disperatamente il sergente. Cerc di accelerare il passo, ma pareva che Cooley fosse fatto di piombo. A
un tratto la cintura gli scivol dalla mano ed egli cadde di schianto vicino a un soldato morto che lo
fissava con gli occhi sbarrati. Rialzatosi con un ansito di terrore, Hackermeyer infil di nuovo le dita
sotto la cintura di Cooley e riprese a trascinarlo quanto pi in fretta poteva. Ti prego, ti prego, ti prego,
implorava.
Ecco finalmente la casa. Hackermeyer trascin il corpo di Cooley attraverso la breccia, poi,
ansante e sfinito, coi muscoli indolenziti, si abbandon accanto a lui sul pavimento, fissando la schiena
e la spalla ferite. Che cosa fare, adesso? Avrebbe dovuto trascinare Cooley verso il muro, invece che
verso la casa. Non avrei potuto farlo, pens; la casa era pi vicina. Rabbrivid e si guard in giro. Che
cosa fare?
A un tratto prese a sbottonare il pastrano di Cooley. Doveva arrivare alla ferita, disse a se
stesso. Doveva medicarla perch non sanguinasse troppo.
Hack!
Hackermeyer guard il viso del sergente contorto dal dolore. Hack, vattene, va' via di qui,
disse Cooley. Riusciva appena a parlare.
Hackermeyer rispose con un brontolio indecifrabile.
Hack...
Hackermeyer strinse le labbra tremanti. Non me ne vado, rispose dentro di s. Cerc di sfilargli
la manica sinistra e Cooley gemette per il dolore. Hackermeyer si morse le labbra. Mi scusi, non l'ho
fatto apposta, mormor.
Cooley strinse i denti e si sforz di sorridere.
Hack! Deglut. Vattene, figliolo!
No. La voce di Hackermeyer fu sommersa da un'esplosione assordante.
La pelle si tese sulle guance di Cooley. Hack, maledizione...
No! Lo grid, quasi. Con un gesto stizzoso, sfil la manica dal braccio sinistro del sergente
che impallid. Hackermeyer rabbrivid. Non l'ho fatto apposta, pens. Ma devo pur fermare l'emorragia,
no? Si guard le mani macchiate di rosso.
Bruscamente si guard in giro.
Portaferiti! grid.
Hack, per l'amor di Dio...
No! Sbatt le palpebre per scacciarne il velo di lacrime che gli offuscava la vista.
Portaferiti! url. Si morse le labbra fino a farsi male. Maledizione.., mugol, armeggiando con il
pacchetto di medicazione. Singhiozz di rabbia perch non riusciva ad aprirlo.
Calmati, figliolo, mormor Cooley.
No, ribatt Hackermeyer, come se il sergente gli stesse di nuovo dicendo di andarsene. Lo
aiut a inghiottire una pillola, poi cosparse di sulfamidici in polvere le carni straziate e sanguinanti.
Non c'era tempo per levare anche la giacca al sergente. Sfilatosi un guanto, Hackermeyer cerc di
levare dalla ferita i frammenti di stoffa e a un tratto gli esplose dentro un impeto di collera selvaggia.
Dannati, maledetti tedeschi! Li avrebbe ammazzati tutti quanti! Si pass una mano tremante sulle
labbra contratte, in preda a un improvviso terrore. Che utilit poteva avere un pizzico di polverina? Che
cosa poteva fare una pillola? Il sangue continuava a sgorgare dalla spalla del sergente. Hackermeyer si
guard in giro, sperduto e terrorizzato.
Portaferiti! grid. Infermiere! Portaferiti! Infermiere!
Quando torn a guardare il sergente, lo vide con gli occhi chiusi.
No! gemette, chinandosi col viso stravolto dalla paura. Sergente!
Cooley apr gli occhi.
Oh per... Prese a medicare la ferita. Tenga gli occhi aperti, per favore, mormor con voce
rotta.
Cooley lo guard con le palpebre abbassate a mezzo. Hack, per l'amor di Dio, vuoi andartene
di qui?
Tenga gli occhi aperti, per favore! ripet Hackermeyer invece di rispondere.
Fin le proprie bende e apr il pacchetto di medicazione del sergente. Mentre riprendeva a
fasciarlo si accorse di piangere, di avere il petto scosso dai singhiozzi e le guance rigate di lacrime. Al
diavolo, pens.
Hack...
Hackermeyer guard il viso del sergente. Sorrideva.
Mi riprender subito, figliolo, mormor Cooley. Perch non te ne vai?
Hackermeyer deglut e sent il sapore salato delle lacrime. No, rispose. Io non...
Gir di scatto la testa al rumore e rest di sasso. Un soldato tedesco era appena passato di corsa
davanti alla casa. Per qualche momento Hackermeyer non riusc a fare un gesto. Poi tese di scatto un
braccio e raccatt il fucile, fece scattare la sicura e aspett, coi nervi tesi e il cuore in tumulto, saettando
occhiate dalla finestra alla porta e viceversa.
Guard Cooley.
Kraut? sussurr il sergente.
Hackermeyer annu deglutendo. Kraut.
Un altro tedesco pass di corsa davanti alla casa, accompagnato da un tintinnio metallico.
Hackermeyer apr di scatto l'otturatore dell'M1. Era carico. Come rialz la testa vide che Cooley
cercava di sollevarsi a sedere. Si chin e gli premette una mano sulla spalla sana.
Resti l, lei, sussurr.
Colse con la coda dell'occhio un movimento e gir la testa di scatto. Per un attimo, lui e il
soldato tedesco si squadrarono immobili, poi Hackermeyer alz il fucile, ma prima che potesse sparare
il tedesco era sparito con un salto. Hackermeyer balz in piedi e si precipit alla finestra. Il tedesco
aveva gi alzato il braccio per gettare una granata attraverso l'altra finestra. Sollevando fulmineamente
il fucile Hackermeyer spar due volte. Il tedesco si rovesci all'indietro e cadde; la bomba gli sfugg
dalle dita ed esplose nell'attimo in cui Hackermeyer si abbassava di scatto sotto il livello del davanzale.
Una pioggia di schegge tamburell contro la porta.
Rialzatosi, Hackermeyer si sporse a guardare la piazza. Indietreggi sbalordito. Diecine di
tedeschi avanzavano nella strada. Rimase impietrito, chiedendosi che cosa fare. Cominci a sfilarsi una
granata dalla cintura, ma rinunci subito. Non sarebbe servita a niente. Indietreggi lentamente, con
l'M1 all'altezza della cintola, finch non fu di nuovo vicino a Cooley, s'inginocchi e con le dita che
tremavano prese a sfilargli i caricatori dalle giberne, posandoli via via sul pavimento davanti a s.
Che c'? domand Cooley.
Niente. Soltanto... Si guard in giro, cercando la carabina del sergente, poi ricord che era
rimasta fuori, dove Cooley era caduto. Si mosse per andare a ricuperarla, ma cambi subito idea. Si
domand se avrebbe fatto in tempo a trascinare Cooley dietro la casa prima che vi arrivassero i
tedeschi. No, non c'era tempo. I tedeschi li avrebbero colti allo scoperto e per loro non ci sarebbe stata
pi via di scampo. La loro unica possibilit era che i tedeschi non guardassero dentro attraverso le
finestre. Ma anche mentre lo pensava, Hackermeyer sapeva che era impossibile. L'uno o l'altro avrebbe
certo guardato.
Con fretta ansiosa si lev dalla cintura le bombe a mano e le pos davanti a s, sul pavimento.
Era pronto, ora. Una calma straordinaria gli scese in cuore, ebbe persino voglia di sorridere. Per
qualche incomprensibile ragione non aveva pi paura.
Abbass lo sguardo su Cooley. Il sergente aveva chiuso di nuovo gli occhi. Hackermeyer apr le
labbra per parlare, poi decise che era meglio lasciarlo con gli occhi chiusi, meglio che non vedesse quel
che stava per accadere. Gli sorrise, mentre lacrime cocenti gli gonfiavano gli occhi.
Va tutto bene, sussurr. Bader io a lei. Far...
S'interruppe e guard in alto, sorpreso. C'era qualcosa che diventava sempre pi grande: un
sibilo, un rumore altalenante come quello di una gigantesca sega circolare, un rumore che si faceva
sempre pi vicino. Perplesso, Hackermeyer alz gli occhi al soffitto. Che cosa c'era?
Poi il mondo esplose. Un mare nero e rombante si rovesci su di lui. L'ultima cosa di cui si rese
conto fu di essersi gettato con tutto il corpo su Cooley per proteggerlo. Poi fu notte.

Hackermeyer apr gli occhi e guard il lampadario. Intorno a lui c'era un mormorio di voci, cui
si mescolavano rumor di passi e qualche gemito soffocato. Hackermeyer si sollev, appoggiandosi a un
gomito, sbatt le palpebre alla fitta di dolore che gli trapass la testa e si guard in giro, confuso.
Era coricato nell'atrio di un albergo. Ovunque guardasse c'erano soldati distesi su coperte
ripiegate e medici e infermieri che si muovevano in mezzo a loro. Hackermeyer strizz gli occhi,
sforzandosi di capire che cosa fosse accaduto. Dapprima non riusc a veder chiaro nel proprio cervello
annebbiato poi, all'improvviso, trattenne il respiro.
Sergente! mormor.
Come si alz a sedere un dolore insopportabile gli esplose nella testa. Con un sibilo convulso si
premette le mani contro la nuca e si pieg su se stesso, con lo stomaco sconvolto dalla nausea. Rest
rigido e immobile per oltre due minuti, prima di azzardarsi ad alzare di nuovo la testa.
Vicino a lui un medico stava facendo un'iniezione a un soldato ferito. Hackermeyer aspett
finch ebbe finito, poi si gir a guardare il soldato alla sua sinistra. Dormiva o era morto; Hackermeyer
non riusc a capirlo. Si volt a guardare il soldato alla sua destra: aveva gli occhi fissi al soffitto e
un'espressione amara sul volto. Hackermeyer prov un altro impeto di nausea al vedere che gli
mancava la gamba destra.
Si alz piano piano, appoggiandosi alla parete. Le sue gambe gonfie e doloranti cominciarono a
tremare; dovette sostenersi al muro per non cadere. Devo muovermi, pens; devo trovare il sergente
Cooley. Si raddrizz e si avvi, incerto e malfermo, lungo il passaggio in mezzo alle file di soldati
coricati. Camminava con ben calcolata cautela. Aveva una gran voglia di distendersi e riposare, ma si
costrinse a proseguire. Doveva trovare Cooley. Attravers piano piano tutto l'atrio, guardando
ansiosamente a destra e a sinistra. Doveva fare un terribile sforzo di volont per vincere il torpore che
gli appesantiva i piedi.
Un medico che gli pass accanto mormor: Il gabinetto  fuori, figliolo. Hackermeyer
prosegu barcollando fino a un divano in fondo alla corsia, dov'era seduto un soldato che stava
fumando. Aveva il braccio destro amputato sotto il gomito e dalla fasciatura colava qualche goccia di
sangue. Come Hackermeyer gli fu vicino alz gli occhi a guardarlo. Salve, disse, agitando la mano
sana. Quel gesto gli fece cadere dalla sigaretta un bastoncino di cenere che gli si sparse sui ginocchi.
Hackermeyer deglut faticosamente. Hai... hai visto un... un sergente? domand. Si sentiva
la lingua gonfia e secca.
Il soldato rise piano. Ne ho visti a mucchi, rispose.
Hackermeyer si schiar la gola, strizzando gli occhi al dolore pi acuto che gli trafisse le tempie.
Che cosa ti sei fatto? domand il soldato.
Hackermeyer lo guard, confuso. Non... non lo so, balbett, guardandosi in giro. Ma sar
meglio che...
Torn indietro e pass oltre l'ingresso dell'albergo. Fuori, nel buio, c'erano parecchie
autoambulanze con la parte posteriore rivolta verso la vetrata. Entrarono due infermieri.
Ehi, ragazzo, non vorresti darci una mano? gli domand uno.
Lascia perdere, Charlie, disse l'altro. Non vedi in che stato ?
Ehi, dite... mormor Hackermeyer mentre quelli se ne andavano.
Charlie gir la testa. Che vuoi?
C' un... un sergente, qui?
Ce n' una quantit. Scegline uno.
No, rispose Hackermeyer. Si chiama... I due se ne andarono. Hackermeyer si sent a un
tratto debolissimo; gli girava la testa, aveva l'impressione che il pavimento fluttuasse sotto i suoi piedi.
Chiuse gli occhi e gli sembr di ondeggiare avanti e indietro, nel buio. Allora si sforz di riaprirli,
temendo di cadere. Coi nervi tesi al massimo si avvi verso il tavolo del portiere. C'era seduto un
infermiere che stava bevendo un bicchiere di caff. Senta, disse Hackermeyer.
L'infermiere alz gli occhi arrossati e cerchiati da grinzose ombre viola. Mmm? mugol.
Ha... ha visto un sergente, Cooley? L'infermiere tossicchi piano.
 della... compagnia C, spieg Hackermeyer, appoggiandosi al tavolo.
L'infermiere scosse la testa. Come vuoi che lo sappia, perdio! rispose, mangiandosi le parole.
Ci sar un milione di feriti, qui dentro!
Hackermeyer rest a guardarlo mentre l'infermiere accennava a una grande scatola dove si
allineavano bottigliette e bicchieri di cartone. Prenditi un gin o un succo di frutta, ti far bene.
Hackermeyer se ne and e si avvi vacillando verso un'arcata che si apriva su un salone,
probabilmente la sala da ballo. Pi avanti vide un'altra arcata e al di l quella che doveva essere stata la
sala da pranzo. Entrambe le sale erano immense e affollate fino all'inverosimile di soldati feriti.
Hackermeyer si rese conto della difficolt di ritrovare Cooley l in mezzo e gli sfugg un gemito. E se il
sergente fosse morto? pens con un brivido. Scacci quell'idea, scrollando irosamente le spalle. Non 
morto, dichiar a se stesso.
Si ferm e si pass la destra sulla fronte sudata, poi si guard la mano. Aveva le nocche ruvide
e screpolate, incrostate di sangue raggrumato. Lasci ricadere la mano e riprese a camminare, innanzi e
indietro lungo le corsie della sala da ballo, cercando Cooley. In un angolo vide un ragazzo che
piangeva e gli sembr Tremont. Guard meglio. Non era lui.
Ehi, dammi un goccio d'acqua! disse un ferito.
Hackermeyer lo guard. Non so... dove...
Lascia perdere, lo interruppe l'altro. E va all'inferno, bastardo!
Hackermeyer prosegu lungo la corsia. Quel soldato gli aveva fatto ricordare Lazzo. Forse
avrebbe dovuto andargli a cercare un po' d'acqua. No, pens subito; non poteva fermarsi finch non
avesse ritrovato Cooley.
Percorse tutta la sala da ballo, scrutando ogni viso. Quando incontrava un medico o un
infermiere chiedeva notizie di Cooley, ma nella maggior parte dei casi quelli tiravano dritto senza
rispondere, troppo indaffarati per badare a lui. I pochissimi che si fermavano non sapevano chi fosse
Cooley e men che meno dove si trovasse. Hackermeyer continu a cercare. Non osava sedersi n
coricarsi, ora, certo che, se lo avesse fatto, non sarebbe pi riuscito ad alzarsi. Si trascin nella sala da
pranzo, col sangue che gli pulsava dolorosamente alle tempie e le gambe molli. Cooley non era
nemmeno l.
Si abbandon sull'ultimo gradino della scala, nell'atrio. Non  morto, ripeteva a se stesso. Sta
bene, lo so. Ma la paura, cresceva.
Ehi, tu, scostati! disse una voce alle sue spalle.
Hackermeyer si volt e vide un infermiere che scendeva sostenendo un ferito. Si alz e segu
con lo sguardo i due uomini, poi alz gli occhi a guardare la scala. Ci deve essere altra gente lass,
pens. Si attacc al corrimano e prese a salire. Ogni gradino gli costava uno sforzo indicibile. Sentiva
un desiderio disperato di stendersi e chiudere gli occhi, ma resistette con tutte le forze.  di sopra, disse
a se stesso. Il sergente Cooley  di sopra.
Incontr un medico che scendeva.
Signore... mormor.
Il medico lo guard.  meglio che tu stia sdraiato, figliolo, disse.  Ci sono... altri feriti, di
sopra?
Il medico lo guard con un sorriso triste. A ogni piano, figliolo. Batt leggermente una mano
sul braccio di Hackermeyer.  meglio che tu scenda a riposarti un po'!
No, devo cercare...
Come vuoi, figliolo, come vuoi, lo interruppe bruscamente il medico. Per faresti meglio a
startene coricato.
Ha visto...
Ma il medico se ne and. Hackermeyer vide ondeggiare la scala e s attacc alla balaustra,
ansimando. No! pens. Non posso! Rimase immobile per un momento, aggrappato alla balaustra.
Avrebbe proprio dovuto sedere un poco. Scroll la testa, ostinato. No. Doveva trovare Cooley, prima.
Riprese a salire, stringendo i denti. La scala si stendeva senza fine davanti a lui, e ogni gradino
era pi alto del precedente. Hackermeyer continu a salire, incerto, fermandosi a ogni scalino. Gli
sembrava di avere gambe e caviglie di vetro pesante e fragilissimo, pronto ad andare in frantumi da un
momento all'altro. Il sudore gli gocciolava dai sopraccigli, gli scorreva a rivoletti sulle guance. Ancora
un poco, disse a se stesso. Ancora un poco e sei arrivato. Ci sei. Un altro pezzetto; ancora un
pezzettino. Ancora un passo. Ancora uno.
Quando raggiunse finalmente il secondo pianerottolo si appoggi tremante alla parete; poi,
incapace di reagire, croll di schianto. No, no, implor, lottando freneticamente contro il buio. Se fosse
svenuto avrebbero potuto portare via Cooley senza che lui lo vedesse.
Rialz la testa che gli pesava come piombo e guard lungo il corridoio, strizzando gli occhi.
Non vide altro che feriti sdraiati a spalla a spalla sul pavimento; sopra la testa di molti era appesa una
bottiglia di plasma. Tossendo debolmente si attacc alla parete e finalmente riusc ad alzarsi e a
rimettersi in cammino.
Era davanti alla porta della prima camera quando ud un urlo lacerante. Si gir di scatto,
trattenendo il respiro, e vide una mezza gamba cadere con un tonfo sul pavimento. Un fiotto soffocante
di bile gli gorgogli in gola mentre riprendeva a camminare, la scena appena vista ancora stampata nel
cervello: sul tavolo, il giovane soldato che cercava di alzarsi a sedere, col viso stravolto in
un'espressione di dolore e di orrore; l'infermiere che cercava di tenerlo gi e il chirurgo che si
raddrizzava, col viso grigio e uno scalpello sanguinante in mano. Gli si rovesci lo stomaco. Cadde
barcollando contro la parete, vi appoggi la fronte in cerca di un po' di fresco. Ti prego, Dio, ti prego!
Hack!
Hackermeyer gir di scatto la testa.
Qui, figliolo!
Hackermeyer non pot trattenere un singhiozzo. Cooley giaceva supino a qualche metro da lui e
sopra la sua testa era appesa una bottiglia di plasma. Hackermeyer barcoll fino a lui e scivol sui
ginocchi. Gli parve che il viso del sergente svanisse in un'ombra fluttuante.
Calma, figliolo, mormor il sergente.
Hackermeyer credette di non vederci pi. Chiuse gli occhi, li riapr. Come in sogno scorse la
propria destra tendersi verso Cooley. Il sergente alz la sinistra e le loro dita si intrecciarono.
Sono contento di vederti, figliolo, disse il sergente.
Hackermeyer credette di aver riso. Si asciug inconsciamente le lacrime. S? Tir su col
naso, felice. S. C... come sta?
Oh guarir presto, caro. E tu come stai?
Benone.
Cooley grugn sorridendo. Benone, eh? Sembri uscito dal bidone della spazzatura. Qua!
Lasci la mano del ragazzo, prese un angolo della propria coperta e gli asciug il viso. Sei in un
bagno di sudore!
Davvero? Hackermeyer sorrise distrattamente. Non... non so che cos'ho. Non so nemmeno
perch mi abbiano portato qui.
Come mai te ne vai in giro a passeggiare?
Andavo... Hackermeyer fece un gesto vago. Cercavo lei!
Cooley gli sorrise con affetto.
Mi hai salvato la vita, figliolo!
Hackermeyer scosse la testa. Non ho fatto niente, io!
Accidenti se lo hai fatto! ribatt Cooley con una smorfia affettuosa. Di pi, stavi per far
fronte a tutto il dannato esercito dei kraut, per poter riuscire!
Io?
Ho visto, sai? I caricatori sul pavimento, le granate. Cooley sbuff lievemente. Che cosa
avevi intenzione di fare... ammazzarli tutti quanti?
Hackermeyer si strinse nelle spalle. No, mormor. Volevo soltanto...
S'interruppe e scroll la testa. No, disse calmo. Sapevo che stavo per morire.
Avresti potuto scappare con gli altri.
Hackermeyer scosse di nuovo la testa. Non senza di lei, dichiar.
Si guardarono per un attimo in silenzio. Poi Hackermeyer toss imbarazzato. Ma... che cosa ci
 capitato, in fin dei conti?
Per quel che posso immaginare, spieg Cooley, dev'essere caduta una bomba sulla casa. E
probabilmente ha fatto saltare anche il carro armato.
Oh! Hackermeyer fece una smorfia. Stanno... tutti bene, gli altri?
Tremont  rimasto ucciso, non lo sapevi?
Il viso di Hackermeyer perdette tutta la vitalit. Davvero? mormor.
S, lo hanno beccato nella piazza, povero bambino.
Non lo sapevo.
Non so niente di Guthrie e di MacFarland, invece, riprese Cooley. Sono rimasto svenuto
tutto il pomeriggio.
Hackermeyer si sforz di sorridere. Immagino che si sia beccata una ferita coi fiocchi, vero?
Credo proprio di s.
Non avrebbe dovuto...
La voce di Hackermeyer si spezz sotto una gelida stretta di terrore. Il sergente Cooley non
sarebbe pi stato con la sua squadra!
Che cosa c', figliolo? domand il sergente.
Niente. Hackermeyer abbass la testa perch Cooley non vedesse le contrazioni della sua
gola. Avrebbe voluto essere capace di dirgli quel che sentiva. Immagino che... che andr a casa
adesso, no? domand con un filo di voce.
Non lo so, Hack.
Oh gi! Il ragazzo annu. Bene, riprese, chiss che... Alz le spalle. ... che... non ci si
riveda... una volta o l'altra.
Lo spero, rispose Cooley.
Voglio dire... Hackermeyer abbass gli occhi, poi li rialz ansiosamente. Aveva dunque
dimenticato, Cooley?
Vieni quando vuoi, figliolo, prosegu il sergente.
Hackermeyer fu scosso da un tremito. S, certo, balbett. Io... io verr di sicuro.
Un trepestio di piedi lungo il corridoio. Hackermeyer gir la testa e vide un medico e due
portaferiti fermarsi accanto a loro.
Questo va via, disse il medico, accennando a Cooley.
Hackermeyer sent stringersi dolorosamente il cuore. Guard inebetito i due uomini che
trasferivano Cooley sulla barella. Prendete anche me, preg mentalmente; prendete anche me, per
favore!
Cooley gir la testa a guardarlo.
Sta' attento, ora, Hack! gli raccomand. E arrivederci!
S. Mentre seguiva con lo sguardo i portaferiti che se ne andavano col sergente, Hackermeyer
si sentiva scoppiare la testa. A un tratto balz in piedi e corse barcollando lungo il corridoio, i denti
stretti contro le fitte dolorose che gli trapassavano il cranio. Si ferm in cima alla scala e guard la
barella con Cooley che attraversava l'atrio. Addio! grid una voce nel suo cervello.
Addio! mormor. Rest immobile finch Cooley non scomparve al di l della vetrata. Poi gli
parve che una cappa di piombo gli calasse sulle spalle. Si abbandon sul primo gradino e appoggi la
testa alla balaustra. Addio! ripet la voce. Ma ci rivedremo. Verr da lei, verr a stare con lei, d'accordo?
Quando finalmente si rialz e torn lentamente nel corridoio, non sapeva quanto tempo fosse passato. Entr in una delle camere meno affollate e, trovato un posto libero, si coric. Gli parve che il suo corpo colasse tra i listelli del pavimento come cera fusa. Soltanto il suo cervello era ancora attivo. Pens alla propria vita nel ranch di Cooley. Come sarebbe stata? Lo avrebbe accettato, la signora Cooley? O le avrebbe ricordato troppo il figlio perduto? Forse avrebbe potuto sostituire Jimmy, pens; ma corrug subito la fronte. Non avrebbe potuto, naturalmente; la signora Cooley se ne sarebbe avuta a male, se lo avesse tentato. Non era nemmeno riuscito a sostituire il cuginetto morto...
Strinse risolutamente le labbra. Non importava, pens. Avrebbe fatto in modo che gli volesse bene lo stesso. Avrebbe lavorato cos sodo, sarebbe stato cos gentile che lei avrebbe dovuto volergli bene per forza. Dopo tutto, non aveva forse salvato la vita di suo marito? Sorrise, immaginando il momento in cui Cooley lo avrebbe presentato a lei. Questo  il ragazzo che mi ha salvato la vita, le avrebbe detto. E lei gli avrebbe gettato le braccia al collo e lo avrebbe baciato sulle guance. Sii il benvenuto in questa casa, avrebbe detto. E Cooley: Certo che sei il benvenuto... figliolo.
Respir in fretta per vincere l'oppressione che lo soffocava. Gli voglio bene! Quelle parole gli lampeggiarono a un tratto nel cervello e dapprima lo sorpresero, lo misero quasi a disagio. Poi si riprese. E con questo? pens. Perch non avrebbe dovuto volergli bene? Non si salva la vita di una persona perch le si vuol male, no? Perdio!
Aggrott le sopracciglia. Guthrie non aveva detto che l'amore era la risposta a tutto? Gli venne in mente che l'amore doveva essere stata la sola forza posseduta da Linstrom. Forse per quello
Linstrom lo irritava tanto!
Chiuse gli occhi. Non pensarci pi, disse a se stesso. Era troppo complicato. Non era cos facile spiegare le cose. L'amore era la risposta. Benissimo, avrebbe lasciato che cos fosse. Quella constatazione gli fece piacere e per il momento tanto bastava.
Ehi!
Hackermeyer apr gli occhi e guard alla propria destra. Su una barella, in un angolo della stanza, giaceva un soldato quasi interamente avvolto di bende, come una mummia informe.
Hackermeyer spalanc la bocca. Gli occhi della mummia lo guardarono fisso per un poco, poi le sue labbra si mossero e ne usc una voce roca e spezzata.
Bene, non suoner mai pi il violino, disse la mummia.
La bocca di Hackermeyer si spalanc ancora di pi. Guthrie?
In persona, gracchi la mummia. Non preoccupatevi, ragazzi, solo la carne soffre.
Hackermeyer si gir su un fianco e si tir su, appoggiandosi a un gomito. Che cosa  stato?
Oh mi  soltanto caduto addosso un muro, rispose Guthrie.
Un muro?
S, uno stramaledetto muro, ripet Guthrie, accennando di s con la testa avvolta da un mucchio di bende. Dove diavolo ti eri cacciato, tu?
Io?
Ero rimasto ad aspettarti, spieg Guthrie roco. Quando sei tornato in quella casa con
Cooley, ho detto agli altri che mi sarei fermato per coprirvi quando foste usciti. E invece non siete pi venuti fuori. Poi cominciarono a cadere quelle stramaledette bombe e patatrac, io sono rimasto sotto il
muro. Bella maniera di fare l'eroe, perdio!
Hackermeyer non seppe che cosa dire. Continu a fissare Guthrie con espressione addolorata.
Hai... hai male? domand.
No, sono imbottito di roba varia. Non sento niente. Soltanto rabbia!
Cielo, mi dispiace! Hackermeyer scosse la testa. Un muro! ripet.
E tu? domand Guthrie.
Io... sono rimasto in trappola in quella casa. Credo che... mi sia caduta addosso... Su di me e su Cooley. Si illumin in viso. L'ho visto poco fa.
Ah s? Come sta?
Bene. L'hanno portato via. All'ospedale, credo.
Guthrie annu.
Capisco. Toss debolmente. Che ne  stato di MacFarland?
Non lo so.
L'ultima volta che l'ho visto se ne stava andando via con gli altri, brontol Guthrie. Spero
che stia bene.
Sai che Tremont  morto?
Lo so. L'ho visto cadere.
Ah! Hackermeyer annu. Bene, riprese, penso che... andrai a casa, ora.
Credo, mormor Guthrie. Poi sbuff lievemente. Nemmeno questa volta mi hanno
ammazzato. Tanto vale che tiri avanti.
Hackermeyer lo guard, stupito.
Volevi farti ammazzare?
La mummia sospir. Non lo so. Non credo che me ne importasse molto. Grugn. Bench sia
andato fuori della grazia di Dio quando siamo rimasti intrappolati in quella casa, vero? Ma credo che mi seccasse soltanto crepare cos stupidamente. Nient'altro.
Hackermeyer annu. Tutti andavano a casa, tranne lui, pens.
Dove andrai a stare? domand.
Se mi mandano in congedo, vuoi dire?
S.
Oh... Trover bene un posto. A Santa Monica, a Malibu.
Non andrai a stare con tuo padre?
Santo cielo, no! Si  appena risposato. Non ha voglia di avermi tra i piedi.
Hackermeyer grugn. Strano! Da quando si erano conosciuti era la prima volta che Guthrie gli appariva come un ragazzo della sua et.
Io vorrei... cominci.
Che cosa vorresti, Hackermeyer? domand la mummia.
Oh... Hackermeyer esit. Io... andr a stare con Cooley, annunci.
La mummia lo scrut curiosamente.
Ah s?
S. S, mi ha detto di andare ad abitare nel suo ranch a... Ho dimenticato il nome. Si irrigid.
Oh Dio, ho dimenticato il nome! No, no, ... Taos, Taos. Nel Nuovo Messico.
La conosco. Ci sono stato, una volta.
Davvero?
C' una colonia di artisti, spieg Guthrie. Ci sono andato una volta con mio padre, a trovare un pittore, uno svitato.
Ma...
Oh, ma ci sono certamente anche dei ranches, assicur Guthrie.
Ah! Hackermeyer deglut faticosamente. Bene, io andr ad abitare l.  un peccato...
S'interruppe, impacciato. Be', peccato che non possa venirci anche tu.
Guthrie rise piano. Io? Ad abitare con Cooley? Che pazzia! La risata si spense in un sospiro.
Eh s! E un vero peccato per Russell Guthrie! Che ne sar di lui?
La mummia grugn.
Ci risentiamo domani, disse.
Hackermeyer giaceva supino, le mani intrecciate dietro la testa. Aveva appena riposto il
portafogli, dopo avere guardato a lungo la fotografia della mamma. L'aveva riposto senza la consueta
fitta di dolore perch, per la prima volta a sua memoria, l'avvenire pareva promettergli qualcosa di
buono e lui non aveva pi da rattristarsi per quello che avrebbe potuto essere.
Ripens al desiderio di morire provato in quegli ultimi giorni. Ora sapeva che era stato soltanto
un desiderio di evasione. Non desiderava pi di morire. Voleva affrontare la vita.
Si accigli, assalito di nuovo dai dubbi. Era davvero tanto cambiato? Come era possibile, in
tempo cos breve? Fiss a lungo il soffitto, finch gli venne in mente che non importava quanto egli
fosse cambiato. Sapeva di dover cambiare e questo soltanto importava. Aveva ancora un lunghissimo
cammino da percorrere, ma almeno era gi sulla buona strada.
Chiuse gli occhi e sospir. Buona notte, pens; ci rivediamo domattina, Hack.
Sternuti. Maledetto raffreddore!
...
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...
23 DICEMBRE 1944.
...
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...
IL sergente Everett Hackermeyer guardava le colline ammantate di neve, oltre Saarbrcken. Un vento gelido spazzava la piazza e scuoteva i teloni degli autocarri che si allineavano accanto alla compagnia; gli autocarri che li avrebbero riportati in Belgio.
Si volt a guardare la sua squadra: MacFarland, il suo aiutante, e le quattro riserve; trattenne a fatica un sorriso. Tre delle riserve erano ragazzi di diciotto anni. Gli sembravano cos giovani, cos inesperti! Al loro confronto si sentiva un veterano, lui!
Si volt a guardare l'autocarro che indietreggiava verso il plotone. Dopo un momento i suoi occhi si perdettero nel vuoto. Forse potrai arrivare a Natale, pens. Sorrise, ricordando tutte le volte che Cooley aveva ripetuto quelle parole. Avrebbe visto il Natale, dopo tutto. E se fosse stato il suo destino, avrebbe visto anche tutta quella maledettissima guerra, fino alla fine. Poi sarebbe andato nel Nuovo Messico, ad abitare con Cooley. Niente avrebbe potuto trattenerlo. E nel frattempo avrebbe avuto cura della sua squadra. Come ne aveva avuto cura Cooley.
Lo stridore dei freni lo richiam alla realt. Attenti! In fila! grid un ufficiale. Hackermeyer si gir verso la sua squadra, le labbra socchiuse, cercando le parole per il suo primo ordine. Poi grugn, divertito. Attenti! grid. Andiamo, bambini! Si volt dall'altra parte sorridendo. Strano! pens. Per quel che ricordava era la prima volta che cercava di scherzare. Guthrie sarebbe stato fiero di lui. S'incammin davanti agli altri.
...
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...
FINE.